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Scrittori dimenticati? Parliamone
    

   Letture n.565 marzo 2000 - Home Page Giuseppe Marchetti e Luca Desiato intervengono sulla questione degli "Scrittori dimenticati", sollevata su Letture da Giuseppe Bonura. E puntualizzano tante anomalìe della nostra letteratura.

L'articolo di Giuseppe Bonura, "Gli scrittori finiti nel dimenticatoio", pubblicato nel numero scorso di Letture, ha suscitato diverse reazioni, scritte e radiofoniche. Ecco l’intervento di Giuseppe Marchetti, critico letterario e saggista.

Marchetti: le attenzioni per i valori fittizi

«La nostra memoria sta diventando sempre più corta» – scrive Giuseppe Bonura aprendo su Letture il suo giusto e onesto intervento sugli scrittori finiti nel dimenticatoio. Ed è vero: tristemente vero. Mentre il secolo ventesimo si chiude, il nostro Novecento è nettamente tagliato in due dalla prepotenza e dall’arroganza di una certa parte della critica. E questo fatto certamente non depone a favore della sua – sempre del resto faticosa e ingrata – equanimità. Ma all’equanimità non crede più nessuno. E mentre molti giornali e periodici non fanno altro che scodinzolare attorno a scrittori americani, latino-americani e inglesi di scarsissimo valore (scrittori che, in realtà, non esistono!), la produzione italiana del Novecento è completamente e colpevolmente dimenticata, rimossa e persino ripudiata.

Bonura ha fatto giustamente dei nomi: Borgese, Arfelli, Strati, Tombari, Lisi, Montesanto, Nuvoli. Ma se ne potrebbero fare molti, molti altri: Cicognani, Pratolini, Meoni, Fiore, Sanminiatelli, Compagnone, Pomilio, Coccioli. E poi altri nomi di critici-scrittori di grandissimo pregio, da Praz a Ridolfi, da Flora a Valgimigli. E i poeti? Chi sa qualcosa di Umberto Bellintani, Lucio Piccolo, Edoardo Cacciatore? Gente che "ha fatto" la poesia del ’900 assieme ai più citati. Ma, del resto, non si parla e non si scrive più nemmeno di Bacchelli e di Moravia.

Dunque: Bonura ha ragione, mille ragioni. Ma. C’è un "ma". Anche la critica che si dice attenta e non orientata ideologicamente ha le proprie colpe. Ha abbandonato per via i saggi insegnamenti di Gallo, Sereni, Piccioni, Debenedetti, De Robertis e magari anche di Serra per cincischiarsi con i Pynchon, i Coelho, i Sepúlveda e con tutto quel tritume di "nuovi autori" che calpestano la propria vita incolore cercando di farla passare per un’avventura da "affinità elettive". Qui ci siamo persi, abbiamo rinunciato al nostro "saper leggere" e capire per intrupparci e fare gruppo... Non dico di parlare e di scrivere soltanto degli autori che più sopra ricordavo: dico che di loro e dei nuovi occorre parlare e scrivere con le opportune proporzioni, non dimenticando né gli uni, né gli altri. Pochi mesi fa ho pubblicato un saggio intitolato Questo ’900. Ebbene, mi son sentito chiedere che secolo era mai il mio, così diverso, così inascoltato, così "nuovo" e così amaramente disilluso. Questa è un’altra faccia del "dimenticatoio" che Bonura ha fatto bene a spalancare. Abbiamo alle spalle un secolo così bello e così ricco che pochissimi immaginano e sanno!

Giuseppe Marchetti

Ecco ora Luca Desiato, scrittore.

Desiato: «Si pensa solo ai più giovani»

Ho letto il veritiero articolo di Giuseppe Bonura: "Gli scrittori finiti nel dimenticatoio". Vorrei esprimere il mio accordo, specie riguardo ad affermazioni come: «Le case editrici maggiori adottano una politica che tende a distruggere la memoria». Il nuovo, il nuovo sempre e comunque! Sembra essere questa la politica editoriale esclusiva. Ma di che nuovo si tratta? Quasi sempre del nuovo dettato dall’attualità. Vadano alla malora gli autori defunti, e i viventi, sorpassati e giubilati per il solo fatto di non avere una verde età anagrafica. Spazio soprattutto ad operine di giovanotti, spesso dilettanti, a nani e ballerine televisivi. Il piacere del testo di Barthes sembra divenuto "compiacere il testo". La scrittura è messa in crisi, interpellata dal nuovo, quando è veramente nuovo, ma oggi la navicella che naviga nel mare di Internet pare essere l’unica nave per l’unico viaggio possibile. Chi pubblica più Piovene e Parise, Soldati e Brancati al posto, diciamolo, dell’algido Calvino e del sopravvalutato Pasolini? Chi ripubblica il terribile Memorie dell’incoscienza del vivente e dolente Ottiero Ottieri? La cronaca, le novità di personaggi, veggenti e fenomeni da baraccone, di volonterosi della penna: il nuovo, il nuovo! Una scrittura senza memoria per uomini ritenuti senza memoria.

Luca Desiato

Il vero Piccioni

Una precisazione. Nel numero di Letture di febbraio, nel Dossier dedicato al regista cinematografico GiuseppeGiuseppe Piccioni. Piccioni, autore tra l’altro di Fuori dal mondo, il film che concorreva all’Oscar per l’Italia, è stata pubblicata per errore, in luogo della foto di Piccioni, un’immagine dell’attore Sergio Rubini, interprete di diversi film dello stesso regista. Ce ne scusiamo con l’attore e con Giuseppe Piccioni, nella foto.

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