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Recensioni.Narrativa straniera

   
La "fantastica realtà" di Julien Green

di Alberto Carrara


   Letture n.657 maggio 2009 - Home Page Julien Green,
Mezzanotte
(traduzione di Enrico Emanuelli),
Longanesi, 2009, pagg. 280, euro 18,00.

   

La madre di Elisabeth, la protagonista, è morta suicida. Elisabeth viene ospitata da due zie, ottuse e intolleranti. Fugge e viene raccolta dal signor Lerat, economo presso una scuola.

Alla morte di costui è inviata presso l’ex convento di Fontfroide, dominato da un indecifrabile signor Edme – che si rivelerà essere l’amante della madre di Elisabeth – abitato da un gruppo di parenti, di servi e dal giovane, affascinante Serge. Da costui Elisabeth si lascerà sedurre e con lui tenterà un’impossibile fuga l’ultima sera, mentre il dramma e la morte fanno precipitare gli eventi nel misterioso rifugio di Fontfroide.Copertina del volume.

Il romanzo appartiene a una fase della creazione di Julien Green che viene definita "visionaria", nella quale, in varie forme, la realtà continuamente si sfalda e il sogno prende corpo. Da qui anche la presenza di alcuni temi, consoni a quel miscuglio di sogno e reale: la musica, la nebbia, la neve grazie alla quale «il mondo si faceva più leggero, più fragile», la notte senza luce che domina ossessivamente il mondo Fontfroide. Il tutto sembra contribuire a mettere insieme una visione gnostica di un mondo spiritualizzato, diafano, quello abitato da una "fantastica realtà" e legato spesso a un paradiso perduto, tanto più desiderato, quanto più lontano.

Il carattere indecifrabile di Fontfroide è accentuato anche dalla camera di Edme, sempre chiusa, oggetto dell’incuriosita attenzione di Elisabeth. Dello stesso Edme si parla spesso senza vederlo mai, fino alla scena finale del romanzo. Figura e temi che ricordano qualcosa di Klamm e del Castello di Kafka (Il Castello fu pubblicato nel 1926, pochi anni prima della stesura di Mezzanotte che avviene lungo il 1933: vedi l’introduzione di Giovanni Bogliolo).

Mezzanotte è un po’ come Fontfroide: forse un po’ lontano da alcuni dei gusti correnti. Eppure anche per il lettore moderno il romanzo di Julien Green sembra conservare ancora molto di un suo particolare, indefinibile fascino.

Alberto Carrara

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