Contattaci

  

Jesus n. 3 marzo 2004 - Home Page

La testimonianza "viva" dei martiri del ’900. Cattolici cinesi, africani, cristiani armeni, ortodossi russi. Da quelli famosi, canonizzati, universalmente riconosciuti, ai signori nessuno dimenticati sulla terra e glorificati in cielo. 
La lezione di una fedeltà estrema all’amore, alla carità, alla giustizia (nostra rielaborazione della Croce di Ground Zero).

Editoriale.

Alla scuola di Gesù
di Vincenzo Marras
  

Il richiamo del cardinale di Torino, Severino Poletto, è chiaro: le troppe Messe e le troppe iniziative, pur «lodevoli», rischiano di rendere meno fruttuoso «il ministero sacerdotale e l’azione missionaria della Chiesa». Un ammonimento presente, pari pari, nel documento Comunicare il Vangelo in un mondo che cambia, che traccia gli orientamenti pastorali della Chiesa italiana per il primo decennio del terzo millennio. Già nell’introduzione, infatti, i vescovi italiani denunciano: «Preferiamo fare molte cose o cercare distrazioni. Eppure sono l’ascolto, la memoria e il pensare a dischiudere il futuro». Sembra di riudire il rimprovero di Gesù a Marta distratta dall’essenziale per i troppi servizi. Porre al centro l’ascolto significa, scrivono i vescovi, porre al centro l’evento di Gesù nella sua storica concretezza: le sue scelte, i suoi scandali, il suo modo di rivelare Dio e di parlarne agli uomini, «venuto a salvare e non a condannare, a servire e non ad essere servito». Non c’è allora contrapposizione tra Marta e Maria. Lo affermava nel lontano 1962 padre Ernesto Balducci in un’appassionante dialogo con fratel Carlo Carretto. Quelle parole hanno trovato spazio in un prezioso libretto, La santità della povera gente, edito più di quarant’anni fa dalla storica editrice La Locusta di Vicenza, e rieditato recentemente dalla San Paolo: «Nella Chiesa occorrono Marta e Maria, e Marta è santa Marta e Maria è santa Maria... L’ideale cristiano non è Maria e nemmeno Marta, ma è una persona che si chiama Marta-Maria, Maria-Marta. Cioè una Maria che sappia lavorare come Marta e una Marta che sappia, lavorando, contemplare come Maria. La santità della Chiesa si dispiega nella molteplicità delle forme».

Il rispetto di questa molteplicità è uno stile da riscoprire, guardando e rifacendosi a quello del Nazareno. Lo ribadiscono i vescovi nella seconda parte del documento programmatico della Chiesa italiana: «L’evangelizzazione può avvenire solo seguendo lo stile di Gesù», i suoi rapporti, le sue priorità, le sue denunce, il suo destino. Gesù «non ha rifuggito l’opacità della storia, ma l’ha assunta per redimerla»: non ha salvato il mondo ponendosi a lato di esso, evitandone le contraddizioni, ma condividendole. E qui i vescovi sottolineano con una forza che sorprende quanti paiono invece accontentarsi delle presentazioni intellettualistiche, devozionali ed emotive del cristianesimo: «Noi cristiani... dobbiamo sempre essere pronti a discernere ogni forma di idolatria... Il cristianesimo non può accettare ad esempio la logica del più forte, l’idea che la presenza dei poveri, sfruttati e umiliati sia frutto dell’inesorabile fluire della storia; Gesù ha annunciato che saranno proprio i poveri a regnare, a precederci nel Regno dei cieli. Sono essi i nostri signori. Su questo punto il cristianesimo non può scendere affatto a compromessi: il povero, il viandante, lo straniero non sono cittadini qualunque per la Chiesa, proprio perché essa è mossa verso di loro dalla carità di Cristo e non da altre ragioni». Di questi tempi non possiamo davvero permetterci il lusso di trascurare queste elequenti indicazioni, se non vogliamo meritarci le caustiche parole dello scrittore cattolico Julien Green: «L’inerzia spirituale è più grave dell’eresia perché si verifica nel corpo stesso della Chiesa. Non si sa se la persecuzione più aspra e crudele le gioverebbe più della tranquillità in cui rischia di sprofondare, e che ha qualcosa di mortale».

Vincenzo Marras
 

 




 



 


   


   

Regala ai missionari

Per venire incontro ai numerosi missionari e monasteri di clausura che chiedono di poter ricevere regolarmente Jesus,è stato costituito un fondo "Pro abbonamenti Jesus missioni". Chi vuole contribuirvi può inviare la propria offerta sul c/c postale n. 10624120 intestato a Periodici San Paolo, P.za San Paolo 12, 12051 Alba (Cuneo), con la causale "Pro abbonamenti Jesus missioni".