Madre di Dio

 

N. 8/9 agosto-settembre 2007

  Maria nell'arte miniata - 8

  Come Maria, destinati alla gloria

Amici lettori

La mariologia di Fatima
    
Stefano De Fiores

Una manifestazione che apre la contemporaneità
    
Monica Cuzzocrea

Maria, un modello per il nostro tempo
    Giuseppe Daminelli

L’aiuto a ritrovare la strada verso Dio
  
 Domenico Marcucci

La Vergine nella morte e risurrezione di Gesù
    
Simone Moreno

L’ultima veggente di Fatima
    
Vincenzo Vitale

Maria, regina della famiglia
    
Alberto Rum

L’aurora, splendore del pieno giorno salvifico
    
Sergio Gaspari

Il significato teologico dell’Assunzione
    Bruno Simonetto

Fatti e persone
    
a cura di Stefano Andreatta

 Le Apostole della vita interiore
    
Maria Di Lorenzo

In Libreria

Nella Famiglia Paolina
   
Domenico Marcucci

Santuari mariani d'Europa
  

Madre di Dio n. 8/9 agosto-settembre 2007 - Copertina

 Gli interventi di Dio nelle vicende degli uomini

 
di DOMENICO MARCUCCI

L’aiuto a ritrovare la strada verso Dio
   

Ogni generazione è tentata di abbandonare Dio e di perdere il senso della vita. Gli interventi soprannaturali, soprattutto quelli materni di Maria, esprimono la sollecitudine di Dio per gli uomini.
  

Gli interventi soprannaturali, quelli in genere e quelli che hanno la Vergine come protagonista in specie, sono sempre espressione della sollecitudine di Dio per gli uomini, a partire dalla situazione concreta in cui questi si trovano. Faremo una carrellata di queste situazioni, riferendo eventi lontani nel tempo e recenti: ovviamente si tratterà solo di un campionario limitato, perché il campo è vastissimo.

Sperando di non essere accusato di conformismo, penso che la situazione più difficile e pericolosa in cui l’uomo può venire a trovarsi è certamente quella di entrare in crisi con la sua fede e di conseguenza con il senso della sua vita; questo sia per motivi personali sia per motivi sociali, dovuti, quindi, a eventi che coinvolgono intere comunità. Lo sconvolgimento dei valori porta a scelte e ad azioni che possono essere gravide di conseguenze.

Processione notturna con la suggestiva fiaccolata verso il santuario di Nostra Signora di La Salette.
Processione notturna con la suggestiva fiaccolata verso il santuario di Nostra Signora di La Salette.

Il prete che aveva venduto l’anima al diavolo

A questo riguardo forse converrà citare il più celebre miracolo mariano del Medioevo, ossia quello di Teofilo: se leggenda o fatto veramente accaduto, o comunque con un nucleo storico, non ci è dato di appurarlo, ma la sua importanza è stata tale che c’era un’antifona liturgica che accennava alla storia di Teofilo. Le tradizioni sono tante, per cui la storia è narrata in diverse versioni, ma per sommi capi si tratta di un prete orientale vissuto intorno al VI secolo che, per fare carriera, aveva venduto l’anima al diavolo, redigendo e firmando un regolare documento. Pentito del suo terribile gesto, aveva supplicato a lungo, e con tutte le forze che aveva, la Vergine perché l’aiutasse. Questa aveva accolto tali preghiere ed era riuscita a strappare dalle mani del diavolo quel documento e a distruggerlo, liberando in tal modo il povero Teofilo dalla condanna eterna.

Questo racconto è tanto famoso che viene riportato all’inizio di tutte le raccolte dei miracoli della Vergine, che fino al 1500 rappresentavano degli autentici bestseller in fatto di letteratura popolare.

Questo racconto testimoniava dell’estrema sollecitudine della Vergine per la salvezza delle anime e come ella era particolarmente potente, fino a riuscire a strappare le anime quasi dalle fauci del demonio. E certo la Vergine, colei che a Cana ci ha raccomandato di fare quello che il Figlio ci avrebbe detto (cf Gv 2,5), è veramente interessata, e in modo attivo, a che suo Figlio sia amato e ascoltato. In fin dei conti il senso profondo degli interventi di Maria, sia soprannaturali che no, è proprio quello di facilitare i nostri rapporti con Cristo suo Figlio.

Spesso in campo mariano la retorica prende la mano agli scrittori, soprattutto nei tempi passati; così sono state create delle frasi ad effetto. Una di queste dice che Maria è «la debellatrice di tutte le eresie».

Lasciando da parte quello che può essere retorica, la frase ha un suo fondo di verità: infatti l’attaccamento al culto mariano in tante occasioni è stato un elemento essenziale per la salvaguardia della fede cattolica in tanti posti e anche per il ritorno stesso alla fede.

Fedeli in preghiera sul luogo preciso delle apparizioni a La Salette.
Fedeli in preghiera sul luogo preciso delle apparizioni a La Salette
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In Svizzera diversi sono stati gli episodi in cui la presenza di un santuario mariano ha rafforzato gli animi dei fedeli e ha permesso loro di resistere sia alle seduzioni che alla stessa violenza dei riformati. A quel tempo (siamo attorno al 1530) spesso si decideva se rimanere cattolici o passare alla Riforma attraverso una pubblica disputa davanti ai magistrati e al popolo: a Locarno, per rispondere al predicatore riformato, fu chiamato un frate della Madonna del Sasso (che sorge su uno sperone roccioso sopra la città): la vittoria fu sua. A Lugano i cittadini, per celebrare la memoria della vittoria di un canonico della città sul predicatore riformato, fecero voto di fare un pellegrinaggio ogni anno al santuario dedicato alla Beata Vergine di Loreto.

Soprattutto è da ricordare la battaglia di Gubel, avvenuta nel 1531 e combattuta vittoriosamente da poco più di seicento montanari cattolici contro l’esercito riformato: il grido di guerra era «Maria Madre di Dio»; inoltre, per tutto il tempo delle ostilità, un gruppo di diciotto vedove era stato inviato a pregare nel celebre santuario di Einsiedeln. Sulla cima del Gubel a ricordo dell’evento, che ha significato l’arresto dell’avanzata del protestantesimo in Svizzera, è stato eretto un santuario a Maria Ausiliatrice.

Ritorno al cattolicesimo grazie alla Vergine

Il ritorno delle popolazioni alla fede cattolica spesso è stato determinato da apparizioni o da altri fenomeni soprannaturali che hanno la Vergine come protagonista.

Uno dei più interessanti è avvenuto nella Lituania, presso il santuario di Siluva, che è il più celebre della nazione baltica. Quando verso la metà del 1500 il feudatario di quel posto divenne calvinista, egli costrinse la popolazione, come allora regolarmente avveniva, ad aderire alla nuova religione. Prevedendo la piega degli eventi, il vecchio parroco, aiutato dal sagrestano, aveva interrato in una robusta cassa la statua che si venerava nel santuario assieme alle suppellettili liturgiche più preziose. Il santuario venne raso totalmente al suolo e il suo sito trasformato in terreno agricolo.

Nel 1608 dei bambini stavano giocando proprio su tale campo, mentre facevano pascolare il gregge. Apparve loro una Signora con in braccio un bimbo, in atto di piangere come in preda ad una profonda amarezza. Scomparsa la visione, i bambini divulgarono il fatto; ne venne a conoscenza anche il pastore calvinista, che redarguì severamente i bambini. Ma il mattino seguente tutto il villaggio era sul prato e quando arrivò il pastore, contrariato, anche lui vide la Signora piangente. Allora ebbe la forza di chiederle il motivo di tale dolore, e la Vergine rispose: «Ci fu un tempo in cui mio Figlio qui era venerato dal mio popolo. Ma questo terreno sacro ora è stato abbandonato al ferro dell’aratro e al pascolo».

Il santuario della Natività a Siluva, in Lituania.
Il santuario della Natività a Siluva, in Lituania.

Il vecchio sagrestano, ancora vivo e ormai del tutto cieco, fu informato del fatto e si fece portare sul posto; lì riacquistò prodigiosamente la vista e fu così in grado di indicare il luogo dove era sepolta la cassa con la statua e i paramenti liturgici.

Questo episodio ha significato il ritorno al cattolicesimo della Lituania e un ritorno convinto, tale da sfidare secoli di persecuzioni.

La tentazione di allontanarsi da Dio e la materna sollecitudine di Maria

Penso che si possa affermare, senza troppo timore di essere smentiti, che la rinascita del cattolicesimo francese dopo la bufera della Rivoluzione e del periodo napoleonico è dovuta in buona parte all’influsso delle apparizioni che si sono avute in quel periodo: la Medaglia miracolosa (1830), la Salette (1846), Lourdes (1858).

Ci basta accennare a La Salette. Siamo nel 1846, in uno sperduto villaggio alpino della Francia sud-orientale. La Vergine appare a due ragazzi umanamente sprovveduti: Melania di quattordici anni, analfabeta, mandata a servizio presso dei contadini sin da quando aveva sei anni, e Massimino, di undici anni, orfano di madre, anche lui analfabeta. Maria appare piangente e ne spiega così il motivo ai ragazzi attoniti: «Se il mio popolo non vuole sottomettersi, sono costretta a lasciar libero il braccio di mio Figlio. Esso è così forte e così pesante che non posso più sostenerlo».

Sappiamo che questa apparizione, dal linguaggio estremamente concreto, ha avuto un sorprendente efficacia non solo sul posto, ma in tutta la Francia e anche fuori.

Ci sarebbe da parlare, e a lungo, dei fenomeni recenti, di cui tanto si parla e che tutti più o meno conosciamo. Essendo recenti, essi non sono ancora accertati; tuttavia, presi globalmente, rappresentano l’espressione della sollecitudine materna e spesso drammatica della Vergine per questa nostra generazione, tentata, come del resto ogni altra generazione, di allontanarsi da Dio e minacciata di sperimentare, di conseguenza, che cosa significa vivere in una società in cui Dio viene tenuto da parte o addirittura rinnegato.

Domenico Marcucci