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L’Accademia della Crusca cade nella rete

di Claudio Marazzini
   


   Letture n.596 aprile 2003 - Home Page

La prestigiosa e antica istituzione mette a disposizione degli utenti di Internet il proprio sito. Un’iniziativa di rilevante utilità per la diffusione della lingua italiana e per il controllo delle sue evoluzioni più recenti.

Nel fascicolo di novembre 2002 di Letture, nella rubrica "Navigare", dedicata ai siti più interessanti della Rete, Paolo Perazzolo ci ha mostrato come un’antica istituzione, nata nel Cinquecento, possa trarre insperato vantaggio dai mezzi di comunicazione più moderni, presentandosi al pubblico in una veste adatta ai nostri tempi (http://www.accademiadellacrusca.it). Vorremmo tornare sull’argomento nella nostra rubrica dedicata ai temi della lingua, perché la Crusca è stata ed è di enorme importanza. Dobbiamo confermare, prima di tutto, il lucido giudizio espresso da Perazzolo, il quale ha giustamente detto, fin dal momento della presentazione del nuovo sito alla stampa e al pubblico, che esso «è davvero molto bello, capace di coniugare pagine rivolte agli utenti e al grande pubblico con pagine più specialistiche destinate a studenti e studiosi>>. Senza dubbio queste pagine web dell’Accademia meritano la palma tra quelle che in tutto il mondo trattano della nostra lingua.

Qui ci si rivolge direttamente a coloro che usano l’italiano, con l’intento di aiutarli. Vi è una rubrica attraverso la quale l’Accademia, proseguendo la funzione esercitata in passato, fornisce assistenza e consulenza a chi pone quesiti grammaticali o relativi al lessico. Vediamo le «ultime in fatto di consulenza>>, secondo quanto recita la proposta un po’ ammiccante che ci viene da questa sezione. Tre sono i problemi affrontati mentre scrivo (siamo a fine febbraio, e le risposte vengono aggiornate continuamente): quali articoli si devono impiegare con le sigle, perché si scriva aereo ma aeroporto (non aereoporto), perché oscilli la pronuncia del nesso gl. In quest’ultimo caso, la risposta viene data riproducendo un intervento di Luca Serianni apparso in un fascicolo della Crusca per Voi, foglio periodico dell’Accademia. L’accademico Serianni è autore di una delle più autorevoli grammatiche della nostra lingua, per cui si può affermare senza tema di smentita che la rubrica citata dà una mano ai meno esperti avvalendosi di collaboratori di alto profilo. Attraverso queste pagine web ascoltiamo i grammatici più autorevoli, anche se nessuno pensa che l’autorità dell’Accademia abbia il dono dell’infallibilità assoluta, dopo secoli di polemiche contro gli abusi della Crusca e contro il suo autoritarismo fiorentineggiante, del resto pienamente superato ai giorni nostri.

Come dicevo, il sito offre strumenti di consultazione che possono far gola anche a chi è professionista nel campo degli studi linguistici. Così, per esempio, la "Fabbrica dell’Italiano": è una banca-dati digitale dedicata ai dizionari e alle grammatiche della biblioteca dell’Accademia e a parte dei materiali d’archivio. Una volta collegato, l’utente può accedere a varie informazioni bibliografiche e linguistiche: è possibile rintracciare la scheda di un dizionario, e, prendendolo dallo scaffale virtuale, sfogliarlo nelle sue parti essenziali (prefazioni, indici, frontespizio, ecc.). A questo strumento, che si pone a metà strada fra il catalogo in linea e il libro elettronico, si affianca una vera chicca: la versione informatizzata del celeberrimo Vocabolario del 1612, consultabile on line, senza restrizioni di accesso (in realtà si tratta di un link esterno, che ci porta alla Scuola Normale superiore di Pisa, la quale ha collaborato nella realizzazione dell’impresa: l’indirizzo è infatti: http://vocabolario.biblio.cribecu.sns.it/Vocabolario/html/index.html).

La home page del sito del "Vocabolario"
La home page del sito del "Vocabolario".

Ho provato a sollecitare il motore di ricerca del Vocabolario, chiedendogli di trovare appunto la parola "vocabolario". La ricerca ha funzionato benissimo, dando soddisfazione alla mia domanda, anche se in realtà il termine cercato non sta a lemma, in questa venerabile Crusca del 1612. Lo si trova, però, sotto il lemma "vocabolo", così definito: «Voce, con la quale son chiamati i nomi particolari di ciascuna cosa. Lat. vocabulum. [...] e da "vocabolo" "vocabolario", che è questo libro>>. Ecco dunque, nella chiusa della voce, comparire "vocabolario", che del resto sta anche nel frontespizio dell’opera, essendone titolo. La consultazione in forma elettronica del Vocabolario del 1612 è una delle risorse più preziose del sito. Esso non poteva mancare, per ragioni che saranno chiare a chi avrà la pazienza di leggere la storia dell’antica istituzione (anch’essa accuratamente presentata), le cui vicende hanno accompagnato per secoli la nostra lingua nazionale.

Dopo i primordi dell’Accademia, che risalgono al 1570-1580, grazie a Salviati, quell’istituzione composta da letterati e filologi si orientò appunto verso la lessicografia. Il Vocabolario degli Accademici della Crusca, stampato a Venezia nel 1612, suscitò grande interesse e accese dispute, divenne modello di metodo lessicografico per le altre accademie europee nella redazione dei vocabolari delle rispettive lingue nazionali. Nel Seicento, la Crusca ne allestì altre due edizioni, non reperibili nel sito (si possono però leggere, consultare e "scaricare" da una fonte estera, da Gallica, la meravigliosa biblioteca telematica della Bibliothèque Nationale di Parigi: http://gallica.bnf.fr/). La quarta edizione del Vocabolario della Crusca, in sei volumi, apparve dal 1729 al 1738. La quinta edizione rimase incompiuta: nel 1843 ne fu pubblicata la prima dispensa. Il primo volume della V edizione uscì nel 1863, con dedica a Vittorio Emanuele II, ma nel 1923 l’impresa si interruppe alla lettera O, per intervento dell’allora Ministro della Pubblica istruzione, Giovanni Gentile.

Il progetto di riprendere i lavori di compilazione di un nuovo grande Vocabolario ritornò nel 1955, ma si scontrò con enormi difficoltà, per cui fu deciso di concentrare le risorse in un’impresa lessicografica limitata all’italiano medievale, il Tesoro della lingua italiana delle origini (Tlio), anch’esso oggi consultabile in rete (http://www.csovi.fi.cnr.it/), frutto del lavoro di un centro di studi denominato "Opera del Vocabolario italiano", dal 2001 divenuto Istituto del Cnr, distinto dall’Accademia, ma che condivide con questa la sede nella Villa di Castello, a Firenze. Liberata dal lavoro lessicografico, l’Accademia ha potuto, negli ultimi decenni, sviluppare una consistente attività di ricerca e di consulenza intorno all’italiano: infatti fa parte della sua storia recentissima l’istituzione di un nuovo centro di ricerca, finalizzato appunto all’attività di consulenza linguistica, dal nome moderno e scattante: il Clic ("Centro di consulenza sulla Lingua Italiana Contemporanea"), costituito nel gennaio del 2001. Il suo scopo primario è appunto quello di suscitare la riflessione sulle tendenze dell’italiano contemporaneo. La nuova veste del sito dell’Accademia sarà senz’altro utile per fare conoscere a tutti questa interessante e recente attività, assieme al glorioso passato.

Claudio Marazzini

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