Madre di Dio

 

N. 8/9 agosto-settembre 2007

  Maria nell'arte miniata - 8

  Come Maria, destinati alla gloria

Amici lettori

La mariologia di Fatima
    
Stefano De Fiores

Una manifestazione che apre la contemporaneità
    
Monica Cuzzocrea

Maria, un modello per il nostro tempo
    Giuseppe Daminelli

L’aiuto a ritrovare la strada verso Dio
  
 Domenico Marcucci

La Vergine nella morte e risurrezione di Gesù
    
Simone Moreno

L’ultima veggente di Fatima
    
Vincenzo Vitale

Maria, regina della famiglia
    
Alberto Rum

L’aurora, splendore del pieno giorno salvifico
    
Sergio Gaspari

Il significato teologico dell’Assunzione
    Bruno Simonetto

Fatti e persone
    
a cura di Stefano Andreatta

 Le Apostole della vita interiore
    
Maria Di Lorenzo

In Libreria

Nella Famiglia Paolina
   
Domenico Marcucci

Santuari mariani d'Europa
  

Madre di Dio n. 8/9 agosto-settembre 2007 - Copertina

 Alla scuola di Maria

 
di ALBERTO RUM

Maria, regina della famiglia
   

La figura di Maria ha molto da dire oggi sull’argomento famiglia, venuto alla ribalta dell’attualità con il Family Day dello scorso 12 maggio. Ripercorriamo qualche passaggio utile a considerare Maria in questa prospettiva.
 

Sabato 12 maggio 2007 si è svolto a Roma in piazza san Giovanni il Family Day: una manifestazione, da applaudire di cuore, a difesa della famiglia. «Più famiglia», «Ciò che è bene per la famiglia è bene per il Paese» erano gli slogan del grande evento. A difesa della famiglia già il Vaticano II, nella Gaudium et spes, aveva attirato l’attenzione di tutti sulla dignità del matrimonio cristiano e della famiglia, ponendo in particolare rilievo i principi e la luce che su tale argomento provengono dalla sapienza del Vangelo. Lo stesso Concilio, nel decreto Apostolicam actuositatem, aveva ravvisato nella famiglia uno dei principali campi di apostolato.

Piace ravvisare, nelle parole pronunciate da Benedetto XVI il 15 aprile, alla vigilia del suo ottantesimo compleanno, un significativo e autorevole messaggio da approfondire: «Ho sempre considerato un grande dono della Misericordia Divina che la nascita e la rinascita siano state a me concesse [...] nel segno dell’inizio della Pasqua. Così, in uno stesso giorno, sono nato membro della mia propria famiglia e della grande famiglia di Dio. Sì, ringrazio Dio perché ho potuto fare l’esperienza di che cosa significa "famiglia"; ho potuto fare l’esperienza di che cosa vuol dire paternità, cosicché la parola su Dio come Padre mi si è resa comprensibile dal di dentro; sulla base dell’esperienza umana mi si è schiuso l’accesso al grande e benevolo Padre che è nel cielo [...]. Ringrazio Dio perché ho potuto fare l’esperienza profonda di che cosa significa bontà materna, sempre aperta a chi cerca rifugio e proprio così in grado di darmi la libertà».

Manifestazione del Family Day, il 12 maggio a Roma.
Manifestazione del Family Day, il 12 maggio a Roma.

Questa commossa confessione del Papa, intrisa di ricordi familiari, sta a significare quanto sia spiritualmente preziosa la viva e operante presenza di Maria nell’ambito della propria famiglia e della grande famiglia di Dio. Ce ne avverte, nella Marialis cultus, papa Paolo VI: «L’accresciuta conoscenza della missione di Maria si è tramutata in gioiosa venerazione verso di lei e in adorante rispetto per il sapiente disegno di Dio, il quale ha collocato nella sua famiglia – la Chiesa –, come in ogni focolare domestico, la figura di una donna, che nascostamente e in spirito di servizio veglia per essa e benignamente ne protegge il cammino verso la patria, finché giunga il giorno glorioso del Signore».

A mo’ di conclusione vorrei ora proporre alcuni pensieri sparsi sulla missione che Maria compie nell’intimo della famiglia, sia come icona della madre di famiglia sia come aiuto e soccorso della famiglia stessa.

Icona di ogni madre

Maria viene in soccorso della famiglia umana caduta in peccato. «Il Padre delle misericordie ha voluto che l’accettazione da parte della predestinata madre precedesse l’incarnazione, perché così, come una donna aveva contribuito a dare la morte, una donna contribuisse a dare la vita. Ciò vale in modo straordinario della madre di Gesù, la quale ha dato al mondo la vita stessa che tutto rinnova [...]. Maria non fu strumento meramente passivo nelle mani di Dio, ma cooperò alla salvezza dell’uomo con libera fede e obbedienza» (LG 56 ).

Icona della madre di famiglia, Maria si reca in fretta a salutare e a servire Elisabetta; a Cana di Galilea, manifestando al figlio con delicata implorazione una realtà temporale, ella ottiene anche un effetto di grazia: che Gesù, compiendo il primo dei suoi "segni", confermi i discepoli nella fede in lui; nel cenacolo della Pentecoste implora con le sue preghiere il dono dello Spirito.

Un flash della Marialis cultus sulle nozze di Cana qui poste a simbolo di ogni famiglia umana: «Ulteriore argomento del valore pastorale della devozione alla Vergine nel condurre gli uomini a Cristo, siano le parole stesse che ella rivolse ai servitori delle nozze di Cana: "Fate quello che Egli vi dirà"; parole, in apparenza, limitate al desiderio di porre rimedio a un disagio conviviale, ma, nella prospettiva del quarto Evangelo, sono come una voce in cui sembra riecheggiare la formula usata dal Popolo di Israele per sancire l’alleanza sinaitica, o per rinnovarne gli impegni, e sono anche una voce che mirabilmente si accorda con quella del Padre nella teofania del monte Tabor: "Ascoltatelo!"» (n. 57).

Alberto Rum