Nel settore
dei libri d’arte in Italia molte, moltissime cose sono cambiate, ma non
c’è dubbio che il periodo tra settembre e ottobre risulti sempre
determinante. Al consolidato primato mondiale della Buchmesse di
Francoforte, che come sempre si svolge durante il mese di ottobre, si
affianca Artelibro, il salone-kermesse che ormai da tre anni si svolge a
Bologna, dentro e intorno a Palazzo di Re Enzo, anticipando di qualche
settimana la fiera tedesca. Nell’uno e nell’altro caso l’occasione
per presentare le ultime strenne e per anticipare temi e progetti per l’imminente
futuro.
Si tratta di due manifestazioni di carattere e di
respiro molto diversi (è essenzialmente riservata agli "addetti ai
lavori" internazionali Francoforte, decisamente rivolta al contatto
con il pubblico invece Bologna), ma che sostanzialmente hanno confermato
alcune importanti tendenze.

Albrecht Dürer, Autoritratto a
28 anni.
La prima: si ribadisce e si accentua la fortissima
polarizzazione della produzione editoriale tra una fascia di prezzo
decisamente abbordabile, diciamo – giusto per stabilire un’asticella
di riferimento – entro i 20, massimo 25 euro, e, all’estremo opposto,
libri per così dire "unici", spettacolari per formato,
foliazione o packaging, in cui il prezzo, alto o altissimo, non
conta.
La seconda: l’Italia è il Paese di riferimento per il
fenomeno delle cosiddette "vendite congiunte" vale a dire la
distribuzione di libri attraverso il canale delle edicole, in abbinamento
a quotidiani o settimanali. Inizialmente concepita come una forma di marketing
o addirittura di incentivo alla vendita del giornale o della rivista,
questa editoria si è evoluta negli anni, ed è oggi arrivata a una piena
e autonoma maturazione. I libri illustrati, e in particolare quelli d’arte,
costituiscono un settore importante, ed è in questa direzione che si è
avviato un promettente dialogo con altre nazioni.

Una natura morta di Paul Cézanne.
La terza: il ventaglio dei temi, degli argomenti e delle
aree di indagine è, logicamente, in continuo divenire, ma quest’anno
pare particolarmente ben distribuito e armonico, tra artisti
"classici" e contemporanei, tra le tradizionali arti figurative
e gli attraenti campi del design e della progettazione
architettonica. Qualche interessante segnale di ripresa per l’archeologia,
a lungo negletta, mentre pare prendersi una meritata pausa l’ambito dell’architettura
di giardini, che tra il 2005 e il 2006 ha conosciuto un boom spettacolare.
La quarta: sull’intero ambito dei libri d’arte grava
l’arduo fardello dei costi dei diritti iconografici. Francamente, si
stanno raggiungendo eccessi non sopportabili, e alimenta la cinghia di
trasmissione tra i costi di realizzazione dei libri d’arte e il loro
conseguente prezzo di copertina. Le alternative sono o la speranza di
farla franca, schivando almeno in parte la corresponsione dei diritti, o
la stipula di accordi forfettari con enti o con agenzie fotografiche,
oppure, inevitabilmente, una corsa al risparmio che finisce per impoverire
il prodotto finale, vincolando le scelte. Beninteso, esiste un’altra, e
molto più attraente opzione: riuscire a produrre libri talmente belli da
essere appetibili sul mercato internazionale, attraverso il sistema delle
coedizioni o anche attraverso la distribuzione diretta all’estero di
edizioni prodotte in Italia in lingua straniera.
La quinta: le grandi mostre, meglio se in occasione di
centenari o ricorrenze, continueranno a orientare fortemente le attenzioni
del pubblico e le proposte editoriali. Eloquenti sono stati nel 2006 i
casi di Mantegna (in Italia) e di Rembrandt (in Europa), intorno ai quali
è fiorito un bouquet di volumi di ogni dimensione, a cerchi
concentrici intorno ai cataloghi delle varie esposizioni organizzate in
diverse sedi. Per l’anno venturo, segnatevi soprattutto questi nomi: Cézanne
(a Firenze), Dürer (a Roma), Pinturicchio (in Umbria).

Pinturicchio, Incoronazione della
Vergine.
Il tema dei libri venduti in edicola insieme ai giornali
è stato troppo spesso considerato un aspetto secondario, per non dire
fastidioso. Ci sono nazioni, a cominciare dalla Francia e in parte dalla
Germania, in cui la compattezza e l’animosità delle prese di posizione
dei librai ha impedito il fenomeno, che invece, con tempi e impatti
diversi, sta continuando a diffondersi. Da anni si dice che è un mercato
destinato a svanire, e si mostrano numeri costantemente in calo; alzi la
mano chi non ha sentito un amico dire che non ha più posto nelle
librerie, o che ritiene (sbagliando) che i libri venduti in edicola siano
edizioni di seconda o terza mano, riesumati dai cassetti o dalle cantine
degli editori, oltre al fastidio della frequente "imitazione"
fra i temi proposti dai maggiori quotidiani. C’è poi il problema del
tempo limitatissimo di vendita: dopo una settimana i volumi vengono
ritirati, ammassati alla bell’e meglio in magazzini, destinati al
macero; procurarsi un arretrato diventa un’impresa. E tuttavia, per gli
editori dei giornali questo abbinamento è diventato ormai una voce
indispensabile del budget, non se può più assolutamente fare a
meno. E poiché è vero che la proliferazione delle iniziative rende ogni
singola collana meno redditizia, si è innescato un circolo virtuoso
"alla rovescia": vale a dire che libri concepiti e realizzati
per la vendita in edicola rientrano, dopo un periodo di franchigia e con
qualche variante marginale, nel circuito librario tradizionale. Ha fatto
da battistrada in tal senso l’alleanza Corriere della Sera-Skira,
con la cospicua collana di volumetti monografici I classici dell’arte,
ma è fortemente probabile che qualcosa del genere accada per la massiccia
Storia dell’Arte realizzata da Electa per la Repubblica,
come pure per altre iniziative. Inoltre, comunque, gli aggiornamenti
imposti dalla vendita in edicola a collane di guide, a enciclopedie o a
opere generali hanno un’ovvia, immediata ricaduta sulle edizioni
librarie dei medesimi volumi. Certo, la presenza in edicola di libri
sempre più spettacolari, anche di grande formato o di onerosa foliazione,
ha come conseguenza una "percezione di prezzo" sempre più
bassa. Si può ovviamente ricordare l’abissale differenza tra le copie
vendute in edicola e quelle distribuite in libreria, e quindi l’assorbimento
ben diverso dei costi iconografici, ma il lettore può legittimamente
chiedersi perché lo stesso identico libro possa variare bruscamente di
prezzo di copertina: nonostante ciò, è facile prevedere la comparsa in
libreria di volumi e collane già presenti in edicola, e d’altra parte
si assisterà alla proposta in edicola (magari verso la fine delle mostre)
di alcuni cataloghi di importanti esposizioni temporanee, come è
avvenuto, ad esempio, nel caso di Antonello da Messina e di altre mostre
del 2006.

Per gli editori italiani, comunque, la realizzazione di
collane destinate all’edicola si è rivelato un vero toccasana, e i più
dinamici hanno già raccolto frutti all’estero, specialmente in alcune
nazioni (Spagna, Olanda, Grecia, Polonia, Estremo Oriente) dove il
fenomeno delle vendite abbinate sta letteralmente esplodendo. I progetti
degli editori di giornali sono riservatissimi, data l’aperta concorrenza
fra le testate, e poco trapela: fra i quotidiani più attivi si segnala Il
Sole 24 Ore, che propone una serie di volumetti sulle Città d’arte
italiane, impostati sul modello della precedente e fortunatissima
serie dei musei. Repubblica offre appena un assaggio (due sole
uscite, dedicate al XX secolo) per il tema dell’architettura, che
insieme alla storia della musica è finora uno degli ambiti meno
esplorati.
Pensando ai nuovi lettori raggiunti attraverso le
edicole, alcuni dei maggiori editori d’arte propongono per la nuova
stagione strumenti di sintesi: Giunti, per esempio, ha affidato alla penna
di Antonio Paolucci la comprensione di Mille anni di arte
italiana, condensati in un volume compatto e agevole; Skira raccoglie
in un unico poderoso volume (curato da Alessandro Strinati e Alessandro
Zuccari) I Caravaggeschi, con il repertorio degli artisti e
delle opere tra Italia ed Europa, mentre le raffinate edizioni Jaca Book
propongono fra l’altro un libro a più mani, con il contributo di nove
studiosi internazionali, sul Colore nell’arte. Resta il rammarico
per una operazione che è forse sfuggita dalle mani degli editori e degli
studiosi italiani ed è stata compiuta dalla casa editrice tedesca
Taschen, sotto la curatela degli inglesi Charlotte e Peter Fiell:
la pubblicazione integrale, in dodici volumi, delle annate di Domus,
la storica rivista di architettura, dal 1928 al 1999: un repertorio
ineguagliabile sull’architettura e il design, composto in totale
da 7.000 pagine e 20.000 immagini.
Electa, storico punto di riferimento dell’editoria d’arte
italiana, sta letteralmente cambiando pelle, con una serie di iniziative
inaspettate: oltre al ritorno deciso sul fronte dei cataloghi di mostre,
la casa editrice propone una collana di piccole ma completissime
monografie su artisti viventi: "Supercontemporanea", a cura di Francesco
Bonami, è partita con numeri e obiettivi ambiziosi. Intanto, si
ramifica e si articola sempre più la proposta editoriale dei cosiddetti
"Dizionari", basati sull’interazione tra testi, immagini e
didascalie esplicative, aperti a nuovi temi: dopo l’arte e il cinema
(collane che continuano a ritmi incalzanti) ecco le Civiltà, con l’archeologia
e le culture extraeuropee, e la nuova serie delle Religioni, da
poco inaugurata con l’islam e il buddhismo.

Annibale Carracci, Autoritratto
di profilo.
Per chiudere, un aspetto nuovo e molto promettente. C’è
un diffuso ritorno al piacere della scrittura e della lettura intorno ai
fatti e ai personaggi dell’arte. Attenzione: non stiamo parlando di
saggistica (un settore che aspetta le occasioni per un difficile rilancio)
ma di libri dedicati a un pubblico non specializzato, da collocare nell’ambito
della narrativa. Skira ha avviato e alimenta la bella collana "Art
Stories", con l’esplicativo sottotitolo "Storie segrete dell’arte
e della musica": il prossimo titolo è dedicato alla Leggenda di
Adamo ed Eva, a cura di Federica Armiraglio. Electa risponde
con la collana "Pesci rossi", con graziosi volumetti che ruotano
intorno a Mantegna e ad Annibale Carracci.

Andrea Mantegna, Compianto sul
Cristo morto.
Arte e cultura in una dimensione narrativa e letteraria:
Electa ha ritrovato, tradotto in italiano e proposto in libreria uno
storico e profetico volume concepito da Fosco Maraini, con il
titolo Giappone Mandala, e aspettiamo fiduciosi il paziente lavoro
di ricucitura che Longanesi sta svolgendo su conversazioni inedite di Federico
Zeri.
Stefano Zuffi