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Narratore,
sceneggiatore, regista, Crichton ha sfornato best-seller a tutto
campo. Le sue opere ricordano Verne per la capacità di descrivere
verosimili paesaggi futuri. Senza però l’ottimismo dello scrittore
francese.
Tredici
i romanzi tradotti in trenta lingue, centocinquanta milioni di copie
vendute in tutto il mondo, ventidue film (tra quelli tratti dai suoi libri
o da lui diretti e sceneggiati); una, ma tra le più fortunate nella
storia del piccolo schermo, la serie televisiva, ER - Medici in prima
linea, da lui scritta e prodotta. Stiamo parlando di Michael Crichton,
il solo autore statunitense che ha ricoperto, contemporaneamente, il primo
posto delle classifiche dei libri più venduti, dei film più visti e
degli show televisivi più seguiti. Alla sua vasta produzione vanno
aggiunti dieci romanzi scritti sotto i tre pseudonimi che ha usato prima
di scegliere definitivamente la sua strada professionale.
Se pensiamo che a diciotto anni voleva
"semplicemente" entrare ad Harvard e diventare medico (cosa che
avvenne puntualmente a 27 anni) e che è stato, grazie ai suoi due metri e
due centimetri di altezza, anche una stella del basket – a livello di college
– possiamo dire che Michael Crichton è andato ben oltre ogni
aspettativa poiché, abbandonata la socialmente ambita professione medica,
ha saputo intraprendere, spesso con indubbio successo, le altrettanto
invidiabili professioni di narratore, saggista, sceneggiatore, regista,
produttore cinematografico e televisivo e persino ideatore di giochi
elettronici.
I suoi studi non sono, comunque, stati inutili: la
scienza e la medicina, infatti, sono sicuramente il fulcro delle sue
opere, per lo più romanzi, definiti science thriller, conosciuti e
apprezzati anche per la capacità di divulgare una conoscenza che non ha
nulla di segreto o iniziatico ma è la degna rappresentazione di come un
sapere può essere ricercato e divulgato in un Paese come gli Stati Uniti
dove la ricerca scientifica è prioritaria e viene promossa ad ogni
livello e dove i fondi non sono certo distribuiti col contagocce.
Non possiamo comunque nasconderci che, a parte l’aspetto
scientifico che il lettore medio di best-seller non è in grado di
valutare pienamente (ma che con tutte le dovute riserve riteniamo fondato
su basi oggettive), l’opera di Crichton non ha saputo mantenere costanti
i buoni livelli degli inizi ma, invece, è progressivamente scesa a patti
con quelle istanze che spesso risultano nocive per la creazione di un buon
prodotto letterario di entertainment: contratti miliardari con
scadenze di tempo e il desiderio o la fretta di trasferire tutto sul
grande schermo.
A proposito dei suoi innegabili alti e bassi nello
scrivere, sono illuminanti le parole del critico Guido Almansi che
recensendo Jurassic Park ha scritto: «Quello che mi attira nei
romanzi di Michael Crichton è la sua capacità di sbagliare. Chi non
sbaglia mai è un industriale del romanzo giallo come Agatha Christie la
quale sforna prodotti di mercato, per cui ogni suo libro è uguale al
precedente e anticipa il successivo. Crichton rischia sempre anche per i
soggetti estremi che affronta (una contaminazione assoluta della vita a
causa di un germe proveniente da mondi lontani in Andromeda; la
possibilità di avere tribù di animali parlanti in Congo, la
produzione massiccia di dinosauri clonati in Jurassic Park), i
quali non gli permettono l’adozione di una formula. E così non sempre l’imbrocca,
per fortuna» (L’Indice 1991, n. 2).
I suoi più accaniti critici lo hanno accusato di
scrivere libri pensando al film che ne verrà tratto. Affermazione
innegabile anche perché, come vedremo, il legame tra cinema e letteratura
si rivelerà strettissimo per Michael Crichton. Paradossalmente, da gran
parte dei suoi romanzi, anche dai migliori, sono stati tratti film, di non
grande livello, ai quali lui stesso ha spesso messo mano come
sceneggiatore, regista o produttore. Con Crichton si è passati da veri e
propri "gioielli" come Congo, Sfera e Jurassic
Park (con riduttive trasposizioni cinematografiche) a testi
superficiali che altro non sono che rozze sceneggiature da b-movie spacciate
per romanzi.
Resta, comunque, per chi lo sa apprezzare, il fascino di
un autore a cui nulla appare impossibile, almeno sulle pagine dei libri, e
che per certi aspetti ci ricorda, nella sua capacità di descrivere
verosimili paesaggi futuri, un suo illustre collega del passato: Giulio
Verne. Con lui ha, infatti, in comune la personale passione per la scienza
e la tecnica e la capacità di amalgamarla con una buona scrittura,
creando eroi e imprese straordinarie, rivolgendosi ovviamente anche lui
come Verne a un pubblico popolare. Crichton, tuttavia, va oltre l’ottimismo
e l’ingenuità del francese. Da buon uomo del ventesimo secolo ha potuto
capire e imparare che di troppa tecnologia e di "esperimenti" l’umanità
può anche morire o causare danni incommensurabili. Per questo sullo
sfondo di quasi tutti i suoi romanzi c’è una sistematica denuncia verso
chi abusa della scienza e, per sete di conoscere e sperimentare, porta le
sue ricerche sino alle estreme conseguenze.
Il futuro re del science-thriller nasce a Chicago
il 23 ottobre del 1942. Primo dei quattro figli di un giornalista e di una
casalinga, eredita dal padre l’amore per la scrittura, amore
momentaneamente dimenticato dopo i modesti risultati al college (Harvard),
tali da spingerlo a diplomarsi in antropologia nel 1964 e a scegliere,
poi, di intraprendere un master di specializzazione in medicina.
Nonostante più di una volta abbia cercato di abbandonare tali studi,
Crichton arriva alla fine del corso di laurea nel 1969 e per un anno
ancora frequenta il Salk Institute per una specializzazione in scienze
biologiche a La Jolla in California. Non eserciterà mai la professione di
medico poiché gli inaspettati successi editoriali lo portano verso ben
altri lidi. I quattro anni da studente di medicina contribuiscono,
tuttavia, a creare spunti non solo per i suoi romanzi, ma anche per quella
che è oggi una delle serie tv più viste e apprezzate. Egli è infatti
ideatore, produttore, a volte regista della fiction ER - Medici in
prima linea (vincitrice dal 1994 di almeno 14 Emmy, gli Oscar della
Tv, e altri prestigiosi premi conferiti sia dalla critica che dagli
spettatori: il Peabody e il Writer's Guild of America Award). Con ER,
inoltre, si conferma il fruttuoso sodalizio professionale con l’amico
Steven Spielberg. In Italia si è da poco conclusa l’ottava serie e
negli Stati Uniti continua il successo che l’accompagna dal 1994.
Durante la sua attività di studente, specializzando e
ricercatore (tra il ’66 e il ’69), per pagare le rette della
prestigiosa Università di Harvard scrive e pubblica otto romanzi mai
tradotti in italiano, con lo pseudonimo di John Lange: Odds On (1966);
Scratch One (1967); Easy Go (1968); The Venom Business (1969);
Zero Cool (1969); Grave Descend (1970); Drug of Choice (1970);
Binary (1972). Questi volumi sono difficili da reperire anche negli
Stati Uniti, dove gli amatori sono disposti a pagarli sino a 60-75 euro.
Ricorre ad altri due pseudonimi prima di firmare per
sempre con il suo vero nome: Michael Douglas è la firma di Dealing: or
the Berkeley-to Boston Forty-Brick Lost-Bag Blues (1972) scritto a
quattro mani col fratello Douglas; Jeffrey Hudson è lo pseudonimo che usa
per In caso di necessità (1968). Con questo romanzo Crichton offre
la sua prima prova come critico feroce di una certa classe medica,
ipocrita e senza scrupoli. Il protagonista, John Berry, patologo, sceglie
di indagare da solo per difendere un collega cinese ingiustamente accusato
di aver praticato illegalmente un aborto (negli anni Sessanta ancora
vietato) che ha causato la morte di una minorenne appartenente a una
altolocata famiglia di medici. È l’unico romanzo rivisitato dal punto
di vista stilistico e ripubblicato con il vero nome dell’autore nel
1993. Gli valse anche un prestigioso riconoscimento: nel 1968 il libro fu
premiato come "Migliore giallo dell’anno" con l’Edgar Allan
Poe Award, un premio istituito dalla Mystery Writers of America (che lo
premierà anche nel 1980 per La grande rapina al treno).

Apprendistato medico
La notorietà di In caso di necessità, dove vi
erano numerosi ma velati riferimenti alla Harvard Medical School che
Crichton frequentava, gli crearono un certo imbarazzo poiché temeva che
se avessero scoperto chi si nascondeva dietro lo pseudonimo avrebbe avuto
dei problemi con la scuola. In realtà lo snobismo e il pregiudizio dei
professori universitari lo salvarono: nessuno di loro si interessò a un
premio letterario destinato, oltretutto, a uno scrittore di romanzi gialli…
Per conoscere l’uomo (e apprezzare il suo stile di
scrittura accessibile ma non banale) è utile leggere Viaggi (1988),
dove oltre a descrivere con umorismo e ironia i suoi anni di apprendistato
medico e le motivazioni che lo hanno portato alla rinuncia di una
professione oltremodo stimata («Abbandonare la medicina per diventare uno
scrittore per la maggior parte della gente era come abbandonare la Corte
suprema per diventare un usciere del tribunale»), Crichton racconta i
lunghi viaggi che, anche grazie a una più che buona condizione economica,
ha potuto intraprendere tra il 1971 e il 1986. Nel 1977, mentre si trova
nelle Isole Vergini, riceve la notizia della morte di suo padre, con il
quale aveva sempre avuto un rapporto difficile e pieno di incomprensioni.
In un capitolo di Viaggi fa un’analisi profonda dei suoi
sentimenti e delle sue reazioni di fronte a questo evento mostrando,
così, le sue qualità, non solo di narratore di trame avventurose, ma di
scrittore capace di approfondimenti psicologici. Non sempre, però, i
personaggi dei suoi romanzi sono all’altezza. Viaggi fa parte
delle quattro opere non di narrativa che egli ha pubblicato e che mostrano
ancora una volta la sua poliedricità.
Casi di emergenza, del 1970,
riceve quello stesso anno il premio dell’Associazione dei
medici-scrittori americani. Il libro è una sorta di documentazione
cronachistica relativa a cinque casi, veri, osservati e descritti dallo
stesso Crichton, mentre ancora lavorava come specializzando nel pronto
soccorso del Massachusetts General Hospital, importante ospedale
universitario di Harvard. Egli si sforza di essere il più obiettivo
possibile e le riflessioni e i commenti personali non appaiono nel testo
ma solo alla fine di ogni singolo caso. Fu ripubblicato nel 1994 senza
modificare il testo per non privarlo del suo valore documentaristico.
Tra le annotazioni Crichton non solo sottolinea il
risvolto medico, scientifico e psicologico delle cure offerte ai cinque
pazienti, ma anche quello che sarà un suo leit-motiv, in
particolare, nel serial ER - Medici in prima linea: il costo delle
cure e delle degenze e l’annoso problema delle assicurazioni mediche.
Queste rappresentano per un cittadino americano la possibilità di essere
curato a un certo livello e dividono la popolazione in ricchi e poveri:
chi ha i soldi per pagare delle buone assicurazioni compra la certezza di
ottenere qualsiasi tipo di cura; chi non li ha si rivolge ad assicurazioni
scadenti che non coprono tutti gli interventi e le terapie o al Servizio
sanitario nazionale, che rimborsa una parte minima delle spese. Sono
passati 30 anni e ancora oggi questo sistema vige negli Usa.
Esseri umani e computer
Jasper Johns (1977) mostra,
invece, un inaspettato interesse da parte di Crichton per l’arte
moderna: si tratta della biografia di Johns, uno dei principali esponenti
dei movimenti artistici new dada e pop-art. La vita elettronica.
Chi ha paura dei computer? (1983), infine, è un manuale, accessibile
a tutti, sotto forma di guida, con voci in ordine alfabetico, dove
ribadisce un concetto fondamentale, da non dimenticare nel nostro rapporto
con la tecnologia, e che ritorna in molti suoi romanzi: «Gli esseri umani
sono più importanti dei computer».
Nella poliedricità degli interessi di Crichton troviamo
anche la passione per i videogiochi. Ne ha prodotti e creati due: Amazon
(1984), alla cui realizzazione ha partecipato attivamente, e Timeline
(2000), tratto dall’omonimo romanzo, che è stato realizzato dai
Timeline Studios di sua proprietà, fondati nel 1999 per creare software
per videogames.
Michael Crichton e il mondo della celluloide sono invece
strettamente legati sin da quando nel 1971, dopo l’inaspettato successo
del primo romanzo firmato con il suo nome, Andromeda, viene fatta
una versione cinematografica che gli apre le porte di Hollywood e lo
convince a lasciare perdere per sempre l’idea di fare il medico. Finora
sono 22 i film da lui diretti o prodotti, o sceneggiati o semplicemente
tratti dai suoi libri (vedi riquadro a pagina 129).
Questo stretto legame contribuisce ad aumentare il
grosso divario che esiste tra l’opera di Michael Crichton e la critica.
Se i suoi romanzi, da soli, lo hanno più volte esposto a feroci critiche,
a volte esagerate, i suoi film non hanno avuto più fortuna ma hanno
piuttosto consolidato la sua immagine di autore superficiale e prettamente
popolare. Ma Crichton non sembra curarsene e ammette che le stroncature
non lo feriscono affatto anche perché riconosce che «se si è molto
popolari non si può essere bravi. È matematico». È, tuttavia,
innegabile che da Andromeda a Timeline c’è stato un
progressivo "peggioramento" rispetto alla psicologia dei
personaggi o all’originalità della trama, tanto che non si è potuto
fare a meno di notare che da un certo momento in poi i suoi libri sembrano
scritti e ideati per la successiva versione cinematografica. Il caso più
eclatante è quello de Il Mondo perduto (seguito di Jurassic
Park, 1995) dove il successo del film ha preso il sopravvento e il
romanzo più che la continuazione della trama del libro sembra,
direttamente, il sequel del film.
È comunque errato giudicare Crichton sulla base dei
suoi film. Dietro ognuno di essi c’è un romanzo di buona fattura,
qualcuno più superficiale, altri più approfonditi e, come abbiamo già
detto, troppe volte scritti sotto la spinta di agenti e contratti che
tolgono spazio alla riflessione e all’ispirazione. Non era così per i
primi romanzi.
Il primo pubblicato senza pseudonimo è Andromeda (1969),
che diviene nel 1971, senza alcuna partecipazione di Crichton ai lavori,
un film omonimo di successo e determina la decisione di darsi totalmente
al mondo della fiction letteraria. Con la scelta dei personaggi
egli dà inizio alla lunga serie di scienziati-eroi, che ritroviamo in
quasi tutta la sua produzione, e predispone un cliché che
reincontreremo con diverse sfumature: lotta tra scienza buona e scienza
cattiva.
Crichton racconta di un esperimento azzardato, voluto
dal Governo americano nel tentativo di perfezionare alcune terribili armi
batteriologiche. L’esperimento diviene causa di morte tra gli americani
stessi: nel libro leggiamo la cronaca dei cinque giorni che precedono l’esplosione
di una gravissima crisi biologica e di come un piccolo gruppo di
ricercatori lotta contro le istituzioni per salvare il proprio Paese.
Il terminale uomo esce nel
1972 e tratta, ancora una volta, di un esperimento: quello effettuato su
un uomo, un tempo mite ed equilibrato, che a causa di un incidente d’auto
è vittima di improvvisi impulsi alla violenza. Gli viene impiantato nel
cervello un chip programmato per tenere a freno gli attacchi.
Inutile dire che il tentativo di cura si dimostrerà oltremodo pericoloso
soprattutto perché non vengono tenuti presenti gli avvertimenti della
dottoressa coscienziosa di turno, che sin dall’inizio si rivela
scettica.
Con La grande rapina al treno (1975) e Mangiatori
di morte (1976) Crichton si prende una pausa dal science-thriller. Il
primo romanzo si svolge nell’Inghilterra vittoriana e prende ispirazione
da un reale fatto di cronaca. Il protagonista è il ladro gentiluomo
Edward Pierce, che si fa amare dai lettori per la simpatia e l’"onestà"
di chi pur rubando lotta a modo suo contro le ingiustizie sociali, e si
contrappone al perbenismo di chi, invece, fa finta di non vedere il
divario tra povertà e ricchezza. La rapina avviene ai danni del treno che
trasporta un carico di lingotti d’oro destinati all’esercito di sua
Maestà. Da questo accattivante romanzo viene tratto nel 1979 un film con
sceneggiatura e regia di Crichton. Il risultato si rivela sorprendente per
un regista alle prime armi. Nel ruolo di Pierce non poteva esserci che
Sean Connery, il più adatto a ricoprire il ruolo di affabile gentiluomo
in lotta con la Corona.
Mangiatori di morte si svolge,
invece, nel 922 dopo Cristo. Crichton, fingendo di ispirarsi a un antico
documento di quell’epoca, narra il viaggio di un nobile arabo costretto
ad abbandonare la corte del Califfo di Bagdad per avere guardato la moglie
di un notabile. Nel suo peregrinare incontra i Normanni e ne diviene amico
imparandone lingue e costumi; insieme a loro partecipa alla caccia ai
Vendol, un popolo di guerrieri che mangia la carne delle proprie vittime.
La migliore tra le sue opere è Congo (1980). È
un classico romanzo d’avventura, i cui temi spaziano dalle guerre civili
africane alla storia dell’esplorazione del continente nero sino alla
zoologia e agli studi relativi al linguaggio dei primati. Protagonisti
sono la geniale giovane programmatrice Karen Ross e l’antropologo Peter
Elliot, impegnato a insegnare il linguaggio umano alla gorilla Amy.
Insieme partono per il Congo alla ricerca di un gruppo di esploratori
scomparsi, appartenenti a una spedizione organizzata dalla potente azienda
per cui lavora Karen. Inizia per i tre un viaggio spettacolare: Congo non
è ancora rovinato, per fortuna, dal mediocre film che verrà girato, e
mostra una forza visiva e rappresentativa che fa la sua grandezza. C’è
tutto quello che ci si aspetta da tale genere di narrativa: il volo in
aereo con incidente, il viaggio sul fiume con attacco degli ippopotami
(forse la scena più appassionante), la scoperta di un’antica città
scomparsa, l’incontro con gli animali selvaggi, l’eruzione del vulcano
e la fuga nella foresta…
Crichton stesso racconta che per documentarsi aveva
organizzato un viaggio nei luoghi scelti per ambientare il suo racconto,
in particolare sulle pendici del vulcano Virunga e lungo la parte est del
fiume Congo, ma la guerra allora in corso tra Tanzania e Uganda non lo
aveva permesso. Così, almeno per saperne di più su vulcani ed eruzioni,
aveva optato per un più piacevole soggiorno a Stromboli. La descrizione
del gorilla Amy gli valse molte critiche poiché per molti scienziati era
un "personaggio" inverosimile. Egli ha risposto dichiarando di
essersi ispirato al celebre gorilla Koko (due copertine, una sul National
Geographic e l’altra sul New York Times) che presso l’Università
di Stanford era stato addestrato ed era in grado di comunicare come Amy.

Il lato oscuro della mente
In Sfera (1987) la Marina militare invia,
rinchiusi in una struttura subacquea, un gruppo di scienziati che devono
scoprire l’origine di una misteriosa astronave posta in fondo all’Oceano
Pacifico sotto una superficie di corallo. Secondo le rilevazioni, la
gigantesca nave spaziale ha origini antiche (più di trecento anni), ma i
membri della spedizione, oltre a raccogliere dati su fatti inspiegabili
(tra cui la presenza di numerose mostruosità marine) che accompagnano la
comparsa della navicella, non trovano una risposta adeguata alle loro
domande. La scoperta di una sfera all’interno dell’astronave costringe
il gruppo a fare i conti con la propria mente, che si rivela possedere
anche un lato oscuro: niente di nuovo, dal Signore degli anelli a Guerre
stellari ne avevamo già sentito parlare. In questo romanzo è ben
descritto, piuttosto, il senso di claustrofobia dei protagonisti mentre la
suspense e il ritmo non vengono mai meno.
Il 1990 è l’anno di Jurassic Park, il libro
che lo ha reso famoso e che con il successivo film ha scatenato una vera e
propria "dinosauromania" che ha colpito adulti, bambini e
ragazzi in quasi tutto il mondo. Non si conta il giro d’affari ottenuto
con il solo merchandising, ma soprattutto è incalcolabile l’interesse
per la paleontologia che il romanzo di Crichton ha fatto rinascere in
milioni di lettori che, come capita spesso, da piccoli volevano fare
proprio i paleontologi. L’idea era originale perché in anticipo di una
decina di anni trattava il dilemma etico, oggi al centro di un importante
dibattito, della clonazione. Crichton, com’è noto, fa clonare dagli
scienziati i dinosauri partendo dal Dna fossilizzato nell’ambra. Il
tutto perché un multimiliardario vuole creare un grande parco di
divertimenti su un’isola del Costa Rica. Mai sfidare la natura: il
progetto inizialmente perfetto si rivela ricco di falle e prende il
sopravvento sull’uomo. Tra le pagine migliori quelle in cui il
matematico Ian Malcom spiega a noi profani la teoria del caos. Lo scenario
del romanzo è apocalittico e pessimistico, in pochi sopravvivono alla
furia dei dinosauri e il ricco americano John Hammond, ideatore e
fondatore di Jurassic Park, muore sbranato dalle sue stesse creature. Ben
diversi i toni smussati del film di Spielberg, notevole per gli effetti
speciali e smaccatamente rivolto a un pubblico giovane: il miliardario
avido e senza scrupoli diventa un simpatico nonnetto preoccupato non del
denaro perso e della gloria non raggiunta ma della salvezza dei nipotini e
gran parte dei personaggi evitano la morte.
Il finale, in entrambi i casi, è però volutamente
aperto nell’eventualità di un seguito che puntualmente, visto il
successo, arriva ma, com’è facile immaginare, il livello letterario (e
ancor più quello cinematografico) diminuisce sensibilmente: l’effetto
sorpresa è svanito e, più che un seguito del romanzo, Il mondo
perduto - Jurassic Park 2 (stesso regista e stessi effetti speciali)
sembra il seguito del film. Nel 2000, arriva sugli schermi il terzo
episodio, Jurassic Park 3, per il quale Crichton non si prende
nemmeno la briga di scrivere un romanzo o una sceneggiatura (si limita a
cedere i diritti per usufruire dei personaggi) e Spielberg ne è solo
produttore esecutivo. Il risultato è un film privo del fascino iniziale,
di bassissimo livello, banale e ripetitivo, teso solo a spaventare lo
spettatore con improvvise apparizioni di mostruose creature ormai già
troppo viste.
La fama ottenuta grazie a Jurassic Park è stata
tale da procurare a Crichton un curioso ma significativo riconoscimento: a
un nuovo anchilosauro, rinvenuto dai paleontologi nel 2000, è stato dato
il nome di "Bienosaurus Crichtoni".
Dopo tre romanzi d’avventura, di nuovo Crichton cambia
completamente prospettiva. Nel 1992 esce Sol levante e nel 1993 Rivelazioni:
seguono per entrambi due film con cast d’eccezione. Sol
Levante èunthriller economico-finanziario che riguarda una
serie di loschi intrighi tra Stati Uniti e Giappone. Due poliziotti, un
bianco e un nero, indagano. Crichton denuncia la complessità dei rapporti
tra Occidente e Oriente e sottolinea il cinismo e l’avidità degli
uomini d’affari giapponesi, cosa che scatenò diverse critiche.
Rivelazioni tratta un tema che
fece scalpore e generò, anch’esso, numerose polemiche: le molestie
sessuali sul luogo di lavoro. A fare questa accusa è, tuttavia, un uomo,
Thomas Sanders, manager di un’azienda informatica (sullo sfondo
del romanzo sussiste il tema della tecnologia, caro a Crichton).
Felicemente sposato, rifiutando le avance della bella collega e
capo Meredith Johnson, perde il posto e la dignità e, denunciando la
donna per molestie, si trova a dover combattere contro i pregiudizi e
contro i reali interessi della sua azienda.
Il personaggio di Meredith, spregiudicata e priva di
coscienza, è forse frutto di una certa misoginia. Bisogna però pensare
che in quegli anni in Usa sulle prime pagine dei giornali fioccavano le
notizie di denuncie per molestie sessuali (la più celebre quella di Anita
Hill nei confronti di un magistrato) e Crichton sembra voler predicare che
il potere fa male a tutti, anche alle donne, le quali una volta
raggiuntolo possono comportarsi come il peggiore degli uomini.
Viaggio nel tempo
Quasi per farsi perdonare, in Punto Critico (1996)
la protagonista positiva è una donna, Casey Singleton, incaricata di
individuare i motivi di un insolito incidente aereo, in quanto
responsabile della verifica di qualità della casa produttrice dell’apparecchio.
Come in un giallo varie sono le supposizioni: errore dei piloti, un guasto
meccanico, un difetto strutturale della carlinga o un sabotaggio
terroristico? La stampa è pronta ad accanirsi sul responsabile e la donna
ha tempo una settimana per scoprire la causa.
Timeline (1999) promette molto
ma concede poco. Preceduto da un buon battage pubblicitario e dalla
fama del suo autore, si rivela, nonostante l’originalità dell’idea di
fondo, un romanzo debole, banale e persino noioso. Anche in questo caso
Crichton si basa su esperimenti realmente in atto negli Stati Uniti. Poco
prima che uscisse il libro alcuni scienziati americani, impegnati a
studiare la possibilità di "viaggiare nel tempo" (sulla base
della "fisica quantistica"), avevano dichiarato di avere
ottenuto risultati di una certa importanza. Crichton non si è lasciato
sfuggire l’occasione, ha introdotto il romanzo con una chiara
spiegazione scientifica sullo stato delle ricerche relative alla reale
possibilità di spostare oggetti senza cavi né reti e ha impiantato un’avventurosa
trama proprio su questo tema.
Il solito gruppo internazionale di ricercatori (storici
e fisici in questo caso) sta lavorando in Francia alle dipendenze del
multimiliardario di turno, desideroso, con le sue ricerche, di
oltrepassare ogni limite umano sinora raggiunto. Gli studiosi si ritrovano
trasportati nel XV secolo e coinvolti nella Guerra dei cent’anni. Sono
però personaggi stereotipati, con una psicologia appena accennata. Anche
lo stile è sciatto e il libro si rivela un fumettone senza nessun pregio
se non suscitare curiosità verso l’intuizione scientifica su cui si
basa. È stato annunciato l’arrivo di un film per il 2003, ma sinora non
se ne ha notizia.
Nel frattempo è uscita l’ultima fatica letteraria di
Crichton: Preda (Garzanti, 2003, pagg. 378, euro 18,50). Sulla
copertina del volume uno sciame: sono nanoparticelle o microrobot, la
forma più avanzata della biotecnogenetica, come spiega Crichton nell’introduzione.
Ideate da una multinazionale come armi per osservare e spiare, per
imperizia dei programmatori acquistano autonomia e capacità di riprodursi
fuori dal laboratorio. Gli uomini dell’impresa si trovano a combattere
con una pericolosa nube che costituisce una sorta di organismo
intelligente che impara dalle esperienze: praticamente è un essere
vivente, programmato per essere un predatore sempre più pericoloso. Siamo
di fronte al più comune degli impianti narrativi dei suoi romanzi, ma il
risultato questa volta è positivo. La trama è avvincente. Il personaggio
principale è un manager-programmatore recentemente licenziato. Per
il momento è impegnato a fare il casalingo mentre la moglie, in carriera,
lavora proprio nell’azienda che sta producendo le nanoparticelle. Quando
la situazione sfugge di mano alla moglie e ai colleghi è lui l’eroe
pronto a combattere soprattutto per salvare la sua famiglia. Inutile dire
che la trasposizione cinematografica è già stata annunciata dalla
Twentieth Century Fox.
Orsola Vetri
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Tutte le opere
ROMANZI
(The
Andromeda Strain, 1969).
Il terminale uomo (The
Terminal Man,1972).
La grande rapina al treno (The
Great Train Robbery, 1975).
Mangiatori di morte (Eaters
of the Dead,1976).
Congo (Congo,
1980).
Sfera (Sphere,1987).
Jurassic Park (Jurassic
Park,1990).
Sol levante (Rising
Sun, 1992).
Rivelazioni (Disclosure,1993).
Il mondo perduto (The
Lost World, 1995).
Punto critico (Airframe,1996).
Timeline (Timeline,1999).
Preda (Pray,
2002).
SAGGISTICA
(Five
Patients: The Hospital Explained,1970).
Jasper Johns (Jasper
Johns,1977).
La vita elettronica. Chi ha paura
dei computer? (Electronic
Life: How to Think about Computers, 1983).
Viaggi (Travels,1988).
CON PSEUDONIMO
- John Lange: Odds On (1966);
Scratch One (1967); Easy Go (1968); The
Venom Business (1969); Zero Cool (1969); Grave
Descend (1970); Drug of Choice (1970); Binary
(1971).
- Jeffrey Hudson: In caso di
necessità (In case of need, 1968).
- Michael Douglas: Dealing: Or
the Berkeley-to Boston Forty-Brick Lost-Bag Blues (1972).
Tutte le sue opere in Italia sono
edite da Garzanti, che in febbraio ha inaugurato una serie di paperback,
nella collana "Gli Elefanti", a lui dedicata.
BIBLIOGRAFIA
- Elizabeth A. Trembley, Michael
Crichton: A Critical Companion, Greenwood Press, Westport
(Connecticut), 1996.
- Angelica Tintori, Michael
Crichton. Medici, dinosauri & Co., Editrice
PuntoZero, Bologna 2000.
SITO INTERNET UFFICIALE
www.crichton-official.com/aboutmc/biography.html
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Uno stretto legame
con cinema e Tv
FILM
(The
Andromeda Strain, 1971), tratto dal romanzo omonimo.
Dealing: Or the
Berkeley-to-Boston Forty-Brick Lost-Bag Blues (1972),
dal romanzo omonimo scritto
con lo pseudonimo di Michael Douglas.
Il caso Carey (The
Carey Treatment, 1972) dal romanzo In Case of
Need, scritto sotto lo
pseudonimo di Jeffrey Hudson.
Pursuit (1972),
film tv per il network Abc dal romanzo Binary (1971), scritto
sotto lo pseudonimo di John Lange, sceneggiatore e regista.
Il mondo dei robot (Westworld,
1973), sceneggiatore
e regista.
Il guardone (Extreme
Close-Up, 1973), sceneggiatore.
Il terminale uomo (The
Terminal Man, 1974) dal
romanzo omonimo.
Coma profondo (Coma,
1978) tratto dall’omonimo
romanzo di Robin Cook, sceneggiatore.
1855 La grande rapina al treno (The
First Great Train Robbery, 1979) dal
suo romanzo omonimo, sceneggiatore e regista.
Spettatore (Looker,
1981), sceneggiatore
e regista.
Runaway (Runaway,
1984), sceneggiatore
e regista.
Il corpo del reato (Physical
Evidence, 1989) regista.
Jurassic Park (Jurassic
Park, 1993) dal suo
romanzo omonimo, sceneggiatore.
Sol levante (Rising
Sun, 1993) dal suo
romanzo omonimo, sceneggiatore.
Rivelazioni (Disclosure,
1994) dal suo
romanzo omonimo, produttore esecutivo.
Congo
(Congo, 1995) dal
suo romanzo omonimo.
Twister (Twister,
1996), sceneggiatore
e produttore.
Il mondo perduto - Jurassic Park (The
Lost World: Jurassic Park, 1997) dal
suo romanzo omonimo, sceneggiatore.
Sfera (Sphere,
1998) dal suo
romanzo omonimo, produttore.
Il tredicesimo guerriero (The
13th Warrior, 1999) dal
romanzo Mangiatori di morte, co-regista e produttore.
Jurassic Park 3 (2000).
Cede i diritti sui
personaggi.
SERIE TELEVISIVE
(1994),
ancora in programmazione.
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