er
la nostra panoramica bibliografica mensile proporrò questa volta
solo due settori distinti: quello della teologia in senso stretto e
quello del dialogo interreligioso. Partiamo, dunque, con la
"teo-logia", che non è solo un discorso su Dio ma anche su
tutto l’orizzonte che converge verso di lui. Il primo testo che
vogliamo calorosamente suggerire è un vero e proprio
"trattato" e riguarda una disciplina teologica tradizionale
che ha ricevuto una forte impronta evolutiva a partire dal Concilio
Vaticano II, cioè l’ecclesiologia. Trattato sulla Chiesa è
appunto il titolo del volume che uno dei migliori teologi italiani,
Severino Dianich, ha elaborato con una giovane collega, Serena Noceti (Queriniana,
2002, pagg. 587, euro 37,00).
La Chiesa, analogamente all’Incarnazione, rivela una
duplicità non dialettica ma armonica tra Logos, ossia
trascendenza, mistero, carisma, Spirito, e sarx, cioè storia,
società, istituzione, struttura, umanità. Il ritratto che questo
volume abbozza tiene conto di entrambi i profili ma, ovviamente, si
attesta soprattutto sul primo studiando la dimensione strettamente
"teologica", misterica, sacramentaria. L’annunzio della
Parola divina e l’efficacia sacramentale salvifica rendono la
comunità istituita e istituzionale una sede teofanica, un soggetto
sacerdotale, santo, indefettibile, infallibile, unico e unito. L’analisi
del volto "teandrico" della Chiesa è condotta in queste
pagine in modo limpido eppur preciso, senza indulgere a esoterismi di
linguaggio ma neppure a semplificazioni di comodo, con lo sforzo
continuo del confronto sia con la pluralità vivace della ricerca
teologica sia con la cultura contemporanea che è al di là del
perimetro visibile ecclesiale.

Cristianesimo "attuale"
Lasciamo a malincuore, con questa breve segnalazione,
un’opera esemplare anche a livello didattico; siamo, però, compensati
dai vantaggi offerti anche dall’altro testo teologico che ora
accostiamo: L’essenza del Cristianesimo di un teologo
notissimo, Bruno Forte
(Mondadori, 2002, pagg. 182, euro 15,00). Tuttavia il genere di questo
scritto è differente: si tratta, infatti, di una serie di lectures cattedratiche
tenute a Barcellona, in realtà destinate a una platea di uditori più
vasta, considerato anche il tema. Un tema facile e arduo al tempo
stesso, perché il cuore del cristianesimo sembra essere pacificamente
acquisito, eppure la valanga di ricerche sui concetti centrali di quel
messaggio, che si cristallizza in una sterminata e inesausta
bibliografia, fa capire che non si è ancora all’approdo.
Il titolo evidentemente ammicca all’omonima opera
che l’ateo Feuerbach pubblicò nel 1841 per ragioni antitetiche.
Tuttavia l’operazione di Forte, che procede in senso contrario a
quello del filosofo tedesco, deve però fare anche i conti con le nuove
obiezioni, prima fra tutte l’istanza del contemporaneo nichilismo.
Egli, perciò, pur illustrando gli snodi capitali della dottrina
cristiana (cristologia, Trinità, fede, ecclesiologia e così via) e
attingendo anche a temi meno frequentati come quello della bellezza,
deve tener conto degli scenari che la modernità ha configurato. Così,
questo saggio diventa significativo per "attualizzare" l’essenza
costante e definitiva dell’annunzio cristiano.

Categorie dell’etica e spazi della
liturgia
E ora rivolgiamoci a due altre branche della teologia.
La prima è la morale, che ha un suo primo stadio nell’etica, cioè in
una sorta di antefatto di taglio universale, radicale,
"filosofico". Giorgio
Campanini
presenta proprio Le parole dell’etica (Dehoniane, 2002, pagg.
271, euro 13,00), ossia quelle categorie fondamentali della persona
nella sua autenticità e specificità. È per questo che il sottotitolo
ci orienta verso "il senso della vita quotidiana". Sì,
perché categorie come amore, altruismo, ascolto, convivialità,
fedeltà/infedeltà, gratuità, legalità, solidarietà, uguaglianza, ci
riconducono al cuore etico della vita stessa così che si ritrovino le
radici della coscienza e della vera natura umana. È da qui che fiorirà
la moralità cristiana nella sua specificità ma anche nella sua
continuità rispetto a quelle radici, ed è proprio questo che le pagine
di Campanini fanno intuire.
L’altro ambito teologico a cui ci rivolgiamo è
quello della liturgia. Uno dei temi più controversi e dibattuti ai
nostri giorni è proprio quello dello Spazio sacro, cioè del
nesso tra architettura e liturgia, messo a tema da vari autori nel
volume curato da Virginio Sanson
(Messaggero di Sant’Antonio, 2002, pagg. 191, euro 17,00), sintesi di
due convegni tenuti a Vicenza nel 2000. Teologi, liturgisti, artisti,
tecnici si confrontano su un argomento rilevante non solo a livello
teorico (è alle sorgenti stesse dell’evento religioso che si pone il
quesito sullo spazio, come ha insegnato Eliade), ma anche in ambito
operativo, come attesta la folla di moderne chiese
"dissacranti" che purtroppo costellano città e campagne. Gli
spunti offerti da queste pagine sono molti e non disdegnano anche
aspetti solo apparentemente marginali, come l’acustica, i concorsi, la
normativa ecclesiale.

Trittico sul dialogo interreligioso
Come abbiamo promesso, ci vogliamo orientare anche
verso un altro settore importante dei nostri giorni, perché il dialogo
interreligioso è più che mai necessario nell’atmosfera tesa di
questi tempi.
Per fortuna la produzione editoriale è, al riguardo, vivacissima e c’è
solo l’imbarazzo della scelta. Alivello generale segnaliamo tre testi
suggestivi. Il primo è opera di un’ebrea fiorentina, anuela Sadun
Paggi, da anni dedita a quell’attività che è ben espressa nel titolo
del suo volume, Dialogo guarigione del mondo (Editrice
Missionaria Italiana, 2002, pagg. 154, euro 8,00). Il suo programma è
chiaro ed è alimentato da continui rimandi alla tradizione ebraica ma
anche alla modernità: «dal conflitto al dialogo, dalla religione oppio
dei popoli alla religiosità e libertà dell’uomo, dall’emarginazione
all’integrazione, dalla separazione alla comunicazione, dall’identificazione
all’identità, dall’uniformità all’universalità».
Sorprendente è, invece, il titolo dell’altro
volume, Il crocifisso e le religioni, nato da un convegno e
curato da Piero Coda e Mariano Crociata (Città Nuova, 2002, pagg. 376,
euro 24,00). No, non siamo in presenza di una ripresa della stucchevole
diatriba sul crocifisso
nei luoghi pubblici: queste pagine, con la molteplicità degli
interventi e delle angolature, s’inoltrano in un orizzonte drammatico
e teso, ove tutte le religioni sono chiamate a confrontarsi, quello
della compassione di Dio e della sofferenza dell’uomo. Si parte dalla
figura del Servo paziente di Isaia 53 e dalla kénosis del Cristo
crocifisso, acutamente studiata anche negli echi coranici, e si procede
nella tradizione ebraica, patristica, musulmana, cattolica (Newman, de
Foucauld, Stein), ortodossa (Karsavin), protestante (Moltmann), per
salire anche sui sentieri d’altura della riflessione sistematica «per
una teologia delle religioni che scaturisca dal Crocifisso».
Il nostro trittico comprende, infine, un profilo delle
maggiori religioni
mondiali
dall’angolo di visuale della pace: Pier Francesco Fumagalli intitola
il suo prezioso volumetto Percorsi di pace e vie di fede (Lampi
di stampa, Milano, 2002, pagg. 206, euro 16,00). La convinzione di fondo
è che non solo una conoscenza del cuore genuino delle fedi ma anche una
loro pratica coerente non può che far germogliare pace e armonia. È
solo scostandosi da quelle sorgenti che si generano conflitti. Come
scriveva Borges in Labirinti, «è più facile morire per una
religione che viverla assolutamente». Tra l’altro, questo volumetto
potrebbe essere un’ottima guida introduttiva all’islam, all’induismo,
al buddhismo e al confucianesimo.

Un attento sguardo su ebraismo e islam
In
appendice ecco un piccolo grappolo di segnalazioni sulle varie culture
religiose. Una giovane editrice con sede a Desio (Milano), Aquilegia,
propone coi rispettivi testi originali a fronte Mahberet Prima (Il
destino) di Immanuel Romano, ebreo medievale che la leggenda volle amico
di Dante (a cura di Stefano Fumagalli e M. Tiziana Mayer, 2002, pagg.
178, euro 8,50)
e Il libro dell’impurità femminile (Kitab al-hayd) di
Al-Kulayni, un giurista e poeta musulmano attivo a Baghdad nel X secolo
(a cura di Annamaria Milicia, 2002, pag. 113, euro 8,00). L’autore
ebreo, sul modello di Giobbe, s’interroga sul senso ultimo della
sofferenza e del travaglio dell’esistere; il musulmano, invece, ci
apre uno squarcio sulla simbolicità del sangue e della corporeità e
sulla femminilità, svelandoci un ethos a noi ignoto.
Infine, Shelomo Dov Goitein col suo vasto saggio Una
società mediterranea (traduzione di Giuseppe Bernardi, Bompiani
2002, pagg. 639, euro 25,00) traccia il profilo di una comunità ebraica
che nel Medioevo viveva all’interno dello stato musulmano. La ricerca
accurata, condotta per ben 17 anni e che dette origine a 5 tomi (qui
riassunti da Jacob Lassner), svela non solo una società vivace,
complessa, fervida intellettualmente ed economicamente, ma anche fa
emergere la possibilità di una convivenza feconda che rende l’ebraismo
simile a un lievito, capace di generare effetti anche verso lo stesso
mondo cristiano esterno. Alla base c’è la massa documentaria
rinvenuta nella Ghenizah ebraica del Cairo, un deposito non solo
di Scritture Sacre ma anche di archivi che attestano il vissuto di un’intera
società.
Gianfranco Ravasi