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VOGLIA DI BIBLIOTECA

di Giuliano Vigini

   

Letture n. 535 marzo 1997 - Home Page Un sondaggio della SWG a livello nazionale rileva lo scarso utilizzo di questo servizio pubblico. Eppure quelli che se ne servono lo giudicano bene. Anzi, c’è della gente che sarebbe disposta a tassarsi per farlo funzionare meglio. Intanto a Milano si pensa al futuro.

Qual è l’idea che gli italiani si sono fatti della biblioteca e il giudizio che gli utenti danno dei suoi servizi? A queste domande cerca di dare una risposta l’indagine nazionale promossa dalla sezione Friuli-Venezia Giulia dell’Associazione Italiana Biblioteche, realizzata nell’ottobre scorso dalla SWG di Trieste mediante interviste telefoniche a un campione di mille persone di età superiore ai quindici anni. Nella composizione del campione si osserva in particolare che il grado di scolarizzazione è piuttosto basso (il 42,3% ha la licenza elementare; il 32,6% la media inferiore) e che risultano prevalenti i pensionati (21,3%), le casalinghe (20,1%), gli studenti (14,5%) e gli operai (14,4%).

Il primo dato rilevante (Tab. 1) è l’alta percentuale di coloro che dichiarano di Tabella 1non frequentare mai alcuna biblioteca (73,4%). Se a questa cifra dovessimo aggiungere il 15,5% di intervistati che rispondono "raramente" – che in una certa misura può anche significare "mai", data la naturale tendenza di chi è intervistato ad indicare prestazioni migliori rispetto a quelle effettive –, la non-frequenza della biblioteca assumerebbe proporzioni ancora più vistose.

Un sondaggio telefonico non può naturalmente dilungarsi troppo a lungo ed entrare nei dettagli, ma su questo punto sarebbe stato importante conoscere le motivazioni di una frequenza così scarsa (mancanza d’interesse dell’intervistato per la lettura e lo studio; mancanza di tempo; inutilità o insufficienza della biblioteca stessa per un determinato tipo di esigenze eccetera). Stupisce comunque che addirittura l’8,7% di coloro che non usufruiscono dei servizi bibliotecari non sappia neppure dire con precisione se esista una biblioteca pubblica vicino a casa. Che sia anche un difetto della biblioteca stessa quello di non farsi abbastanza conoscere?

Tabella 2Se sono un gruppo sparuto quelli che frequentano biblioteche (26,6%), perlomeno le utilizzano abbastanza spesso (Tab. 2): in media quasi 9 volte all’anno, con una punta del 10,4% che si serve della biblioteca più di 25 volte. Questo anche perché, nella maggior parte dei casi (62%), la biblioteca si trova non lontano dalla propria abitazione (nel raggio di 3 km).

In linea generale, il giudizio che viene dato della biblioteca e dei suoi servizi (Tab. 3) è positivo; Tabella 3buono per il 41,1% degli intervistati; ottimo per il 12,1%; discreto o sufficiente per il 39,7%. Soddisfacente, ma già in misura percentualmente più ridotta, è considerata la preparazione culturale e professionale del bibliotecario: il 27,8% la ritiene "molto" adeguata; il 32,1% "abbastanza". C’è comunque un dato da non sottovalutare: il 23,3% è invece convinto che lo sia "poco" e – tenuto anche conto della composizione del campione di cui s’è detto sopra – questa percentuale è piuttosto alta. Fortemente negativo – non sapremmo dire se per un più manifesto grado di criticità nella preparazione del bibliotecario o per un maggior rigore da parte degli utenti – il giudizio espresso dai lettori residenti al Sud.

Tabella 4Valutazioni analoghe e che in un certo modo si bilanciano tra loro vengono date anche per quanto riguarda la dotazione libraria della biblioteca e gli orari di apertura al pubblico. Se un 35-40% si dichiara soddisfatto, è però sempre oltre il 25% il numero di coloro che lo sono poco: il che significa che esiste un largo margine di miglioramento e rafforzamento delle strutture o delle prestazioni offerte dalla biblioteca che gli utenti vorrebbero veder soddisfatte. Anzi, sembra tale l’attesa di biblioteca che il 26,9% sarebbe addirittura ben disposto a tassarsi per finanziare un progetto che servisse a renderla più idonea alle proprie aspettative (Tab. 4).

A quando un’indagine più esaustiva?

Come si vede, sono dati e spunti interessanti quelli che emergono da quest’indagine. Naturalmente, il livello di approfondimento, per forza di cose sommario, non consente di mettere a fuoco l’immagine della biblioteca in tutti i suoi aspetti, né di cogliere il dinamismo e la complessità del rapporto tra la biblioteca e i suoi utenti.

Da questo punto di vista, sarebbe augurabile proseguire in questa direzione effettuando un’indagine estesa e articolata che aiuti a capire che cosa è una biblioteca nel sentire comune della gente, come ci si immagina che sia e come si vorrebbe che fosse nell’ottica di un servizio pubblico capace di rispondere in modo adeguato alle esigenze attuali della società. Indagini nazionali sulla biblioteca e sulla lettura in biblioteca ne sono state fatte ben poche. Non sarebbe male incominciare a farle: per sapere e per agire.

   Segue:

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