Madre di Dio

 

N. 2 febbraio 2009

 «Una data memorabile»
    Sergio Gaspari

 Sobrietà
    
Battista Galvagno

Il canto del mondo nuovo
    Giovanni Ciravegna

"Vergine delle vergini..."
    Giuseppe Guerrini

Generati nella Chiesa da Maria
    
Giuseppe Daminelli

L’Eucaristia e Maria
    
Salvatore M. Perrella

Ed è beneficiaria di tre beatitudini
    Stefano De Fiores

«Dare dignità al culto»

«Non si può condannarli all’oblio»

Preludio della Pasqua
    
Sergio Gaspari

Singolare e solenne saluto
    
Alberto Rum

Fatti e persone
    
a cura di Stefano Andreatta

«Nel dolore ci sei madre»
  
 Giuseppe Pelizza

Romano detto "Il Melode"
  
 Eliseo Sgarbossa

I beniamini della Madonna
    Domenico Marcucci

Un grande e insondabile mistero
    
Maria Di Lorenzo

«Segno della bellezza»
    a cura della redazione

Opinioni

Scaffale

Nella Famiglia Paolina
   
Giovanni Perego

Santuari mariani Extraeuropei
  

Madre di Dio n. 2 febbraio 2009 - Copertina

 50 anni fa...

   di SERGIO GASPERI, smm

  
«
Una data memorabile»
   

La consacrazione dell’Italia alla Vergine Maria è avvenuta 50 anni fa, il 13 settembre 1959 a Catania. Data memorabile della storia mariana d’Italia dopo la sua unificazione nel 1871. Evento rinnovato 25 anni dopo, il 13 settembre 1984 a Trieste, con un messaggio di Giovanni Paolo II e la partecipazione dell’on. Oscar Luigi Scalfaro in qualità di ministro degl’interni italiano.

Nel celebrare quest’anno il 50mo anniversario di quel fausto avvenimento, continuiamo le nostre riflessioni per ricordare che la consacrazione di una nazione alla Vergine non è di oggi, neppure del Medio Evo o dei tempi moderni: risale all’antichità, fa parte della tradizione della Chiesa, riguarda molti Paesi cristiani e il mondo stesso. La consacrazione collettiva richiama e presuppone, ovviamente, la consacrazione personale battesimale. Va notato poi che l’atteggiamento di dono di sé alla Madre del Signore e l’affidamento a lei di nazioni, fino al protestantesimo (1517) sembra non aver fatto problema. Allora, oggi, chi tra i cattolici, soprattutto tra sacerdoti, risolleva la consacrazione come problema, forse si pone dalla parte di Lutero, ma intanto priva il suo popolo credente di una maestra sapiente e incomparabile qual è la Vergine madre del Signore.

Prima daremo uno sguardo alla storia e poi presenteremo i motivi che ispirano la consacrazione alla Vergine.

Sguardo alla storia. Il primo esempio di città consacrata alla Vergine è offerto da Costantinopoli nel 626 che, dopo l’attacco degli avari e dei persiani, manifesta la propria appartenenza alla Madre del Signore. Testimonianza della protezione di Maria in quella e in altre drammatiche situazioni provocate nei secc. VII-VIII dagli assalti anche degli arabi, è il Proemio dell’inno Akathistos: «Guida invincibile, a te la vittoria! / Io tua città, or sottratta a sventura, / l’inno di grazie ti dedico, Madre». Ma già sant’Efrem Siro (+373) così elogiava la Vergine: «E le isole e le nazioni tutte quante / con i loro popoli ti dicono beata». «Non vi è luogo – confermava san Germano di Costantinopoli (+733) – in cui tu non sia glorificata».

Basilica-Cattedrale di Prato, "Civitas Virginis", dedicata a santo Stefano (sec. XII).
Basilica-Cattedrale di Prato, "Civitas Virginis", dedicata a santo Stefano (sec. XII – foto Censi).

Nel Medio Evo le città facevano a gara nel consacrarsi alla Vergine, spesso con la simbolica consegna delle chiavi delle città stesse. Non poche città, a titolo d’onore, si proclamavano "Civitas Virginis". In Italia, tra le prime, abbiamo Prato, dotata della cintura della Madonna; Siena, che fece la consacrazione (la prima di una città italiana) solennemente a Maria nel 1260, rinnovata poi nel 1544; la Repubblica fiorentina, che nel 1528 elesse, con Cristo Re, Maria come propria regina (a Firenze, fino al 1750, l’anno civile iniziava il 25 marzo, solennità dell’Annunciazione); la piccola Repubblica di Lucca, che affidò la libertà civica alla Madonna dello Stellario, proclamata patrona della città nel 1687. Numerose altre città italiane vantano ancor oggi il titolo di "Città di Maria", quali Genova, Savona, Pisa, Perugia, Macerata, Cosenza, ecc.

Nel Medio Evo non solo le diocesi erano dedicate a Maria mediante la cattedrale, ma anche nazioni come l’Ungheria riconoscevano la Vergine quale regina e protettrice. Nel sec. XVII si registrano, con l’affermarsi del sentimento di patria, vere consacrazioni di nazioni: la Francia nel 1638, il Portogallo nel 1644, l’Austria nel 1647, la Polonia nel 1656... Dopo il movimento dell’800, che culminò con la consacrazione del genere umano al Sacro Cuore di Gesù da parte di Leone XIII nel 1899, si pensò a più riprese a promuovere l’iniziativa di consacrare il mondo al Cuore Immacolato di Maria. Aderendo alla supplica dell’Episcopato portoghese, nel 25mo delle apparizioni della Madonna a Fatima, in piena seconda guerra mondiale, Pio XII il 31 ottobre 1942 consacrò il mondo al Cuore Immacolato della Vergine. Lo stesso papa Pio XII consacrò la Russia alla Madonna nel 1952 e la Spagna nel 1954. Nel 1959 si consacrarono l’Italia e gli Stati Uniti d’America. Paolo VI il 21.11.1964 e Giovanni Paolo II il 7.6.1981, l’8.12.1981, il 13.5.1982 e il 25.3.1984 hanno rinnovato la consacrazione del mondo al Cuore Immacolato di Maria. Per il 25.3.1984 Giovanni Paolo II aveva invitato con lettera tutti i vescovi del mondo ad unirsi a lui nell’atto di consacrazione/affidamento.

Quando nel 1982 il card. Joseph Ratzinger fu chiamato a Roma come prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, prima di congedarsi dal suo popolo, consacrò la Diocesi di Monaco e la regione Baviera alla protezione della Vergine. L’8 ottobre 2000, sul sagrato di san Pietro in Roma, davanti alla statua della Madonna di Fatima, Giovanni Paolo II fece l’atto di affidamento alla Vergine Maria del nuovo millennio per impetrare la sua protezione sulla Chiesa e sul mondo. Benedetto XVI a Vienna, il 9 settembre 2007, ha affidato nuovamente alla Vergine la nazione austriaca: «Santa Maria, madre immacolata del nostro Signore Gesù Cristo, in te Dio ci ha donato il prototipo della Chiesa e del retto modo di attuare la nostra umanità. A te affido il Paese dell’Austria e i suoi abitanti!».

Quali i motivi ispiratori?

1 Il motivo fondamentale della consacrazione (personale e collettiva) alla Vergine si colloca nel contesto della sua maternità spirituale, voluta da Gesù stesso sulla croce. La convinzione che attraversa i secoli è che la consacrazione mariana, «nobilissimo atto di culto», che assicura «filiale servizio e devota imitazione della celeste Regina» (Paolo VI), è la più completa e migliore forma di spiritualità cristiana.

2 La presenza materna di Maria «al centro della Chiesa in cammino» (Redemptoris Mater 25-37) è ritenuta indispensabile, poiché «l’evento Cristo non è compiuto senza Maria» (A. Müller). Noi cattolici, infatti, in sintonia con i cristiani orientali, riteniamo – puntualizzava il card. Carlo Maria Martini – che «tutte le volte che nella Chiesa viene instaurato un vero senso della presenza di Maria vi è un rifiorire della vita cristiana».

3 Inoltre si è convinti che Maria riveste un rilievo sociale, gode di un "peso politico" nella vita e storia delle nazioni. Talora si è sostenuto che la sua presenza nella vita sociale e politica dei popoli abbia avuto inizio nel sec. XX. In realtà l’influsso effettivo della dottrina su Maria nel divenire sociale e politico della città degli uomini è un fatto antico. Fin dall’epoca patristica si percepì che lei, pur vivendo al di là della storia, non ha deposto la sua missione salvifica (cf Lumen gentium 62), perciò si manifesta ai suoi figli e discepoli, appare loro e li ispira ad impegnarsi in un’azione sociale di solidarietà e di progresso civile dei popoli. È quello che auspicava nel 1979 l’Episcopato dell’America Latina nel documento finale di Puebla (cf n. 298).

4 Infine le famiglie cristiane si affidano alla Vergine, certe che ella come madre interviene nell’educazione etica dei suoi figli, li accompagna nel cammino della loro trasformazione morale; contemplando lei si scopre la dignità umana e cristiana; si constata la potenza trasfigurante della grazia; si comprende che la vita non va egoisticamente privatizzata, ma spesa per Cristo e nel servizio fraterno. Per le donne credenti Maria «è garanzia della grandezza femminile»: indica «il modo specifico dell’essere donna, con quella sua vocazione a essere anima, donazione capace di spiritualizzare la carne e di incarnare lo spirito» (Puebla n. 299).

Sergio Gaspari, smm
   

«Non vi è luogo in cui tu non sia glorificata».

San Germano di Costantinopoli

 


Apostolato della preghiera
Intenzione mariana del mese di febbraio

Perché la Vergine sia contemplata quale aurora del tempo salvifico e colei che prepara il cuore dei figli alla pienezza della Cena pasquale del Figlio.