Mentre lo "scontro di civiltà" continua a essere al centro
di dibattiti tra esperti e, di più, a contrassegnare di paure e angosce
il quotidiano, anche dentro i confini della comunità dei credenti,
risuonano attualissime le parole di Paolo VI, che indicavano nel dialogo
la «caratteristica», lo «stimolo», la «vocazione» propria della Chiesa, che
«non fa della
misericordia a lei concessa dalla bontà divina un esclusivo
privilegio», né «della propria fortuna una ragione per
disinteressarsi di chi non l’ha conseguita», ma al contrario ne
fa «argomento d’interesse e di amore per chiunque le sia vicino
e per chiunque, nel suo sforzo comunicativo universale, le sia possibile
avvicinare». Una vocazione dunque, che recentemente Benedetto XVI,
ricordando il dovere di evidenziare le linee maestre e irrinunciabili
dell’identità cristiana, ha detto di voler proseguire «con
ferma costanza».
Che senso ha allora continuare a evocare lo "scontro di
civiltà"? E non è forse giunto il momento di parlare di
"incontro di civiltà"? In questo numero lo abbiamo chiesto a
teologi, studiosi e intellettuali. E ciascuno dal proprio punto di
vista, ha illustrato le possibili strade per arrivare al dialogo, senza
negare il proprio Dio e le proprie tradizioni religiose. Certo,
comunicare appare davvero difficile. Ne è eloquente icona l’incontro
di Gesù con la donna cananea, raccontato dagli evangelisti Marco e
Matteo, che Lidia Maggi, pastore battista nelle Chiese di Lodi e Milano,
prende a prestito nel volume a più voci, appena giunto in libreria, Lo
spartiacque. Ciò che nasce e ciò che muore a Occidente (Paoline,
pp. 224, € 13). Curato da Marco Guzzi, il libro, con l’apporto di
alcune delle personalità più autorevoli del mondo culturale
contemporaneo – tra gli altri, Carlo Molari, Aldo Natale Terrin,
Giuliana Martirani, Paolo Ricca, Marko Ivan Rupnik –, si interroga sul
passato appena attraversato mentre nuovi scenari appaiono all’orizzonte...
continua
IL
DIALOGO CONVERSIONE NECESSARIA È proprio ineluttabile lo «scontro
di civiltà» teorizzato da Samuel Huntington e tanto predicato
dai fondamentalisti di tutte le fedi? È inevitabile l’equazione
che lega strettamente fede e violenza? Nel dossier che segue...
VITA
COMUNE: LA PROFEZIA VA IN CITTÀ
Si chiamano "comunità
di famiglie" e sono nuove esperienze di vita solidale, una
quarantina in tutt’Italia, nate da gruppi di laici cristiani...
QUIZIO: L'ATTESA INESAUSTA DEL REGNO A dieci anni dalla morte, la figura di Sergio Quinzio,
continua a spiccare nel panorama italiano per l’originalità
di pensiero... » vai
IL
PROFETA, PORTAVOCE
DI DIO L’Avvento è un tempo
liturgico segnato dalla lettura dei libri dei profeti. Il
termine greco significa colui che parla "in nome di"
Dio... » vai
EUROPA Commissione
dei vescovi polacchi per indagare sui preti collaborazionisti II vescovi
polacchi hanno istituito una Commissione per esaminare «la
storia della persecuzione della Chiesa nella Polonia del
dopoguerra»...
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ITALIA
Il proselitismo delle sètte? Fa breccia tra gli immigrati Emotività e
sentimentalismo, che prevalgono sulle ragioni della fede,
spingono ad aderire alle sètte. Il fenomeno coinvolge migliaia
di immigrati in Italia...
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AMERICA DEL NORD
Linee-guida dei vescovi Usa sui gay: accoglienti ma non
accondiscendenti Stretti tra una società nella quale «molte forze
promuovono una concezione della sessualità in generale, e in
particolare dell’omosessualità» ... »
continua
AMERICA LATINA Minacciati due vescovi brasiliani Ancora due vescovi minacciati di morte in Brasile. Si tratta
di dom Antonio Possamai e dom Erwin Krautler... »
continua
AFRICA Ruanda: 30 anni di galera a una suora
Un tribunale tradizionale gacaca del Ruanda ha condannato
suor Theophister Mukakibibi a trent’anni di carcere...
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ASIA
Vescovi neozelandesi ecologisti «I tesori della Terra non sono più al servizio dell’edificazione
del giardino di Dio, nel quale tutti possono vivere, ma sono
asserviti ... »
continua
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ai missionari
Per venire incontro ai numerosi missionari e monasteri
di clausura che chiedono di poter ricevere regolarmente Jesus,è
stato costituito un fondo "Pro abbonamenti Jesus missioni".
Chi vuole contribuirvi può inviare la propria offerta sul c/c
postale n. 10624120 intestato a Periodici San Paolo, P.za San Paolo
12, 12051 Alba (Cuneo), con la causale "Pro abbonamenti Jesus
missioni".