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Un inedito di...

Piero Bigongiari

a cura di Daniele Piccini


   Letture n.598 giugno-luglio 2003 - Home Page
Piero Bigongiari.Piero Bigongiari (a destra, nella foto di Fabio Lovino, proprietà dell’Archivio Elena Bigongiari) nato a Navacchio (Pisa) il 15 ottobre del 1914 e morto a Firenze il 7 ottobre del 1997, è stato uno dei massimi esponenti della cosiddetta Terza generazione del Novecento poetico italiano. Coetaneo di Luzi e Parronchi, ha contribuito al movimento dell’ermetismo fiorentino (La figlia di Babilonia, suo libro d’esordio, è del 1942). In seguito ha ampliato il raggio d’azione della sua parola poetica, disegnando, da Rogo (1952) fino all’ultimo Dove finiscono le tracce (1996), un percorso poematico metamorfico e cangiante, di straordinario spessore conoscitivo. Interprete della poesia italiana e francese, saggista d’arte, traduttore, ha segnato il Novecento con la sua inesausta ricerca intellettuale.

    
  

Quale immobilità vertiginosa
 

Quale immobilità vertiginosa
è quella che riassale il tuo silenzio.
L'Angelo vi ha ripiegato le sue ali?
Segno della ferita o vento che
indolore su di essa si riposa
mentre varca di Libano la sposa
col suo sguardo la cima dolorosa?

10 settembre 1997

  
IL COMMENTO DELL’AUTORE

Questo testo è uno degli ultimi scritti da Piero Bigongiari. Appartiene a un gruppo abbastanza cospicuo di inediti dell’ultimo anno di vita del poeta, il 1997, che presto vedrà la luce in una raccoltina completa. A differenza della maggioranza delle altre poesie, questo componimento si presenta breve e quasi enigmatico nel suo svolgimento, contrappuntato da presenze bibliche (si veda il Cantico dei Cantici 4, 8) e angeliche e da una arcana atmosfera di aspettazione.

d.pic.

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