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Da lettori on line a talent scout: "iQuindici"

di Arianna Cameli
  


   Letture n.641 novembre 2007 - Home Page

Una realtà esclusivamente presente in Internet è costituita da un gruppo di lettori che valutano manoscritti inediti e, nei casi meritevoli, ne promuove la pubblicazione grazie a contatti avviati con case editrici.
   

Con l’avvento del Web sono cambiati diversi aspetti del mondo delle Lettere, specie di quello emergente e giovanile. Se da un lato il ruolo dell’autore si ridefinisce in un nuovo soggetto spesso di tipo collettivo, come i Wu Ming o i Kai Zen, insieme ad altri vari esperimenti editoriali nati negli ultimi anni, dall’altra parte a destare forse più curiosità e interesse è la figura del lettore. Nuovi modi di utilizzare la scrittura sembrano coniugarsi anche a nuove modalità di fruizione del testo narrativo. Altrove avevamo parlato della diffusione e dell’estrema carica di novità ed entusiasmo dei Gruppi di lettura.

Una realtà nata invece esclusivamente in Rete è quella de iQuindici: un gruppo di lettori forti costituitosi intorno al collettivo di scrittori Wu Ming. Il loro obiettivo è quello di leggere manoscritti inediti, esprimere pareri e promuovere l’accesso libero e gratuito alla cultura attraverso l’uso del copyleft. Col tempo iQuindici si sono fatti conoscere anche in ambito editoriale, il loro comitato di lettura difatti è diventato un’importante fucina per i nuovi autori in cerca di una pubblicazione. Tra gli editori "in ascolto" dei pareri de iQuindici troviamo Einaudi Stile Libero, Gaffi Editore, Valter Casini Editore, Marsilio, Giulio Perrone Editore, quest’ultimo tra l’altro ha pubblicato recentemente un’antologia curata da una delle coordinatrici del gruppo: Monica Mazzitelli. Il libro s’intitola Tutti giù all’inferno, edèun viaggio in 33 canti sulla metropolitana di Roma: ogni fermata una trasgressione, un delitto, una fuga dell’anima. E tra gli autori dei testi ci sono Guglielmo Pispisa, Jadel Andreetto, Giulia Fazzi e Yari Selvetella, poi ancora Chiara Valerio e Francesco Fagioli, Marino Magliani e Valeria Brignani, con altri talenti emergenti scoperti da iQuindici, infine un piccolo inserto di Giulio Mozzi, scrittore e coordinatore di Vibrisselibri, una casa editrice nata dall’esperienza del bollettino Web. I "quindicini" insomma tendono a inserirsi in un circuito che va ben oltre quello di semplici lettori, all’interno del loro sito c’è una ezine, INCIQUID, nella quale vengono discussi gli ultimi manoscritti in lettura, e alcuni di loro hanno iniziato a scrivere e pubblicare per conto proprio. Ne parliamo con una delle coordinatrici, Monica Mazzitelli.

  • Come si sono formati iQuindici?

«Il gruppo è nato 5 anni fa, in seguito a una discussione su Giap, la newsletter del collettivo di scrittori Wu Ming, che li ha portati a decidere di provare a formare un gruppo di lettura di inediti con alcuni lettori della newsletter che si erano dichiarati sensibili al progetto».

  • Perché vi chiamate "Lettori residenti"? In che cosa consiste la vostra attività di lettori?

«L’aggettivo "residenti" fa riferimento a un saggio di Peter Bichsel citato durante la discussione, diciamo che da solo non vuol dire molto ma ci è rimasto "incollato" da quel contesto e quindi ce ne siamo affezionati. La nostra attività consiste nel leggere manoscritti inediti (due letture per ciascun manoscritto) e dare dei pareri informali e da semplici lettori agli autori, che possono quindi confrontarsi con lettori esterni alla propria cerchia familiare».

  • Quali case editrici hanno seguito i vostri pareri?

«Abbiamo contatti con vari editori (tutti i principali), quindi possiamo dire che quasi tutti siano interessati a ricevere nostre segnalazioni; il che non significa comunque che un libro proposto venga necessariamente pubblicato. Abbiamo portato alla pubblicazione alcuni manoscritti con Einaudi Stile Libero, Marsilio, Giulio Perrone e altri, e grazie alla diffusione copyleft siamo riusciti a far arrivare uno dei nostri più bei romanzi (Ferita di guerra di Giulia Fazzi) a essere pubblicato in Francia con il prestigioso editore Gallimard».

  • Come reagisce la critica letteraria ufficiale di fronte alla vostra realtà?

«Dato che il nostro è un progetto no-profit ci trovano tutti piuttosto simpatici, e abbiamo avuto molto spazio sulla stampa».

  • Come si può entrare nel gruppo de iQuindici?

«Occorre prima di tutto condividere l’ideale politico ed etico del gruppo (che rispecchia quello del collettivo Wu Ming), e poi avere tempo e voglia per leggere manoscritti che nella maggior parte dei casi sono di limitata qualità. Anche i più motivati dopo un po’ mollano…».

  • iQuindici hanno iniziato diversi progetti culturali attraverso il loro sito, puoi parlarcene?

«Facciamo e abbiamo fatto parecchie cose, dalla rivista letteraria on line INCI-QUID al programma radio, ma ultimamente dato che avevamo grossi problemi a smaltire l’arretrato di lettura, ci siamo concentrati soprattutto su questo, per rispetto nei confronti degli autori che attendono da due anni una risposta. Purtroppo siamo stati sommersi di lavori nel 2004, dopo che avevamo avuto un grosso rilievo stampa (Venerdì di Repubblica, Panorama, Repubblica online ecc.), e non ci siamo ancora del tutto ripresi!».

  • Il copyleft spiegato a tutti. Che cos’è e perché si usa?

«Copyleft NON è il contrario del copyright, come spesso erroneamente si dice. Copyleft significa depenalizzare l’utilizzo NON a scopo di lucro di un’opera, consentirne la libera duplicazione ai fini non commerciali. In altre parole, un romanzo è ad esempio liberamente scaricabile dalla Rete, fotocopiabile, leggibile in pubblico etc. a patto che sia fatto per scopi personali o gratuiti e che la dicitura di "copyleft" sia riprodotta sul testo, o enunciata nella lettura. Questo serve a garantire la diffusione orizzontale della cultura, anche a chi non ha i mezzi economici per appropriarsene, nonostante sia anche un formidabile mezzo di promozione libraria. L’esempio di Giulia Fazzi è in questo senso eclatante: se il suo romanzo non fosse rimasto disponibile nella biblioteca copyleft de iQuindici il lettore di Gallimard non l’avrebbe MAI trovato, visto che è stato pubblicato da un piccolo editore, ed è sparito subito dalle poche librerie nelle quali veniva venduto, per i soliti problemi della distribuzione editoriale italiana».

  • Oltre a leggere, iQuindici scrivono?

«Sì, molti di noi lo fanno, anche se i "quindicini" scrittori hanno la vita dura, visto che per essere selezionati per la rivista INCIQUID (che apre poi le porte alla segnalazione agli editori) occorre un punteggio molto più alto che per tutti gli altri, e quindi è difficile essere scelti. Inoltre ultimamente è uscita per Giulio Perrone Editore un’antologia che ho curato io, Tutti giù all’inferno (www.metroinferno.info), nella quale compaiono anche alcuni dei migliori talenti usciti dalla nostra fucina». Per visitare il blog de iQuindici: http://www.iquindici.org/news.php

Arianna Cameli
   

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(Tratto da Wikipedia - L’Enciclopedia libera).

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