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La scrittura di Gadda e la fisica del ’900

di Giuseppe O. Longo


   Letture n.595 marzo 2003 - Home Page Franco Gàbici,
Gadda: il dolore della cognizione,
Simonelli, 2002, pagg. 122, euro 15,00.

Questa volta non è un letterato, ma un fisico, a occuparsi del Gran Lombardo e a mettere in luce (come credo nessun letterato saprebbe fare) i profondi legami della sua scrittura con la fisica del Novecento: meccanica quantistica e relatività.

Sì, perché nonostante la dichiarata e tormentosa incapacità di conciliare la professione di ingegnere (scelta per lui da una madre assai ingombrante) con quella di scrittore, di fatto le due attività si saldano in Gadda nella consapevolezza che non è possibile ricomporre tutta la realtà in un quadro conoscitivo unitario e coerente, fondato sulle leggi della causalità deterministica classica. Ossessionato dall’ordine, l’«ingegner fantasia» si scontra con la presenza ineliminabile, nel mondo, dell’approssimazione, dell’entropia, del caos: questa offesa epistemologica lo spinge a una furia conoscitiva totale.

Per Gadda, nota Gàbici, «la narrazione è dichiaratamente unCopertina de: Gadda: il dolore della cognizione. mezzo per imporre i propri canoni a una realtà ostile», ma si rivela anche impari al compito, dunque si trasforma in uno strumento di "dolore". Esito quasi inevitabile di questa impossibilità è la deformazione della realtà attraverso la parola (come in meccanica quantistica il soggetto perturba e deforma l’oggetto quando tenta di conoscerlo). Ecco che la lingua di Gadda esplode, si moltiplica, partorisce ibridi e meticciamenti, si pone al servizio di un opportunismo espressivo-conoscitivo senza limiti, che porta ad aborrire le trame, gli epiloghi e le finitudini per privilegiare l’incompiutezza, il "pasticcio" (altro nome del disordine) e, più sottilmente, la complessità (sempre corteggiata e osteggiata, mai esorcizzata).

L’analisi di Gàbici è acuta e originale, attenta a riconoscere le matrici scientifiche della smisurata epistemologia elencatoria ed enciclopedica del Lombardo, i forti legami tra la sua scrittura magmatica, lievitante, prismatica, frammentaria, centrifuga, sincretica e l’inafferrabile indeterminismo-relativismo del mondo via via scoperto dalla fisica. Un libro godibile, utile anche a chi ha visto Gadda "solo" come scrittore.

Giuseppe O. Longo

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