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LA TELEPOLITICA E I SUOI PUPARI

di Giorgio Simonelli e Giusi Di Lauro


Letture n. 538 giugno-luglio 1997 - Home Page TENDENZE TV I programmi di approfondimento dell’attualità politica mostrano come la cronaca è piegata alle necessità dello spettacolo, accentuando l’idea di un teatrino con copioni e colpi di scena. La struttura delle trasmissioni di Santoro, Annunziata, Vespa e Lerner.

La novità televisiva di quest’anno arriva dall’informazione, o, meglio, da quei programmi deputati all’approfondimento dell’attualità politica, economica, di cronaca. E così l’inizio del ’97, con qualche annuncio già sul finire del ’96 (vedi Moby Dick), ci porta sul video casalingo i problemi dei nostri giorni, ci porta a discutere di tutti quegli affari, difficili, noiosi da capire, ma così vicini ai nostri interessi personali. L’informazione televisiva dei programmi di Michele Santoro (Moby Michele SantoroDick), di Gad Lerner (Pinocchio), di Lucia Annunziata (Prima serata) vuole avvicinare la cosa pubblica agli italiani, vuole rendere i cittadini familiari a tutti i meccanismi di questa Italia di fine Millennio, e vuole altresì "ospitare" la voce del popolo, riconoscerle il suo posto, perché «quello di cui si parla stasera interessa tutti». Iniziamo subito con il presentare l’analisi ravvicinata di questi programmi nel corso del loro svolgimento (i dati si riferiscono a precisi periodi di rilevazione indicati nel testo; qualche programma nel frattempo ha già chiuso o è stato ridimensionato), poi tenteremo di tirare qualche breve conclusione.

Lucia, regina contestata

Unica donna nel panorama delle trasmissioni di approfondimento informativo, Lucia Annunziata con Prima serata replica, in stile e modi, la trasmissione che l’ha fatta conoscere al pubblico televisivo, Linea Tre. Ciò che cambia è la struttura più articolata della messa in scena informativa, l’essere nella fascia oraria cosiddetta del prime time, in un programma della testata giornalistica Tg3, di cui dall’agosto scorso è direttrice.

In prima battuta l’aria che si respira è quella dell’"autorevolezza" (già da tempo parola-chiave della sinistra governativa di D’Alema), cioè, di un ambiente non molto accogliente, dove sembra che si parli di cose molto serie, quasi a dare l’impressione al pubblico di non disturbare perché "stiamo lavorando per voi". E infatti il pubblico non c’è mai, è solo evocato dalla possibilità di mandare dei messaggi via Internet all’e-mail di Prima serata, è ingessato e selezionato dalle platee che si organizzano nei teatri, dove è vietato applaudire e dove più volte vengono sgridati da una spigolosa Bianca Berlinguer in tenuta da generale.

Andiamo con ordine. Il tema delle puntate da noi analizzate (quelle del 16, del 23 e del 30 gennaio) riguardava la politica, la prima in maniera più aperta, la seconda e la terza in maniera trasversale. E questa è l’impronta della conduttrice e direttrice Lucia Annunziata, occuparsi di politica innanzitutto, senza la pressione di campagne elettorali in corso, ma con l’idea forte che è la politica ciò che deve interessare tutti. Il risultato è un po’ ostico per i telespettatori (e infatti il programma chiude i battenti prima del previsto), con punte di critica degli stessi ospiti invitati alla trasmissione – uno su tutti Gianfranco Fini che a fine puntata del 16 dichiara: «si sta facendo una trasmissione di cui l’interesse è poco, mi dispiace che abbiamo partecipato a questa trasmissione, quando invece sta succedendo di tutto».

Questo mette in discussione il paradigma dell’informazione nel servizio pubblico, cosa che le rimprovera un Buttiglione non invitato in studio nella puntata dedicata al Polo. E cosa sottolineata anche da Giuseppe Ayala nel corso della puntata sul rapporto giustizia e pentiti, quando le dice che la trasmissione è "zoppa" perché l’Annunziata non aveva portato gli esempi positivi della legge Martelli sui pentiti. Di qui le accuse di "faziosità", d’"informazione di regime" che puntualmente piovono sulla direttrice del Tg3.

La struttura del programma è articolata. L’Annunziata si avvale dei suoi giornalisti preferiti della sua testata, sparsi per l’Italia in collegamenti che si palleggiano la linea, a volte in maniera serrata. Se nella puntata dedicata allo stato di salute del Polo, e così anche quella sull’Ulivo, la linea era sempre in studio con qualche leggero scambio con le platee di Milano e Bologna, le due puntate successive sono state, invece, continuamente percorse dai collegamenti esterni. Ciò allude al telegiornale vero e proprio dove le funzioni dello studio sono essenzialmente di collegamento. Così sembra che l’Annunziata voglia un po’ perdere la centralità del conduttore, che aveva nelle prime puntate, e fare diventare questa Prima serata veramente il programma di approfondimento del Telegiornale.

Lo stile di conduzione dell’Annunziata non lascia però dubbi su chi sia il capo. Ricorda Emilio Fede nei suoi Tg, dove spesso è lui da studio a intervenire e a fare domande alle persone intervistate, sovrapponendosi sul giornalista, arretrato nella funzione di portamicrofono. È così che l’Annunziata interviene, toglie la linea, suggerisce le domande ai suoi fidati, «viene loro in aiuto». Niente da fare se la Berlinguer chiede la linea, l’Annunziata impera.

Così i giornalisti diventano replicanti della loro direttrice, ne adottano il suo stile diretto e deciso. Cosa visibile anche nei confronti dei suoi ospiti, seduti in poltrona mentre la conduttrice si muove in mezzo con lo sguardo che piove dall’alto in basso (in Linea Tre le sedie per gli ospiti erano più alte). Da potente regina, la direttrice del Tg3 elargisce anche i suoi favori dando del "tu" a chi le è simpatico o le è vicino e del "lei" a chi, invece, non gradisce molto. Ciò porta acqua al mulino della faziosità: perché, ad esempio, dare del "tu" a Casini e del "lei" a Berlusconi e a Fini? Perché dare del "tu" alla figlia di Bompressi e del "lei" a Cusani? La "regina" accoglie chi vuole nella sua corte, fa parte del suo regale arbitrio.

È così facile immaginare chi segua questo programma. Il suo target si comporrà da chi ama sentirsi parte di qualche gruppo, da chi voglia assemblearsi nelle sedute pubbliche della Tv telegiornalistica, da chi, in una parola, sente di aderire al suo leader,in un rapporto di sudditanza e fedeltà al suo canale preferito. E qui si manca l’obiettivo che l’Annunziata, chissà se mai, si era prefissata: fare una trasmissione di approfondimento giornalistico, essere, cioè, emanazione di un telegiornale che, sia detto senza ingenuità, avrebbe dovuto avere un rapporto più distante con gli argomenti da approfondire, essere un po’ più super partes. Sappiamo che l’informazione obiettiva non esiste da nessuna parte. Ma, visto che siamo in una grande "artefattualità", bastava predisporre un meccanismo che ci facesse credere un po’ di più all’informazione e un po’ meno alle strategie del "Quarto potere".

PRIMA SERATA

Share complessivo delle puntate considerate: 9,65%, dato scomponibile per

  • sesso: l’11,44% uomini e 9,17% donne;
  • età: la punta più alta è per il 15,01% per gli uomini oltre i 65 anni e per l’11,65 per le donne da 45 a 54 anni;
  • area geografica: il 12,21%, dato più alto, è del NordOvest; – scolarità: il valore più alto, il 18,98%, è dei laureati;
  • composizione familiare: i monocomponenti costituiscono il valore maggiore, il 13,59%.

Collocazione nel palinsesto: nel prime time dalle 20.30 alle 22.30 su Raitre, in concorrenza con Moby Dick su Italia 1, con i varietà Beato tra le donne su Canale 5, e Per tutta la vita su Raiuno.

La struttura: in studio tre schermi hitech da cui partono i collegamenti, con due platee selezionate per testimoniare direttamente a proposito del fatto discusso, dislocate in due teatri di due città diverse, e con ospiti in altre sedi Rai. Gli ospiti in studio sono al massimo tre, tra i quali si colloca la conduttrice, in piedi, che lancia i collegamenti e i servizi (tre o quattro). È aiutata da circa tre giornalisti in collegamento con lo studio, alcuni dei quali lanciano servizi chiusi.
(Dati A.G.B. Italia s.p.a., fonte Auditel).

Giorgio Simonelli e Giusi Di Lauro
   
      

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