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MICHAEL CRICHTON

   
Il Giulio Verne dei nostri giorni.

di Orsola Vetri
      

   Letture n.595 marzo 2003 - Home Page

Narratore, sceneggiatore, regista, Crichton ha sfornato best-seller a tutto campo. Le sue opere ricordano Verne per la capacità di descrivere verosimili paesaggi futuri. Senza però l’ottimismo dello scrittore francese.

Tredici i romanzi tradotti in trenta lingue, centocinquanta milioni di copie vendute in tutto il mondo, ventidue film (tra quelli tratti dai suoi libri o da lui diretti e sceneggiati); una, ma tra le più fortunate nella storia del piccolo schermo, la serie televisiva, ER - Medici in prima linea, da lui scritta e prodotta. Stiamo parlando di Michael Crichton, il solo autore statunitense che ha ricoperto, contemporaneamente, il primo posto delle classifiche dei libri più venduti, dei film più visti e degli show televisivi più seguiti. Alla sua vasta produzione vanno aggiunti dieci romanzi scritti sotto i tre pseudonimi che ha usato prima di scegliere definitivamente la sua strada professionale.

Se pensiamo che a diciotto anni voleva "semplicemente" entrare ad Harvard e diventare medico (cosa che avvenne puntualmente a 27 anni) e che è stato, grazie ai suoi due metri e due centimetri di altezza, anche una stella del basket – a livello di college – possiamo dire che Michael Crichton è andato ben oltre ogni aspettativa poiché, abbandonata la socialmente ambita professione medica, ha saputo intraprendere, spesso con indubbio successo, le altrettanto invidiabili professioni di narratore, saggista, sceneggiatore, regista, produttore cinematografico e televisivo e persino ideatore di giochi elettronici.

I suoi studi non sono, comunque, stati inutili: la scienza e la medicina, infatti, sono sicuramente il fulcro delle sue opere, per lo più romanzi, definiti science thriller, conosciuti e apprezzati anche per la capacità di divulgare una conoscenza che non ha nulla di segreto o iniziatico ma è la degna rappresentazione di come un sapere può essere ricercato e divulgato in un Paese come gli Stati Uniti dove la ricerca scientifica è prioritaria e viene promossa ad ogni livello e dove i fondi non sono certo distribuiti col contagocce.

Non possiamo comunque nasconderci che, a parte l’aspetto scientifico che il lettore medio di best-seller non è in grado di valutare pienamente (ma che con tutte le dovute riserve riteniamo fondato su basi oggettive), l’opera di Crichton non ha saputo mantenere costanti i buoni livelli degli inizi ma, invece, è progressivamente scesa a patti con quelle istanze che spesso risultano nocive per la creazione di un buon prodotto letterario di entertainment: contratti miliardari con scadenze di tempo e il desiderio o la fretta di trasferire tutto sul grande schermo.

A proposito dei suoi innegabili alti e bassi nello scrivere, sono illuminanti le parole del critico Guido Almansi che recensendo Jurassic Park ha scritto: «Quello che mi attira nei romanzi di Michael Crichton è la sua capacità di sbagliare. Chi non sbaglia mai è un industriale del romanzo giallo come Agatha Christie la quale sforna prodotti di mercato, per cui ogni suo libro è uguale al precedente e anticipa il successivo. Crichton rischia sempre anche per i soggetti estremi che affronta (una contaminazione assoluta della vita a causa di un germe proveniente da mondi lontani in Andromeda; la possibilità di avere tribù di animali parlanti in Congo, la produzione massiccia di dinosauri clonati in Jurassic Park), i quali non gli permettono l’adozione di una formula. E così non sempre l’imbrocca, per fortuna» (L’Indice 1991, n. 2).

I suoi più accaniti critici lo hanno accusato di scrivere libri pensando al film che ne verrà tratto. Affermazione innegabile anche perché, come vedremo, il legame tra cinema e letteratura si rivelerà strettissimo per Michael Crichton. Paradossalmente, da gran parte dei suoi romanzi, anche dai migliori, sono stati tratti film, di non grande livello, ai quali lui stesso ha spesso messo mano come sceneggiatore, regista o produttore. Con Crichton si è passati da veri e propri "gioielli" come Congo, Sfera e Jurassic Park (con riduttive trasposizioni cinematografiche) a testi superficiali che altro non sono che rozze sceneggiature da b-movie spacciate per romanzi.

Resta, comunque, per chi lo sa apprezzare, il fascino di un autore a cui nulla appare impossibile, almeno sulle pagine dei libri, e che per certi aspetti ci ricorda, nella sua capacità di descrivere verosimili paesaggi futuri, un suo illustre collega del passato: Giulio Verne. Con lui ha, infatti, in comune la personale passione per la scienza e la tecnica e la capacità di amalgamarla con una buona scrittura, creando eroi e imprese straordinarie, rivolgendosi ovviamente anche lui come Verne a un pubblico popolare. Crichton, tuttavia, va oltre l’ottimismo e l’ingenuità del francese. Da buon uomo del ventesimo secolo ha potuto capire e imparare che di troppa tecnologia e di "esperimenti" l’umanità può anche morire o causare danni incommensurabili. Per questo sullo sfondo di quasi tutti i suoi romanzi c’è una sistematica denuncia verso chi abusa della scienza e, per sete di conoscere e sperimentare, porta le sue ricerche sino alle estreme conseguenze.

Il futuro re del science-thriller nasce a Chicago il 23 ottobre del 1942. Primo dei quattro figli di un giornalista e di una casalinga, eredita dal padre l’amore per la scrittura, amore momentaneamente dimenticato dopo i modesti risultati al college (Harvard), tali da spingerlo a diplomarsi in antropologia nel 1964 e a scegliere, poi, di intraprendere un master di specializzazione in medicina. Nonostante più di una volta abbia cercato di abbandonare tali studi, Crichton arriva alla fine del corso di laurea nel 1969 e per un anno ancora frequenta il Salk Institute per una specializzazione in scienze biologiche a La Jolla in California. Non eserciterà mai la professione di medico poiché gli inaspettati successi editoriali lo portano verso ben altri lidi. I quattro anni da studente di medicina contribuiscono, tuttavia, a creare spunti non solo per i suoi romanzi, ma anche per quella che è oggi una delle serie tv più viste e apprezzate. Egli è infatti ideatore, produttore, a volte regista della fiction ER - Medici in prima linea (vincitrice dal 1994 di almeno 14 Emmy, gli Oscar della Tv, e altri prestigiosi premi conferiti sia dalla critica che dagli spettatori: il Peabody e il Writer's Guild of America Award). Con ER, inoltre, si conferma il fruttuoso sodalizio professionale con l’amico Steven Spielberg. In Italia si è da poco conclusa l’ottava serie e negli Stati Uniti continua il successo che l’accompagna dal 1994.

Durante la sua attività di studente, specializzando e ricercatore (tra il ’66 e il ’69), per pagare le rette della prestigiosa Università di Harvard scrive e pubblica otto romanzi mai tradotti in italiano, con lo pseudonimo di John Lange: Odds On (1966); Scratch One (1967); Easy Go (1968); The Venom Business (1969); Zero Cool (1969); Grave Descend (1970); Drug of Choice (1970); Binary (1972). Questi volumi sono difficili da reperire anche negli Stati Uniti, dove gli amatori sono disposti a pagarli sino a 60-75 euro.

Ricorre ad altri due pseudonimi prima di firmare per sempre con il suo vero nome: Michael Douglas è la firma di Dealing: or the Berkeley-to Boston Forty-Brick Lost-Bag Blues (1972) scritto a quattro mani col fratello Douglas; Jeffrey Hudson è lo pseudonimo che usa per In caso di necessità (1968). Con questo romanzo Crichton offre la sua prima prova come critico feroce di una certa classe medica, ipocrita e senza scrupoli. Il protagonista, John Berry, patologo, sceglie di indagare da solo per difendere un collega cinese ingiustamente accusato di aver praticato illegalmente un aborto (negli anni Sessanta ancora vietato) che ha causato la morte di una minorenne appartenente a una altolocata famiglia di medici. È l’unico romanzo rivisitato dal punto di vista stilistico e ripubblicato con il vero nome dell’autore nel 1993. Gli valse anche un prestigioso riconoscimento: nel 1968 il libro fu premiato come "Migliore giallo dell’anno" con l’Edgar Allan Poe Award, un premio istituito dalla Mystery Writers of America (che lo premierà anche nel 1980 per La grande rapina al treno).

Michael Crichton.

Apprendistato medico

La notorietà di In caso di necessità, dove vi erano numerosi ma velati riferimenti alla Harvard Medical School che Crichton frequentava, gli crearono un certo imbarazzo poiché temeva che se avessero scoperto chi si nascondeva dietro lo pseudonimo avrebbe avuto dei problemi con la scuola. In realtà lo snobismo e il pregiudizio dei professori universitari lo salvarono: nessuno di loro si interessò a un premio letterario destinato, oltretutto, a uno scrittore di romanzi gialli…

Per conoscere l’uomo (e apprezzare il suo stile di scrittura accessibile ma non banale) è utile leggere Viaggi (1988), dove oltre a descrivere con umorismo e ironia i suoi anni di apprendistato medico e le motivazioni che lo hanno portato alla rinuncia di una professione oltremodo stimata («Abbandonare la medicina per diventare uno scrittore per la maggior parte della gente era come abbandonare la Corte suprema per diventare un usciere del tribunale»), Crichton racconta i lunghi viaggi che, anche grazie a una più che buona condizione economica, ha potuto intraprendere tra il 1971 e il 1986. Nel 1977, mentre si trova nelle Isole Vergini, riceve la notizia della morte di suo padre, con il quale aveva sempre avuto un rapporto difficile e pieno di incomprensioni. In un capitolo di Viaggi fa un’analisi profonda dei suoi sentimenti e delle sue reazioni di fronte a questo evento mostrando, così, le sue qualità, non solo di narratore di trame avventurose, ma di scrittore capace di approfondimenti psicologici. Non sempre, però, i personaggi dei suoi romanzi sono all’altezza. Viaggi fa parte delle quattro opere non di narrativa che egli ha pubblicato e che mostrano ancora una volta la sua poliedricità.

Casi di emergenza, del 1970, riceve quello stesso anno il premio dell’Associazione dei medici-scrittori americani. Il libro è una sorta di documentazione cronachistica relativa a cinque casi, veri, osservati e descritti dallo stesso Crichton, mentre ancora lavorava come specializzando nel pronto soccorso del Massachusetts General Hospital, importante ospedale universitario di Harvard. Egli si sforza di essere il più obiettivo possibile e le riflessioni e i commenti personali non appaiono nel testo ma solo alla fine di ogni singolo caso. Fu ripubblicato nel 1994 senza modificare il testo per non privarlo del suo valore documentaristico.

Tra le annotazioni Crichton non solo sottolinea il risvolto medico, scientifico e psicologico delle cure offerte ai cinque pazienti, ma anche quello che sarà un suo leit-motiv, in particolare, nel serial ER - Medici in prima linea: il costo delle cure e delle degenze e l’annoso problema delle assicurazioni mediche. Queste rappresentano per un cittadino americano la possibilità di essere curato a un certo livello e dividono la popolazione in ricchi e poveri: chi ha i soldi per pagare delle buone assicurazioni compra la certezza di ottenere qualsiasi tipo di cura; chi non li ha si rivolge ad assicurazioni scadenti che non coprono tutti gli interventi e le terapie o al Servizio sanitario nazionale, che rimborsa una parte minima delle spese. Sono passati 30 anni e ancora oggi questo sistema vige negli Usa.

Esseri umani e computer

Jasper Johns (1977) mostra, invece, un inaspettato interesse da parte di Crichton per l’arte moderna: si tratta della biografia di Johns, uno dei principali esponenti dei movimenti artistici new dada e pop-art. La vita elettronica. Chi ha paura dei computer? (1983), infine, è un manuale, accessibile a tutti, sotto forma di guida, con voci in ordine alfabetico, dove ribadisce un concetto fondamentale, da non dimenticare nel nostro rapporto con la tecnologia, e che ritorna in molti suoi romanzi: «Gli esseri umani sono più importanti dei computer».

Nella poliedricità degli interessi di Crichton troviamo anche la passione per i videogiochi. Ne ha prodotti e creati due: Amazon (1984), alla cui realizzazione ha partecipato attivamente, e Timeline (2000), tratto dall’omonimo romanzo, che è stato realizzato dai Timeline Studios di sua proprietà, fondati nel 1999 per creare software per videogames.

Michael Crichton e il mondo della celluloide sono invece strettamente legati sin da quando nel 1971, dopo l’inaspettato successo del primo romanzo firmato con il suo nome, Andromeda, viene fatta una versione cinematografica che gli apre le porte di Hollywood e lo convince a lasciare perdere per sempre l’idea di fare il medico. Finora sono 22 i film da lui diretti o prodotti, o sceneggiati o semplicemente tratti dai suoi libri (vedi riquadro a pagina 129).

Questo stretto legame contribuisce ad aumentare il grosso divario che esiste tra l’opera di Michael Crichton e la critica. Se i suoi romanzi, da soli, lo hanno più volte esposto a feroci critiche, a volte esagerate, i suoi film non hanno avuto più fortuna ma hanno piuttosto consolidato la sua immagine di autore superficiale e prettamente popolare. Ma Crichton non sembra curarsene e ammette che le stroncature non lo feriscono affatto anche perché riconosce che «se si è molto popolari non si può essere bravi. È matematico». È, tuttavia, innegabile che da Andromeda a Timeline c’è stato un progressivo "peggioramento" rispetto alla psicologia dei personaggi o all’originalità della trama, tanto che non si è potuto fare a meno di notare che da un certo momento in poi i suoi libri sembrano scritti e ideati per la successiva versione cinematografica. Il caso più eclatante è quello de Il Mondo perduto (seguito di Jurassic Park, 1995) dove il successo del film ha preso il sopravvento e il romanzo più che la continuazione della trama del libro sembra, direttamente, il sequel del film.

È comunque errato giudicare Crichton sulla base dei suoi film. Dietro ognuno di essi c’è un romanzo di buona fattura, qualcuno più superficiale, altri più approfonditi e, come abbiamo già detto, troppe volte scritti sotto la spinta di agenti e contratti che tolgono spazio alla riflessione e all’ispirazione. Non era così per i primi romanzi.

Il primo pubblicato senza pseudonimo è Andromeda (1969), che diviene nel 1971, senza alcuna partecipazione di Crichton ai lavori, un film omonimo di successo e determina la decisione di darsi totalmente al mondo della fiction letteraria. Con la scelta dei personaggi egli dà inizio alla lunga serie di scienziati-eroi, che ritroviamo in quasi tutta la sua produzione, e predispone un cliché che reincontreremo con diverse sfumature: lotta tra scienza buona e scienza cattiva.

Crichton racconta di un esperimento azzardato, voluto dal Governo americano nel tentativo di perfezionare alcune terribili armi batteriologiche. L’esperimento diviene causa di morte tra gli americani stessi: nel libro leggiamo la cronaca dei cinque giorni che precedono l’esplosione di una gravissima crisi biologica e di come un piccolo gruppo di ricercatori lotta contro le istituzioni per salvare il proprio Paese.

Il terminale uomo esce nel 1972 e tratta, ancora una volta, di un esperimento: quello effettuato su un uomo, un tempo mite ed equilibrato, che a causa di un incidente d’auto è vittima di improvvisi impulsi alla violenza. Gli viene impiantato nel cervello un chip programmato per tenere a freno gli attacchi. Inutile dire che il tentativo di cura si dimostrerà oltremodo pericoloso soprattutto perché non vengono tenuti presenti gli avvertimenti della dottoressa coscienziosa di turno, che sin dall’inizio si rivela scettica.

Con La grande rapina al treno (1975) e Mangiatori di morte (1976) Crichton si prende una pausa dal science-thriller. Il primo romanzo si svolge nell’Inghilterra vittoriana e prende ispirazione da un reale fatto di cronaca. Il protagonista è il ladro gentiluomo Edward Pierce, che si fa amare dai lettori per la simpatia e l’"onestà" di chi pur rubando lotta a modo suo contro le ingiustizie sociali, e si contrappone al perbenismo di chi, invece, fa finta di non vedere il divario tra povertà e ricchezza. La rapina avviene ai danni del treno che trasporta un carico di lingotti d’oro destinati all’esercito di sua Maestà. Da questo accattivante romanzo viene tratto nel 1979 un film con sceneggiatura e regia di Crichton. Il risultato si rivela sorprendente per un regista alle prime armi. Nel ruolo di Pierce non poteva esserci che Sean Connery, il più adatto a ricoprire il ruolo di affabile gentiluomo in lotta con la Corona.

Mangiatori di morte si svolge, invece, nel 922 dopo Cristo. Crichton, fingendo di ispirarsi a un antico documento di quell’epoca, narra il viaggio di un nobile arabo costretto ad abbandonare la corte del Califfo di Bagdad per avere guardato la moglie di un notabile. Nel suo peregrinare incontra i Normanni e ne diviene amico imparandone lingue e costumi; insieme a loro partecipa alla caccia ai Vendol, un popolo di guerrieri che mangia la carne delle proprie vittime.

La migliore tra le sue opere è Congo (1980). È un classico romanzo d’avventura, i cui temi spaziano dalle guerre civili africane alla storia dell’esplorazione del continente nero sino alla zoologia e agli studi relativi al linguaggio dei primati. Protagonisti sono la geniale giovane programmatrice Karen Ross e l’antropologo Peter Elliot, impegnato a insegnare il linguaggio umano alla gorilla Amy. Insieme partono per il Congo alla ricerca di un gruppo di esploratori scomparsi, appartenenti a una spedizione organizzata dalla potente azienda per cui lavora Karen. Inizia per i tre un viaggio spettacolare: Congo non è ancora rovinato, per fortuna, dal mediocre film che verrà girato, e mostra una forza visiva e rappresentativa che fa la sua grandezza. C’è tutto quello che ci si aspetta da tale genere di narrativa: il volo in aereo con incidente, il viaggio sul fiume con attacco degli ippopotami (forse la scena più appassionante), la scoperta di un’antica città scomparsa, l’incontro con gli animali selvaggi, l’eruzione del vulcano e la fuga nella foresta…

Crichton stesso racconta che per documentarsi aveva organizzato un viaggio nei luoghi scelti per ambientare il suo racconto, in particolare sulle pendici del vulcano Virunga e lungo la parte est del fiume Congo, ma la guerra allora in corso tra Tanzania e Uganda non lo aveva permesso. Così, almeno per saperne di più su vulcani ed eruzioni, aveva optato per un più piacevole soggiorno a Stromboli. La descrizione del gorilla Amy gli valse molte critiche poiché per molti scienziati era un "personaggio" inverosimile. Egli ha risposto dichiarando di essersi ispirato al celebre gorilla Koko (due copertine, una sul National Geographic e l’altra sul New York Times) che presso l’Università di Stanford era stato addestrato ed era in grado di comunicare come Amy.

Michael Crichton.

Il lato oscuro della mente

In Sfera (1987) la Marina militare invia, rinchiusi in una struttura subacquea, un gruppo di scienziati che devono scoprire l’origine di una misteriosa astronave posta in fondo all’Oceano Pacifico sotto una superficie di corallo. Secondo le rilevazioni, la gigantesca nave spaziale ha origini antiche (più di trecento anni), ma i membri della spedizione, oltre a raccogliere dati su fatti inspiegabili (tra cui la presenza di numerose mostruosità marine) che accompagnano la comparsa della navicella, non trovano una risposta adeguata alle loro domande. La scoperta di una sfera all’interno dell’astronave costringe il gruppo a fare i conti con la propria mente, che si rivela possedere anche un lato oscuro: niente di nuovo, dal Signore degli anelli a Guerre stellari ne avevamo già sentito parlare. In questo romanzo è ben descritto, piuttosto, il senso di claustrofobia dei protagonisti mentre la suspense e il ritmo non vengono mai meno.

Il 1990 è l’anno di Jurassic Park, il libro che lo ha reso famoso e che con il successivo film ha scatenato una vera e propria "dinosauromania" che ha colpito adulti, bambini e ragazzi in quasi tutto il mondo. Non si conta il giro d’affari ottenuto con il solo merchandising, ma soprattutto è incalcolabile l’interesse per la paleontologia che il romanzo di Crichton ha fatto rinascere in milioni di lettori che, come capita spesso, da piccoli volevano fare proprio i paleontologi. L’idea era originale perché in anticipo di una decina di anni trattava il dilemma etico, oggi al centro di un importante dibattito, della clonazione. Crichton, com’è noto, fa clonare dagli scienziati i dinosauri partendo dal Dna fossilizzato nell’ambra. Il tutto perché un multimiliardario vuole creare un grande parco di divertimenti su un’isola del Costa Rica. Mai sfidare la natura: il progetto inizialmente perfetto si rivela ricco di falle e prende il sopravvento sull’uomo. Tra le pagine migliori quelle in cui il matematico Ian Malcom spiega a noi profani la teoria del caos. Lo scenario del romanzo è apocalittico e pessimistico, in pochi sopravvivono alla furia dei dinosauri e il ricco americano John Hammond, ideatore e fondatore di Jurassic Park, muore sbranato dalle sue stesse creature. Ben diversi i toni smussati del film di Spielberg, notevole per gli effetti speciali e smaccatamente rivolto a un pubblico giovane: il miliardario avido e senza scrupoli diventa un simpatico nonnetto preoccupato non del denaro perso e della gloria non raggiunta ma della salvezza dei nipotini e gran parte dei personaggi evitano la morte.

Il finale, in entrambi i casi, è però volutamente aperto nell’eventualità di un seguito che puntualmente, visto il successo, arriva ma, com’è facile immaginare, il livello letterario (e ancor più quello cinematografico) diminuisce sensibilmente: l’effetto sorpresa è svanito e, più che un seguito del romanzo, Il mondo perduto - Jurassic Park 2 (stesso regista e stessi effetti speciali) sembra il seguito del film. Nel 2000, arriva sugli schermi il terzo episodio, Jurassic Park 3, per il quale Crichton non si prende nemmeno la briga di scrivere un romanzo o una sceneggiatura (si limita a cedere i diritti per usufruire dei personaggi) e Spielberg ne è solo produttore esecutivo. Il risultato è un film privo del fascino iniziale, di bassissimo livello, banale e ripetitivo, teso solo a spaventare lo spettatore con improvvise apparizioni di mostruose creature ormai già troppo viste.

La fama ottenuta grazie a Jurassic Park è stata tale da procurare a Crichton un curioso ma significativo riconoscimento: a un nuovo anchilosauro, rinvenuto dai paleontologi nel 2000, è stato dato il nome di "Bienosaurus Crichtoni".

Dopo tre romanzi d’avventura, di nuovo Crichton cambia completamente prospettiva. Nel 1992 esce Sol levante e nel 1993 Rivelazioni: seguono per entrambi due film con cast d’eccezione. Sol Levante èunthriller economico-finanziario che riguarda una serie di loschi intrighi tra Stati Uniti e Giappone. Due poliziotti, un bianco e un nero, indagano. Crichton denuncia la complessità dei rapporti tra Occidente e Oriente e sottolinea il cinismo e l’avidità degli uomini d’affari giapponesi, cosa che scatenò diverse critiche.

Rivelazioni tratta un tema che fece scalpore e generò, anch’esso, numerose polemiche: le molestie sessuali sul luogo di lavoro. A fare questa accusa è, tuttavia, un uomo, Thomas Sanders, manager di un’azienda informatica (sullo sfondo del romanzo sussiste il tema della tecnologia, caro a Crichton). Felicemente sposato, rifiutando le avance della bella collega e capo Meredith Johnson, perde il posto e la dignità e, denunciando la donna per molestie, si trova a dover combattere contro i pregiudizi e contro i reali interessi della sua azienda.

Il personaggio di Meredith, spregiudicata e priva di coscienza, è forse frutto di una certa misoginia. Bisogna però pensare che in quegli anni in Usa sulle prime pagine dei giornali fioccavano le notizie di denuncie per molestie sessuali (la più celebre quella di Anita Hill nei confronti di un magistrato) e Crichton sembra voler predicare che il potere fa male a tutti, anche alle donne, le quali una volta raggiuntolo possono comportarsi come il peggiore degli uomini.

Viaggio nel tempo

Quasi per farsi perdonare, in Punto Critico (1996) la protagonista positiva è una donna, Casey Singleton, incaricata di individuare i motivi di un insolito incidente aereo, in quanto responsabile della verifica di qualità della casa produttrice dell’apparecchio. Come in un giallo varie sono le supposizioni: errore dei piloti, un guasto meccanico, un difetto strutturale della carlinga o un sabotaggio terroristico? La stampa è pronta ad accanirsi sul responsabile e la donna ha tempo una settimana per scoprire la causa.

Timeline (1999) promette molto ma concede poco. Preceduto da un buon battage pubblicitario e dalla fama del suo autore, si rivela, nonostante l’originalità dell’idea di fondo, un romanzo debole, banale e persino noioso. Anche in questo caso Crichton si basa su esperimenti realmente in atto negli Stati Uniti. Poco prima che uscisse il libro alcuni scienziati americani, impegnati a studiare la possibilità di "viaggiare nel tempo" (sulla base della "fisica quantistica"), avevano dichiarato di avere ottenuto risultati di una certa importanza. Crichton non si è lasciato sfuggire l’occasione, ha introdotto il romanzo con una chiara spiegazione scientifica sullo stato delle ricerche relative alla reale possibilità di spostare oggetti senza cavi né reti e ha impiantato un’avventurosa trama proprio su questo tema.

Il solito gruppo internazionale di ricercatori (storici e fisici in questo caso) sta lavorando in Francia alle dipendenze del multimiliardario di turno, desideroso, con le sue ricerche, di oltrepassare ogni limite umano sinora raggiunto. Gli studiosi si ritrovano trasportati nel XV secolo e coinvolti nella Guerra dei cent’anni. Sono però personaggi stereotipati, con una psicologia appena accennata. Anche lo stile è sciatto e il libro si rivela un fumettone senza nessun pregio se non suscitare curiosità verso l’intuizione scientifica su cui si basa. È stato annunciato l’arrivo di un film per il 2003, ma sinora non se ne ha notizia.

Nel frattempo è uscita l’ultima fatica letteraria di Crichton: Preda (Garzanti, 2003, pagg. 378, euro 18,50). Sulla copertina del volume uno sciame: sono nanoparticelle o microrobot, la forma più avanzata della biotecnogenetica, come spiega Crichton nell’introduzione. Ideate da una multinazionale come armi per osservare e spiare, per imperizia dei programmatori acquistano autonomia e capacità di riprodursi fuori dal laboratorio. Gli uomini dell’impresa si trovano a combattere con una pericolosa nube che costituisce una sorta di organismo intelligente che impara dalle esperienze: praticamente è un essere vivente, programmato per essere un predatore sempre più pericoloso. Siamo di fronte al più comune degli impianti narrativi dei suoi romanzi, ma il risultato questa volta è positivo. La trama è avvincente. Il personaggio principale è un manager-programmatore recentemente licenziato. Per il momento è impegnato a fare il casalingo mentre la moglie, in carriera, lavora proprio nell’azienda che sta producendo le nanoparticelle. Quando la situazione sfugge di mano alla moglie e ai colleghi è lui l’eroe pronto a combattere soprattutto per salvare la sua famiglia. Inutile dire che la trasposizione cinematografica è già stata annunciata dalla Twentieth Century Fox.

Orsola Vetri
   

Tutte le opere

ROMANZI

  • Andromeda (The Andromeda Strain, 1969).
  • Il terminale uomo (The Terminal Man,1972).
  • La grande rapina al treno (The Great Train Robbery, 1975).
  • Mangiatori di morte (Eaters of the Dead,1976).
  • Congo (Congo, 1980).
  • Sfera (Sphere,1987).
  • Jurassic Park (Jurassic Park,1990).
  • Sol levante (Rising Sun, 1992).
  • Rivelazioni (Disclosure,1993).
  • Il mondo perduto (The Lost World, 1995).
  • Punto critico (Airframe,1996).
  • Timeline (Timeline,1999).
  • Preda (Pray, 2002).
      

SAGGISTICA

  • Casi di emergenza (Five Patients: The Hospital Explained,1970).
  • Jasper Johns (Jasper Johns,1977).
  • La vita elettronica. Chi ha paura dei computer? (Electronic Life: How to Think about Computers, 1983).
  • Viaggi (Travels,1988).
      

CON PSEUDONIMO

  • John Lange: Odds On (1966); Scratch One (1967); Easy Go (1968); The Venom Business (1969); Zero Cool (1969); Grave Descend (1970); Drug of Choice (1970); Binary (1971).
  • Jeffrey Hudson: In caso di necessità (In case of need, 1968).
  • Michael Douglas: Dealing: Or the Berkeley-to Boston Forty-Brick Lost-Bag Blues (1972).

Tutte le sue opere in Italia sono edite da Garzanti, che in febbraio ha inaugurato una serie di paperback, nella collana "Gli Elefanti", a lui dedicata.
  

BIBLIOGRAFIA

  • Elizabeth A. Trembley, Michael Crichton: A Critical Companion, Greenwood Press, Westport (Connecticut), 1996.
  • Angelica Tintori, Michael Crichton. Medici, dinosauri & Co., Editrice PuntoZero, Bologna 2000.
      

SITO INTERNET UFFICIALE

www.crichton-official.com/aboutmc/biography.html

    

Uno stretto legame con cinema e Tv

FILM

  • Andromeda (The Andromeda Strain, 1971), tratto dal romanzo omonimo.
  • Dealing: Or the Berkeley-to-Boston Forty-Brick Lost-Bag Blues (1972), dal romanzo omonimo scritto con lo pseudonimo di Michael Douglas.
  • Il caso Carey (The Carey Treatment, 1972) dal romanzo In Case of Need, scritto sotto lo pseudonimo di Jeffrey Hudson.
  • Pursuit (1972), film tv per il network Abc dal romanzo Binary (1971), scritto sotto lo pseudonimo di John Lange, sceneggiatore e regista.
  • Il mondo dei robot (Westworld, 1973), sceneggiatore e regista.
  • Il guardone (Extreme Close-Up, 1973), sceneggiatore.
  • Il terminale uomo (The Terminal Man, 1974) dal romanzo omonimo.
  • Coma profondo (Coma, 1978) tratto dall’omonimo romanzo di Robin Cook, sceneggiatore.
  • 1855 La grande rapina al treno (The First Great Train Robbery, 1979) dal suo romanzo omonimo, sceneggiatore e regista.
  • Spettatore (Looker, 1981), sceneggiatore e regista.
  • Runaway (Runaway, 1984), sceneggiatore e regista.
  • Il corpo del reato (Physical Evidence, 1989) regista.
  • Jurassic Park (Jurassic Park, 1993) dal suo romanzo omonimo, sceneggiatore.
  • Sol levante (Rising Sun, 1993) dal suo romanzo omonimo, sceneggiatore.
  • Rivelazioni (Disclosure, 1994) dal suo romanzo omonimo, produttore esecutivo.
  • Congo (Congo, 1995) dal suo romanzo omonimo.
  • Twister (Twister, 1996), sceneggiatore e produttore.
  • Il mondo perduto - Jurassic Park (The Lost World: Jurassic Park, 1997) dal suo romanzo omonimo, sceneggiatore.
  • Sfera (Sphere, 1998) dal suo romanzo omonimo, produttore.
  • Il tredicesimo guerriero (The 13th Warrior, 1999) dal romanzo Mangiatori di morte, co-regista e produttore.
  • Jurassic Park 3 (2000). Cede i diritti sui personaggi.

SERIE TELEVISIVE

  • ER - Emergency Room (1994), ancora in programmazione.
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