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Giuseppe
Marchetti e Luca Desiato intervengono sulla questione degli
"Scrittori dimenticati", sollevata su Letture da Giuseppe
Bonura. E puntualizzano tante anomalìe della nostra letteratura. L'articolo
di Giuseppe Bonura, "Gli scrittori finiti nel dimenticatoio",
pubblicato nel numero scorso di Letture, ha
suscitato diverse reazioni, scritte e radiofoniche. Ecco l’intervento di
Giuseppe Marchetti, critico letterario e saggista.
Marchetti: le attenzioni per i valori
fittizi
«La nostra memoria sta diventando
sempre più corta» – scrive Giuseppe Bonura aprendo su Letture il
suo giusto e onesto intervento sugli scrittori finiti nel dimenticatoio.
Ed è vero: tristemente vero. Mentre il secolo ventesimo si chiude, il
nostro Novecento è nettamente tagliato in due dalla prepotenza e dall’arroganza
di una certa parte della critica. E questo fatto certamente non depone a
favore della sua – sempre del resto faticosa e ingrata –
equanimità. Ma all’equanimità non crede più nessuno. E mentre molti
giornali e periodici non fanno altro che scodinzolare attorno a
scrittori americani, latino-americani e inglesi di scarsissimo valore
(scrittori che, in realtà, non esistono!), la produzione italiana del
Novecento è completamente e colpevolmente dimenticata, rimossa e
persino ripudiata.
Bonura ha fatto giustamente dei nomi:
Borgese, Arfelli, Strati, Tombari, Lisi, Montesanto, Nuvoli. Ma se ne
potrebbero fare molti, molti altri: Cicognani, Pratolini, Meoni, Fiore,
Sanminiatelli, Compagnone, Pomilio, Coccioli. E poi altri nomi di
critici-scrittori di grandissimo pregio, da Praz a Ridolfi, da Flora a
Valgimigli. E i poeti? Chi sa qualcosa di Umberto Bellintani, Lucio
Piccolo, Edoardo Cacciatore? Gente che "ha fatto" la poesia
del ’900 assieme ai più citati. Ma, del resto, non si parla e non si
scrive più nemmeno di Bacchelli e di Moravia.
Dunque: Bonura ha ragione, mille
ragioni. Ma. C’è un "ma". Anche la critica che si dice
attenta e non orientata ideologicamente ha le proprie colpe. Ha
abbandonato per via i saggi insegnamenti di Gallo, Sereni, Piccioni,
Debenedetti, De Robertis e magari anche di Serra per cincischiarsi con i
Pynchon, i Coelho, i Sepúlveda e con tutto quel tritume di "nuovi
autori" che calpestano la propria vita incolore cercando di farla
passare per un’avventura da "affinità elettive". Qui ci
siamo persi, abbiamo rinunciato al nostro "saper leggere" e
capire per intrupparci e fare gruppo... Non dico di parlare e di
scrivere soltanto degli autori che più sopra ricordavo: dico che di
loro e dei nuovi occorre parlare e scrivere con le opportune
proporzioni, non dimenticando né gli uni, né gli altri. Pochi mesi fa
ho pubblicato un saggio intitolato Questo ’900. Ebbene, mi son
sentito chiedere che secolo era mai il mio, così diverso, così
inascoltato, così "nuovo" e così amaramente disilluso.
Questa è un’altra faccia del "dimenticatoio" che Bonura ha
fatto bene a spalancare. Abbiamo alle spalle un secolo così bello e
così ricco che pochissimi immaginano e sanno!
Giuseppe Marchetti
Ecco ora Luca Desiato, scrittore.
Desiato: «Si pensa solo ai più giovani»
Ho letto il veritiero articolo di
Giuseppe Bonura: "Gli scrittori finiti nel dimenticatoio".
Vorrei esprimere il mio accordo, specie riguardo ad affermazioni come: «Le
case editrici maggiori adottano una politica che tende a distruggere la
memoria». Il nuovo, il nuovo sempre e comunque! Sembra essere questa la
politica editoriale esclusiva. Ma di che nuovo si tratta? Quasi sempre
del nuovo dettato dall’attualità. Vadano alla malora gli autori
defunti, e i viventi, sorpassati e giubilati per il solo fatto di non
avere una verde età anagrafica. Spazio soprattutto ad operine di
giovanotti, spesso dilettanti, a nani e ballerine televisivi. Il
piacere del testo di Barthes sembra divenuto "compiacere il
testo". La scrittura è messa in crisi, interpellata dal nuovo,
quando è veramente nuovo, ma oggi la navicella che naviga nel mare di
Internet pare essere l’unica nave per l’unico viaggio possibile. Chi
pubblica più Piovene e Parise, Soldati e Brancati al posto, diciamolo,
dell’algido Calvino e del sopravvalutato Pasolini? Chi ripubblica il
terribile Memorie dell’incoscienza del vivente e dolente
Ottiero Ottieri? La cronaca, le novità di personaggi, veggenti e
fenomeni da baraccone, di volonterosi della penna: il nuovo, il nuovo!
Una scrittura senza memoria per uomini ritenuti senza memoria.
Luca Desiato
| Il vero
Piccioni
Una precisazione. Nel numero di Letture di
febbraio, nel Dossier dedicato al regista cinematografico
Giuseppe
Piccioni, autore tra l’altro di Fuori dal mondo, il
film che concorreva all’Oscar per l’Italia, è stata
pubblicata per errore, in luogo della foto di Piccioni, un’immagine
dell’attore Sergio Rubini, interprete di diversi film dello
stesso regista. Ce ne scusiamo con l’attore e con Giuseppe
Piccioni, nella foto. |
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