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Riconosciuto
come uno dei maggiori autori di fantascienza, lo scrittore polacco è
scomparso quest’anno. Attraverso la maschera della satira ha affrontato
con acutezza profondi temi epistemologici e metafisici.
«Mio
caro, non siamo riusciti ad apprezzare il ruolo dell’errore come
categoria fondamentale dell’esistenza. Non pensare più in termini
manichei! Secondo quella scuola, Dio crea ordine mentre Satana cerca
ripetutamente di sabotarlo. N on
è così! Se riesco a mettere le mani sopra un po’ di tabacco, scriverò
il capitolo finale di tutti i libri di filosofia, e precisamente un’antologia
dell’apostasia. Sarà una teoria dell’esistenza fondata sull’errore,
perché l’errore si innesta sull’errore precedente, se ne serve, ne
crea di nuovi e probabilmente li trasforma nel destino del mondo». Così
il professor A. Donda, uno dei personaggi incontrati dal celebre
astronauta Ijon Tichy nei racconti di Stanislaw Lem. Un pensiero che ha
del paradossale, una sfumatura quasi eretica, ma non del tutto: l’opera
di Lem, partita dai "normali" romanzi fantascientifici negli
anni Cinquanta, si è trasformata in un viaggio in orbita attorno al
motivo della conoscenza, fallace perché limitata dalla natura della mente
umana; ed è approdata a sofisticate indagini sul futuro dell’umanità,
l’esistenza di Dio e i confini della scienza.
Il brillante pensatore che l’ha creata, il filosofo
con radici socialiste che non ha tradito il suo Paese neanche nei momenti
più bui, e che tutto il mondo ricorda per un romanzo folgorante come Solaris
(da cui sono stati tratti due film), si è spento a Cracovia il 27
marzo 2006. Lem lascia così per l’ultima volta la città nella quale
aveva vissuto per sessant’anni, con un’unica eccezione durante il
regime del generale Jaruzelski, ma la lascia con gli onori. Come ha
scritto il filosofo Pablo Capanna: «Lem è tra i grandi sopravvissuti del
Novecento: è sopravvissuto al nazismo e allo stalinismo, all’Urss e all’esilio,
perfino alla globalizzazione [...]. Come lettore e critico l’ho seguito
per più di quarant’anni, vedendolo crescere fino a diventare Autore
inconfondibile e con la A maiuscola. In un mondo in cui i filosofi si
definiscono "lucidi", gli incendi "danteschi" e in
molti amano il termine "kafkiano", proverò a definire Lem
"prudente". Molti non saranno d’accordo, pensando ai suoi
testi più deliranti. Lem ammirava Borges, e sotto le sue disquisizioni
barocche esiste un metodo. Paradossalmente, la sua prudenza si aggancia
sia al rigore scientifico, sia all’humour, che è il migliore antidoto
al dogmatismo».
Apostasia dei primi lavori
Stanislaw Lem è nato il 12 settembre 1921 a Lwow (in
italiano Leopoli, l’odierna Lviv, un tempo appartenente alla Polonia e
oggi all’Ucraina). Da piccolo si divertiva a inventare paesi immaginari,
animali e oggetti che non esistono. A scuola, un test lo segnala come il
bambino più intelligente. Benché provenga dall’ambiente della buona
borghesia, durante la Seconda guerra mondiale dovrà interrompere gli
studi e lavorare come meccanico in una fabbrica di automobili, perché il
regime nazista ha
scoperto le lontane ascendenze ebraiche della famiglia e disposto il
sequestro di tutti i beni. Ma il giovane Stanislaw è abbastanza audace e
comincia a svolgere attività clandestine: aiuta i partigiani a rubare
armi dai magazzini della Luftwaffe perché siano inviate agli uomini della
Resistenza. Dopo la guerra arriva il comunismo e i Lem si trasferiscono a
Cracovia, dove si adatteranno a vivere in un monolocale. In questo periodo
il futuro scrittore svolge diversi lavori, studia medicina (ricalcando le
orme del padre) e lavora come ostetrico. Da studente aveva già pubblicato
poesie in una rivista cattolica e scritto racconti per un periodico
popolare.
I primi due romanzi escono rispettivamente nel 1946 e
’48: Czlowiek z Marsa (lett. L’uomo di Marte) e Szpital
przemienienia (lett. L’ospedale della trasfigurazione). Il secondo
descrive l’esperienza di un medico in chiave filosofica ed è già ricco
degli interrogativi di fondo che percorreranno la sua opera: il problema
etico in rapporto alla scienza e i limiti della conoscenza.
Nel 1951, abbandonata la professione medica, Lem si
occupa di cibernetica e biologia, contribuendo a fondare le Accademie
nazionali di astronautica e cibernetica. Dopo la pubblicazione del nuovo
romanzo di fantascienza Il pianeta morto (Astronauci, 1951)
e di alcuni disinvolti saggi scientifici, entra in conflitto con le
autorità di osservanza sovietica, in particolare con il presidente dell’Accademia
di scienze agrarie dell’Urss, il biologo Trofim Lysenko, di cui non
condivide le teorie. Il clima ideologico imposto dallo stalinismo
scoraggia ogni tentativo di libera speculazione e Lem abbandona
temporaneamente l’attività di scrittore. Per mantenersi s’impiega
come assistente di laboratorio; qualche anno più tardi, morto Stalin e
caduto in disgrazia Lysenko, Lem riprenderà la penna e potrà finalmente
dare corso alla sua vena creativa.
A partire dal 1955, approfittando della relativa
libertà offerta a chi si esprime attraverso i racconti immaginari di
avventure scientifiche, diviene scrittore a tempo pieno. In seguito
manifesterà giudizi molto severi sulla propria produzione giovanile: «Ritengo
che i miei primi romanzi fantascientifici non abbiano alcun valore
(nonostante il fatto che, attraverso le loro numerose edizioni, abbia
ottenuto notorietà internazionale). Quando li ho scritti – ed è senz’altro
il caso di Astronauci – ero spinto da motivi che oggi ancora
comprendo, ma che non riflettevano qualsivoglia esperienza della mia vita
o del mio mondo. Nel libro tutto è perfetto ed equilibrato; fra i
protagonisti c’è un personaggio russo positivo e uno cinese tanto
carino; ogni pagina trasuda ingenuità. La speranza che il mondo del 2000
sarebbe stato magnifico è assolutamente infantile. Da giovane devo essere
stato una specie di spugna che assorbiva qualunque postulato del
socialismo. Ero deciso a fare del mondo un posto sempre più positivo. In
un certo senso ingannavo me stesso, perché quei sentimenti e quelle
speranze erano genuini. Oggi sono lievemente disgustato da un libro come Astronauci».

Queste incertezze non minano la popolarità dei libri
successivi: La nube di Magellano (Oblok Magellana, 1955), Inwazja
z Aldebarana (lett. Invasione da Aldebaran, 1959), il poliziesco
fantastico L’indagine (Sledztwo, 1959), Gli esploratori
dell’astro ignoto o Pianeta Eden (Eden, 1959), Ritorno
dall’universo (Powrót z gwiazd, 1961). Sempre nel 1961
arriva Solaris e Lem imbocca una strada che gli cambierà la vita.
La conferma della sua posizione di preminenza a livello inventivo e
stilistico è assicurata, negli anni, da testi come L’invincibile (Niezwyciezony,
1964), Fiabe per robot (Bajki robotow, 1964), Cyberiade (Cyberiada,
1965), I viaggi del pilota Pirx (Opowiesci o pilocie Pirxie,
1968), in cui si parla di robot e delle macchine pensanti, Memorie di
un viaggiatore spaziale (Dzienniki gwiazdowe, 1971) e Il
congresso di futurologia (Kongres futurologiczny, 1973).
L’uomo di fronte all’enigma
Una delle forme narrative per cui Lem è diventato
famoso descrive lo studio di (o lo sbarco su) un mondo sconosciuto, un
mondo-problema. Questo si verifica, ad esempio, in Il pianeta morto,
Eden, Solaris e L’invincibile, fornendogli lo
spunto per impostare nuovi dilemmi conoscitivi e costruirne il relativo
scenario. Non tutte queste opere sono alla stessa altezza, ma in tutte è
presente lo spirito del ricercatore che si compiace di mettere l’uomo a
confronto con ordini di realtà enigmatici. Il pianeta morto del
romanzo omonimo è Venere, su cui c’è ragione di pensare che esistano
forme di vita intelligenti: ma il lungo viaggio dell’astronave
Kosmokrator è destinato a concludersi con una sorpresa molto amara e di
monito per tutti noi. In Eden siamo di fronte a un altro mondo
abitato e alla relativa civiltà: sembra facile riuscire a comunicare con
gli abitanti del pianeta, così simili agli uomini. I terrestri credono di
capire, ma un baratro di incomprensione minaccia il primo contatto tra le
due razze. Persino i più semplici aspetti dell’una e dell’altra
tecnologia sembrano enigmatici: per i terrestri è incomprensibile una
fabbrica degli alieni, mentre per questi ultimi è assurda la scienza
umana. L’invincibile è un tipico puzzle: bisogna scoprire
la natura della pioggia nera che infesta Regis III, pianeta ritenuto
disabitato, e scoprire cos’è successo alla missione precedente. La
soluzione dell’enigma comporta l’invenzione di una forma di vita
totalmente nuova e, per certi aspetti, inconcepibile...
Esplorando il problema affascinante dell’intelligenza,
Lem si chiede quale possibilità esista di comunicare con forme di vita
diverse da noi. Si interroga sulla questione del caso e della necessità
in fisica; della cultura umana in rapporto alle sue radici biologiche; del
divino non solo come tema assoluto, ma in relazione alle nostre limitate
risorse: così, forse, intelligenze evolutissime e capaci di influenzarci
(Solaris) apparirebbero soprannaturali ai nostri occhi di uomini,
mentre il loro operato potrebbe essere definito miracoloso. Le righe
conclusive del romanzo alludono, non a caso, a un’èra di miracoli
crudeli in cui l’umanità dovrà prendere coscienza di appartenere a una
gerarchia dell’esistenza nella quale non occupa il gradino più alto. Solaris,
che secondo alcuni è il capolavoro romanzesco di Lem, descrive un pianeta
coperto da un immenso oceano di plasma. Non potendo posarsi sulla
superficie, gli esseri umani lo osservano da una stazione orbitale e hanno
sviluppato una disciplina teorica, la "solaristica", che ha
accumulato un’imponente massa di fatti parziali e ipotesi nate per
spiegarli, ma in effetti è rimasta ferma a un arido livello accademico.
Il protagonista del libro è uno studioso che, appena arrivato dalla
Terra, rimane sconvolto dalle apparizioni che si verificano all’interno
della stazione, e che sembrano causate dall’oceano intelligente di
Solaris. Perché ogni occupante della piccola comunità scientifica è
turbato da angosciosi incubi privati? Chi sono le creature, emerse dal
passato o dalla tomba, che si aggirano come donne e uomini artificiali
nelle stanze dell’osservatorio? Chi è Solaris e qual è il suo ultimo
scopo? A queste domande Lem non risponde in modo univoco, ma preferisce
sfruttare il potenziale dirompente delle apparizioni per muovere il
lettore verso una soluzione personale e profonda del problema, che
probabilmente è superiore alle capacità di comprensione umane ma che non
sfugge al nostro lato irrazionale e inconscio. Solaris, tuttavia,
non è un romanzo psicologico e si muove su altri livelli: epistemologico,
metafisico, di satira (la solaristica come scienza immobile è simile al
marxismo scientifico nell’Europa dell’Est). Per alcuni di noi il
pianeta pensante potrebbe essere un dio, ma neanche questa è una risposta
definitiva: quello che affascina Lem, infatti, è la natura del problema,
la necessità concettuale di porsi di fronte a una domanda totale.

Non si è mai troppo ironici
Di lì a poco viene pubblicata la prima «prefazione a
un libro inesistente», genere alla Borges al quale Lem tornerà
volentieri: è contenuta nelle Memorie trovate in una vasca da bagno (Pamietnik
znaleziony w wannie, ’61). Con questo testo, scritto nello stesso
anno di Solaris ma in un tono completamente diverso, quello dell’apologo,
Lem immagina la scoperta di uno dei rarissimi manoscritti della storia
antica dell’umanità, andati perduti in massa a causa di un morbo che ha
distrutto la carta. Salvatosi in un pezzo di roccia vulcanica, il
manoscritto racconta la storia di un non meglio precisato agente del
passato, fedelissimo a un regime dispotico e autoritario, ma soprattutto
al Palazzo cui è stato assegnato. Invano il nostro esplora i meandri del
Palazzo: non ne verrà mai a capo e anzi scoprirà che i suoi ideali, la
sua fedeltà, i suoi pensieri nulla contano rispetto alle intenzioni del
Palazzo stesso, che pensa e vuole per lui. L’uomo è solo uno strumento
e di ciò deve accontentarsi: è un passo avanti nella misteriosa
direzione di Solaris, ma senza alcuna illusione.
Particolarmente celebri sono i racconti di Lem dedicati
al tema dei robot e delle macchine pensanti, come si vede nella Cyberiade
e in alcuni episodi dei Viaggi del pilota Pirx. Il robot, la
cui personalità è definita da un accumulo di esperienze e di ricordi,
non è diverso dall’uomo e non sempre è stato creato da lui. Vi sono
civiltà robotiche capaci di riprodursi da sole, come vi sono robot
potentissimi e intelligentissimi che si divertono a creare invenzioni
sorprendenti e a interrogarsi sulla natura del mondo. Il tema dell’intelligenza
artificiale, già presente nell’inedita raccolta Ksiega robotòw (lett.
Il libro dei robot) del 1961, si afferma nelle Fiabe per robot del
1964, in cui «robot di tutti i generi animano fiabe di sapore galattico:
draghi e principesse si mescolano a polveri intelligenti, temerari
elettroguerrieri si avventurano su oceani gelati, ingegneri un po’ folli
punzecchiano le stelle». Il libro è stato recentemente tradotto in
italiano per la prima volta. In Cyberiade (1965, che ha per
sottotitolo "Viaggio comico, binario e libidinatorio nell’universo
di due fantageni") assistiamo alle imprese dei robot ingegneri Trurl
e Klapaucius, che ingaggiano sfide su e giù per il cosmo a suon di
invenzioni. Le loro esilaranti avventure, mosse dal desiderio di superarsi
a vicenda, si concludono molto male per chi tenta di impiegarli
costruttivamente, e più d’una volta essi mettono a repentaglio l’esistenza
del mondo. Fra computer onnipotenti, creature dagli occhi-laser, poeti
elettronici e macchine narratrici che non riescono mai a finire un
racconto, Lem costruisce sotto i nostri occhi un mondo di invenzioni
pazzesche, facendo di Cyberiade un indispensabile vademecum della
vita meccanica.
Comunque, non esistono problemi abbastanza seri che non
possano essere trattati con piglio scherzoso; l’opera di Stanislaw Lem
abbonda di giochi linguistici e di prospettiva, mentre dal miscuglio di
stili letterari diversi ottiene effetti paradossali che sottolineano come
lo sviluppo della tecnologia e le brusche modificazioni della società
producano essi stessi effetti grotteschi. Narratore-filosofo che ha ben
chiaro l’esempio dell’utopia, Lem ne aggiorna i temi sconfinando in
una satira che non sempre è manifesta, ma che percorre la sua opera come
un costante sottotesto.
Il primo astronauta famoso della narrativa di Lem è
Pirx, che nelle avventure compendiate nei Viaggi del pilota Pirx,
1968, affronta situazioni paradossali e intelligenze di varie specie,
incluse quelle artificiali. Quando un robot comincia a funzionare male (il
racconto è "Terminus"), lo apostrofa in termini adatti alla
follia umana più che alle disfunzioni cibernetiche: «Pazzo! Maledetto
pazzo di ferro!». Con Il congresso di futurologia del 1973 si
afferma in scena un altro esploratore interplanetario, l’astronauta Ijon
Tichy. Qui lo vediamo partecipare all’ottavo Congresso di futurologia,
in un albergo di dimensioni ciclopiche e in mezzo a gruppi di personaggi
della più dubbia provenienza. Durante i lavori l’astronauta viene
narcotizzato, prelevato da un elicottero militare e alloggiato in una
clinica dove viene ibernato. All’esterno, un colpo di Stato cambia
radicalmente le cose nel Paese centroamericano dove si svolge il
congresso. Ijon si risveglia nel 2039, in un mondo molto diverso e
dominato dalle droghe psicotroniche, grazie alle quali il regime mantiene
un ferreo controllo sulla popolazione. Il personaggio di Ijon Tichy
ricorre in altre opere: Memorie di un viaggiatore spaziale, del
1971, e Pace al mondo (Pokój na ziemi, 1987). La prima è
una raccolta delle avventure nello spazio e di ricordi del celebre
astronauta, conclusi da una lettera aperta in cui Ijon lancia un appello
per salvare il cosmo. Nella seconda, un romanzo, il viaggiatore spaziale
è appena rientrato da un tour esplorativo nella costellazione del Vitello
e viene mandato in missione segreta sulla Luna. Mentre soddisfa un bisogno
fisiologico nel Mare della Serenità, viene colpito dai micidiali effetti
di un’arma ultrasonica che spacca in due il corpo calloso del suo
cervello, con l’effetto assai poco desiderabile di "dividere a
metà" non solo la mente della vittima, ma anche il suo corpo. Ora
Ijon Tichy ha la spiacevolissima certezza di non essere una sola persona,
ma due...

Questi americani...
Consacrato, a partire dagli anni Sessanta, come il più
celebre autore europeo di speculative fiction, Lem entra in
contatto con i colleghi di tutto il mondo e in particolare americani. Per
Lem, tuttavia, la fantascienza Usa è un genere dozzinale e sacrificato
alle esigenze di un mercato miope, infantile. Tra i pochi autori
statunitensi che salva c’è Philip Dick, che in uno dei saggi contenuti
nella raccolta teorica Micromondi definisce «visionario tra i
ciarlatani». Quando, nel 1969, Ursula K. Le Guin pubblica il romanzo La
mano sinistra delle tenebre, vincitore del Premio Hugo nell’anno
successivo, Lem l’attacca aspramente su basi scientifiche, sostenendo
che una civiltà come quella immaginata da Le Guin, i cui membri cambiano
sesso con il cambiare delle stagioni, è inammissibile sia dal punto di
vista biologico che psicologico, perché una tale alternanza produrrebbe
gravi squilibri d’ordine individuale e sociale. Il mondo ristretto della
fantascienza professionale americana, che in un primo tempo aveva accolto
Lem come un confratello tra le sue file, decide di espellerlo. A nulla
valgono i buoni uffici di vari intermediari, mentre persino Philip K. Dick
vota contro di lui, sanzionandone l’uscita dal gruppo Sfwa (Science
Fiction Writers of America). Per Lem, che della letteratura scientifica ha
una visione spregiudicata, il mercato occidentale incoraggia lo svilimento
di un genere potenzialmente "alto".
Non solo il doppio "Solaris"
L’opera di Lem ha attratto più volte il cinema e si
contano più di quindici film o telefilm che a lui devono il copione: da Il
pianeta morto è stato tratto il film Soyuz 111 terrore su Venere (Repubblica
democratica tedesca, 1960), mentre la serie televisiva polacca Il
teatro dei trenta minuti (1965) lo vede nella veste di sceneggiatore.
Nel 1973 Andreij Tarkovskij ha diretto la prima versione cinematografica
di Solaris, una grande produzione russa che in alcuni Paesi
occidentali è arrivata mutila ma che sarà in seguito reintegrata in
tutto il suo splendore. Dai Viaggi del pilota Pirx sono stati
tratti un telefilm ungherese del 1972 e un film sovietico del ’78,
mentre nel 1979 è stato prodotto in Polonia L’ospedale della
trasfigurazione. Nel 1988 è la volta del film olandese Vittime del
cervello, tratto da un racconto di Lem, e nel ’94 del tedesco Marianengraben,
ricavato da un’altra storia breve.
Nel 2002 il regista Steven Soderbergh e l’attore
George Clooney realizzano un rifacimento di Solaris, ispirandosi in
modo evidente al capolavoro di Tarkovskij che Lem aveva già a suo tempo
condannato, giudicandolo poco fedele al romanzo. Nel 2003 lo scrittore ha
interpretato se stesso in Polacy Polacy di Krzysztof Gieraltowski,
l’eminente "ritrattista" dei polacchi illustri. Nel film, Lem
è in compagnia di altri celebri cracoviani: lo stesso Gieraltowski, il
compositore Krzysztof Penderecki e il premio Nobel per la Letteratura
Wislawa Szymborska. Per il 2007, infine, è annunciato il film ungherese
di Pater Sparrow Il minuto umano, tratto da un racconto che nella
versione letteraria si presenta come la prefazione a un libro mai scritto.
Il racconto descrive, paradossalmente, ciò che fanno tutti gli abitanti
della Terra nell’arco di un fatidico minuto.

Da narratore a saggista
Ma al di là della narrativa e del cinema, l’apporto
di Stanislaw Lem alla speculazione teorica è culminato in una serie di
saggi e trattati scientifici. Il più famoso è forse Summa
Technologiae del 1964, in cui Lem espone le sue idee sulla direzione
che prenderanno scienza e tecnologia, in un quadro dagli ampi orizzonti
che ha la robustezza di un vero e proprio sistema filosofico. Col passare
degli anni lo scrittore di Cracovia ha dedicato sempre meno tempo alla
narrativa e sempre maggior interesse ai saggi e agli apologhi brevi,
pubblicando numerosi testi di ricerca: oltre alla Summa già
citata, bisogna ricordare Dialogi (lett. Dialoghi, 1957); Wejscie
na orbite (lett. Andare in orbita, 1962); Filozofia przypadku (lett.
La filosofia degli incidenti, 1968), Rozprawy i szkice (lett.
Considerazioni e schizzi, 1975); Sex Wars (1996); Tajemnica
chinskiego pokoju (Lett. Il mistero della camera cinese, 1996); Dziury
w calym (lett. Cercar problemi, 1997); Bomba megabitowa (lett.
La bomba a megabyte, 1999); Okamgnienie (lett. Secondo spaccato,
2000); Swiat na krawedzi (lett. Il mondo sull’orlo del baratro,
2000). Alla fantascienza ha dedicato vari interventi, una selezione dei
quali è riunita nel volume americano Micromondi (Microworlds,
1985) preparato dall’allora agente letterario di Lem, lo specialista
austriaco Franz Rottensteiner. Un’autobiografia intitolata Wysoki
zamek (lett. L’alto castello) era già apparsa nel 1966. Nel 1999
sono uscite le Rozmowy ze Stanislawem Lemem (lett. Conversazioni
con S.L.).
Da noi un oblio immeritato
L’ultima fase della vita di Lem non è stata meno
ricca di avvenimenti della prima. Durante il Governo del generale
Jaruzelski, l’uomo che nel dicembre 1981 metterà fuorilegge l’organizzazione
libertaria Solidarnosc (con la scusa di evitare una possibile invasione
sovietica), Lem è costretto a lasciare la Polonia e ad andare in esilio
in Austria e in Germania. Tornato in patria soltanto nel 1988, si è
ristabilito nella sua Cracovia dove è scomparso il 27 marzo 2006.

Stanislaw Lem è uno scrittore insufficientemente noto
in Italia. La sua opera più famosa in campo narrativo, Solaris, è
stata ampiamente letta a partire dal 1973, quando ne è apparsa la prima
traduzione, ma Il congresso di futurologia, Memorie di un
viaggiatore spaziale, I viaggi del pilota Pirx e Cyberiade sono
conosciuti, oggi come oggi, solo da una minoranza di lettori colti. Per
anni la sua opera è rimasta frammentata tra varie case editrici e alcune
collane specializzate in fantascienza, contribuendo a disorientare il
pubblico. Solo recentemente un editore milanese ne ha acquisito i diritti
e ha cominciato a rimediare a tutto questo, pubblicando organicamente
opere come Cyberiade, Il congresso di futurologia, Fiabe
per robot e altre.
Della grande produzione saggistica e teorica, quasi
nulla è stato tradotto: fa eccezione la raccolta di saggi Micromondi.
Nonostante questa situazione, Stanislaw Lem è un autore che ha meritato
molte attenzioni, sia pure in ambiti specifici e a volte, per forza di
cose, esclusivi. In Polonia è una gloria nazionale, ma è celebre anche
in Germania, Francia, Inghilterra e Spagna, mentre in Russia è stato un
best seller. Negli Stati Uniti è pubblicato da un editore letterario come
Harcourt; in Italia è stato studiato soprattutto dagli esperti di science
fiction, ma oggi, grazie alle riedizioni dei romanzi principali e alla
ripubblicazione di alcuni classici, la stampa ha ripreso a occuparsene e
la notizia della morte ha causato emozione ovunque. E benché Lem sia
indubbiamente un autore per lettori colti e non casuali, i suoi testi di
fantascienza classica – Il pianeta morto, Eden, Solaris, L’invincibile,
I viaggi del pilota Pirx – sono alla portata del pubblico generale,
non specializzato. Solaris, in particolare, è un libro
ingannevolmente "facile", che può essere letto come un thriller
senza che questo diminuisca minimamente il suo fascino. È un libro per
molti lettori, che vi scopriranno ciascuno il proprio romanzo su misura.
Giuseppe Lippi
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Un filosofo laureato
in Medicina
1921
Stanislaw Lem nasce a Lwow, l’odierna Lviv (Leopoli) in Ucraina.
A quell’epoca la città apparteneva alla Polonia e Lem era
figlio di un medico che veniva dall’agiata borghesia.
1940-41
Stanislaw finisce le scuole superiori e vorrebbe studiare
filosofia, ma poi si iscrive a Medicina per seguire le orme
paterne. Nella Polonia invasa dai nazisti, i Lem (che vantano
ascendenze ebraiche) si vedono confiscare tutti i beni.
1942-45
Il giovane Stanislaw è costretto a interrompere gli studi e a
cercare lavoro in fabbrica. Durante questo periodo, collabora con
la Resistenza antinazista.
1946
Finita la guerra, la famiglia si trasferisce a Cracovia. Qui Lem
vivrà fino alla morte, con una sola parentesi negli anni Ottanta.
A Cracovia si laurea in Medicina.
1951
Esce il suo primo romanzo, Astronauci (Il pianeta morto).
1955
Riprende a scrivere dopo una parentesi di qualche anno e pubblica Oblok
Magellana (lett. La nube di Magellano). Da ora in poi sarà
scrittore a tempo pieno.
1957-2000
Escono numerosi saggi, una parte della produzione di Lem quasi
completamente sconosciuta nel nostro Paese: Dialogi (lett.
Dialoghi, 1957); Wejscie na orbite (lett. Andare in orbita,
1962); Filozofia przypadku (lett. La filosofia degli
incidenti, 1968), Rozprawy i szkice (lett. Considerazioni e
schizzi, 1975); Micromondi (Microworlds, 1985); Sex
Wars (1996); Tajemnica chinskiego pokoju (Lett. Il
mistero della camera cinese, 1996); Dziury w calym (lett.
Cercar problemi, 1997); Bomba megabitowa (lett. La bomba a
megabyte, 1999); Okamgnienie (lett. Secondo spaccato,
2000); Swiat na krawedzi (lett. Il mondo sull’orlo del
baratro, 2000).
1959
Esce Eden (Gli esploratori dell’astro ignoto, noto
anche come Eden e Pianeta Eden).
1960-2007
Numerosi sono i film tratti dalle opere narrative di Lem. Dal Pianeta
morto è stato ricavato Soyuz 111 terrore su Venere;
dai Viaggi del pilota Pirx sono stati tratti un telefilm e
un lungometraggio. Nel 1979 è stato realizzato L’ospedale
della trasfigurazione. Nel 1988 è la volta di Vittime del
cervello, nel ’94 di Marianengraben. Nel 2002 arriva
il rifacimento di Solaris con George Clooney. Nel 2003 lo
scrittore ha interpretato se stesso in Polacy Polacy di
Krzysztof Gieraltowski. Per il 2007, infine, è annunciato One
Human Minute di Pater Sparrow.
1961
Escono Solaris e Memorie trovate in una vasca da bagno (Pamietnik
znaleziony w wannie).
1964
Esce la Summa Technologiae, il più celebre trattato
filosofico-scientifico di Lem.
1964-73
Escono L’invincibile (Niezwyciezony, 1964), Fiabe
per robot (Bajki robotow, 1964), Cyberiade (Cyberiada,
1965), I viaggi del pilota Pirx (Opowiesci o pilocie
Pirxie, 1968), Memorie di un viaggiatore spaziale (Dzienniki
gwiazdowe, 1971), Il congresso di futurologia (Kongres
futurologiczny, 1973).
1966
Esce l’autobiografia Wysoki zamek (lett. L’alto
castello).
1973
Andreij Tarkovskij dirige la prima versione cinematografica di Solaris.
L’autore minaccia di citare in giudizio il regista per gli
cambiamenti apportati al suo racconto. Il libro viene tradotto in
italiano da Eva Bolzoni.
1981
Lascia la Polonia dopo l’instaurarsi del regime del generale
Jaruzelski, che mette fuori legge il sindacato di Lech Walesa,
Solidarnosc.
1988
Lem fa ritorno in Polonia e si stabilisce nuovamente a Cracovia,
dove resterà fino alla morte.
1999
Escono le Rozmowy ze Stanislawem Lemem (lett. Conversazioni
con S.L.).
2000
Esce Swiat na krawedzi (lett. Il mondo sull’orlo del
baratro), uno dei saggi più importanti.
2006
Il 27 marzo muore a Cracovia.
g.l.
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