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Evangelisti crea il mondo dei fans di Eymerich

di Arianna Cameli


   Letture n.632 dicembre 2006 - Home Page È forse lo scrittore italiano di sf più noto al mondo grazie alla figura dell’inquisitore catalano. Evangelisti ha dedicato alla sua creatura un blog nel quale gli appassionati riutilizzano l’universo di Eymerich per nuove avventure.

Torna in libreria Valerio Evangelisti, con Il collare spezzato, pubblicato da Mondadori, seguito e conclusione de Il collare di fuoco, un affresco della storia messicana degli anni Trenta. Un romanzo a sfondo storico, pervaso da suggestioni e influenze di vario tipo. Evangelisti è uno di quei rari autori che sa piegare il genere narrativo ai propri fini. Sicuramente professionista nella fantascienza, anzi proprio con lui come protagonista, si può dire che si è sviluppata anche in Italia il filone della sf. Se il giallo e il noir hanno trovato già una nobilitazione nel panorama nostrano delle lettere, grazie ad autori che hanno saputo raccontare in modo nuovo la realtà attraverso gli stilemi di un codice narrativo "popolare", Evangelisti dal canto suo, riesce a percorrere le rotte più svariate, dalla storia al western, alla fantascienza, per raccontare i mondi paralleli che abitano il suo immaginario di scrittore.

Eymerich.com

Per alcuni, gli esordi sono faticosi, per Evangelisti l’inizio fu il Premio Urania nel 1994, assegnato grazie a Nicolas Eymerich, inquisitore, romanzo dal quale nacque una saga composta da sei romanzi. Il personaggio di Eymerich affascinò numerosi lettori e amanti della narrativa di genere, e fu grazie a questo primo nucleo di fans che si costituì una mailing list, molto vivace nel dibattito in Rete e che ama incontrarsi anche in raduni conviviali insieme allo scrittore. Certo la narrativa di genere e nello specifico la fantascienza, è portatrice di una serie di valori e metafore, che cattura e seduce gli appassionati, ma nella mailing list si parla di libri e non solo. Si discute liberamente su tutto e lo scrittore è un partecipante come tutti gli altri. In questa nuova forma di cultura "partecipativa" che è la comunità di Eymerich, si inscrive anche la cosiddetta fan fiction, ovverossia la letteratura prodotta dai fans di libri, che riutilizza l’universo e i personaggi dell’opera a cui fa riferimento e si aggiunge inoltre, anche se già siamo in presenza di una testata vera e propria, la rivista culturale Carmilla.

  • A Valerio Evangelisti chiediamo com’è nata l’idea della mailing list.

«È nata prima ancora dell’accesso di massa a Internet, sulla rete telematica Fidonet, a metà degli anni ’90. Esistevano allora le cosiddette Bbs, con lenti collegamenti via telefono, e l’area tematica Sf.Ita, dedicata alla fantascienza. Alcuni dei miei primi lettori, conosciuti in quella sede, decisero di trasferire i nostri dialoghi su Internet, dando vita alla mailing list».

  • Quali sono i maggiori temi affrontati?

«Si parla veramente di tutto: non solo narrativa, ma anche cinema, musica, politica, informatica, fumetti ecc. Io partecipo come un iscritto qualsiasi. Teniamo anche, dal 2000, dei raduni annuali».

  • Esistono dei requisiti per partecipare?

«Quello di essere lettori di una parte almeno dei miei romanzi. Poi si può scrivere praticamente tutto ciò che si vuole, purché gli interventi non siano di tipo tale da mettere in pericolo l’esistenza della mailing list stessa (provocazioni gratuite ecc.)».

  • Sta prendendo piede sempre di più anche da noi il fenomeno della fan fiction, la letteratura prodotta dai fans di libri, film, fumetti... Anche uno dei tuoi personaggi più famosi, Eymerich, ha avuto la sua fan fic. Ce ne puoi parlare?

«Ho sempre lasciato libero chiunque di riprendere il mio personaggio e trattarlo come crede, in maniera narrativa. Ne sono nati due libri: un’antologia di racconti, I segreti di Eymerich, e un romanzo, La potenza di Eymerich, di un autore collettivo, Kai-Zen. Altri romanzi nati dalla mailing list non sono stati pubblicati. Devo dire che, benché le trame siano interessanti, gli autori tendono a prendere del mio personaggio più gli aspetti esteriori che quelli interiori. Ma forse ciò è inevitabile. Considero comunque valida l’esperienza, e stimolante sia per me che per chi vi partecipa».

  • Puoi raccontarci le vicende invece della e-zine Carmillaonline? In cosa consiste la "cultura di opposizione"?

«Carmillaonline è nata come "vetrina" elettronica di una rivista cartacea, Carmilla. Poi quest’ultima è morta per problemi distributivi, ed è rimasta solo la versione on line. La redigono, assieme a me, altri scrittori (Giuseppe Genna, Girolamo De Michele, Wu Ming 1, ecc.) e numerosi intellettuali. Attualmente i lettori sono circa 220.000 a settimana, un risultato che inizialmente nessuno si aspettava. Penso che ciò sia dovuto al fatto che, anche quando i temi sono complessi, gli articoli restano piacevoli e vari. Quanto alla "cultura di opposizione", sta nel proporre idee diverse da quelle dominanti o a esse opposte in forma né partitica né ideologica, ma, per l’appunto, culturale».

  • Quali sono i tre blog letterari che visiti più spesso? E perché?

«Lipperatura, Nazione Indiana e Vibrisse. Sono i più autorevoli e frequentati. A essi aggiungerei anche Il Primo Amore e Georgiamada, quest’ultimo un blog che ha un’impostazione che può ricordare quella di Carmilla (che però non è un blog, ma piuttosto una testata, dato che non prevede interventi dei lettori)».

  • Cosa non dovrebbe fare, secondo te, un blog letterario?

«Presentarsi come élitario, per forma e contenuti, e raccogliere attorno a sé alcune decine di frequentatori fissi impegnati in dialoghi e diatribe molto settoriali. Dei blog che ho citato, direi che solo Lipperatura evita quasi del tutto lo scoglio (e Il Primo Amore, ma non si presenta come blog vero e proprio)».

  • Secondo te qual è il futuro dei litblog? E come si potrebbero evolvere?

«Francamente non lo so. Penso che per un lungo periodo non si evolveranno affatto».

  • Per un aspirante scrittore la Rete può essere un buon trampolino di lancio, cosa consigli in proposito a chi vuole avventurarsi nel mondo della pubblicazione?

«È un’esperienza da tentare senz’altro, ma senza attendersi, per il momento, risultati miracolosi».

  • Il mondo dei blog può aiutare l’editoria nella ricerca di nuovi talenti e nuove idee culturali? Ti viene in mente qualche esempio da citare in proposito?

«Ormai sono molti i professionisti dell’editoria che scorrono quotidianamente i blog più noti, e la ricerca di talenti non è l’ultima delle ragioni. Einaudi "Stile Libero" e minimum fax (vale a dire, non due dei minori) pubblicano con una certa frequenza scrittori scoperti su Internet. Si tratta di una tendenza destinata a espandersi, su questo non ho dubbi».

Per visitare il sito di Evangelisti: http://www.eymerich.com/ 

Arianna Cameli
   

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