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Un inedito di...

Fabio Pusterla

a cura di Daniele Piccini


   Letture n.591 novembre 2002 - Home Page
Fabio PusterlaFabio Pusterla, nato a Mendrisio nel 1957, vive fra Lugano e Albogasio. I suoi libri di poesia sono: Concessione all’inverno (1985, nuova edizione 2001) e poi, tutti da Marcos y Marcos, Bocksten (1989), Le cose senza storia (1994), Pietra sangue (1999). Di prossima pubblicazione una plaquette intitolata Ipotesi sui castori, presso le edizioni Flussi di Valmadrea. Pusterla ha anche curato l’edizione critica delle opere narrative di Vittorio Imbriani, pubblicato saggi di argomento linguistico e letterario e traduzioni, in particolare da Philippe Jaccottet.

    
Folla sommersa

«La memoria non si oppone affatto all’oblio. I due termini
che formano contrasto sono la cancellazione (l’oblio)
e la conservazione; la memoria è, sempre e
necessariamente, un’interazione dei due»
(Tzvetan Todorov, Memoria del male, tentazione del bene.
Inchiesta su un secolo tragico)
   

Paul Hooghe, l’ultimo lanciere caduto su nessuna spiaggia, il superstite
delle trincee dimenticate e scomparse, su cui sorgono oggi
grandi complessi commerciali o lussuosi villaggi satellite
immersi nel verde di pitosfori, di platani le cui radici vagano
per antichi camminamenti sotterranei, il granatiere fantasma
ultracentenario spentosi a Bruxelles pochi mesi or sono,
come una piccola candela su cui passa il vento, che era stato
coscritto sedicenne di un secolo sedicenne (1916) eppure già
molto cattivo, molto crudele, ma si era ancora
al principio di tutta la storia,
alle vaghe promesse di stragi, alle belle bandiere: sapeva
di essere una curiosità, aspirava a un Guinness dei primati, a una targa?
E aveva memoria,
lui, almeno lui, dei corpi nella notte o nel fango
straziati, trucidati, dei traccianti, sobbalzava, incompreso,
ripensando una mina saltare, una nube nervina?
Quei morti gridavano ancora grazie a lui,
dalla Marna o sul Carso?
O il nastro era già scorso, la pellicola
riavvolta e ormai illeggibile, tradotta
nel passato remoto dell'euro, o in un alzheimer? Ottant’anni,
secondo gli storici perdura la memoria
viva che il mondo ha di sé: poi è deportata
in un posto dove adesso c’è Paul Hooghe, coi suoi compagni,
i ricordi che forse aveva mio padre e quelli della sua età,
tra un po’ ci sarà anche mio padre e tutti i suoi amici e nemici,
una grande folla sommersa che ci guarda in silenzio e ci attende.

   

IL COMMENTO DELL’AUTORE

L’eco di una delle più belle poesie di Vittorio Sereni (Non sa più nulla, è alto sulle ali) si è fatta risentire dentro di me quando ho letto una notiziola di cronaca, quasi una curiosità: si era spento in Belgio il signor Paul Hooghe, ritenuto l’ultimo soldato superstite della prima guerra mondiale. Nello stesso periodo incontravo, in un saggio dello storico Gigi Corazzol (La palla di Farra di Mel. Un viaggio in altalena, apparso in rivista e poi nel volumetto stampato a Feltre nel 2002), il concetto di floating gap usato dagli storici, cui si allude nei versi finali e, indirettamente, nell’epigrafe.

f. p.

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