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Gioventù hitleriana: un tragico destino

di Aldo Giobbio


   Letture n.583 gennaio 2002 - Home Page Guido Knopp,
Figli di Hitler (traduz. di Umberto Gandini),
Corbaccio, 2001, pagg. 358, 18,59, lire 36.000.

Coloro che si scandalizzano per l’uso di ragazzini nelle guerre che oggi si combattono nell’Africa post-coloniale farebbero bene a leggere questo libro, scritto dal direttore dei servizi storici della televisione tedesca, dal quale si ricava che la vecchia Europa è stata, come sempre, maestra di vita. Il tema trattato in queste pagine è quello della Hitlerjugend, la Gioventù hitleriana, il più terrificante programma mai progettato e messo in opera per un completo lavaggio del cervello dei giovani.

Tra il 1933 e il 1945 quasi tutti i ragazzi tedeschi fisicamente validi vennero inquadrati in un mostruoso ingranaggio che li inghiottiva a Copertina de: Figli di Hitler.dieci anni e li restituiva a diciotto, ma solo per travasarli, in pratica, nelle Waffen SS, le formazioni militari del nazismo, destinate non a compiti politici, ma a fornire carne da cannone alla guerra che il regime stava preparando e alla quale finirono per partecipare prima del previsto, ossia a 16, 15, 14 anni. «Non c’era ora di "servizio", non c’era campeggio o escursione che passasse senza l’"ammaestramento ideologico", senza l’indottrinamento metodico con i principi di fede di una ideologia che irrideva la ragione».

Il prezzo che pagarono fu tremendo. Ne morì in guerra uno su due. «Dei maschi tedeschi nati fra il 1918 e il 1929, furono 1,9 milioni quelli che persero la vita: un terzo del complesso delle perdite militari germaniche. Chi era stato chiamato alle armi nel 1939 riuscì ancora a vivere, in media, per poco più di quattro anni. Per quelli reclutati nel 1945 (la metà dei quali delle classi dal 1926 in poi), la media di sopravvivenza fu di un solo mese». La manipolazione dei giovani fa parte dell’arsenale di ogni ideologia totalitaria, ma questa rimane nella storia come paradigma del genere.

Aldo Giobbio

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