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Come ogni anno, anche all’inizio del 2007 "Letture" propone un’esauriente
carrellata di titoli e autori che usciranno nel corso dei prossimi dodici
mesi. Romanzi, racconti, saggi, raccolte, cataloghi non mancheranno di
stimolare la curiosità dei lettori.
Le novità letterarie proposte dalle case editrici sono numerose e
cercheranno di incontrare i gusti di ogni palato. Vediamole insieme.
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1- La narrativa
TRA GRANDI NOMI
ED ESORDIENTI
di Fulvio
Panzeri
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Il nuovo
anno ci porta sorprese soprattutto dai grandi scrittori stranieri. Un anno
quindi all’insegna della pregevole narrativa d’autore. Il libro più
atteso è senz’altro quello di John Updike, Terrorista,
annunciato da Guanda, incentrato sulla figura di un ragazzo intelligente,
che si trova sempre più isolato nel mondo in cui deve crescere, incapace
di entrare in contatto con i suoi coetanei, ragazzi e ragazze alienati,
preda di false immagini di felicità, privi di qualsiasi valore guida. E
nemmeno i professori riescono a scuoterlo: Ahmad si sente respinto e
comincia a giudicare, impietoso, un mondo di cui avverte il declino
inesorabile. Ecco perché si avvicina, con la sua serietà e la sua
fiducia, al Corano e all’imam della sua cittadina, lasciandosi
convincere ad abbandonare gli studi per diventare un autista di camion.
Invece un "esordio" importante è quello di
uno dei grandi scrittori russi, Sasha Sokolov, mai tradotto in
Italia. Arriva da Salani la traduzione di "un libro-mito", La
scuola degli scemi, uscito per la prima volta nel 1975 negli Usa,
considerato un nuovo classico tra modernismo e postmodernismo, un best
seller amato da Vladimir Nabokov, il romanzo di come da ragazzi si
immagina il mondo.
Cargo invece traduce finalmente un altro romanzo di Reinaldo
Arenas, Arturo, un libro dai toni poetici in cui lo scrittore
scomparso nel 1990, osteggiato da Fidel Castro, riesce a mescolare la
cruda realtà del regime cubano con un linguaggio barocco e sensuale
raggiungendo risultati sorprendenti. Si tratta di un autore tutto da
scoprire, perché, come giustamente sottolinea il New York Times «la
prosa sperimentale di Arenas, lo avvicina al poeta e romanziere cubano
José Lezama Lima ma anche a James Joyce e Laurence Sterne».
Da Feltrinelli invece esce un nuovo Amos Oz, Non
dire notte. Sullo sfondo di una piccola cittadina nel deserto del
Negev, Oz racconta la storia di un uomo e di una donna fondamentalmente
diversi che, in qualche maniera, riescono a trovare pace e comprensione
reciproca. Sono due i protagonisti, i gemelli Butcher e Hugh Bones, anche
in Furto, dell’australiano Peter Carey (sempre da
Feltrinelli). Dalle regioni selvagge dell’Australia rurale a Manhattan
passando per Tokyo – esplorando temi come l’arte, l’inganno, la
responsabilità e la redenzione – Carey scrive una storia d’amore di
irresistibile comicità.

Reinaldo Arenas.
César Aira è sicuramente uno
dei più importanti e discussi autori della narrativa contemporanea latino
americana. Carlos Fuentes, in uno dei suoi ultimi libri, ha profetizzato
che Aira sarà il primo argentino a vincere il Premio Nobel. Da
Feltrinelli potremo leggere uno dei suoi libri più belli, Come
diventai monaca. È ben più di un’esilarante parodia dei racconti d’infanzia:
è una favola crudele sulla scoperta del mondo, magicamente in equilibrio
fra comicità e tragedia, orrore e meraviglia, invenzione e autobiografia.
Una scoperta viene invece dalla Rizzoli-Bur con Acqua
di mare di Charles Simmons, che continua il lavoro di recupero
di grandi autori dimenticati in Italia. Si tratta di un racconto di
formazione che ci arriva da uno scrittore americano, un’estate degli
anni Sessanta, l’innamoramento di un sedicenne per la figlia dell’affittuaria
che nasconderà insidie ed esiti drammatici. Arriva (per Guanda) anche il
nuovo libro di Luís Sepulveda, Cronache del Cono Sud, il
racconto di un anno e mezzo di vita e di passioni, dalla sua casa nelle
Asturie.
Da Longanesi invece abbiamo un breve saggio Sull’amore
sulla morte di Patrick Süskind, l’autore de Il profumo e
il nuovo romanzo di Denis Guedj, Le cinque vite di Aèmer. Protagonista
è una donna sopravvissuta allo scoppio di una bomba in Iraq che la copre
di detriti e fa emergere un piccolo cono d’argilla, un oggetto usato dai
Sumeri per contare. Il suo mestiere del resto è proprio quello di
ricercare oggetti nella terra del Paese dove fu inventata la scrittura
delle lettere e dei numeri, una terra che custodisce anche il segreto
delle sue vite precedenti.

Amos Oz.
Alla scoperta di nuovi mondi
Bijan Zarmandili, nato a
Teheran, dal 1960 vive a Roma, dove ha studiato architettura e scienze
politiche e ora è giornalista. Per Feltrinelli pubblica L’estate è
crudele, una storia dura, dolente. Parviz e Maryam si sono conosciuti
a Roma. Poi lei è tornata nell’Iran dello scià e lui la raggiunge. Ma
la polizia segreta rende l’incontro fra marito e moglie un’odissea. Da
Isbn invece arriva il primo romanzo del dopoguerra iracheno, Sul
confine, scritto da Sherko Fatah, nato a Berlino da madre
tedesca e padre curdo-iracheno. Il protagonista è un contrabbandiere
senza nome, uno dei pochi a sapersi muovere tra le mine che infestano il
territorio tra Iran, Iraq e Turchia. Per vivere trasporta whisky,
sigarette, computer, mercanzie di ogni genere, attraversando check-point
di frontiera e nascondendosi da militari di guardia e ladri senza
scrupoli. La lettura del paesaggio, l’attenzione a ogni segnale di
cambiamento diventano così la chiave per la comprensione e la
sopravvivenza. Da Tel Aviv arriva invece Alona Kimhi, per Guanda,
con Lily la tigre, protagonista una giovane donna di 120 chili che
vive sola, dopo che il fidanzato ha annullato improvvisamente il
matrimonio. Al circo però farà interessanti scoperte.
Eshkol Nevo è invece nato a
Gerusalemme nel 1971 e ha scritto Nostalgia (da Mondadori). Noa,
studente di fotografia a Gerusalemme, e Amir, che studia psicologia a Tel
Aviv, decidono di "incontrarsi a metà strada" e di andare a
vivere insieme sulla collina di Caste, luogo in qualche modo emblematico
del conflitto araboisraeliano, essendo una comunità araba divenuta teatro
delle battaglie del ’48 per ottenere l’accesso a Gerusalemme. I due
giovani entreranno presto in contatto con la quotidianità dolente dei
loro vicini di casa, incalzati da una Storia implacabile che sfocerà nell’assassinio
del premier Rabin nel novembre 1995 e negli attacchi terroristici
che ne seguirono.
Anche la Corea sta dimostrando di avere una letteratura
vivace e interessante: lo conferma la proposta di Jiyoung Gong, una
delle più importanti scrittrici coreane di oggi, con Mia sorella
Bongsoon (Baldini Castoldi Dalai). Si tratta di una storia di impronta
autobiografica, carica di angoscia, introspezione e immenso dolore. Una
prova letteraria di grande valore che illumina la condizione di molte
donne come Bongsoon che ricercano il proprio posto nella realtà della
nuova Corea.

Bijan Zarmandili.
Dall’India invece arriva per Mondadori Giochi sacri
di Vikram Chandra, protagonista un ispettore di polizia che
ogni giorno ha a che fare con un "sottobosco" di malaffare,
crimine organizzato e violenza a cui non si è mai assuefatto e contro il
quale però non riesce a segnare decisive vittorie. Le trame delittuose
servono però da pretesto a Vikram Chandra per tessere una storia che
unisce i ritmi forsennati dell’hard boiled alle pause silenziose
della poesia.
Infine due libri, che in modo diverso, ci parlano di
libri: Jasper Fforde, dopo Il caso Jane Eyre, ci presenta un’altra
intelligente avventura della detective letteraria Thursday Next che in Persi
in un buon libro (Marcos y Marcos) è alle prese con l’incredibile
mondo dei libri e con i suoi bizzarri personaggi. Di altro tenore è
invece La bambina che salvava i libri di Markus Zusak,
proposto da Frassinelli, la storia di una bambina ebrea in fuga verso la
salvezza. Quando il fratellino muore la vita di Liesel cambia per sempre.
Accanto alla sua tomba la bambina trova un libro nascosto nella neve:
inizia così una vera e propria storia d’amore con le parole.
Fanucci invece inaugura una nuova collana
"Vintage" dedicata a «storie vissute disperatamente, con uno
sguardo al presente dirompente». Si inaugura con Un gelido inverno di
Daniel Woodrell che racconta la corsa contro il tempo di Ree, una
ragazza di sedici anni, che deve trovare suo padre per non perdere la casa
di famiglia e con essa tutte le sue speranze per il futuro dei suoi cari,
e con L’ambigua follia di Mr Black di Chris Abani,
nigeriano, ora professore all’Università della California, la storia di
un amore e di un’amicizia ambientata a Los Angeles, un ritratto del lato
più violento, superstizioso e povero della metropoli americana, un mondo
sconosciuto e affascinante che pulsa nella sfarzosa Città degli Angeli.

William Saroyan.
Grandi ritorni
Ritorna in libreria Edith Bruck, con Andremo
in città, proposto dall’Ancora del Mediterraneo, uno dei suoi primi
libri, dal quale nel 1966 il poeta e documentarista Nelo Risi realizza un
film con Geraldine Chaplin e Nino Castelnuovo. In un villaggio jugoslavo
occupato dai tedeschi, vivono Lenka e il suo fratellino cieco di cinque
anni Miscia. Il racconto si concentra sul loro rapporto: per nascondergli
le tragedie del presente e proteggerlo dalla realtà, Lenka racconta a
Miscia bugie in forma di favole. Una storia inventata a uso domestico
diventa un percorso indipendente.
Marcos y Marcos invece ripropone Heinrich Böll con
Termine di un viaggio di servizio, una storia farsesca sulle
contraddizioni del potere, da uno degli scrittori tedeschi più letti nel
mondo. Archinto invece riporta in libreria William Saroyan con l’ultimo
testo, Dove vanno a finire le ossa. Negli ultimi anni della sua
vita, sofferente per un tumore, Saroyan aveva preso l’abitudine di
scrivere quotidianamente in modo quasi compulsivo, cercando in questo modo
di alleviare la propria sofferenza e di mantenere una parvenza di
benessere psichico nella solitudine che si era imposto. In questa sorta di
memoriale di congedo, rievoca episodi personali di quando era bambino,
giovane esordiente, autore di racconti di fama nazionale, poi scrittore a
riposo che dei bei tempi conserva solo il ricordo per scrivere, alla fine,
sull’accettazione della morte imminente. Minimum fax rilancia invece un
altro maestro della letteratura americana e dopo Il migliore,
presenta Una nuova vita di Bernard Malamud, protagonista S.
Levin, timido insegnante di letteratura, che si trasferisce in un piccolo college
della remota provincia americana per sfuggire al caos di New York e a
un passato di alcolismo e di sbando. Tra i boschi del selvaggio Oregon
spera di trovare una nuova dimensione esistenziale, un nuovo impulso alla
propria realizzazione umana e professionale. E c’è anche un nuovo
Truman Capote, da Archinto, un racconto lungo, Una casa a Brooklyn
Heights, dove visse per pochi anni, in una zona che era un residuo del
passato con case del Settecento e dell’Ottocento, immerse nel verde,
abitate da intellettuali, artisti, eccentrici. Da Adelphi invece abbiamo,
il primo, stupefacente Kipling, con La città della tremenda
notte, storie raccolte in ogni luogo e da ogni sorta di persone, dal
santone al falegname, dall’intagliatore agli sconosciuti sui piroscafi o
sui treni che ci rivelano la nascita di uno scrittore, il primo a rivelare
un intero subcontinente e a dare voce alla sua stessa gente: gli
anglo-indiani.
Infine ritorna anche la grande famiglia Singer, votata
alla narrazione. Baldini Castoldi Dalai traduce per la prima volta in
Italia Deborah, il romanzo autobiografico di una grande scrittrice
yiddish, Esther Singer Kreitman, sorella del premio Nobel Isaac B.
Singer, alla quale aveva dedicato un racconto, Yentl: storia di una
ragazza ebrea cresciuta in una famiglia ortodossa che, per poter studiare,
è costretta a travestirsi da uomo. Lei invece racconta di una ribellione
femminista dall’interno del mondo ebraico-ortodosso, contro un ambiente
sociale imbevuto di maschilismo.

Esther Singer Kreitman.
Italiani per tutte le età
Ferruccio Parazzoli, con Quanto
so di Anna (Mondadori) ci presenta un romanzo di grande intensità
esistenziale, un viaggio nel cuore di una donna. La vicenda trae origine
dalla notizia di un attentato in Congo giunta al ministero degli Affari
esteri di Roma in cui è rimasta coinvolta una delle due infermiere
italiane che prestavano servizio di volontariato in un ospedale.
Guido Conti, con La pallina
contro il muro (Guanda) viene lanciato come «un Roddy Doyle italiano»
e ci presenta la crisi della famiglia, non più luogo idilliaco, ma di
ombre, di tensioni e insieme di affetti teneri e disarmati che spesso non
trovano espressione e spazio. Ritorna anche un altro eccellente narratore,
Pietro Spirito (sempre da Guanda) con un romanzo tutto dal
"vero" che ricostruisce una vicenda dimenticata della Seconda
guerra mondiale, a Trieste, quando l’equipaggio del sottomarino italiano
Medusa, in acque istriane, fu lasciato morire. Un giornalista indaga dopo
una strana telefonata e la sua "immersione" in quell’antica
vicenda diventa un’indagine vera e propria.
Esordisce nella narrativa anche un critico letterario
del calibro di Alessandro Zaccuri, con Il signor figlio (Mondadori),
un romanzo visionario che rappresenta tre classici casi di genitori
artisti superati dai figli: Monaldo Leopardi, padre di Giacomo; Lockwood
Kipling, padre di Rudyard; Cecile Sauvage, madre di Olivier Messiaen.
Apartire da questa osservazione, Zaccuri costruisce un romanzo fantastico
e visionario, una vera e propria sorpresa per la narrativa italiana di
oggi.
Dopo la poesia e i racconti, Andrea Di Consoli,
giunge al romanzo (Rizzoli) con Il padre degli animali, la storia
di un uomo che torna alla sua terra, la Lucania, dopo anni di emigrazione,
scritta con una lingua semplice ed evocativa di un Sud epico, nelle sue
asprezze e nell’immutabilità del suo dolore.
Leonardo Colombati, caso
letterario con Perceber, pubblica il nuovo libro, Rio, da
Rizzoli, un apparente romanzo di formazione che invece si trasforma in un’immersione
nella storia e nella letteratura, nelle tragedie e nelle conquiste del
Novecento. Anche gli scrittori diventano protagonisti dei romanzi di altri
scrittori. Capita a Pier Vittorio Tondelli che sarà al centro, insieme a
tre ragazzi, di Tutto il nostro tempo (Mondadori) di Alberto
Garlini, un ritratto generazionale degli anni Ottanta. Tra fantasia e
realtà, Garlini restituisce immagini nitide di una generazione
"senza maestri" che deve inventarsi giorno per giorno un’educazione
alla vita e immaginare un modo di vivere il proprio tempo. Andrea
Camilleri, invece, per Mondadori, in Il colore del sole,
traccia un ritratto di Caravaggio sul periodo trascorso dall’artista a
Malta e in Sicilia, un romanzo "nero", fitto di ombre e mistero.
Franco Cardini con Il signore della paura (Mondadori) firma
un romanzo storico ambientato tra il Mediterraneo e l’Asia profonda, ai
primi del Quattrocento. Da una Firenze ancora di pietra e di ferro, da una
Segovia dove cristiani e Mori si incontrano, da una Gerusalemme in mano ai
musulmani ma segnata dalla presenza dei confratelli di Francesco d’Assisi,
tre misteriosi messaggeri partono contemporaneamente, tutti diretti verso
il Centro del Mondo, la "Dimora dell’Albero Secco", la
Samarcanda di Tamerlano.
Settecento pagine, un romanzo che l’editore
Feltrinelli definisce «di grandissima rilevanza letteraria». È firmato
da Marosia Castaldi e si intitola Dentro le mie mani le tue.
La scrittrice dice: «L’ho scritto pensando a mia madre perché credo
che ogni libro sia un debito verso i vivi e i morti di cui in questo modo
si conserva la memoria. Ho dato a mia madre che si chiamava Fortuna il
nome di Maria Berganza». Sempre da Feltrinelli esce anche il nuovo
romanzo di Simonetta Agnello Hornby, Boccamurata, incentrato
sui temi della famiglia come covo di segreti innominabili, della
sensualità di uomini e donne, della lotta per la roba. Siamo nella
Sicilia contemporanea, ma i temi e la scrittura sono quelli che hanno
fatto dei romanzi La Mennulara e La zia Marchesa dei best
seller internazionali.

Zero Assoluto.
I nuovissimi
Arriva da Saronno, classe 1981, il primo a esordire nel
2007. Si chiama Giorgio Fontana e pubblica da Mondadori, Buoni
propositi per l’anno nuovo, un romanzo d’esordio generazionale. Al
centro della vicenda, la storia di un’amicizia vissuta durante gli anni
universitari e, come spesso accade, destinata a perdersi ma anche a
lasciare un indelebile segno. Arriverà in libreria anche un romanzo di Matteo
Maffucci, degli Zero Assoluto, Spielberg ti odio! (Rizzoli),
protagonista un venticinquenne che è stato lasciato dalla sua ragazza ed
è turbato dal fatto che i genitori non sono più quelli di una volta. Maurizio
Temporin ha invece solo 18 anni, classe 1988. Vive tra Novi Ligure e
Barcellona. Esordisce da Rizzoli con Il tango delle cattedrali,
organizzato a Buenos Aires da Oscar Wilde e che riunisce ballerini di
tutto il mondo per una danza senza fine. Tra il gioco letterario e una
forte carica fantastica, questo romanzo ci fa conoscere un giovane autore
di talento su cui senz’altro poter scommettere.
PeQuod invece punta su Elisabetta Liguori, classe
1968, di Lecce di cui pubblica Il correttore, protagonista un
giovane aspirante magistrato ossessionato dalla verità, che svolge
praticantato in una cittadina del Sud Italia. L’entroterra barese invece
viene raccontato da dieci scrittori della nuova generazione, nell’antologia,
proposta da Avagliano, Raccontare la provincia. L’idea è quella
di indagare un preciso luogo geografico, in questo caso i paesi della
provincia di Bari, per riflettere sul concetto di paese, di periferia, di
marginalità.
Minimum fax propone una nuova antologia di narrativa,
nello spirito più tipico della casa editrice: la ricerca e la scoperta
dei nuovi scrittori. Dagli esordi più interessanti pubblicati su rivista
nel 2006 Mario Desiati, con la collaborazione della redazione di
minimum fax, ha selezionato in Voi siete qui quindici autori su cui
scommettere nel prossimo futuro. Si tratta di racconti e reportage
narrativi che – dall’immaginario suicidio di Paris Hilton ipotizzato
da Giancarlo Liviano, al mondo delle officine meccaniche che
"preparano" le auto della camorra napoletana descritto da Piero
Sorrentino – offrono uno spaccato delle novità in arrivo sul panorama
letterario italiano.
Fulvio Panzeri
Segue: L'Italia e il mondo sotto la lente
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