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I libri della fede.Recensioni.

   
Alla riscoperta dell’ecclesiologia

di Gianfranco Ravasi


   Letture n.595 marzo 2003 - Home Page Per la nostra panoramica bibliografica mensile proporrò questa voltaCopertina de: Trattato sulla Chiesa. solo due settori distinti: quello della teologia in senso stretto e quello del dialogo interreligioso. Partiamo, dunque, con la "teo-logia", che non è solo un discorso su Dio ma anche su tutto l’orizzonte che converge verso di lui. Il primo testo che vogliamo calorosamente suggerire è un vero e proprio "trattato" e riguarda una disciplina teologica tradizionale che ha ricevuto una forte impronta evolutiva a partire dal Concilio Vaticano II, cioè l’ecclesiologia. Trattato sulla Chiesa è appunto il titolo del volume che uno dei migliori teologi italiani, Severino Dianich, ha elaborato con una giovane collega, Serena Noceti (Queriniana, 2002, pagg. 587, euro 37,00).

La Chiesa, analogamente all’Incarnazione, rivela una duplicità non dialettica ma armonica tra Logos, ossia trascendenza, mistero, carisma, Spirito, e sarx, cioè storia, società, istituzione, struttura, umanità. Il ritratto che questo volume abbozza tiene conto di entrambi i profili ma, ovviamente, si attesta soprattutto sul primo studiando la dimensione strettamente "teologica", misterica, sacramentaria. L’annunzio della Parola divina e l’efficacia sacramentale salvifica rendono la comunità istituita e istituzionale una sede teofanica, un soggetto sacerdotale, santo, indefettibile, infallibile, unico e unito. L’analisi del volto "teandrico" della Chiesa è condotta in queste pagine in modo limpido eppur preciso, senza indulgere a esoterismi di linguaggio ma neppure a semplificazioni di comodo, con lo sforzo continuo del confronto sia con la pluralità vivace della ricerca teologica sia con la cultura contemporanea che è al di là del perimetro visibile ecclesiale.

Cristianesimo "attuale"

Lasciamo a malincuore, con questa breve segnalazione, un’opera esemplare anche a livello didattico; siamo, però, compensati dai vantaggi offerti anche dall’altro testo teologico che ora accostiamo: L’essenza del Cristianesimo di un teologo notissimo, Bruno ForteCopertina de: L’essenza del Cristianesimo. (Mondadori, 2002, pagg. 182, euro 15,00). Tuttavia il genere di questo scritto è differente: si tratta, infatti, di una serie di lectures cattedratiche tenute a Barcellona, in realtà destinate a una platea di uditori più vasta, considerato anche il tema. Un tema facile e arduo al tempo stesso, perché il cuore del cristianesimo sembra essere pacificamente acquisito, eppure la valanga di ricerche sui concetti centrali di quel messaggio, che si cristallizza in una sterminata e inesausta bibliografia, fa capire che non si è ancora all’approdo.

Il titolo evidentemente ammicca all’omonima opera che l’ateo Feuerbach pubblicò nel 1841 per ragioni antitetiche. Tuttavia l’operazione di Forte, che procede in senso contrario a quello del filosofo tedesco, deve però fare anche i conti con le nuove obiezioni, prima fra tutte l’istanza del contemporaneo nichilismo. Egli, perciò, pur illustrando gli snodi capitali della dottrina cristiana (cristologia, Trinità, fede, ecclesiologia e così via) e attingendo anche a temi meno frequentati come quello della bellezza, deve tener conto degli scenari che la modernità ha configurato. Così, questo saggio diventa significativo per "attualizzare" l’essenza costante e definitiva dell’annunzio cristiano.

Categorie dell’etica e spazi della liturgia

E ora rivolgiamoci a due altre branche della teologia. La prima è la morale, che ha un suo primo stadio nell’etica, cioè in una sorta di antefatto di taglio universale, radicale, "filosofico". Giorgio Copertina de: Le parole dell’etica.Campanini presenta proprio Le parole dell’etica (Dehoniane, 2002, pagg. 271, euro 13,00), ossia quelle categorie fondamentali della persona nella sua autenticità e specificità. È per questo che il sottotitolo ci orienta verso "il senso della vita quotidiana". Sì, perché categorie come amore, altruismo, ascolto, convivialità, fedeltà/infedeltà, gratuità, legalità, solidarietà, uguaglianza, ci riconducono al cuore etico della vita stessa così che si ritrovino le radici della coscienza e della vera natura umana. È da qui che fiorirà la moralità cristiana nella sua specificità ma anche nella sua continuità rispetto a quelle radici, ed è proprio questo che le pagine di Campanini fanno intuire.

L’altro ambito teologico a cui ci rivolgiamo è quello della liturgia. Uno dei temi più controversi e dibattuti ai nostri giorni è proprio quello dello Spazio sacro, cioè del nesso tra architettura e liturgia, messo a tema da vari autori nel volume curato da Virginio SansonCopertina de: Spazio sacro. (Messaggero di Sant’Antonio, 2002, pagg. 191, euro 17,00), sintesi di due convegni tenuti a Vicenza nel 2000. Teologi, liturgisti, artisti, tecnici si confrontano su un argomento rilevante non solo a livello teorico (è alle sorgenti stesse dell’evento religioso che si pone il quesito sullo spazio, come ha insegnato Eliade), ma anche in ambito operativo, come attesta la folla di moderne chiese "dissacranti" che purtroppo costellano città e campagne. Gli spunti offerti da queste pagine sono molti e non disdegnano anche aspetti solo apparentemente marginali, come l’acustica, i concorsi, la normativa ecclesiale.

Trittico sul dialogo interreligioso

Come abbiamo promesso, ci vogliamo orientare anche verso un altro settore importante dei nostri giorni, perché il dialogo interreligioso è più che mai necessario nell’atmosfera tesa di questi tempi.Copertina de: Dialogo guarigione del mondo. Per fortuna la produzione editoriale è, al riguardo, vivacissima e c’è solo l’imbarazzo della scelta. Alivello generale segnaliamo tre testi suggestivi. Il primo è opera di un’ebrea fiorentina, anuela Sadun Paggi, da anni dedita a quell’attività che è ben espressa nel titolo del suo volume, Dialogo guarigione del mondo (Editrice Missionaria Italiana, 2002, pagg. 154, euro 8,00). Il suo programma è chiaro ed è alimentato da continui rimandi alla tradizione ebraica ma anche alla modernità: «dal conflitto al dialogo, dalla religione oppio dei popoli alla religiosità e libertà dell’uomo, dall’emarginazione all’integrazione, dalla separazione alla comunicazione, dall’identificazione all’identità, dall’uniformità all’universalità».

Sorprendente è, invece, il titolo dell’altro volume, Il crocifisso e le religioni, nato da un convegno e curato da Piero Coda e Mariano Crociata (Città Nuova, 2002, pagg. 376, euro 24,00). No, non siamo in presenza di una ripresa della stucchevole diatriba sul crocifissoCopertina de: Il crocifisso e le religioni. nei luoghi pubblici: queste pagine, con la molteplicità degli interventi e delle angolature, s’inoltrano in un orizzonte drammatico e teso, ove tutte le religioni sono chiamate a confrontarsi, quello della compassione di Dio e della sofferenza dell’uomo. Si parte dalla figura del Servo paziente di Isaia 53 e dalla kénosis del Cristo crocifisso, acutamente studiata anche negli echi coranici, e si procede nella tradizione ebraica, patristica, musulmana, cattolica (Newman, de Foucauld, Stein), ortodossa (Karsavin), protestante (Moltmann), per salire anche sui sentieri d’altura della riflessione sistematica «per una teologia delle religioni che scaturisca dal Crocifisso».

Il nostro trittico comprende, infine, un profilo delle maggiori religioni Copertina de: Percorsi di pace e vie di fede.mondiali dall’angolo di visuale della pace: Pier Francesco Fumagalli intitola il suo prezioso volumetto Percorsi di pace e vie di fede (Lampi di stampa, Milano, 2002, pagg. 206, euro 16,00). La convinzione di fondo è che non solo una conoscenza del cuore genuino delle fedi ma anche una loro pratica coerente non può che far germogliare pace e armonia. È solo scostandosi da quelle sorgenti che si generano conflitti. Come scriveva Borges in Labirinti, «è più facile morire per una religione che viverla assolutamente». Tra l’altro, questo volumetto potrebbe essere un’ottima guida introduttiva all’islam, all’induismo, al buddhismo e al confucianesimo.

Un attento sguardo su ebraismo e islam

Copertina de: Mahberet Prima.In appendice ecco un piccolo grappolo di segnalazioni sulle varie culture religiose. Una giovane editrice con sede a Desio (Milano), Aquilegia, propone coi rispettivi testi originali a fronte Mahberet Prima (Il destino) di Immanuel Romano, ebreo medievale che la leggenda volle amico di Dante (a cura di Stefano Fumagalli e M. Tiziana Mayer, 2002, pagg. 178, euro 8,50)Copertina de: Il libro dell’impurità femminile. e Il libro dell’impurità femminile (Kitab al-hayd) di Al-Kulayni, un giurista e poeta musulmano attivo a Baghdad nel X secolo (a cura di Annamaria Milicia, 2002, pag. 113, euro 8,00). L’autore ebreo, sul modello di Giobbe, s’interroga sul senso ultimo della sofferenza e del travaglio dell’esistere; il musulmano, invece, ci apre uno squarcio sulla simbolicità del sangue e della corporeità e sulla femminilità, svelandoci un ethos a noi ignoto.

Infine, Shelomo Dov Goitein col suo vasto saggio Una società mediterranea (traduzione di Giuseppe Bernardi, Bompiani 2002, pagg. 639, euro 25,00) traccia il profilo di una comunità ebraica che nel Medioevo viveva all’interno dello stato musulmano. La ricercaCopertina de: Una società mediterranea. accurata, condotta per ben 17 anni e che dette origine a 5 tomi (qui riassunti da Jacob Lassner), svela non solo una società vivace, complessa, fervida intellettualmente ed economicamente, ma anche fa emergere la possibilità di una convivenza feconda che rende l’ebraismo simile a un lievito, capace di generare effetti anche verso lo stesso mondo cristiano esterno. Alla base c’è la massa documentaria rinvenuta nella Ghenizah ebraica del Cairo, un deposito non solo di Scritture Sacre ma anche di archivi che attestano il vissuto di un’intera società.

Gianfranco Ravasi

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