Madre di Dio

 

N. 7 luglio 2009

 Amori inseparabili
    Sergio Gaspari

 Anna
  
 Mariaxaveria Bertola

Il racconto di una festa di nozze
    Giovanni Ciravegna

"Madre castissima..."
    Alceste Catella

Il segreto della sua vita
    
Giuseppe Daminelli

L’Eucaristia e Maria
    
Salvatore M. Perrella

Armonizzare pietà popolare e liturgia
    Stefano De Fiores

È presente nel dialogo ecumenico

Guida esperta e luminosa
    
Sergio Gaspari

Come in ogni focolare domestico...
    
Alberto Rum

Fatti e persone
    
a cura di Stefano Andreatta

Noi, artigiani della pace
  
 Giuseppe Pelizza

«Soccorri a la mia guerra»
  
 Eliseo Sgarbossa

«Mamma, come sei bella!»
    Teresio Oliveri

Moglie, mistica e santa
    
Maria Di Lorenzo

Una filiale confessione di fede
    a cura della Redazione

Opinioni

Scaffale

Nella Famiglia Paolina
   
Giovanni Perego

Santuari mariani Extraeuropei
  

Madre di Dio n. 7 luglio 2009 - Copertina

 

 

 

 

 Egitto - I più importanti santuari mariani della Nazione

 a cura di BRUNO SIMONETTO

La Santa Famiglia profuga in questa terra
  

Non si può parlare dei santuari mariani d’Egitto senza ricordare il fatto fondamentale della venuta della Santa Famiglia, profuga in questa terra.

Lo ha sottolineato lo stesso Giovanni Paolo II, all’Angelus del 17 gennaio 1988, mettendo in rilievo i "luoghi mariani" legati alla permanenza di Gesù, Maria e Giuseppe in terra egiziana, dicendo fra l’altro: «I "luoghi mariani" dell’Egitto hanno un significato tutto particolare, essendo legati, in forza di antichissime tradizioni, al ricordo del passaggio della Santa Famiglia, secondo gli accenni presenti nel Vangelo di Matteo (cf Mt 2,14-15.19-21).

Tra i luoghi di culto mariano, che a tal riguardo possiamo menzionare, vi è innanzitutto il Villaggio di Matarieh, a breve distanza dal Cairo, dove, accanto a numerosi centri di culto copto-ortodossi, esistono anche una chiesa copto-cattolica ed un carmelo, nel quale le monache, nel ricordo della permanenza della Santa Famiglia in Egitto, pregano in modo speciale per tutti coloro che, per vari motivi, sono perseguitati e sono costretti a lasciare la loro patria ed a cercare rifugio in terra straniera.

Un altro centro di culto mariano meritevole di citazione è la chiesa dedicata alla Madonna di Maadi, alla periferia del Cairo, sulla riva del Nilo. Il tempio sembra risalire addirittura al V secolo, anche se ha subìto, nel corso dei secoli, ed anche di recente, modifiche e restauri. È affidato ai cristiani copto-ortodossi, e numerosi sono i pellegrini che giungono continuamente a questo Santuario per affidare le loro intenzioni alla "Mediatrice di tutte le Grazie".

Il passaggio della Santa Famiglia è ricordato anche dalla grotta a lei dedicata, che si trova sotto il Santuario dei santi Sergio e Bacco, nel vecchio Cairo, ai margini dell’antica città di El-Fustat, prima capitale dell’Egitto islamico.

Visita di Giovanni Paolo II al monastero di santa Caterina (viaggio apostolico in Egitto, 24-26.2.2000).
Visita di Giovanni Paolo II al monastero di santa Caterina (viaggio apostolico in Egitto, 24-26.2.2000 – foto Giuliani).

Anche questo piccolo ma prezioso luogo di culto è officiato dai copto-ortodossi. La sua storia antica ed illustre registra anche, sotto gli auspici della Madre di Dio, la presenza e l’influenza dei cattolici, in special modo dei Francescani, i quali, nel XVII secolo, vi costruirono un ospizio ed ottennero il permesso dagli ortodossi di celebrare la Messa all’altare della cripta della Santa Famiglia.

Questo Santuario attrasse l’attenzione persino dei musulmani, i quali, sotto il regno del famoso Saladino, nell’XI secolo, restaurarono il tempietto che era stato precedentemente distrutto. Ogni anno, il 1° giugno, i copto-ortodossi organizzano qui un pellegrinaggio in ricordo dell’ingresso della Santa Famiglia in Egitto.

I santuari mariani dell’Egitto, oltre ad avere una specialissima importanza in quanto ricordano la presenza storica della Santa Famiglia, hanno sempre rivestito – ed oggi più che mai rivestono – uno speciale interesse dal punto di vista ecumenico, a motivo della devota frequentazione da parte dei fedeli appartenenti a Confessioni diverse (...)».

Ininterrotta fedeltà della Chiesa copta

La tradizione, ripresa nei testi liturgici della Chiesa copto-ortodossa (particolarmente nel Sinassario che si legge durante la Messa della "Festa dell’ingresso della Sacra Famiglia in Egitto"), aggiunge altro, narrando che «la prima città dove giunsero Giuseppe, la Vergine, Salome e Nostro Signore il Messia, fu un villaggio chiamato Basta, dove furono accolti. Scavarono una fonte d’acqua che divenne mezzo di guarigione per tutti, eccetto che per gli abitanti del villaggio. Di là giunsero a Miniah Samanud, attraversarono il fiume e passarono ad Occidente. Nostro Signore impresse il suo tallone in una pietra ad immagine di ciò che sarebbe accaduto in quel luogo, che fu chiamato "Bikha Iesus", ossia "Tallone di Gesù".

Di là andarono verso il fiume occidentale e videro il monte di An-Natrun. La Vergine lo benedisse, sapendo ciò che vi sarebbe stato di "servizio angelico" (nome dato alla vita monastica). Arrivarono poi ad Ashmunain, dove si fermarono per un certo tempo da un uomo chiamato Fallun; questi aveva dei datteri che si prosternarono davanti al Signore e sono rimasti piegati fino a questo giorno.

Quando i giorni che la Santa Famiglia trascorse in Egitto furono compiuti ed Erode era morto, l’Angelo del Signore apparve di nuovo a Giuseppe in sogno e gli disse: "Alzati, prendi il bambino e sua madre e vai in terra di Israele" (Mt 2, 19-20). Tornati ad Ashmunain, essi giunsero ad Al-Muharraka; al loro arrivo a Misr, si fermarono in una grotta, che si trova oggi nella chiesa di Abu Sardjah a Misr. Partirono poi, passarono per Matariah e vi si bagnarono: la fonte ne fu benedetta e da allora ne fluisce l’olio balsamico con il quale si porta a termine il Battesimo, si consacrano le chiese, gli altari ed i vasi sacri; con lo stesso si confezionano farmaci per le guarigioni e si offre pregiato regalo ai sovrani. Di là passarono ad Al-Mahammah. Col suo ritorno si compì la profezia di Osea che aveva detto: "Dall’Egitto ho richiamato mio figlio" (Os 11,1)».

Sicché – commenta il Sinassario –«è davvero opportuno celebrare la festa della venuta della Santa Famiglia in Egitto, cantando conformemente alla parola del Profeta: "Il Signore opera prodigi e portenti in Egitto e meraviglie nella terra di Saghdan" (Sal 78,43); e anche: "Fece prodigi in mezzo a te, o Egitto, sugli egiziani e in mezzo a loro" (Sal 135,9). Gloria al suo santo nome in eterno. Amen!» (cf Patrologia orientalis, vol. 16, pp. 407-410).

Un'immagine del celebre monastero di santa Caterina, edificato sul versante Nord del monte Sinai.
Un’immagine del celebre monastero di santa Caterina, edificato sul versante Nord del monte Sinai (foto Di Diodato).

In Egitto la devozione per Maria risale, dunque, ai primi secoli. In una cappella sotterranea di Alessandria, risalente al III secolo, un affresco rappresenta la Vergine Maria alle nozze di Cana, che si intrattiene con i servi. La festa dell’Assunzione è la più popolare d’Egitto. La chiamano semplicemente la "Festa della Vergine". Ininterrotta è stata la fedeltà con la quale la Chiesa copta ha venerato Maria. Il calendario copto prevede una trentina di feste della Vergine Maria. Molto venerata è l’icona della Vergine che si trova nella rinomatissima chiesa di Al-Mou’allaqa.

Alcune apparizioni della Vergine Maria, riconosciute dalle autorità della Chiesa copta, hanno avuto luogo a Zeitoun (1968-1970) e a Shoubra (1983-1986). Sul sito www.zeitun-eg.org/zeitoun1.htm si possono vedere le immagini dell’apparizione della Madonna in una chiesa copta dedicata a Maria nel quartiere di Zeitoun al Cairo (1968-1970), immortalata da un fotografo la notte del 2 aprile 1968.

(Un significativo dettaglio: la Vergine si è fatta vedere tanto dalle popolazioni cristiane, quanto da quelle musulmane, che sono maggioritarie nel Paese).

La venerazione dei copti per la Madre di Dio è molto estesa e risale ai tempi più antichi. È in Egitto che si incontra per la prima volta il termine Theotókos, solennemente difeso dal grande Cirillo contro le negazioni di Nestorio nel Concilio di Efeso. In Egitto anche è stata scoperta l’antifona Sub tuum praesidium, la più antica invocazione mariana che si conosca. I copti, a motivo della dimora della Sacra Famiglia in Egitto, amano considerare la propria patria un prolungamento della Terra Santa. Essi ripercorrono gli spostamenti che la loro tradizione attribuisce alla Sacra Famiglia in Egitto, senza preoccuparsi dei problemi di storicità; e sono riusciti a creare dei pellegrinaggi le cui tappe sono punteggiate da numerosi e significativi santuari mariani. Secondo i copti, una benedizione speciale data dalla Madre di Dio durante il suo soggiorno in Egitto, spiegherebbe la fioritura della vita monastica; e fu questa la ragione della consacrazione a Maria di molti monasteri dopo il Concilio di Efeso. Attualmente le chiese dedicate a Maria sono più di 160, tra cui alcune considerate veri e propri santuari mariani perché ricordano soggiorni ivi fatti da Maria e miracoli da lei operati. In alcune di esse ci sono icone miracolose della Vergine, reputate opera di san Luca.

Trattando della devozione mariana in terra egiziana non si può ignorare, perciò, il fatto che qui la religione cristiana è rappresentata soprattutto dalla Chiesa copto-ortodossa, nella quale è sempre stata significativa la riflessione teologica su Maria, confortata peraltro da una secolare e straordinaria condivisione popolare del suo culto da parte di cristiani e musulmani.

A riprova di ciò, ricordiamo ad esempio che dal 18 al 25 maggio dell’anno scorso, in occasione della festa della "Nascita della Vergine", ben due milioni di egiziani di entrambe le religioni si sono riversati nel Santuario mariano sul Monte Al Tir, a Samallut, nella provincia di Al Minya, altro "luogo mariano" proprio perché la Santa Famiglia vi avrebbe qui sostato per tre notti, nel corso dell’esodo in Egitto che, secondo la tradizione islamica, si sarebbe protratto per dodici anni.

b.s.

La facciata della chiesa della Trasfigurazione, che si trova all'interno del monastero di santa Caterina.
La facciata della chiesa della Trasfigurazione, che si trova all’interno del monastero di santa Caterina (foto Giuliani).

Alcuni tra i principali "luoghi mariani"

Delle 160 chiese dedicate alla Vergine in Egitto, alcune sono considerate veri e propri "luoghi mariani" o santuari propriamente detti. Fra i tanti, ricordiamo anzitutto la cappella del Roveto ardente nel monastero di santa Caterina sul Sinai, la Cattedrale di Nôtre Damed’Egitto, il Santuario della Vergine di Zeitoun, la Chiesa-Santuario detta La Sospesa a El-Fustat, Cairo, e la chiesa-santuario St. Mary, a Maadi.
  

1 - Cappella del "Roveto ardente" – Monastero di santa Caterina

Il Santuario mariano più importante dell’Egitto è, comunque, il monastero di santa Caterina nella penisola biblica del Sinai, dove è conservato il ricordo del Roveto ardente che, da tempo immemorabile, i cristiani interpretano come immagine e simbolo della maternità divina di Maria, in quanto la tradizione ha da sempre dato del fenomeno del roveto incombusto un’interpretazione in chiave cristologica e mariana: si legge in tale fenomeno una prefigurazione dell’incarnazione di Gesù per mezzo di Maria che, generando Cristo, conservò intatta la sua verginità. Maria stessa, strumento e luogo dell’incarnazione, non solo non fu annientata per il tremendo impatto (con la divinità), ma conservò anche la sua verginità intatta.

Il roveto così divenne un simbolo e un nome di Maria Vergine; e perciò il monastero di santa Caterina è, a giusto titolo, considerato "luogo mariano".

L’edificio, una vera fortezza costruita ancora ai tempi dell’imperatore Giustiniano, è sempre stato un alto luogo di vita spirituale e monastica, che gode per di più di una biblioteca molto ricca, con manoscritti antichi e una collezione di icone unica al mondo. Il monastero è anche all’origine delle raffigurazioni del Roveto ardente sparse in tutte le chiese del mondo ortodosso e cattolico. Costruito sul versante Nord della montagna detta di Mosè (in arabo: Giabal Mousa), il monastero fu dall’inizio dedicato alla Madre di Dio. Solo dopo il Mille esso assunse il nome di santa Caterina, il cui corpo, secondo la leggenda, vi sarebbe stato trasportato dagli Angeli. La dedicazione alla Madonna, come si diceva, viene dal ricordo del Roveto ardente, il cui arbusto, tuttora miracolosamente verde, vive e vegeta ancora oggi sui fianchi di una cappella detta appunto del Roveto ardente, sita dietro l’altare della chiesa principale e dedicata all’Annunciazione.

Dai numerosi Padri che hanno commentato il tema, riportiamo il pensiero di Esichio di Gerusalemme (+451) il quale, nella sua seconda Omelia sulla Madre di Dio, così commenta: «A te, o Vergine, i Profeti dispensarono lodi; ed ognuno ti ha chiamato Portatrice di Dio. Uno ti disse Verga di Jesse; un altro ti paragonò al roveto che arde e non si consuma, alludendo in tal modo alla carne dell’Unigenito ed alla Vergine Madre di Dio: bruciava ma non si consumava, poiché partorì, ma non aprì il grembo; concepì, ma non contaminò il seno; diede alla luce il bimbo, ma lasciò sigillato l’utero; somministrò il latte, e conservò intatte le mammelle; portava il fanciullo, ma non divenne sposa; crebbe il figlio, ma non v’era padre...».

Il tema del Roveto ardente non poteva non tentare gli artisti che lo hanno raffigurato in miniature su libri, in affreschi su muri di chiese e monasteri e su icone portatili in legno. Le icone più antiche si ritrovano nel convento di santa Caterina sul Sinai e risalgono ai secoli XII-XIV. Dal Sinai il tema si è diffuso nei diversi Paesi di tradizione ortodossa e in Occidente.

La Cattedrale del Cairo, sede del Papato copto.
La Cattedrale del Cairo, sede del Papato copto (foto Salamelik).

2 - Nôtre Dame d’Egitto – Il Cairo

Nel pellegrinaggio di Giovanni Paolo II del 25 febbraio 2000 al Cairo e sul Monte Sinai, particolare rilievo ha avuto la sua visita alla Cattedrale di Nôtre Dame d’Egitto, inaugurata soltanto alla vigilia del Natale dell’anno precedente. Qui, infatti, si è avuto lo storico incontro ecumenico tra Giovanni Paolo II e il capo della Chiesa copta d’Egitto, il patriarca Shenouda III, con i rappresentanti della Chiesa ortodossa, della Comunione luterana e degli anglicani.

La chiesa, una delle più belle cattedrali di tutto il Medio Oriente, conta 29 vetrate di stile copto; e ciò che più colpisce è lo straordinario rilievo dato alla Vergine nelle scene riprodotte, in riferimento agli eventi principali della vita di Cristo e alla storia agiografica dei dodici Apostoli, insieme con i grandi personaggi della Chiesa egiziana, dai tre patriarchi di Alessandria: san Marco, sant’Atanasio e san Cirillo, ai monaci sant’Antonio, san Paolo eremita e san Pacomio. Una cattedrale che è giustamente considerata il "cuore mariano" del Cairo e dell’intero Egitto.

La chiesa Vergine Maria di Zeitoun.
La chiesa Vergine Maria di Zeitoun (foto Stmaryztn.org).

3 - La Vergine di Zeitoun – Sobborgo del Cairo

Per i cristiani copti dell’Egitto parlare della Madonna ha un risvolto duplice: da un lato significa ricordare la visita della Santa Famiglia durante la fuga da Erode; dall’altro vuol dire celebrare le (ancora presunte) apparizioni mariane di Zeitoun, sobborgo del Cairo. Dove il 2 aprile 1968, alle 8 e mezzo di sera, una figura di donna di luce sfolgorante sarebbe apparsa in cima alla facciata della chiesa di san Marco.

Stando ad alcune testimonianze dirette, la Vergine sarebbe prima apparsa a un musulmano, Farouk Mohammed Atwa, a quel tempo affetto da una malattia; il giorno dopo l’uomo fu giudicato guarito. Ma la particolarità di Zeitoun sta in altro: come ha più volte sottolineato padre Boutros Gayed, rettore della chiesa della Vergine Maria di Zeitoun – era fratello del papa dei copti, Shenouda II – «Maria fu vista da milioni di egiziani e da molti stranieri». Non solo: cristiani delle diverse confessioni – copti, ortodossi e cattolici – si riunirono più volte davanti alla miracolosa vista della Vergine, che a volte compariva recando con sé Gesù bambino, altre volte con in mano un ramoscello di ulivo. Il fenomeno inspiegabile proseguì per duetre volte la settimana e terminò nel 1971, non prima di aver riunito, in un’occasione, addirittura 250mila fedeli.

Il Vaticano non ha mai riconosciuto l’ufficialità dell’evento. In ogni caso Zeitoun, stando allo scrittore Vittorio Messori, ebbe un ruolo importante: «La venuta di Maria ha davvero salvato la pace, preservando l’Egitto da una guerra civile sanguinosa come quella che si scatenò in Libano», afferma un vescovo copto, citato da Messori in Ipotesi su Maria. Il presidente Nasser, cercando un capro espiatorio per la disfatta del 1967, aveva organizzato una campagna anti-cristiana. Le apparizioni crearono un clima di concordia tra le fedi e gli egiziani copti furono riaccolti, senza sospetti, nella Comunità nazionale.

Chiesa-santuario La Sospesa.
Chiesa-santuario La Sospesa (foto Panoramio.com).

4 - La Sospesa" – El-Fustat

Presso la "Porta sull’Acqua", un portale a due torri nel souk El-Fustat di Cairo vecchio, venne dedicata a Sitt Myriam (Santa Maria) una chiesa comunemente chiamata La Sospesa o L’Appesa, proprio in riferimento a come fu edificata nel IV secolo, perché pare che l’impianto originario fosse appoggiato su una base di canne e legno, sospesa tra due torrioni di una fortezza romana sui quali sembra poggiare. Distrutta in parte da un incendio, venne ricostruita nell’XI secolo, su basamento di pietra e cemento.

Ampliamenti e ricostruzioni sono continuati da allora, rendendo difficile la datazione precisa di ogni parte della Chiesa-Santuario. Un pulpito di marmo e le pareti divisorie intarsiate in avorio, che nascondono le tre zone dell’altare. La facciata della chiesa è incoronata dalle caratteristiche torri campanarie gemelle, ed è stata aggiunta solo in tempi recenti: risale infatti al XIX secolo. Officiata dai copto-ortodossi, è da sempre un luogo privilegiato di culto mariano, talvolta aperto anche a fedeli di religione musulmana.

Le tre cupole caratterizzano la chiesa-santuario, molto frequentata, di St. Mary.
Le tre cupole caratterizzano la chiesa-santuario, molto frequentata, di St. Mary (foto Webshots).

5 - Chiesa-santuario "St. Mary" – Quartiere di Maadi

La chiesa-santuario St. Mary si trova in un luogo distinto del quartiere di Maadi (Il Cairo), sulla sponda Est del Nilo, a circa 12 km dalla Piazza di Ramses. Secondo la tradizione, la Santa Famiglia si diresse verso Sud, in una barca sul Nilo e approdò proprio a Maadi, dove sorge la chiesa, a ricordo del suo passaggio. Famosa per le sue tre cupole, questa Chiesa-Santuario è visitata ogni anno da fedeli devoti e da turisti provenienti da ogni parte. Il 12 marzo 1976, a detta di alcuni testimoni che avevano partecipato alla celebrazione dell’Eucaristia, uscendo dalla chiesa apparve un grande libro spalancato sulla superficie dell’acqua del Nilo che ondeggiava su e giù: era una copia della Bibbia, aperta al cap. XIX del Libro di Isaia, dove al versetto 25 è scritto: «Benedetto sia l’Egiziano, mio popolo». Come una benedizione del Cielo per l’ospitalità a suo tempo offerta a Gesù, Maria e Giuseppe.

Bruno Simonetto, ssp
  

Cartina topo-geografica dei santuari dell’Egitto