Madre di Dio

 

N. 2 febbraio 2009

 «Una data memorabile»
    Sergio Gaspari

 Sobrietà
    
Battista Galvagno

Il canto del mondo nuovo
    Giovanni Ciravegna

"Vergine delle vergini..."
    Giuseppe Guerrini

Generati nella Chiesa da Maria
    
Giuseppe Daminelli

L’Eucaristia e Maria
    
Salvatore M. Perrella

Ed è beneficiaria di tre beatitudini
    Stefano De Fiores

«Dare dignità al culto»

«Non si può condannarli all’oblio»

Preludio della Pasqua
    
Sergio Gaspari

Singolare e solenne saluto
    
Alberto Rum

Fatti e persone
    
a cura di Stefano Andreatta

«Nel dolore ci sei madre»
  
 Giuseppe Pelizza

Romano detto "Il Melode"
  
 Eliseo Sgarbossa

I beniamini della Madonna
    Domenico Marcucci

Un grande e insondabile mistero
    
Maria Di Lorenzo

«Segno della bellezza»
    a cura della redazione

Opinioni

Scaffale

Nella Famiglia Paolina
   
Giovanni Perego

Santuari mariani Extraeuropei
  

Madre di Dio n. 2 febbraio 2009 - Copertina

 

 

 

 

Santuari mariani nel mondo - Argentina - I più importanti santuari mariani della Nazione

 a cura di BRUNO SIMONETTO

«La devozione alla Madre del Salvatore appartiene alla più pura tradizione popolare di questo Paese» 
(Giovanni Paolo II)

  

Le tradizioni mariane popolari in Argentina sono innumerevoli e vivissime; e la devozione più sentita è indubbiamente quella del rosario.

Moltissimi santuari – parecchie centinaia, sicuramente – impreziosiscono ogni angolo di questa terra del Sud-America; alcuni sono di enorme importanza storica e devozionale, e sono legati allo sviluppo ed alla libertà di questa Nazione, tipo quello di Nuestra Señora de Luján, come vedremo.

In realtà, delle 43 grandi basiliche-santuario che si contano in Argentina, ben 26 sono dedicate alla Madonna. Nella sola Buenos Aires: Nuestra Señora del Socorro, Nuestra Señora del Rosario, Nuestra Señora del Pilar, cattedrale-basilica Nuestra Señora de las mercedes, San Carlos Borromeo y María Auxiliadora, Nuestra Señora de la piedad e Nuestra Señora de Buenos Aires; poi, a Córdoba: basilica-santuario Nuestra Señora de la merced, santuario Nuestra Señora del Rosario del Milagro e basilica-santuario Nuestra Señora del Rosario; a Santa Fe: basilica Nuestra Señora de Guadalupe, basilica Nuestra Señora del Carmen e Basilica della Natividad de la Santísima Virgen; inoltre: Basilica nacional Nuestra Señora de Luján, cattedrale-santuario Nuestro Señor y la Virgen del Milagro a Salta, Cattedrale-Basilica di Nuestra Señora del Valle, a San Fernando del Valle de Catamarca, Basilica del Santíssimo Rosario (convento di san Domenico) a San Miguel de Tucumán, basilica Nuestra Señora del Rosario a Mendoza, Cattedrale-Basilica dell’Inmaculada Concepción del Buen Viaje a Morón, cattedrale-basilica Nuestra Señora del Rosario a Rosario, cattedrale-basilica Nuestra Señora de La Paz a Lomas de Zamora, basilica Nuestra Señora del Carmen a Nogoyá, cattedrale-basilica Nuestra Señora del Carmen a Santiago del Estero, basilica Nuestra Señora de Itatí a Corrientes, Basilica dell’Inmaculada Concepción del Uruguay a Gualeguaychú, basilica Nuestra Señora de los desamparados (= degli abbandonati) a San Juan de Cuyo.

Celebrazione della Messa da parte di papa Wojtyla al Santuario di Luján (viaggio apostolico in Argentina, 6-12 aprile 1987).
Celebrazione della Messa da parte di papa Wojtyla al Santuario di Luján
(viaggio apostolico in Argentina, 6-12 aprile 1987 – foto Giuliani).

Ben a ragione, Giovanni Paolo II – nel Messaggio ai partecipanti al III Congresso mariano nazionale argentino dell’11 ottobre 1980 – poteva affermare: «Nel Continente latino-americano e nella Nazione argentina, la devozione e la manifestazione di amore alla Santissima Vergine risalgono all’epoca della predicazione dei primi missionari. L’annuncio del Vangelo è stato accompagnato sempre dall’amorevole presenza di Maria (…).

Miei carissimi, la presenza di Maria nella vostra storia religiosa e nella vostra patria è stata una tale costante che non esiste quasi parte del vostro territorio nazionale che non si senta unita ad Essa. Basti ricordare, come esempio, i santuari mariani di Luján, d’Itatí, del Valle, del Milagro, del Rosario, della Merced e del Carmen, ecc. Questi santuari sono la testimonianza perenne dell’amore con cui Maria ha benedetto la terra argentina, in maniera che si può affermare che la devozione alla Madre del Salvatore appartiene alla più pura tradizione del popolo cattolico argentino».

L’Argentina, come tutta l’America del Sud, è una terra affascinante e ricca di contraddizioni, di laceranti diversità che compongono il crogiuolo di razze, culture, abitudini e sentimenti di cui è impastata. A cominciare dal suo stesso assetto geografico: dai deserti del Nord alla Cordigliera andina, dalle cascate di Iguaçù alla magnifica Patagonia, la geografia dell’Argentina, con le sue meraviglie naturali e i suoi paesaggi mozzafiato, è varia e sorprendente.

Da un lato, c’è il fascino raffinato e malinconico di Buenos Aires, la capitale, che per il suo poeta ufficiale, Jorge Luis Borges, è eterna come l’aria e come l’acqua; dall’altro, la presenza altrettanto fascinosa della Pampa, vastissimo e pianeggiante territorio agricolo – mitica patria del gaucho – dove l’occhio si perde e dove la Santa Vergine, che privilegia sempre gli umili e i poveri della storia, scelse di porre una delle sue molte dimore nel mondo.

Nostra Signora di Luján.
Nostra Signora di Luján.

Nuestra Señora de Luján

Ebbene, di questa Argentina profonda – e del suo cuore che è la Pampa – soffermiamoci anzitutto sul maestoso Santuario dedicato a Nostra Signora di Luján, autentico centro mariano del grande Paese sudamericano.

Eccone la storia. Verso il 1630 giunse nel porto di Buenos Aires una caravella, guidata da un marinaio che portava con sé dal Brasile due statuette di terracotta: una, raffigurante Nostra Signora della consolazione, l’altra che rappresentava l’Immacolata Concezione. Le statuette erano destinate a un portoghese che abitava a Sumampa.

Dopo tre giorni di viaggio, la carovana diretta verso il Tucumán giunge al rio Luján, dove passò la notte. All’alba i carrettieri si dispongono per riprendere il cammino, ma i buoi, per quanti sforzi facciano, non riescono a muovere i carri neppure di un centimetro.

Allora, tirano giù le casse e i carri si muovono senza fatica. Ripetono più volte questa operazione e si accorgono che soltanto alla presenza di una cassa il carro non ne vuole sapere di ripartire. Aprono la cassa per vederne il contenuto: vi appare la piccola statua di 58 cm raffigurante l’Immacolata Concezione. Maria è rivestita di una tunica rossa e di un manto azzurro seminato di stelle, le mani sono giunte dinanzi al petto e i piedi poggiano sopra delle nuvole, tra le quali spuntano la luna e quattro testoline di Angeli.

Il disegno di Dio ormai è chiaro! La statua perciò rimane in quel luogo, nell’immensità silenziosa della Pampa sudamericana, dove viene costruito il primo santuario dedicato alla Madonna di Luján, al quale accorrono ogni anno milioni di pellegrini da ogni parte dell’Argentina e dell’America Latina.

La Basilica di stile gotico francese di Nostra Signora di Luján, da tanti anni, l’8 maggio, giorno della festa, attira più di un milione di giovani, molti dei quali percorrono a piedi fino a 200 chilometri; ma non sono i soli. Anche da Madrid (in Argentina), cittadina di 10 mila abitanti nella Pampa, circondata da praterie dove pascolano allo stato brado mandrie di bovini e cavalli, i gauchos, guardiani delle mandrie in libertà, si dirigono a cavallo al Santuario, che dista 500 km. Un viaggio di 10 giorni, con pernottamento nei paesi di passaggio e ospiti della gente del posto.

Non c’è luogo in Argentina, nelle case, nelle stazioni, negli uffici pubblici, in cui non sia presente la caratteristica immagine della Madonna di Luján; segno evidente della diffusione del culto e della profonda devozione del popolo argentino per la Madre di Gesù.

Luján è il luogo che registra la più alta concentrazione di fedeli di tutto il Paese. Vi si recano ogni anno circa quattro milioni di pellegrini. L’8 dicembre, in particolare, che è appunto festa dell’Immacolata Concezione (titolo sotto il quale è venerata Nostra Signora di Luján) giungono moltissimi fedeli per unirsi alla celebrazione della solennità della Madonna, e durante tale celebrazione la statua della Vergine esce dalla Basilica e viene trasportata a braccio per le vie principali della cittadina.

b.s.
   

Altri santuari mariani

Fra i tanti altri santuari e "luoghi di culto mariano" dell’Argentina ricordiamo qui di seguito i seguenti: il santuario Nuestra Señora del Rosario del Milagro a Córdoba, la basilica Nuestra Señora de Itatí a Corrientes, la Cattedrale-Basilica di Nuestra Señora del Valle, a San Fernando del Valle de Catamarca, la basilica Nuestra Señora del Carmen a Santa Fe, santuario Maria del Rosario a San Nicolás de los Arroyos.
   

"Virgen del Milagro".
"Virgen del Milagro".

1 - «Nuestra Señora» – Córdoba

Nel 1580 arrivava in Argentina il primo vescovo, lo spagnolo Fray Francisco de Victoria, che si adoperò per far giungere in questo "Nuovo Mondo" un crocifisso ed una statua della Vergine del rosario; operazione che si concluse fra mille peripezie, tanto da essere considerata davvero miracolosa (da ciò il titolo di Nostra Signora del Rosario del Miracolo dato alla Vergine qui venerata). La statua della Madonna del rosario verrà in seguito, verso la metà del secolo XVII, portata nel convento di san Domenico di Córdoba, che da allora è diventato un forte luogo di culto mariano.

La devozione alla Virgen del Milagro è legata anche ad eventi storici della lotta per l’indipendenza dell’Argentina: basti ricordare per tutti il generale San Martin, eroe nazionale che a questo Santuario fece dono delle bandiere del suo glorioso "Esercito delle Ande".

Come è tradizione dell’Ordine domenicano, la festa patronale è celebrata la prima domenica di ottobre, in prossimità della festa liturgica della Madonna del rosario. Ma tutto l’anno è un continuo affluire di pellegrini che provengono da parrocchie di diverse parti del grande Paese sudamericano.
   

Il Santuario-Basilica di Itatí.
Il Santuario-Basilica di Itatí (foto Pertile/Wikimedia Commons).

2 - Nuestra Señora de Itatí – Corrientes

L’immagine della Virgen de Itatí è riprodotta in una tavola di legno che misura appena un metro e 26 cmdi altezza; ha le mani giunte in atteggiamento di preghiera, veste una tunica bianca ed un manto azzurro ed è attribuita ad un artista indigeno dell’alto Paraná. Si ritiene sia stata portata da un villaggio della Città reale, nella Provincia di Guayrá, ad opera dei Francescani.

Secondo la tradizione, sarebbe stato un gruppo di indigeni a notare l’immagine della Vergine Immacolata sopra una pietra (Itatí nella lingua guaraní significa Punta della pietra), adorna di una luce brillantissima e accompagnata da una musica celestiale. I Francescani provvidero a trasferirla nell’attuale sua sede.

Nella Settimana santa del 1624 ebbe luogo la prima "trasfigurazione" della Vergine, che durò diversi giorni, così descritta in un documento dell’epoca: «…avvenne un cambio straordinario del volto, ed era tanto bella che mai si era vista una cosa simile». Il fatto si ripeté diversi anni, sempre accompagnato da quella musica divina di cui parlarono gli indigeni che la videro la prima volta.

I miracoli e le guarigioni sono innumerevoli; ma il fatto più straordinario accadde nel 1748, quando un’incursione di indigeni che volevano distruggere il villagio di Itatí fu fermata da un grande e profondo fossato che si aperse davanti a loro, costringendoli a fuggire spaventati. Fu allora che gli abitanti di Itatí accorsero tutti alla cappella della Vergine, acclamandola loro patrona.

Il 16 luglio del 1900 l’immagine della Virgen de Itatí fu solennemente incoronata per volontà di Leone XIII e intronizzata con titolo di Regina del Paraná.

Il maestoso Santuario-Basilica di Itatí, posto a margine dell’alto Paraná, a 70 km dalla città di Corrientes, è uno dei più importanti dell’America Latina, visitato ogni anno da non meno di tre milioni di fedeli che vi accorrono non solo dall’Argentina, ma anche dagli altri Paesi sudamericani.
  

La Madonna di Catamarca.
La Madonna di Catamarca.

3 - Nuestra Señora del Valle – Catamarca

San Fernando del Valle de Catamarca (detta semplicemente Catamarca) è una città dell’Argentina Nord-orientale, capitale della omonima Provincia. Sorge sulle rive del Río Valle, ai piedi del Cerro Ambato. La città è situata a 550 metri di altitudine ed ha una popolazione di circa 150.000 abitanti; più di 200.000 considerando i sobborghi, il che rappresenta circa il 70% della popolazione dell’intera Provincia.

Qui sorge uno dei tre santuari dell’Argentina che, con quelli di Luján e di Itatí, costituiscono i luoghi mariani più venerati dell’intero Paese andino.

Secondo antiche cronache, nel 1620 un indio al servizio dello spagnolo Manuel de Zalazar, raccogliendo spighe di grano, giunse presso una grotta nelle vicinanze del paese di Choya, scoprendovi un’immagine della Santa Vergine della quale mai si venne a sapere come fosse arrivata in quel luogo solitario e nascosto.

Lentamente si andò diffondendo tra i popolani del luogo, spagnoli e indigeni, la devozione a questa che chiamarono Pura e splendente Concezione (della Vergine). Sessant’anni dopo si costruì in suo onore il Santuario, a circa 60 km dalla città di San Fernando del Valle de Catamarca, proclamando la Madonna "Celeste Patrona" del luogo.

La sua festa si celebra il sabato successivo la Pasqua, con immensa partecipazione di pellegrini e devoti che provengono da tutta la Provincia di Catamarca e dalle Province vicine.
  

Santa Fe: il Santuario di Nostra Signora del Carmine.
Santa Fe: il Santuario di Nostra Signora del Carmine.

4 - «Nuestra Señora» – Santa Fe

Non può mancare, in questa brevissima rassegna di santuari mariani dell’Argentina, un riferimento alla religiosità operosa dei nostri immigrati in Sud-America. Per tutti, scegliamo il santuario Nostra Signora del Carmine a Santa Fe, monumento che mostra chiaramente quale contributo di fede e di arte la immigrazione italiana qui diede agli inizi del secolo XX.

Nel 1865 fu benedetta la prima pietra della basilica-santuario Nuestra Señora del Carmen a Santa Fe; e i lavori continuarono alacremente per sei anni, fino alla morte del suo ideatore, avvenuta nel 1871. La costruzione fu più tardi ripresa e portata a compimento nel 1891, quando il tempio fu consacrato, anche se architettonicamente ancora da "rivestire"; impresa alla quale provvidero immigrati italiani.

Il principale artefice fu Giovanni Cingolani, originario di Montecassino, che aveva studiato all’Accademia delle belle arti di Perugia. Giunto a Santa Fe nel 1809, aprì una delle prime accademie di disegno e pittura. Nel 1916 realizzò i formidabili dipinti murali della Basilica del Carmine che trasudano la sua profonda religiosità.

Il suo lavoro artistico fu completato dalla magnifica decorazione di Francesco Marinaro che disegnò linee geometriche e figure angeliche che si integrano perfettamente con l’opera del Cingolani.

All’interno della basilica spicca l’altare di marmo della navata di sinistra, dove si trova il ciborio realizzato dalla principale bottega d’arte del marmo della Provincia, avviata da un altro italiano, Alcide Napoleoni, nel 1888. Artisti del legno come Domenico Ferri e Antonio Di Dio, infine, decorarono stupendamente gli enormi armadi della sagrestia.

Così, a Santa Fe della Vera Cruz, la Basilica-Santuario di Nuestra Señora del Carmen (uno dei principali e più venerati santuari mariani del Paese andino), testimonia l’estro artistico e la religiosità mariana di tanti nostri connazionali, qui approdati in cerca di fortuna.
  

San Nicolás de los Arroyos: "Maria del Rosario".
San Nicolás de los Arroyos: "Maria del Rosario".

5 - Maria del Rosario – San Nicolás

La storia delle recenti apparizioni (o presunte tali) della Vergine Maria del Rosario a San Nicolás de los Arroyos ricorda un po’ quella della Madonna di Medjugorje, sia per la contemporaneità del fenomeno che per le modalità dello stesso.

Iniziate il 24 settembre 1983, quando una semplice mamma di famiglia, Gladys Quiroga de Motta, vide che la corona del rosario che aveva appeso nella sua abitazione si era illuminata, le apparizioni si ripeterono con costante frequenza.

La Vergine continuò ad apparirle nello stesso luogo, ma la veggente, temendo che la gente potesse prenderla per pazza, non rivelò a nessuno quanto le andava succedendo. Finché, il 2 ottobre, decise di parlarne col parroco della Cattedrale, padre Carlos A. Pérez. Il giorno seguente la Vergine le diede un "messaggio di conversione" per tutta l’umanità. Da quel momento in poi cominciò a ricevere una serie di messaggi (ne sono stati pubblicati circa 2.000) che avrebbe dovuto trasmettere al sacerdote perché fossero poi diffusi a tutti.

Il 2 dicembre 1984 la Madonna chiese che venisse coniata una medaglia con l’immagine di Maria del Rosario di San Nicolás, e nel retro la Santissima Trinità con 7 stelle, segno delle grazie che il Signore avrebbe concesso a chi avesse portato la medaglia sul petto. Infine, il 5 marzo 1986 la Vergine incaricò la veggente di confezionare uno scapolare di colore bianco, simbolo di purezza.

La Madonna espresse a Gladys il desiderio che venisse costruito un santuario in suo onore, in una località denominata "El Campito". Il 25 agosto del 1985 venne emessa l’ordinanza comunale con la quale veniva donato il Campito per la costruzione del Santuario di Maria del Rosario. Nella Pasqua del 1989 venne ultimata la prima fase dei lavori; e il 19 marzo dello stesso anno l’immagine della Vergine venerata nella Cattedrale venne trasferita nella parte già finita del nuovo Santuario.

A San Nicolás in questi anni si sono verificate numerose guarigioni inspiegabili, quasi sempre accompagnate da cambiamenti profondi di vita, con una particolare caratteristica: nei casi più interessanti la conversione tocca tutto il nucleo familiare e la cerchia di amici di chi riceve la grazia.

È da sottolineare, infine, il fatto che Gladys è una stimmatizzata, con sanguinazioni che si ripetono tutti i venerdì dell’anno e, nei venerdì di Quaresima, in maniera ancora più evidente.

Come per Medjugorje, la Chiesa non si è ancora pronunciata sull’autenticità di queste apparizioni; ma l’attenzione con la quale se ne segue il crescendo di devozione indica che è convinta della sua autenticità.

Bruno Simonetto, ssp
  

Cartina topo-geografica dei santuari dell’Argentina

Cartina topo-geografica dei santuari dell'Argentina.