Madre di Dio

 

N. 10 novembre 2009

 Alcuni suggerimenti
    Sergio Gaspari

 Non è un mito

«Continua solamente a credere»
    Giovanni Ciravegna

"Madre senza peccato..."
    Arrigo Miglio

Maria e la rivoluzione al femminile
    
Giuseppe Daminelli

Nel tempo della vita
    Luciano Ruga

L’unica mediazione di Cristo
    Stefano De Fiores

«Un’azione discreta»
  
 George Fontana

"Epifanie della Madre di Gesù"

La "Signora dei santi"
    
Sergio Gaspari

Il cuore di una buona mamma
    
Alberto Rum

Fatti e persone
    
a cura di Stefano Andreatta

Anche gli apicoltori...
  
 Vittorio Santandrea

«Il tempio del tuo corpo»
  
 Eliseo Sgarbossa

«Come nella pura atmosfera di Nazaret»
    Visitandine di Moncalieri

La carità trasforma il mondo
    
Maria Di Lorenzo

«Ravviva il nostro animo»
    Luisa Tarabra

Opinioni

Scaffale

Famiglia Paolina
   
Giovanni Perego

Santuari mariani Extraeuropei
  

Madre di Dio n. 10 novembre 2009 - Copertina

 Editoriale

  

  
Non è un mito

   

«L'uomo moderno l’aspetta ancora questa vita eterna, o ritiene che essa appartenga ad una mitologia ormai superata? In questo nostro tempo, più che nel passato, si è talmente assorbiti dalle cose terrene che talora riesce difficile pensare a Dio come protagonista della storia e della nostra stessa vita.

L’esistenza umana però, per sua natura, è protesa a qualcosa di più grande, che la trascende; è insopprimibile nell’essere umano l’anelito alla giustizia, alla verità, alla felicità piena. Dinanzi all’enigma della morte, sono vivi in molti il desiderio e la speranza di ritrovare nell’aldilà i propri cari. Come pure è forte la convinzione di un giudizio finale che ristabilisca la giustizia, l’attesa di un definitivo confronto in cui a ciascuno sia dato quanto gli è dovuto.

Congedo di Mosè dal popolo e sua morte, miniatura del sec. IX (Bibbia di Carlo il Calvo), Abbazia di San Paolo fuori le Mura, Roma.
Congedo di Mosè dal popolo e sua morte, miniatura del sec. IX (Bibbia di Carlo il Calvo),
Abbazia di San Paolo fuori le Mura, Roma (foto G. Giuliani).

Anche per i cristiani talvolta la "vita eterna" appare solo come una qualificazione quantitativa, come "una vita che dura per sempre". Essa in realtà è una nuova qualità di esistenza, pienamente immersa nell’amore di Dio, che libera dal male e dalla morte e ci pone in comunione senza fine con tutti i fratelli e le sorelle che partecipano dello stesso Amore.

L’eternità può essere già presente al centro della vita terrena e temporale, quando l’anima, mediante la grazia, è congiunta a Dio, suo ultimo fondamento. Tutto passa, solo Dio non muta.

Dice un salmo: "Vengono meno la mia carne e il mio cuore; ma la roccia del mio cuore è Dio, è Dio la mia sorte per sempre" (72-73,26).

Tutti i cristiani, chiamati alla santità, sono uomini e donne che vivono saldamente ancorati a questa "Roccia"; hanno i piedi sulla terra, ma il cuore già nel Cielo, definitiva dimora degli amici di Dio.

La "vita eterna" non è dunque qualcosa di staccato dalla vita di tutti i giorni e in fondo inutile. Essa è "il nostro ultimo e definitivo destino, che dà senso alle situazioni quotidiane".

Ravviviamo il gioioso sentimento della comunione dei santi e lasciamoci attrarre da loro verso la meta della nostra esistenza: l’incontro faccia a faccia con Dio. Preghiamo che questa sia l’eredità di tutti i fedeli defunti, non soltanto dei nostri cari, ma anche di tutte le anime, specialmente quelle più dimenticate e bisognose della misericordia divina.

La Vergine Maria, regina di tutti i santi, ci guidi a scegliere in ogni momento la vita eterna, la "vita del mondo che verrà", come diciamo nel Credo; un mondo già inaugurato dalla risurrezione di Cristo, e di cui possiamo affrettare l’avvento con la nostra conversione sincera e le opere di carità» (Benedetto XVI, 1.11.2006).