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Recensioni.Narrativa straniera.

   
Cronache dal mondo
in forma di racconto

di Fulvio Panzeri


   Letture n.595 marzo 2003 - Home Page Ryszard Kapuscinski,
La prima guerra del football e altre guerre di poveri 
(traduzione di Vera Verdiani),
Feltrinelli, 2002, pagg. 238, euro 15,00.
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Kapuscinski è uno dei grandi scrittori di oggi e firma un genere letterario difficilissimo, di cui è senz’altro, il "maestro" riconosciuto, quello del "reportage narrativo". Infatti Kapuscinski non racconta storie inventate, ma la realtà stessa, quella più difficile da interpretare poiché le ragioni delle ostilità e dei dissidi sono complesse. E lo fa con una chiarezza e una naturalità impressionante che fanno di ogni suo libro un avvenimento, grazie anche alla forza della sua prosa che è in grado di rendere in modo unitario lo sguardo soggettivo di chi racconta e quello oggettivo, indispensabile per giungere al centro delle problematiche.

In questo libro Kapuscinski propone una summa del suo lavoro, raccogliendo le cronache e i reportage via via scritti negli anniCopertina de: La prima guerra del football e altre guerre di poveri. Sessanta e Settanta, per spiegarci le situazioni più drammatiche dei Paesi del Sud del Mondo. È soprattutto l’Africa a essere presente in queste storie, l’Africa delle guerre dei poveri che negli anni Sessanta hanno interessato Paesi come il Congo, il Tanganica, il Ghana, l’Algeria. È un’Africa diversa dal concetto esotico che di questo continente hanno gli occidentali a essere al centro del libro. È l’immagine di un continente in cerca di una propria identità. Del resto ad affascinare Kapuscinski, a dargli la forza per affrontare situazioni rischiosissime, per essere lì, sulle barricate a registrare la vera entità dei fenomeni, è il mistero che accompagnava l’Africa, nel momento in cui trecento milioni di individui chiedevano, finalmente, il diritto di parola. Ci racconta così il difficile periodo della formazione degli Stati e la paura tutta occidentale che il continente nero potesse muoversi contro l’Europa.

Il titolo del libro invece deriva da un viaggio di testimonianza in America latina e fa riferimento alla guerra che si era scatenata, alla fine degli anni Settanta, tra Honduras e Salvador. Si tratta di una guerra breve, che però serve a dare visibilità ai due Stati e ai problemi che li assillano. Infatti, tra i tanti messaggi che troviamo nel libro, c’è anche una inquietante e triste considerazione: per i Paesi del Terzo mondo l’unica possibilità per creare attenzione intorno a sé è quella della guerra.

Fulvio Panzeri

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