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I libri della fede.Recensioni.

   
Strenne di Natale sì, ma con giudizio

di Gianfranco Ravasi


   Letture n.632 dicembre 2006 - Home Page S'affollano sui banchi delle librerie in questo mese tomi ponderosi che spesso corrono il rischio di finire o riciclati o collocati come suppellettili sugli scaffali del salotto buono. Questo vale anche per le materie religiose. Vogliamo, allora, segnalare alcune strenne che sappiano intrecciare la sontuosità dell’iconografia, requisito indispensabile del genere, alla qualità dei testi così da permettere lettura e contemplazione, conoscenza e bellezza, contenuto e grafica. In questa operazione in Italia si distingue soprattutto la Jaca Book che vanta le migliori collane di strenne di cultura religiosa, edite durante tutto l’anno e non solo in occasione del Natale. Ad esse attingeremo per suggerire qualche scelta meno scontata e intellettualmente più godibile.

Partiamo con un’opera riguardante una terra che è tragicamente in primo piano ai nostri giorni per le sue strade costantemente insanguinate a causa di una guerra insensata. È quella Mesopotamia che fu non solo la patria di Abramo ma anche la culla della civiltà coi Sumeri. S’intitola appunto Iraq. L’arte dai Sumeri ai Califfi ed è un volume curato da Giovanni Curatola, introdotto dal direttore generale delle antichità dell’Iraq, Donny George, e affidato a un manipolo di esperti (Jaca Book, 2006, pagg. 279, euro 96,00). Si tratta di un affascinante viaggio che risale fino alle origini, mettendoci davanti reperti straordinari come il cono di Urukagina in cui nel 2300 a.C. questo sovrano menzionava i provvedimenti presi per ridurre le tasse e combattere l’evasione fiscale (la storia è costante nei suoi ritmi...). Ma possiamo sostare anche davanti allo splendido "stendardo di Ur", la patria di Abramo, un manufatto di conchiglie, lapislazzuli e calcare rosso; oppure davanti alla mirabile e inquietante statuaria, alla stele del codice di Hammurabi, alle varie ziggurat. In queste pagine passiamo sotto all’incantevole porta di Ishtar, ora al Museo di Berlino; ma ci inoltriamo anche, una volta varcato l’ellenismo e il periodo sasanide (224-636 d.C.), nella grandiosa civiltà omayyade islamica: un esempio per tutti, l’indimenticabile minareto elicoidale della Grande Moschea di Samarra. Oppure, per procedere verso un’altra dinastia araba, il possente Palazzo Abbaside di Bagdad. Un’occasione felice, perciò, per "visitare" una terra ora inaccessibile se non agli eserciti che a tutto pensano fuorché alla tutela dei grandi patrimoni di civiltà e di spiritualità.

Possibile è, invece, accostare direttamente – anche se a costo di molteplici trasferimenti – un’altra cultura, quella che ha avuto il suo cuore in Bisanzio-Costantinopoli. Si può, invece, compiere un viaggio globale e simbolico in quell’orizzonte sfogliando le pagine di Tania Velmans, dedicate all’Arte monumentale bizantina (traduzione di Andrea Paribeni e Chiara Formis, Jaca Book, 2006, pagg. 323, euro 98,00). Siamo di fronte a un’espressione culturale cristiana di grande fascino, distribuita in un arco cronologico che va dal VI sec. fino alla data fatidica del 1453, l’anno della caduta di Costantinopoli sotto il dominio turco. È un’arte che travalica gli stessi confini dell’impero bizantino perché è dilagata fino a Ravenna, la capitale dell’Impero romano d’Occidente nel V sec. (come non pensare alla basilica di Sant’Apollinare in Classe o di San Vitale?), è penetrata nel Sinai, ha raggiunto la Russia di Kiev e Novgorod, ha occupato straordinari ambiti specifici in Cappadocia, Armenia, Georgia, Siria e Palestina ed è approdata sino all’Africa egiziana ed etiope, mostrando capacità uniche di nuove declinazioni.

I testi che accompagnano la monumentale sequenza iconografica di questo libro, dovuti a una delle discepole maggiori di quel maestro che fu André Grabar, coprono integralmente l’arco storico dell’estetica bizantina individuandone moduli e stili in evoluzione, permettendo di godere della magnificenza di quest’arte in modo consapevole e secondo le sottese istanze teologiche.

Nella fitta rappresentazione figurativa dell’arte cristiana acquistano un rilievo particolare i santi, naturalmente a partire da Maria, la madre di Cristo. Un’altra strenna potrebbe essere proprio l’Atlante storico dei grandi santi e dei fondatori curato da Antonio M. Sicari (Jaca Book, 2006, pagg. 259, euro 83,00), ordinato cronologicamente, partendo da Maria, da Giuseppe, dal Battista e da Pietro e Paolo per giungere sino a Madre Teresa di Calcutta, naturalmente inglobando anche il beato Giovanni XXIII, san Pio da Pietralcina, Edith Stein e Faustina Kowalska. Più di un centinaio di soggetti sono qui presentati non solo con la loro storia personale ma anche con un vivace apparato documentario di profili, mappe, luoghi, monumenti, immagini così da rendere "incarnata" la santità nella quotidianità della nostra vicenda umana, senza farla decollare dalla realtà verso aureole mitiche e leggendarie.

E la Bibbia? Anch’essa può diventare oggetto di strenna, in questo caso in una forma meno opulenta rispetto al trittico finora presentato. È il caso della Vita di Gesù in icone tratteggiata da P. Gabriele Bragantini (San Paolo, 2006, pagg. 144, euro 22,00) sulla base della "Bibbia di Tbilisi" in Georgia, un testo che è aperto solennemente sull’ambone della cattedrale di Santa Maria Assunta di quella città, e che è accompagnato anche dalle 130 icone dell’Antico e Nuovo Testamento, collocate sulle pareti laterali di quel tempio. Il volume è molto semplice e popolare (rispetto ai precedenti citati) così come lo è quest’arte, tipica di un ambito particolare dell’orizzonte bizantino sopra descritto. Può essere l’occasione, comunque, per seguire la vita di Cristo con lo sguardo puro e affascinato di questa Biblia pauperum.

Idee per gli "under"

Ma a questo punto non vogliamo lasciare il genere delle strenne senza aver pensato anche a un pubblico significativo, quello dei ragazzi. Cominciando con l’accennare brevemente all’album a fumetti che ha per tema Gesù di Nazaret. La storia di un uomo scomodo (San Paolo, 2006, pagg. 175, euro 24,00), già recensito a pag. 60 di questo numero, passiamo a segnalare il compimento della serie di testi "La Chiesa e la sua storia", curata da Juan María Laboa. Il decimo volume, intitolato Ai nostri giorni, copre l’arco storico che va dal 1917 a oggi (Jaca Book - Paoline, 2006, pagg. 62, euro 13,80). Come nei precedenti album, iniziati con la comunità cristiana delle origini e proseguiti per tutti i venti secoli della storia del cristianesimo, i testi molto ampi sono accompagnati da foto, disegni e mappe così da obbedire a una didattica chiara e documentata, pronta a mostrare l’"incarnazione" della fede cristiana nelle vicende umane.

D’altro lato, vogliamo segnalare una vera e propria "chicca", sorprendente già nel titolo: è La storia dei filosofi da Epicuro a san Tommaso spiegata ai ragazzi da Nicola e Saul Celoria (Ares, 2006, pagg. 144, euro 18,00) con le deliziose illustrazioni (ci sono anche suggestivi capilettera come nei codici manoscritti antichi) di Stefania Bizzocchi e Benedetto Chieffo. Questo volume, dal formato molto adatto pensando ai destinatari, vuole essere la continuazione di un precedente album del 2004, apparso presso la stessa editrice, che narrava la storia dei filosofi antichi. Provate a leggere queste pagine e vedrete che non riuscirete a staccarvi, conquistando voi prima ancora dei vostri ragazzi: stupisce, infatti, il modo con cui gli autori riescono a trasporre idee e vicende, figure e movimenti filosofici in un vero e proprio racconto, dimostrando che cosa sia "il sapère e il sàpere" (si veda a pag. 113) per una corretta conoscenza.

A questo punto facciamo un passo in avanti e destiniamo ai ragazzi delle superiori due ultime strenne. La prima lo è nel senso anche formale del termine. Si tratta, infatti, di un tomo corredato di una preziosa sequenza fotografica di alta qualità anche tecnica. Il tema è di grande attualità nel dibattito culturale e riguarda Le origini dell’uomo e l’evoluzione culturale: ad allestire il testo è uno dei nostri maggiori esperti in questo ambito, Fiorenzo Facchini, che al rigore della sua straordinaria competenza sa unire il nitore della sua comunicazione e della sua didattica (Jaca Book, 2006, pagg. 240, euro 80,00). L’autore in queste pagine spreme, infatti, il succo di una sua ormai lunga ricerca sul campo, confluita in un’invidiabile bibliografia. In una cinquantina di brevi capitoletti, confortati sempre dall’apparato iconografico parallelo, egli riesce a proporre non solo l’arco complesso e variegato dell’evoluzione culturale dell’uomo, dai primi segni, passando poi attraverso l’homo habilis e tutte le altre tappe per approdare fino all’homo sapiens sapiens, ma aiuta il lettore anche a isolare il filo rosso attorno al quale si annodano tante ramificazioni e questioni (pensiamo solo al simbolismo, all’arte, alla religiosità, alla cooperazione e alla competizione, e così via), per condurci alla fine a quei "dibattiti sterili" e ai "problemi importanti" che oggi scuotono l’opinione pubblica attorno a questo tema complesso e delicato. Un libro, quindi, utile anche agli adulti che vogliono farsi un’idea chiara su argomenti coinvolgenti ma che non ammettono semplificazioni o banalità polemiche, da qualsiasi parte provengano.

Infine, un regalo adatto certo a studenti di scuole superiori e di università ma, anche in questo caso, interessante per tutti. Possiamo solo in questo spazio finale, segnalarlo: è l’antologia dei Poeti cristiani del Novecento, approntata da Pasquale Maffeo (Ares, 2006, pagg. 488, euro 16,00). Lasciando ai critici letterari il giudizio specifico, noi ci accontentiamo solo di dire che nei quattordici capitoli iniziali di "ricognizione", forse affidati a un dettato un po’ sfarzoso, ma soprattutto nei dodici capitoli dei testi antologici, si ha la felice occasione di ascoltare un coro di voci, alcune celebri, altre meno note, che cantano con intensità e fragranza il mistero cristiano in tutte le sue iridescenze spirituali, umane e divine.

Gianfranco Ravasi

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