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Recensioni.Narrativa italiana.

   
Comisso, riscoperta
di un autore anomalo

di Giuseppe Marchetti


   Letture n.591 novembre 2002 - Home Page Giovanni Comisso,
Opere,
Mondadori, 2002, pagg. 1.798, euro 49,00.

Finalmente, nei "Meridiani" esce un grande libro dedicato a uno degli scrittori nostri più meritevole di una siffatta attenzione e praticamente dimenticato da tempo. Il volume comprende, dopo l’introduzione di Rolando Damiani e la cronologia curata da Nico Naldini, Il porto dell’amore, Gente di mare, Giorni di guerra, Storia di un patrimonio, Un inganno d’amore, Gioco d’infanzia, Racconti, Amori d’Oriente, Le mie stagioni, La mia casa di campagna, La virtù leggendaria. Infine, le Notizie sui testi e la Bibliografia. Certamente una scelta non facile nell’ampia produzione di Comisso, che comprende romanzi, racconti, resoconti di viaggiCopertina del libro.o, diari, prose d’arte e articoli di costume e di meditazione. Finalmente, dunque, questa imponente messe di pagine viene riscoperta e posta in buona parte a nostra disposizione benché negli ultimi decenni l’editore Longanesi non abbia mai smesso di ripubblicare Comisso sia pure a larghi intervalli.

Partito da un dannunzianesimo festoso ed esaltante (Comisso era stato con il poeta all’impresa di Fiume) le sue "avventure terrene" sono diventate via via un particolare godimento della prosa e si sono materializzate in una fantasia eccitata e luminosa che riesce a coinvolgere la genialità e la sensualità del racconto. Il Meridiano che ora Mondadori ci propone, curato da Damiani e Nico Naldini – autore anche di una indimenticabile vita di Comisso uscita da Einaudi nell’85 e ripubblicata ora dalla casa editrice Ancora – risolve in buona parte il grande tema della presenza di questo scrittore nostro così anomalo del Novecento italiano; uno scrittore di segreti che scoppiano improvvisamente, di tensioni che si stemperano nel miracolo della natura, delle campagne venete, delle scoperte dei viaggi, della raffinata emotività e ambiguità del tessuto reale animato incessantemente dall’ispirazione dolce e violenta, amorosa e impressionistica, che si apre, si cancella e si rioffre senza sosta con estrema grazia e sicurezza poetica.

Giuseppe Marchetti

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