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N. 10 novembre 2009
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Maria,
maestra di sequela di GEORGE FONTANA fms "Un’azione
discreta" Marcellino Champagnat (1789-1840), fondatore
dei Fratelli maristi: «Conquistato dall’amore che Gesù e Maria hanno
avuto per lui e per gli uomini». Come molte comunità, i Fratelli maristi (Fms) trovano le loro radici in Francia dopo la Rivoluzione, nel periodo 1800-1825. Un gruppo di seminaristi di Sant’Ireneo, seminario maggiore di Lione, progettava di formare una "società mariana" – pensandola come «l’opera di Maria» – e composta da preti, suore, laici, e dietro l’insistenza del seminarista Marcellino Champagnat, anche di fratelli insegnanti. Perché l’insistenza? Da ragazzo, Marcellino aveva sperimentato sulla sua pelle la cattiva qualità delle scuole di campagna. Voleva dare un’educazione ai giovani poveri, mediante una buona scuola, e con questa una speranza di futuro.
Già nel gennaio l817, dopo soltanto quattro mesi come vicario, Marcellino comincia a riunire un piccolo gruppo di giovani discepoli. Lentamente, e fra mille difficoltà, il numero di discepoli e di scuole un po’ alla volta aumenta. Inoltre – una cosa che parla molto ai suoi Fratelli – Marcellino ha lavorato di persona con gli operai e i giovani Fratelli nella costruzione della futura casa centrale. Marcellino era convinto che la sua attività rappresentasse soltanto una parte di una realtà spirituale più grande, cioè la Società di Maria. Era molto impegnato nell’aiutare i Padri maristi e nella promozione vocazionale per le Suore mariste. Marcellino muore nel 1840, all’età di 52 anni. Dopo la morte, la Congregazione ha conosciuto un grande sviluppo soprattutto in Francia e, durante gli anni di laicizzazione delle scuole nel Paese (1875-1903), una migrazione straordinaria fuori dalla madrepatria. Nelle Costituzioni, il carisma del Fondatore è descritto nel modo seguente: «Guidato dallo Spirito, Marcellino Champagnat è stato conquistato dall’amore che Gesù e Maria hanno avuto per lui e per gli uomini. Questa esperienza, unita alla sua apertura agli eventi e alle persone, è all’origine della sua spiritualità e del suo zelo apostolico e lo rende sensibile ai bisogni del suo tempo, specialmente all’ignoranza religiosa e alle situazioni di povertà dei giovani.
La fede e il desiderio di compiere la volontà di Dio gli rivelano la sua missione: "Far conoscere ed amare Gesù Cristo"». Per quanto riguarda la spiritualità dei Fratelli maristi, le stesse Costituzioni dicono: «La spiritualità lasciataci in eredità da Marcellino Champagnat è mariana ed apostolica. Scaturisce dall’amore di Dio, si sviluppa con il dono di noi stessi agli altri e ci conduce al Padre. In tal modo la nostra vita apostolica, di preghiera e comunitaria, si armonizzano fra loro. Gesù è il tutto della nostra vita, come lo è stato per Maria. La nostra azione, come quella di Maria, resta discreta, improntata a delicatezza, rispettosa delle persone. Prendendo esempio dal Fondatore, ci manteniamo alla presenza di Dio e attingiamo il nostro dinamismo nei misteri del presepio, della croce e dell’altare. Attendiamo solo da Dio il risultato del nostro lavoro, persuasi che "Se il Signore non costruisce la casa, invano lavorano i costruttori"». George Fontana |
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