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STANISLAW LEM

   L'ironia e il paradosso al servizio della scienza

di Giuseppe Lippi
      

   Letture n.632 dicembre 2006 - Home Page

Riconosciuto come uno dei maggiori autori di fantascienza, lo scrittore polacco è scomparso quest’anno. Attraverso la maschera della satira ha affrontato con acutezza profondi temi epistemologici e metafisici.

«Mio caro, non siamo riusciti ad apprezzare il ruolo dell’errore come categoria fondamentale dell’esistenza. Non pensare più in termini manichei! Secondo quella scuola, Dio crea ordine mentre Satana cerca ripetutamente di sabotarlo. NStanislaw Lemon è così! Se riesco a mettere le mani sopra un po’ di tabacco, scriverò il capitolo finale di tutti i libri di filosofia, e precisamente un’antologia dell’apostasia. Sarà una teoria dell’esistenza fondata sull’errore, perché l’errore si innesta sull’errore precedente, se ne serve, ne crea di nuovi e probabilmente li trasforma nel destino del mondo». Così il professor A. Donda, uno dei personaggi incontrati dal celebre astronauta Ijon Tichy nei racconti di Stanislaw Lem. Un pensiero che ha del paradossale, una sfumatura quasi eretica, ma non del tutto: l’opera di Lem, partita dai "normali" romanzi fantascientifici negli anni Cinquanta, si è trasformata in un viaggio in orbita attorno al motivo della conoscenza, fallace perché limitata dalla natura della mente umana; ed è approdata a sofisticate indagini sul futuro dell’umanità, l’esistenza di Dio e i confini della scienza.

Il brillante pensatore che l’ha creata, il filosofo con radici socialiste che non ha tradito il suo Paese neanche nei momenti più bui, e che tutto il mondo ricorda per un romanzo folgorante come Solaris (da cui sono stati tratti due film), si è spento a Cracovia il 27 marzo 2006. Lem lascia così per l’ultima volta la città nella quale aveva vissuto per sessant’anni, con un’unica eccezione durante il regime del generale Jaruzelski, ma la lascia con gli onori. Come ha scritto il filosofo Pablo Capanna: «Lem è tra i grandi sopravvissuti del Novecento: è sopravvissuto al nazismo e allo stalinismo, all’Urss e all’esilio, perfino alla globalizzazione [...]. Come lettore e critico l’ho seguito per più di quarant’anni, vedendolo crescere fino a diventare Autore inconfondibile e con la A maiuscola. In un mondo in cui i filosofi si definiscono "lucidi", gli incendi "danteschi" e in molti amano il termine "kafkiano", proverò a definire Lem "prudente". Molti non saranno d’accordo, pensando ai suoi testi più deliranti. Lem ammirava Borges, e sotto le sue disquisizioni barocche esiste un metodo. Paradossalmente, la sua prudenza si aggancia sia al rigore scientifico, sia all’humour, che è il migliore antidoto al dogmatismo».

Apostasia dei primi lavori

Stanislaw Lem è nato il 12 settembre 1921 a Lwow (in italiano Leopoli, l’odierna Lviv, un tempo appartenente alla Polonia e oggi all’Ucraina). Da piccolo si divertiva a inventare paesi immaginari, animali e oggetti che non esistono. A scuola, un test lo segnala come il bambino più intelligente. Benché provenga dall’ambiente della buona borghesia, durante la Seconda guerra mondiale dovrà interrompere gli studi e lavorare come meccanico in una fabbrica di automobili, perché il regime nazista ha scoperto le lontane ascendenze ebraiche della famiglia e disposto il sequestro di tutti i beni. Ma il giovane Stanislaw è abbastanza audace e comincia a svolgere attività clandestine: aiuta i partigiani a rubare armi dai magazzini della Luftwaffe perché siano inviate agli uomini della Resistenza. Dopo la guerra arriva il comunismo e i Lem si trasferiscono a Cracovia, dove si adatteranno a vivere in un monolocale. In questo periodo il futuro scrittore svolge diversi lavori, studia medicina (ricalcando le orme del padre) e lavora come ostetrico. Da studente aveva già pubblicato poesie in una rivista cattolica e scritto racconti per un periodico popolare.

I primi due romanzi escono rispettivamente nel 1946 e ’48: Czlowiek z Marsa (lett. L’uomo di Marte) e Szpital przemienienia (lett. L’ospedale della trasfigurazione). Il secondo descrive l’esperienza di un medico in chiave filosofica ed è già ricco degli interrogativi di fondo che percorreranno la sua opera: il problema etico in rapporto alla scienza e i limiti della conoscenza.

Nel 1951, abbandonata la professione medica, Lem si occupa di cibernetica e biologia, contribuendo a fondare le Accademie nazionali di astronautica e cibernetica. Dopo la pubblicazione del nuovo romanzo di fantascienza Il pianeta morto (Astronauci, 1951) e di alcuni disinvolti saggi scientifici, entra in conflitto con le autorità di osservanza sovietica, in particolare con il presidente dell’Accademia di scienze agrarie dell’Urss, il biologo Trofim Lysenko, di cui non condivide le teorie. Il clima ideologico imposto dallo stalinismo scoraggia ogni tentativo di libera speculazione e Lem abbandona temporaneamente l’attività di scrittore. Per mantenersi s’impiega come assistente di laboratorio; qualche anno più tardi, morto Stalin e caduto in disgrazia Lysenko, Lem riprenderà la penna e potrà finalmente dare corso alla sua vena creativa.

A partire dal 1955, approfittando della relativa libertà offerta a chi si esprime attraverso i racconti immaginari di avventure scientifiche, diviene scrittore a tempo pieno. In seguito manifesterà giudizi molto severi sulla propria produzione giovanile: «Ritengo che i miei primi romanzi fantascientifici non abbiano alcun valore (nonostante il fatto che, attraverso le loro numerose edizioni, abbia ottenuto notorietà internazionale). Quando li ho scritti – ed è senz’altro il caso di Astronauci – ero spinto da motivi che oggi ancora comprendo, ma che non riflettevano qualsivoglia esperienza della mia vita o del mio mondo. Nel libro tutto è perfetto ed equilibrato; fra i protagonisti c’è un personaggio russo positivo e uno cinese tanto carino; ogni pagina trasuda ingenuità. La speranza che il mondo del 2000 sarebbe stato magnifico è assolutamente infantile. Da giovane devo essere stato una specie di spugna che assorbiva qualunque postulato del socialismo. Ero deciso a fare del mondo un posto sempre più positivo. In un certo senso ingannavo me stesso, perché quei sentimenti e quelle speranze erano genuini. Oggi sono lievemente disgustato da un libro come Astronauci».

Queste incertezze non minano la popolarità dei libri successivi: La nube di Magellano (Oblok Magellana, 1955), Inwazja z Aldebarana (lett. Invasione da Aldebaran, 1959), il poliziesco fantastico L’indagine (Sledztwo, 1959), Gli esploratori dell’astro ignoto o Pianeta Eden (Eden, 1959), Ritorno dall’universo (Powrót z gwiazd, 1961). Sempre nel 1961 arriva Solaris e Lem imbocca una strada che gli cambierà la vita. La conferma della sua posizione di preminenza a livello inventivo e stilistico è assicurata, negli anni, da testi come L’invincibile (Niezwyciezony, 1964), Fiabe per robot (Bajki robotow, 1964), Cyberiade (Cyberiada, 1965), I viaggi del pilota Pirx (Opowiesci o pilocie Pirxie, 1968), in cui si parla di robot e delle macchine pensanti, Memorie di un viaggiatore spaziale (Dzienniki gwiazdowe, 1971) e Il congresso di futurologia (Kongres futurologiczny, 1973).

L’uomo di fronte all’enigma

Una delle forme narrative per cui Lem è diventato famoso descrive lo studio di (o lo sbarco su) un mondo sconosciuto, un mondo-problema. Questo si verifica, ad esempio, in Il pianeta morto, Eden, Solaris e L’invincibile, fornendogli lo spunto per impostare nuovi dilemmi conoscitivi e costruirne il relativo scenario. Non tutte queste opere sono alla stessa altezza, ma in tutte è presente lo spirito del ricercatore che si compiace di mettere l’uomo a confronto con ordini di realtà enigmatici. Il pianeta morto del romanzo omonimo è Venere, su cui c’è ragione di pensare che esistano forme di vita intelligenti: ma il lungo viaggio dell’astronave Kosmokrator è destinato a concludersi con una sorpresa molto amara e di monito per tutti noi. In Eden siamo di fronte a un altro mondo abitato e alla relativa civiltà: sembra facile riuscire a comunicare con gli abitanti del pianeta, così simili agli uomini. I terrestri credono di capire, ma un baratro di incomprensione minaccia il primo contatto tra le due razze. Persino i più semplici aspetti dell’una e dell’altra tecnologia sembrano enigmatici: per i terrestri è incomprensibile una fabbrica degli alieni, mentre per questi ultimi è assurda la scienza umana. L’invincibile è un tipico puzzle: bisogna scoprire la natura della pioggia nera che infesta Regis III, pianeta ritenuto disabitato, e scoprire cos’è successo alla missione precedente. La soluzione dell’enigma comporta l’invenzione di una forma di vita totalmente nuova e, per certi aspetti, inconcepibile...

Esplorando il problema affascinante dell’intelligenza, Lem si chiede quale possibilità esista di comunicare con forme di vita diverse da noi. Si interroga sulla questione del caso e della necessità in fisica; della cultura umana in rapporto alle sue radici biologiche; del divino non solo come tema assoluto, ma in relazione alle nostre limitate risorse: così, forse, intelligenze evolutissime e capaci di influenzarci (Solaris) apparirebbero soprannaturali ai nostri occhi di uomini, mentre il loro operato potrebbe essere definito miracoloso. Le righe conclusive del romanzo alludono, non a caso, a un’èra di miracoli crudeli in cui l’umanità dovrà prendere coscienza di appartenere a una gerarchia dell’esistenza nella quale non occupa il gradino più alto. Solaris, che secondo alcuni è il capolavoro romanzesco di Lem, descrive un pianeta coperto da un immenso oceano di plasma. Non potendo posarsi sulla superficie, gli esseri umani lo osservano da una stazione orbitale e hanno sviluppato una disciplina teorica, la "solaristica", che ha accumulato un’imponente massa di fatti parziali e ipotesi nate per spiegarli, ma in effetti è rimasta ferma a un arido livello accademico. Il protagonista del libro è uno studioso che, appena arrivato dalla Terra, rimane sconvolto dalle apparizioni che si verificano all’interno della stazione, e che sembrano causate dall’oceano intelligente di Solaris. Perché ogni occupante della piccola comunità scientifica è turbato da angosciosi incubi privati? Chi sono le creature, emerse dal passato o dalla tomba, che si aggirano come donne e uomini artificiali nelle stanze dell’osservatorio? Chi è Solaris e qual è il suo ultimo scopo? A queste domande Lem non risponde in modo univoco, ma preferisce sfruttare il potenziale dirompente delle apparizioni per muovere il lettore verso una soluzione personale e profonda del problema, che probabilmente è superiore alle capacità di comprensione umane ma che non sfugge al nostro lato irrazionale e inconscio. Solaris, tuttavia, non è un romanzo psicologico e si muove su altri livelli: epistemologico, metafisico, di satira (la solaristica come scienza immobile è simile al marxismo scientifico nell’Europa dell’Est). Per alcuni di noi il pianeta pensante potrebbe essere un dio, ma neanche questa è una risposta definitiva: quello che affascina Lem, infatti, è la natura del problema, la necessità concettuale di porsi di fronte a una domanda totale.

Non si è mai troppo ironici

Di lì a poco viene pubblicata la prima «prefazione a un libro inesistente», genere alla Borges al quale Lem tornerà volentieri: è contenuta nelle Memorie trovate in una vasca da bagno (Pamietnik znaleziony w wannie, ’61). Con questo testo, scritto nello stesso anno di Solaris ma in un tono completamente diverso, quello dell’apologo, Lem immagina la scoperta di uno dei rarissimi manoscritti della storia antica dell’umanità, andati perduti in massa a causa di un morbo che ha distrutto la carta. Salvatosi in un pezzo di roccia vulcanica, il manoscritto racconta la storia di un non meglio precisato agente del passato, fedelissimo a un regime dispotico e autoritario, ma soprattutto al Palazzo cui è stato assegnato. Invano il nostro esplora i meandri del Palazzo: non ne verrà mai a capo e anzi scoprirà che i suoi ideali, la sua fedeltà, i suoi pensieri nulla contano rispetto alle intenzioni del Palazzo stesso, che pensa e vuole per lui. L’uomo è solo uno strumento e di ciò deve accontentarsi: è un passo avanti nella misteriosa direzione di Solaris, ma senza alcuna illusione.

Particolarmente celebri sono i racconti di Lem dedicati al tema dei robot e delle macchine pensanti, come si vede nella Cyberiade e in alcuni episodi dei Viaggi del pilota Pirx. Il robot, la cui personalità è definita da un accumulo di esperienze e di ricordi, non è diverso dall’uomo e non sempre è stato creato da lui. Vi sono civiltà robotiche capaci di riprodursi da sole, come vi sono robot potentissimi e intelligentissimi che si divertono a creare invenzioni sorprendenti e a interrogarsi sulla natura del mondo. Il tema dell’intelligenza artificiale, già presente nell’inedita raccolta Ksiega robotòw (lett. Il libro dei robot) del 1961, si afferma nelle Fiabe per robot del 1964, in cui «robot di tutti i generi animano fiabe di sapore galattico: draghi e principesse si mescolano a polveri intelligenti, temerari elettroguerrieri si avventurano su oceani gelati, ingegneri un po’ folli punzecchiano le stelle». Il libro è stato recentemente tradotto in italiano per la prima volta. In Cyberiade (1965, che ha per sottotitolo "Viaggio comico, binario e libidinatorio nell’universo di due fantageni") assistiamo alle imprese dei robot ingegneri Trurl e Klapaucius, che ingaggiano sfide su e giù per il cosmo a suon di invenzioni. Le loro esilaranti avventure, mosse dal desiderio di superarsi a vicenda, si concludono molto male per chi tenta di impiegarli costruttivamente, e più d’una volta essi mettono a repentaglio l’esistenza del mondo. Fra computer onnipotenti, creature dagli occhi-laser, poeti elettronici e macchine narratrici che non riescono mai a finire un racconto, Lem costruisce sotto i nostri occhi un mondo di invenzioni pazzesche, facendo di Cyberiade un indispensabile vademecum della vita meccanica.

Comunque, non esistono problemi abbastanza seri che non possano essere trattati con piglio scherzoso; l’opera di Stanislaw Lem abbonda di giochi linguistici e di prospettiva, mentre dal miscuglio di stili letterari diversi ottiene effetti paradossali che sottolineano come lo sviluppo della tecnologia e le brusche modificazioni della società producano essi stessi effetti grotteschi. Narratore-filosofo che ha ben chiaro l’esempio dell’utopia, Lem ne aggiorna i temi sconfinando in una satira che non sempre è manifesta, ma che percorre la sua opera come un costante sottotesto.

Il primo astronauta famoso della narrativa di Lem è Pirx, che nelle avventure compendiate nei Viaggi del pilota Pirx, 1968, affronta situazioni paradossali e intelligenze di varie specie, incluse quelle artificiali. Quando un robot comincia a funzionare male (il racconto è "Terminus"), lo apostrofa in termini adatti alla follia umana più che alle disfunzioni cibernetiche: «Pazzo! Maledetto pazzo di ferro!». Con Il congresso di futurologia del 1973 si afferma in scena un altro esploratore interplanetario, l’astronauta Ijon Tichy. Qui lo vediamo partecipare all’ottavo Congresso di futurologia, in un albergo di dimensioni ciclopiche e in mezzo a gruppi di personaggi della più dubbia provenienza. Durante i lavori l’astronauta viene narcotizzato, prelevato da un elicottero militare e alloggiato in una clinica dove viene ibernato. All’esterno, un colpo di Stato cambia radicalmente le cose nel Paese centroamericano dove si svolge il congresso. Ijon si risveglia nel 2039, in un mondo molto diverso e dominato dalle droghe psicotroniche, grazie alle quali il regime mantiene un ferreo controllo sulla popolazione. Il personaggio di Ijon Tichy ricorre in altre opere: Memorie di un viaggiatore spaziale, del 1971, e Pace al mondo (Pokój na ziemi, 1987). La prima è una raccolta delle avventure nello spazio e di ricordi del celebre astronauta, conclusi da una lettera aperta in cui Ijon lancia un appello per salvare il cosmo. Nella seconda, un romanzo, il viaggiatore spaziale è appena rientrato da un tour esplorativo nella costellazione del Vitello e viene mandato in missione segreta sulla Luna. Mentre soddisfa un bisogno fisiologico nel Mare della Serenità, viene colpito dai micidiali effetti di un’arma ultrasonica che spacca in due il corpo calloso del suo cervello, con l’effetto assai poco desiderabile di "dividere a metà" non solo la mente della vittima, ma anche il suo corpo. Ora Ijon Tichy ha la spiacevolissima certezza di non essere una sola persona, ma due...

Questi americani...

Consacrato, a partire dagli anni Sessanta, come il più celebre autore europeo di speculative fiction, Lem entra in contatto con i colleghi di tutto il mondo e in particolare americani. Per Lem, tuttavia, la fantascienza Usa è un genere dozzinale e sacrificato alle esigenze di un mercato miope, infantile. Tra i pochi autori statunitensi che salva c’è Philip Dick, che in uno dei saggi contenuti nella raccolta teorica Micromondi definisce «visionario tra i ciarlatani». Quando, nel 1969, Ursula K. Le Guin pubblica il romanzo La mano sinistra delle tenebre, vincitore del Premio Hugo nell’anno successivo, Lem l’attacca aspramente su basi scientifiche, sostenendo che una civiltà come quella immaginata da Le Guin, i cui membri cambiano sesso con il cambiare delle stagioni, è inammissibile sia dal punto di vista biologico che psicologico, perché una tale alternanza produrrebbe gravi squilibri d’ordine individuale e sociale. Il mondo ristretto della fantascienza professionale americana, che in un primo tempo aveva accolto Lem come un confratello tra le sue file, decide di espellerlo. A nulla valgono i buoni uffici di vari intermediari, mentre persino Philip K. Dick vota contro di lui, sanzionandone l’uscita dal gruppo Sfwa (Science Fiction Writers of America). Per Lem, che della letteratura scientifica ha una visione spregiudicata, il mercato occidentale incoraggia lo svilimento di un genere potenzialmente "alto".

Non solo il doppio "Solaris"

L’opera di Lem ha attratto più volte il cinema e si contano più di quindici film o telefilm che a lui devono il copione: da Il pianeta morto è stato tratto il film Soyuz 111 terrore su Venere (Repubblica democratica tedesca, 1960), mentre la serie televisiva polacca Il teatro dei trenta minuti (1965) lo vede nella veste di sceneggiatore. Nel 1973 Andreij Tarkovskij ha diretto la prima versione cinematografica di Solaris, una grande produzione russa che in alcuni Paesi occidentali è arrivata mutila ma che sarà in seguito reintegrata in tutto il suo splendore. Dai Viaggi del pilota Pirx sono stati tratti un telefilm ungherese del 1972 e un film sovietico del ’78, mentre nel 1979 è stato prodotto in Polonia L’ospedale della trasfigurazione. Nel 1988 è la volta del film olandese Vittime del cervello, tratto da un racconto di Lem, e nel ’94 del tedesco Marianengraben, ricavato da un’altra storia breve.

Nel 2002 il regista Steven Soderbergh e l’attore George Clooney realizzano un rifacimento di Solaris, ispirandosi in modo evidente al capolavoro di Tarkovskij che Lem aveva già a suo tempo condannato, giudicandolo poco fedele al romanzo. Nel 2003 lo scrittore ha interpretato se stesso in Polacy Polacy di Krzysztof Gieraltowski, l’eminente "ritrattista" dei polacchi illustri. Nel film, Lem è in compagnia di altri celebri cracoviani: lo stesso Gieraltowski, il compositore Krzysztof Penderecki e il premio Nobel per la Letteratura Wislawa Szymborska. Per il 2007, infine, è annunciato il film ungherese di Pater Sparrow Il minuto umano, tratto da un racconto che nella versione letteraria si presenta come la prefazione a un libro mai scritto. Il racconto descrive, paradossalmente, ciò che fanno tutti gli abitanti della Terra nell’arco di un fatidico minuto.

Da narratore a saggista

Ma al di là della narrativa e del cinema, l’apporto di Stanislaw Lem alla speculazione teorica è culminato in una serie di saggi e trattati scientifici. Il più famoso è forse Summa Technologiae del 1964, in cui Lem espone le sue idee sulla direzione che prenderanno scienza e tecnologia, in un quadro dagli ampi orizzonti che ha la robustezza di un vero e proprio sistema filosofico. Col passare degli anni lo scrittore di Cracovia ha dedicato sempre meno tempo alla narrativa e sempre maggior interesse ai saggi e agli apologhi brevi, pubblicando numerosi testi di ricerca: oltre alla Summa già citata, bisogna ricordare Dialogi (lett. Dialoghi, 1957); Wejscie na orbite (lett. Andare in orbita, 1962); Filozofia przypadku (lett. La filosofia degli incidenti, 1968), Rozprawy i szkice (lett. Considerazioni e schizzi, 1975); Sex Wars (1996); Tajemnica chinskiego pokoju (Lett. Il mistero della camera cinese, 1996); Dziury w calym (lett. Cercar problemi, 1997); Bomba megabitowa (lett. La bomba a megabyte, 1999); Okamgnienie (lett. Secondo spaccato, 2000); Swiat na krawedzi (lett. Il mondo sull’orlo del baratro, 2000). Alla fantascienza ha dedicato vari interventi, una selezione dei quali è riunita nel volume americano Micromondi (Microworlds, 1985) preparato dall’allora agente letterario di Lem, lo specialista austriaco Franz Rottensteiner. Un’autobiografia intitolata Wysoki zamek (lett. L’alto castello) era già apparsa nel 1966. Nel 1999 sono uscite le Rozmowy ze Stanislawem Lemem (lett. Conversazioni con S.L.).

Da noi un oblio immeritato

L’ultima fase della vita di Lem non è stata meno ricca di avvenimenti della prima. Durante il Governo del generale Jaruzelski, l’uomo che nel dicembre 1981 metterà fuorilegge l’organizzazione libertaria Solidarnosc (con la scusa di evitare una possibile invasione sovietica), Lem è costretto a lasciare la Polonia e ad andare in esilio in Austria e in Germania. Tornato in patria soltanto nel 1988, si è ristabilito nella sua Cracovia dove è scomparso il 27 marzo 2006.

Stanislaw Lem è uno scrittore insufficientemente noto in Italia. La sua opera più famosa in campo narrativo, Solaris, è stata ampiamente letta a partire dal 1973, quando ne è apparsa la prima traduzione, ma Il congresso di futurologia, Memorie di un viaggiatore spaziale, I viaggi del pilota Pirx e Cyberiade sono conosciuti, oggi come oggi, solo da una minoranza di lettori colti. Per anni la sua opera è rimasta frammentata tra varie case editrici e alcune collane specializzate in fantascienza, contribuendo a disorientare il pubblico. Solo recentemente un editore milanese ne ha acquisito i diritti e ha cominciato a rimediare a tutto questo, pubblicando organicamente opere come Cyberiade, Il congresso di futurologia, Fiabe per robot e altre.

Della grande produzione saggistica e teorica, quasi nulla è stato tradotto: fa eccezione la raccolta di saggi Micromondi. Nonostante questa situazione, Stanislaw Lem è un autore che ha meritato molte attenzioni, sia pure in ambiti specifici e a volte, per forza di cose, esclusivi. In Polonia è una gloria nazionale, ma è celebre anche in Germania, Francia, Inghilterra e Spagna, mentre in Russia è stato un best seller. Negli Stati Uniti è pubblicato da un editore letterario come Harcourt; in Italia è stato studiato soprattutto dagli esperti di science fiction, ma oggi, grazie alle riedizioni dei romanzi principali e alla ripubblicazione di alcuni classici, la stampa ha ripreso a occuparsene e la notizia della morte ha causato emozione ovunque. E benché Lem sia indubbiamente un autore per lettori colti e non casuali, i suoi testi di fantascienza classica – Il pianeta morto, Eden, Solaris, L’invincibile, I viaggi del pilota Pirx – sono alla portata del pubblico generale, non specializzato. Solaris, in particolare, è un libro ingannevolmente "facile", che può essere letto come un thriller senza che questo diminuisca minimamente il suo fascino. È un libro per molti lettori, che vi scopriranno ciascuno il proprio romanzo su misura.

Giuseppe Lippi
   

Un filosofo laureato in Medicina

1921 Stanislaw Lem nasce a Lwow, l’odierna Lviv (Leopoli) in Ucraina. A quell’epoca la città apparteneva alla Polonia e Lem era figlio di un medico che veniva dall’agiata borghesia.

1940-41 Stanislaw finisce le scuole superiori e vorrebbe studiare filosofia, ma poi si iscrive a Medicina per seguire le orme paterne. Nella Polonia invasa dai nazisti, i Lem (che vantano ascendenze ebraiche) si vedono confiscare tutti i beni.

1942-45 Il giovane Stanislaw è costretto a interrompere gli studi e a cercare lavoro in fabbrica. Durante questo periodo, collabora con la Resistenza antinazista.

1946 Finita la guerra, la famiglia si trasferisce a Cracovia. Qui Lem vivrà fino alla morte, con una sola parentesi negli anni Ottanta. A Cracovia si laurea in Medicina.

1951 Esce il suo primo romanzo, Astronauci (Il pianeta morto).

1955 Riprende a scrivere dopo una parentesi di qualche anno e pubblica Oblok Magellana (lett. La nube di Magellano). Da ora in poi sarà scrittore a tempo pieno.

1957-2000 Escono numerosi saggi, una parte della produzione di Lem quasi completamente sconosciuta nel nostro Paese: Dialogi (lett. Dialoghi, 1957); Wejscie na orbite (lett. Andare in orbita, 1962); Filozofia przypadku (lett. La filosofia degli incidenti, 1968), Rozprawy i szkice (lett. Considerazioni e schizzi, 1975); Micromondi (Microworlds, 1985); Sex Wars (1996); Tajemnica chinskiego pokoju (Lett. Il mistero della camera cinese, 1996); Dziury w calym (lett. Cercar problemi, 1997); Bomba megabitowa (lett. La bomba a megabyte, 1999); Okamgnienie (lett. Secondo spaccato, 2000); Swiat na krawedzi (lett. Il mondo sull’orlo del baratro, 2000).

1959 Esce Eden (Gli esploratori dell’astro ignoto, noto anche come Eden e Pianeta Eden).

1960-2007 Numerosi sono i film tratti dalle opere narrative di Lem. Dal Pianeta morto è stato ricavato Soyuz 111 terrore su Venere; dai Viaggi del pilota Pirx sono stati tratti un telefilm e un lungometraggio. Nel 1979 è stato realizzato L’ospedale della trasfigurazione. Nel 1988 è la volta di Vittime del cervello, nel ’94 di Marianengraben. Nel 2002 arriva il rifacimento di Solaris con George Clooney. Nel 2003 lo scrittore ha interpretato se stesso in Polacy Polacy di Krzysztof Gieraltowski. Per il 2007, infine, è annunciato One Human Minute di Pater Sparrow.

1961 Escono Solaris e Memorie trovate in una vasca da bagno (Pamietnik znaleziony w wannie).

1964 Esce la Summa Technologiae, il più celebre trattato filosofico-scientifico di Lem.

1964-73 Escono L’invincibile (Niezwyciezony, 1964), Fiabe per robot (Bajki robotow, 1964), Cyberiade (Cyberiada, 1965), I viaggi del pilota Pirx (Opowiesci o pilocie Pirxie, 1968), Memorie di un viaggiatore spaziale (Dzienniki gwiazdowe, 1971), Il congresso di futurologia (Kongres futurologiczny, 1973).

1966 Esce l’autobiografia Wysoki zamek (lett. L’alto castello).

1973 Andreij Tarkovskij dirige la prima versione cinematografica di Solaris. L’autore minaccia di citare in giudizio il regista per gli cambiamenti apportati al suo racconto. Il libro viene tradotto in italiano da Eva Bolzoni.

1981 Lascia la Polonia dopo l’instaurarsi del regime del generale Jaruzelski, che mette fuori legge il sindacato di Lech Walesa, Solidarnosc.

1988 Lem fa ritorno in Polonia e si stabilisce nuovamente a Cracovia, dove resterà fino alla morte.

1999 Escono le Rozmowy ze Stanislawem Lemem (lett. Conversazioni con S.L.).

2000 Esce Swiat na krawedzi (lett. Il mondo sull’orlo del baratro), uno dei saggi più importanti.

2006 Il 27 marzo muore a Cracovia.

g.l.

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