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N. 10 novembre 2009
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Studi e ricerche di LUCIANO RUGA sodc Nel tempo della vita «Ma l’amore ricevuto in dono... va reso
visibile nei propri gesti, nelle scelte, nei comportamenti». Vi è una grande profondità nella vocazione di ciascuno. La risposta a Dio possiede in sé una dimensione, autentica e personale, che va rispettata. Ridurre la vocazione personale all’essere, per esempio, prete o suora, coniugato o celibe impegnato nel mondo, significa incasellare, dentro un abito o un luogo, le dimensioni della propria fede e del proprio amore. Vi è il rischio di rimpicciolire la vita, soffocandola dentro spazi troppo angusti. Bernadette Nel discernimento sulla propria risposta vocazionale, la veggente di Lourdes, santa Bernadette, è davvero maestra. Ha saputo, infatti, comprendere e accettare serenamente il limite che la propria condizione di salute le imponeva. Era inoltre abitualmente attenta a quanto le accadeva, con ragionamenti saggi e concreti. Opponeva, infine, una sana resistenza a quanti volevano accaparrarsi "la veggente", quasi fosse un trofeo da aggiungere negli armadi del proprio Ordine religioso.
Considerare serenamente la nostra realtà, seguendo l’esempio di Bernadette, permette di vedere con chiarezza i sentieri possibili, quelli su cui potremo davvero camminare e crescere. Non ci rallegriamo, infatti, di astrazioni o di pii pensieri, come non ci nutriamo dell’idea del cibo, ma di alimenti concreti. La nostra vita cristiana non si realizza dentro ideali mai attuati; non cresciamo nella fede coltivando propositi sottratti, in perpetuo, alla prova della dura realtà. Abbiamo bisogno di essere educati dalle nostre esperienze, imparando a riflettere su di esse, alla luce della Parola di Dio. È soprattutto l’incontro con gli altri a diventare una "rivelazione" di noi stessi, a farci scoprire chi siamo e di quale amore siamo capaci, come risposta all’amore di Dio per noi. Un sano realismo Nel discernere la propria vocazione, Bernadette si era proposta di operare una scelta senza eccezioni. Voleva scegliere un ordine religioso in cui realizzare la propria aspirazione ad una vita di consacrazione a Dio e di servizio degli altri. Per operare tale scelta riteneva necessario dover vivere pienamente gli impegni che avrebbe assunto, rispettando totalmente le prescrizioni, gli usi, lo stile di vita. Bernadette, ad esempio, non aveva una situazione di salute che le permettesse di sostenere l’osservanza carmelitana. Non accettò, pertanto, di entrare in convento, quando le prospettarono l’opportunità di alcune dispense dagli impegni comuni. Un ulteriore criterio, poi, si aggiunse al suo discernimento. Lo scoprì ripensando alla sua esperienza di vita a Lourdes, non appena terminate le apparizioni. Il contatto dei pellegrini, dei malati, dei poveri, dei bambini, le fece prendere coscienza di sé e del bisogno intenso che aveva di darsi, di prodigarsi per gli altri.
Questo sano realismo, questa concreta accettazione di sentieri possibili, ha consegnato a Bernadette la possibilità di una gioia autentica e duratura. Si tratta di una felicità che bisogna imparare a scorgere e a sperimentare. Sovente, infatti, una tale gioia non è immediata né facile. È come se questa si nascondesse un po’, nel profondo dell’animo, come a volersi difendere, resistendo alle contrarietà e ai dolori. Il segreto della gioia di Bernadette è stato il suo grande amore, poiché la gioia è il primo frutto dell’amore. Siamo così invitati ad entrare, con Bernadette, nello spazio della fede, dell’amore semplice e quotidiano, con una speranza da coniugare, umilmente, tra le fatiche del cammino. La vita e la preghiera hanno condotto Bernadette ad essere capace di dialogare con l’infinito, sperimentando la gioia della salvezza dentro ogni vicenda, senza nulla scartare, senza rifuggire nessun momento. Bernadette è una giovane ragazza, educata dal silenzio dei campi, dalla laboriosa dedizione a ciò che era necessario, capace di condividere fatiche e slanci della propria famiglia, della gente del suo paese, delle consorelle del convento. La forza trasformante, nell’esperienza di fede e di amore di questa Santa, è la medesima che raggiunge ciascuno di noi, giorno dopo giorno, nel tempo della vita. Luciano Ruga P. Schiavone, Il discernimento. Teoria e prassi, Paoline 2009, pp. 648, € 30,00.
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