Madre di Dio

 

N. 8/9 agosto-settembre 2007

  Maria nell'arte miniata - 8

  Come Maria, destinati alla gloria

Amici lettori

La mariologia di Fatima
    
Stefano De Fiores

Una manifestazione che apre la contemporaneità
    
Monica Cuzzocrea

Maria, un modello per il nostro tempo
    Giuseppe Daminelli

L’aiuto a ritrovare la strada verso Dio
  
 Domenico Marcucci

La Vergine nella morte e risurrezione di Gesù
    
Simone Moreno

L’ultima veggente di Fatima
    
Vincenzo Vitale

Maria, regina della famiglia
    
Alberto Rum

L’aurora, splendore del pieno giorno salvifico
    
Sergio Gaspari

Il significato teologico dell’Assunzione
    Bruno Simonetto

Fatti e persone
    
a cura di Stefano Andreatta

 Le Apostole della vita interiore
    
Maria Di Lorenzo

In Libreria

Nella Famiglia Paolina
   
Domenico Marcucci

Santuari mariani d'Europa
  

Madre di Dio n. 8/9 agosto-settembre 2007 - Copertina

 
 Le apparizioni di La Salette

 
di MONICA CUZZOCREA

Una manifestazione
che apre la contemporaneità
   

Nel 1846 la Vergine appariva a due pastorelli, consegnando loro un messaggio profetico. Da quell’evento sono nati un santuario e una congregazione religiosa che testimonia l’appello di Cristo alla riconciliazione e alla conversione.
  

Come si dice nel titolo, il santuario di La Salette rappresenta il luogo della prima manifestazione mariana dell’epoca contemporanea (siamo nel 1846 – i 160 anni sono stati ricordati dalla primavera del 2006 a quella del 2007), approvata ufficialmente dalla Chiesa solo dopo cinque anni, nel 1851. Nell’anno seguente è stata apposta la prima pietra della basilica. Eppure questo evento rimane spesso nell’ombra.

La Salette fa parte del cantone francese di Corps, del dipartimento dell’Isère, il cui capoluogo è Grenoble, città dell’antico "delfino" e sede episcopale. Al tempo dell’apparizione Grenoble contava 25.000 abitanti, attualmente supera i 150.000. Per giungere al luogo dell’apparizione bisogna salire fino a 1.800 metri sul livello del mare, fino a una spianata, Les Baisses, circondata dal monte Planeau a nord, dal Chamoux (2.230 m) a est e dal Gargas (3.313 m) a ovest.

La "bella Signora" appare a Melania e Massimino

È in questo valloncello in cui scorre il ruscello Sezia che il 19 settembre 1846 Maria apparve a due pastorelli: Melania, di quattordici anni, e Massimino. Erano due fanciulli, poveri e ignoranti.

Melania Calvat infatti fin da bambina mendicava il pane di porta in porta, poi all’età di nove anni, dal babbo che faceva il taglialegna, fu messa a servizio presso un agricoltore del luogo come pastorella, perché le entrate non erano sufficienti a sfamare i familiari. Così ogni giorno portava sui pascoli le mucche.

Veduta notturna del santuario Veduta notturna del santuario di La Salette, con processione di La Salette, con processione di fedeli con fiaccole. di fedeli con fiaccole.
Veduta notturna del santuario Veduta notturna del santuario di La Salette,
con processione di La Salette, con processione di fedeli con fiaccole. di fedeli con fiaccole.

Massimino Giraud, nato da un povero carrettiere, perse in tenera età la mamma; il babbo si sposò nuovamente, ma era un uomo dedito al bere, che spesso portava il figlio con sé all’osteria, non preoccupandosi dell’istruzione scolastica del ragazzino e tanto meno di quella religiosa. Crebbe così senza educazione e conduceva al pascolo la capra o la pecora del padre e raccoglieva il letame sulla strada che da Grenoble conduce a Corps. Nel settembre del 1846, un agricoltore di Corps, essendosi ammalato un suo garzone, affidò a Massimino le mucche che egli condusse al pascolo il 14 settembre nei luoghi frequentati anche da Melania e lì fu la prima volta che si incontrarono.

La mattina del sabato 19 settembre 1846, i due partirono insieme per condurre le mucche al pascolo. Nel primo pomeriggio, risvegliatisi dopo un po’ di riposo, non scorgendo più le bestie, corrono sul colle e dopo averle trovate, iniziata la discesa, vedono all’improvviso un globo di luce e, impauriti, scorgono all’interno di esso la figura di una donna, che essi chiameranno sempre la "bella Signora", seduta con i gomiti appoggiati sulle ginocchia e il viso nascosto tra le mani; la sentono singhiozzare ed essa alzandosi lentamente disse loro: «Avvicinatevi figli miei, non abbiate timore, sono qui per annunciarvi un grande messaggio».

La "bella Signora" è vestita come le donne del villaggio: un abito che scende fino ai piedi, uno scialle, una cuffia sulla testa, un grembiule annodato ai fianchi; la cuffia, l’orlo dello scialle e i piedi ornati da ghirlande di rose e, accanto alle rose dello scialle, è visibile una pesante catena, mentre al petto porta un crocifisso, con ai lati un paio di tenaglie e un martello.

In tutto l’abbigliamento è racchiuso lo scopo di ammaestrare e indurre a meditare e comprendere le parole del discorso celeste: lo spirito di riparazione e preghiera contenuto nel messaggio di La Salette. Infatti la "bella Signora", rivolta ai veggenti, disse in lingua francese, di difficile comprensione per loro che conoscevano solo il dialetto: «Se il mio popolo non vuole sottomettersi, sono costretta a lasciar cadere il braccio di mio Figlio: esso è così grave e pesante che non posso sostenerlo». Quindi prosegue in francese a dir loro che sono un popolo che non pensa a Dio ma che bestemmia e che ci sarà una grave carestia. Poiché non capivano, ripeté in dialetto alcuni passi detti in francese; poi, rivolta prima a Massimino, gli affida un segreto, e dopo a Melania, affida un segreto pure a lei: mentre uno dei due veggenti riceve il segreto, l’altro vede soltanto le labbra della Signora che si muovono senza intendere però nessun suono di voce.

I due segreti furono comunicati in francese; dopo la "Signora" proseguì in dialetto, invitandoli a pregare bene la mattina e la sera e deplorando gli adulti che non vanno mai alla messa, si burlano della religione e «in quaresima vanno alla macelleria come dei cani». Quindi conclude in francese come aveva iniziato: «Ebbene bambini miei, fate sapere a tutto il mio popolo», poi passa davanti ai pastorelli, attraversa il piccolo ruscello e risale il sentiero e si eleva da terra; la donna inizia a fondersi nella luce e scompare.

Statua della Madonna di La Salette, alle pendici del monte Gargas, sul luogo preciso dell'apparizione.
Statua della Madonna di La Salette, alle pendici del monte Gargas, sul luogo preciso dell’apparizione.

La credibilità del messaggio

L’apparizione era durata una buona mezz’ora, ma per i veggenti passò come un attimo. Il discorso è riportato dalle diverse relazioni dell’apparizione come fu narrato infinite volte dai veggenti, e le lievi varianti che si notano nel racconto di Massimino e Melania, anziché essere un ostacolo, sono una conferma della veridicità del fatto: dimostrano infatti che essi erano presenti con la loro psicologia nella percezione del fatto prodigioso.

I flagelli annunziati sopraggiunsero nell’inverno del 1846: le patate si guastarono e anche l’Irlanda, grande produttrice di patate, fu toccata, con gravi conseguenze sulla popolazione, colpita da peste nera; su otto milioni di persone, un milione morì di fame e di malattia. In Francia sopraggiunse una carestia da legumi.

Anche san Giovanni Bosco fa riferimento alle predizioni dicendo che «nel 1949 le noci andarono a male da per tutto, e quanto all’uva tutti ne lamentavano ancora il guasto per la perdita e la crittgama guastò l’uva in tutta Europa per oltre venticinque anni, dal 1849 al 1874». Maria predisse anche la morte dei bambini al di sotto dei sette anni e nel 1847, molti bambini morirono in braccio ai loro cari impotenti. La coincidenza di questi flagelli con le parole di Maria era troppo evidente per non prestarvi attenzione.

Un santuario e... una congregazione

Dopo l’apparizione e dopo che ebbero reso le loro deposizioni, i pastorelli rifuggirono la notorietà e tendevano piuttosto a nascondersi che a mettersi in mostra.

Fin dai primi giorni dall’evento, mentre i pellegrini numerosi e penitenti accorrono sul luogo dell’apparizione, inizia il percorso di indagine sull’accaduto per verificarne la veridicità. La prima riunione della commissione ebbe luogo l’8 novembre 1847 e, dopo quattro anni di ricerche, il 19 settembre 1851 monsignor Philibert de Bruillard firma il decreto di approvazione dell’apparizione della Vergine a La Salette. È singolare l’introduzione: «Nonostante il candore dei due ragazzi [...], nonostante la circostanza e la fermezza della loro testimonianza [...], per lungo tempo noi abbiamo dovuto mostrarci scettici e incapaci di ammettere, in modo incontestabile, un avvenimento così meraviglioso [...]. Così abbiamo cercato con cura meticolosa tutte le ragioni per rigettarlo e non ammetterlo, sebbene una folla di anime pie lo avesse accolto con grande risonanza».

Queste espressioni sono segno della saggezza della Chiesa, che non corre mai nei suoi giudizi. Significativo invece che, sempre lo stesso Bruillard, annunci la costruzione sui luoghi dell’apparizione di un santuario dedicato a Nostra Signora de La Salette, ma ancor più importante che, allo stesso tempo, sia stato lui stesso il fondatore della Congregazione dei Missionari di Nostra Signora de La Salette, che, come leggiamo negli atti, dovevano essere e sono «i ministri della religione destinati al servizio del santuario stesso, all’accoglienza dei pellegrini, a predicare la Parola di Dio, all’esercizio del ministero della riconciliazione, all’amministrazione del sacramento dell’Eucaristia, ad essere per tutti dispensatori fedeli dei misteri di Dio e dei tesori spirituali della Chiesa [...]. La loro istituzione ed esistenza saranno come il santuario stesso, un perpetuo ricordo dell’apparizione misericordiosa di Maria».

Il santuario di La Salette, nella regione Rhônes-Alpes, a 1.800 metri: intorno, solo la struttura d'accoglienza.
Il santuario di La Salette, nella regione Rhônes-Alpes, a 1.800 metri: intorno, solo la struttura d’accoglienza.

La Collectio Missarum in onore della Vergine Maria, del 1986, riporta nel tempo quaresimale il formulario "Maria Madre della riconciliazione", dove si fa esplicita menzione della costituzione della congregazione, che nel maggio del 1879 fu dichiarata di diritto pontificio. Attualmente l’istituto è presente in ventuno nazioni con circa novecento religiosi.

Nel 1872 fu fondata anche la congregazione femminile delle Religiose riparatrici di Nostra Signora de La Salette, ma, a causa delle leggi anticongregazioniste francesi degli inizi del ‘900, dovettero seguire in Belgio e Polonia i Missionari di Nostra Signora de La Salette. Nel 1928 il sesto superiore generale fondava le Suore Missionarie di Nostra Signora de La Salette e infine, nel 1955, le Religiose riparatrici di Nostra Signora de La Salette si unificarono con loro, dando vita nel 1965 alle Suore di Nostra Signora de La Salette, che attualmente operano in Francia, Brasile, Filippine e Madagascar. Nella loro Regola di vita si legge che esse «con tutta la loro vita vogliono testimoniare l’appello del Cristo alla riconciliazione e alla conversione».

Non una nuova rivelazione, ma un messaggio profetico

L’evento di La Salette nella sua totalità va interpretato come un intervento profetico all’interno della storia degli uomini e affonda le sue radici nel mistero dell’incarnazione redentrice. La sua peculiarità consiste nel messaggio che Maria affida a tutta la Chiesa. Non è una nuova verità rivelata, ma un invito, una traccia da seguire per accogliere e crescere nella definitiva rivelazione di Cristo, custodita e trasmessa dalla Chiesa.

Il carattere della profezia non deve essere confuso con la previsione del futuro, ma fa riferimento all’esperienza di fede e della Chiesa che troviamo nella Scrittura. La profezia nasce in un contesto di alleanza tra Dio e il suo popolo ed è il respiro vitale che abbraccia le due libertà, divina e umana, in continua tensione tra loro, aperte all’incontro e allo scontro. Nella Scrittura vediamo la profezia essere il litigio fra Dio (che per l’alleanza è come un padre, uno sposo, un sovrano) e il suo popolo (che è come un figlio disobbediente, una moglie adultera, servitore infedele).

Il profeta parla a nome del Signore e ripete le sue stesse parole, che sono di rimprovero, ma vogliono indurre il peccatore alla conversione e portare così entrambi alla riconciliazione. Il non ascolto della parola di Dio da parte del popolo esalta maggiormente l’iniziativa amorosa di YHWH, rivelando una gratuità e una generosità assolutamente divine. Nell’apparizione di La Salette, osserva Stefano de Fiores, «attraverso la madre di Gesù, il Padre manifesta la sua misericordia, anzi la sua tenera attenzione verso il mondo. Maria diviene il segno materno del Dio Amore, da cui proviene ogni benedizione di vita e di grazia».

Interventi che si richiamano e completano a vicenda

Spesso Maria si è manifestata in modi diversi e misteriosi, ma le apparizioni accompagnate da un messaggio sono tipiche di questi ultimi due secoli. La Salette fu preceduta dalle tre apparizioni avvenute a Parigi, nel 1830, a santa Caterina Labouré. Il tema è sempre lo stesso: i peccati degli uomini hanno meritato dei castighi del Signore e Maria si pone quale mediatrice; pregando concede le sue grazie, servendosi della "medaglia miracolosa". A La Salette s’interpone ancora come mediatrice: ma chiede l’osservanza dei comandamenti di Dio e dei precetti della Chiesa; chiede preghiera e penitenza; promette grazie e benedizioni anche riguardo ai frutti della terra.

A Lourdes, nel 1858, è ancora l’Immacolata, apparsa nel 1830, che chiede penitenza e la preghiera con la formula semplice del rosario. A La Salette questo è simboleggiato nei tre ordini di rose che ornano il capo, il petto e i piedi di Maria, a Lourdes è reso più evidente dalla corona che reca al braccio e che fa anche scorrere in mano. Arriviamo poi al 1917 con le sei apparizioni di Fatima, dove la Madonna chiede i sacrifici per la conversione dei peccatori, la recita del rosario, parla del suo Cuore immacolato.

Le apparizioni di Maria sono grazie importanti in quanto ravvivano e rafforzano la nostra fede, ci ricordano i nostri doveri e ci fanno toccare le realtà delle cose soprannaturali. Bisogna anche però considerare sempre il modo in cui la Vergine si presenta, il luogo da lei prescelto, la condizione sociale dei veggenti al momento storico dell’apparizione, perché tutto ha la sua importanza per comprendere il vero significato del messaggio di Maria.

Bisogna sempre collegare il messaggio mariano con il precedente e con il seguente. A La Salette Maria è "addolorata" per i nostri peccati, fa vedere le sue lacrime e mostra i segni della passione di Gesù; a Fatima ricorrerà a un altro motivo per indurci al pentimento: farà vedere ai tre pastorelli l’inferno. Gli interventi successivi di Maria, dunque, presuppongono i precedenti, li richiamano alla memoria, li completano, li adattano alle circostanze sollecitando l’accoglienza e l’adempimento. Così il messaggio di Fatima riceve molta luce da quello di Lourdes, questo da quello di La Salette, e così via. È utile e importante comparare i vari messaggi, aggiungendo anche che dopo un’apparizione mariana, se questa è stata approvata dalla competente autorità ecclesiastica, merita venerazione, rispetto e obbedienza.

La fede e la storia ci mostrano Maria che ci soccorre e non ci abbandona mai. Maria è sempre Madre di Dio e madre nostra, nostra regina, mediatrice, riconciliatrice, avvocata, aiuto dei cristiani, rifugio dei peccatori.

Monica Cuzzocrea