Madre di Dio

 

N. 2 febbraio 2007

  Maria nell'arte miniata - 2

  Nel 2007 tra il 90° Anniversario di Fatima e il 150° di Lourdes

L’attesa del "Servo sofferente"
    
Stefano De Fiores

La giusta comprensione della figura di Maria
    Giuseppe Daminelli

Il "dogma originario" della verginità e della divina maternità di Maria – 2
    
Bruno Simonetto

La festa dell’Ingresso della Sacra Famiglia in Egitto
  
 George Gharib

San Gabriele dell’Addolorata
    
Bianca Maria Veneziani

Storia dell’"Angelus" - 24
    
Simone Moreno

Fatti e persone
    
a cura di Piero Roma

Maria, dono sempre nuovo
    
Alberto Rum

Il Matrimonio di Maria e Giuseppe - 2
    Simone Moreno

 La ricchezza di carisma mariano delle "Missionarie della Carità"
    
Maria Di Lorenzo

In Libreria

Nella Famiglia Paolina
   
Bruno Simonetto

Santuari mariani d'Europa

 

Madre di Dio n. 2 febbraio 2007 - Copertina

 
 Le Feste mariane della Chiesa Copta d'Egitto

 
di GEORGE GHARIB

La festa dell’Ingresso della 
Sacra Famiglia in Egitto

   

La venuta della Sacra Famiglia in Egitto è ricordata con particolare solennità dalla Chiesa Copta, che ritiene l’evento provvidenziale per predisporre il Paese del Nilo alla religione cristiana.
  

La Chiesa Copta d’Egitto celebra con non celata ammirazione il fatto storico dell’ingresso della Sacra Famiglia in Egitto. La festa, che si celebra il 1° Giugno, porta diversi nomi, a seconda dei documenti liturgici. Il Calendario la chiama "Entrata del Cristo Signore nella terra d'Egitto". Un Inno del "Libro delle Omelie" parla invece di "Venuta di Nostro Signore in Egitto, con Maria, Giuseppe e Salome". [Quest’ultima è la levatrice che ha aiutato Maria durante il parto, rimanendo in seguito al suo servizio]. Il Sinassario, che contiene una breve notizia storica sulla festa, la dichiara propria degli Egiziani.

I Cristiani d’Egitto ritengono l’evento una circostanza provvidenziale per predisporre il Paese del Nilo alla futura introduzione della religione cristiana e per fissare le basi di un rigoglioso Monachesimo nel Paese. Per loro la Sacra Famiglia si sarebbe spostata attraverso il Paese dei Faraoni, compiendo miracoli che sono all’origine del sorgere di numerosi Santuari tuttora esistenti e visitati da Cristiani e Musulmani.

La fuga in Egitto - Manoscritto d'arte etiopica, British Library, Or 510 f.10a.
La fuga in Egitto – Manoscritto d’arte etiopica, British Library, Or 510 f.10a.

Il racconto della visita secondo il Sinassario

Le brevi allusioni al viaggio della Sacra Famiglia riferiti da Matteo 2, 13-21 trovano nei documenti liturgici uno sviluppo inatteso, come si può vedere dal seguente racconto letto il giorno della festa e contenuto nel Sinassario. Questi è un libro liturgico che la Chiesa Copta legge durante la Messa e che racchiude in compendio le notizie storiche sulle diverse feste del Calendario. La lezione della festa che qui ci interessa porta come titolo "Festa dell’Ingresso della Sacra Famiglia in Egitto". La notizia, che parte dal racconto del sogno di Giuseppe e dall’ordine dell’Angelo di fuggire in Egitto riferito da Matteo, prosegue registrando i due motivi del passaggio del Signore nel Paese d’Egitto, enumera poi le diverse tappe del viaggio di andata da Betlemme e di ritorno a Nazareth. L’Autore anonimo, strada facendo, mette in evidenza il senso di gratitudine di Maria verso gli Egiziani per l’ospitalità ricevuta e la benedizione da lei elargita e ritenuta dagli Egiziani la causa della fioritura della vita monastica nel Paese. Eccone il testo:

"In questo giorno benedetto, il Messia nostro Signore venne nella terra d'Egitto. Egli aveva due anni, come è menzionato nel Vangelo. Un Angelo del Signore era apparso in sogno a Giuseppe e gli aveva detto: "Alzati, prendi il bambino e la sua madre, fuggi nella terra d’Egitto e rimani lì fino a quando non te lo dirò" (Mt 2, 13).

La presenza del Signore in Egitto avvenne per due motivi. Il primo era per scongiurare la sua uccisione per le mani di Erode … Il secondo era di non privare gli abitanti dell'Egitto della grazia della sua venuta fra di loro, destinata a distruggere gli idoli che si trovavano in quel Paese, e ad adempiere la profezia che diceva: "Ecco, il Signore verrà su una nube leggera e entrerà in Egitto e cadranno gli idoli dell’Egitto di fronte a lui" [Is 19, 1].

F. Fiori detto 'il Barocci', Riposo durante la fuga in Egitto - Musei Vaticani, Roma.
F. Fiori detto ‘il Barocci’, Riposo durante la fuga in Egitto – Musei Vaticani, Roma.

La prima città dove giunsero Giuseppe, la Vergine, Salome e Nostro Signore il Messia, fu un Villaggio chiamato Basta, dove furono accolti. Scavarono una fonte d’acqua che divenne mezzo di guarigione per tutti eccetto che per gli abitanti del Villaggio. Di là giunsero a Miniah Samanud, attraversarono il fiume e passarono ad Occidente. Nostro Signore impresse il suo tallone in una pietra ad immagine di ciò che sarebbe accaduto in quel luogo, che fu chiamato "Bikha Iesus", ossia "Tallone di Gesù".

Di là andarono verso il fiume occidentale e videro il monte di An-Natrun. La Vergine lo benedisse, sapendo ciò che vi sarebbe stato di "servizio angelico" [nome dato alla vita monastica]. Arrivarono poi ad Ashmunain, dove si fermarono per un certo tempo da un uomo chiamato Fallun; questi aveva dei datteri che si prosternarono davanti al Signore e sono rimasti piegati fino a questo giorno.

Quando i giorni che volle trascorrere in Egitto furono compiuti ed Erode era morto, l’Angelo del Signore apparve di nuovo a Giuseppe in sogno e gli disse: "Alzati, prendi il bambino e sua madre e vai in terra di Israele" (Mt 2, 19-20). Tornati ad Ashmunain, essi giunsero ad Al-Muharraka; al loro arrivo a Misr, si fermarono in una grotta, che si trova oggi nella Chiesa di Abu Sardjah a Misr. Partirono poi, passarono per Matariah e vi si bagnarono: la fonte ne fu benedetta da allora e ne fluisce l'olio balsamico con il quale si porta a termine il Battesimo, si consacrano le Chiese, gli Altari ed i Vasi sacri; con lo stesso si confezionano farmaci per le guarigioni e si offre pregiato regalo ai sovrani. Di là passarono ad Al-Mahammah. Col suo ritorno si compì la profezia di Osea che aveva detto: "Dall’Egitto ho richiamato mio figlio" (Os 11, 1).

È opportuno quindi celebrare una festa spirituale e cantare conformemente alla parola del Profeta: "Il Signore opera prodigi e portenti in Egitto e meraviglie nella terra di Saghdan" (Sal 78, 43); e anche: "Fece prodigi in mezzo a te, o Egitto, sugli Egiziani e in mezzo a loro" (Sal 135, 9). Gloria al suo santo nome in eterno. Amen!".

[Patrologia Orientalis, vol. 16, p. 407-410]

Fuga in Egitto della Santa Famiglia - Statue di Anonimo, Cappella X del "Sacro Monte di Varallo".
Fuga in Egitto della Santa Famiglia – Statue di Anonimo, Cappella X del "Sacro Monte di Varallo".

Liturgia della festa

Per celebrare le feste di Cristo, della Madonna e dei Santi la Liturgia copta possiede poca innografia. Per la festa dell’Ingresso in Egitto che qui ci interessa, possediamo il seguente Inno, detto "dossologia", inserito nel libro liturgico detto "Santa Salmodia annuale". Il libro, in lingua originale copta e traduzione araba, è composto di Salmi, Cantici biblici, Preghiere ed Inni, che si dicono, a seconda del genere, durante l'Ufficio divino notturno, l'Ufficio dell'elevazione dell'incenso del mattino o della sera, e durante la Messa eucaristica.

Gli Inni, a loro volta, costituiscono il genere più abbondante, e si distinguono in "Psallie", o cantici, in "Theotokie", o lodi in onore della Madre di Dio; in "Dossologie", o canti in onore degli Angeli e dei Santi; e in "Lobsh", o parafrasi e commentari di altri brani.

Il testo riguardante la festa è designato con il titolo di "Dossologia per l’Entrata del Signore in terra d'Egitto". È breve, ma mette bene in rilievo la grandezza di Colui che viene in Egitto:

"Iddio che è glorificato dal Consiglio dei santi, che siede sopra i Cherubini, fu visto in terra d’Egitto.

Colui che fece il cielo e la terra, fu visto in quanto giusto in grembo a Maria, nuovo cielo, assieme al santo Giuseppe il Giusto.

L’Antico dei giorni, lodato dagli Angeli, venne oggi in terra d'Egitto per salvare noi, suo popolo.

Francesco Fontebasso, La fuga in Egitto - Museo Diocesano di Trento.
Francesco Fontebasso, La fuga in Egitto – Museo Diocesano di Trento.

Gioisci e allietati, o Egitto, con tutti i tuoi figli e tutte le tue città, poiché venne da te l'amante degli uomini, Colui che è prima di tutti i secoli.

Lo lodiamo e lo glorifichiamo e lo sopraesaltiamo, in quanto buono e amante dell'umanità. Abbi pietà di noi secondo la tua grande misericordia!".
[M. Brogi, La Santa Salmodia annuale, Cairo 1962, p. 152]

L’Angelus di Giovanni Paolo II e i Santuari mariani d’Egitto

Segnaliamo, per finire, che in occasione dell’Anno Mariano del 1988 il Papa Giovanni Paolo II, parlando all’Angelus del 17 Gennaio dei Santuari mariani dell’Egitto, ha così messo in rilievo quelli legati alla Sacra Famiglia:

"Cari fratelli e sorelle,

1. – Riprendiamo il nostro ideale pellegrinaggio ai Santuari mariani sparsi nel mondo. Meta della nostra visita spirituale sono oggi i luoghi mariani dell’Egitto.

I Santuari che sorgono in quella regione hanno un significato tutto particolare, essendo legati, in forza di antichissime tradizioni, al ricordo del passaggio della Santa Famiglia, secondo gli accenni presenti nel Vangelo di Matteo [cfr Mt 2, 14-15.19-21].

Tra i luoghi di culto mariano, che a tal riguardo possiamo menzionare, vi è innanzitutto il Villaggio di Matarieh, a breve distanza dal Cairo, dove, accanto a numerosi centri di culto copto-ortodossi, esistono anche una Chiesa Copto-Cattolica ed un Carmelo, nel quale le Monache, nel ricordo della permanenza della Santa Famiglia in Egitto, pregano in modo speciale per tutti coloro che, per vari motivi, sono perseguitati e sono costretti a lasciare la loro patria ed a cercar rifugio in terra straniera.

G. Gatti, Riposo durante la fuga in Egitto [part.] - Chiesa San Sigismondo, Cremona.
G. Gatti, Riposo durante la fuga in Egitto [part.] – Chiesa San Sigismondo, Cremona.

2. – Un altro Centro di culto mariano meritevole di citazione è la Chiesa dedicata alla Madonna in Meadi, alla periferia del Cairo, sulla riva del Nilo. Il Tempio sembra risalire addirittura al V secolo, anche se ha subito, nel corso dei secoli, ed anche di recente, modifiche e restauri. È affidato ai Cristiani Copto-Ortodossi, e numerosi sono i Pellegrini che giungono continuamente a questo Santuario per affidare le loro intenzioni alla "Mediatrice di tutte le Grazie".

3. – Il passaggio della Santa Famiglia è ricordato anche dalla Grotta a lei dedicata, che si trova sotto il Santuario dei Santi Sergio e Bacco, nel Vecchio Cairo, ai margini dell’antica città di Fostat, prima capitale dell’Egitto islamico.

Anche questo piccolo ma prezioso luogo di culto è officiato dai Copto-Ortodossi. La sua storia antica ed illustre registra anche, sotto gli auspici della Madre di Dio, la presenza e l’influenza dei Cattolici, in special modo dei Francescani, i quali, nel XVII secolo, vi costruirono un Ospizio ed ottennero il permesso dagli Ortodossi di celebrare la santa Messa all’altare della Cripta della Santa Famiglia.

Questo Santuario attrasse l’attenzione persino dei Musulmani, i quali, sotto il regno del famoso Saladino, nell’XI secolo, restaurarono il Tempietto che era stato precedentemente distrutto.

Ogni anno, il 1° Giugno, i Copto-Ortodossi organizzano un Pellegrinaggio in ricordo dell’ingresso della Santa Famiglia in Egitto.

4. – I Santuari mariani dell’Egitto, oltre ad avere una specialissima importanza in quanto ricordano la presenza storica della Santa Famiglia, hanno sempre rivestito ed oggi più che mai rivestono uno speciale interesse dal punto di vista ecumenico, a motivo della devota frequentazione da parte dei fedeli appartenenti a Confessioni diverse [...]".

George Gharib