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L’esperienza francese dei "ricomincianti", a Lione, è stata la prima del genere in Europa. Il gruppo, fondato dal teologo scomparso Henri Bourgeois, ha assunto simbolicamente il nome Pascal Thomas volendo indicare sia la gioia pasquale che la difficoltà a credere di Tommaso.

 

Scoprire Dio da adulti - IL CASO FRANCESE

Riannodare il filo spezzato
di Alberto Chiara
  

Il libro che li fa conoscere al grande pubblico è del 1993, firmato da padre Henri Bourgeois, pioniere e profeta, al riguardo: Redcouvrir la foi. Les recommençants. In Italia il testo esce l’anno dopo, pubblicato dalle edizioni San Paolo, il titolo tradotto con diligente fedeltà: Alla riscoperta della fede. Quelli che ricominciano.

Sacerdote con un gruppo di giovani.
Sacerdote con un gruppo di giovani
(foto Carbone & Nicois).

Il plauso ufficiale giunge, invece, nel 1996. La Lettera ai cattolici di Francia, redatta dalla Conferenza episcopale dei vescovi d’Oltralpe per «proporre la fede nel contesto della società attuale», menziona, approva e incoraggia l’esperienza di quanti riannodano i fili spezzati con Dio e con la Chiesa, congratulandosi con coloro che investono tempo, intelligenza ed energie pastorali a loro favore. I reportage scritti nel 1997 in preparazione alla Giornata mondiale della gioventù di Parigi, infine, fanno conoscere i recommençants anche fuori dai confini francesi.

Una donna in preghiera.
Una donna in preghiera (foto AP/L. Pitarakis).

Per saperne di più su questo fenomeno bisogna fare tappa a Lione, in boulevard des Tchécoslovaques 2: è l’Espace Sainte Maire. Fin che ha potuto, qui ha operato padre Henri Bourgeois, teologo e docente universitario. Dopo la sua morte, a occuparsi dei recommençants è stato chiamato padre Yves Bernin.

«Premetto che quello dei recommençants non è un movimento, ma piuttosto un "segno dei tempi"», dichiara padre Bernin. «Si tratta di persone, per lo più di 40-50 anni, che bussano alle nostre porte chiedendo di riprendere, dopo anni di drastica interruzione, un dialogo su Dio, sul senso ultimo dell’esistenza e sulla Chiesa. C’è chi arriva perché ha fatto battezzare i figli e non sa rispondere a una serie di perché che gli bruciano sulla pelle o chi ha l’animo ferito da una separazione o chi ha alle spalle un’inquieta peregrinazione spirituale, tra New Age e buddhismo. Ad avvicinarsi sono pure persone giovani, di 20-30 anni, e ultracinquantenni. Ognuno ha la sua personalissima storia di incontro-scontro con la fede cristiana».

Un vescovo amministra la cresima.
Un vescovo amministra la cresima

(foto Periodici San Paolo/Belluschi)
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«All’inizio ascoltiamo e basta», assicura padre Bernin. «Poi cominciano gli incontri regolari, in gruppi di 6-7 persone. Si spazia dalla presentazione del Dio cristiano che dà la Bibbia, all’illustrazione della Sacra Scrittura, al senso della preghiera e al confronto tra quest’ultima e la psicanalisi. Si affronta il problema dell’inculturazione della fede e si lascia che la Parola di Dio interpelli la vita quotidiana di ciascuno». Padre Bernin lamenta il fatto che, nonostante qualche passo avanti, in genere la Chiesa francese fatichi a rispondere alle istanze ultime dei recommençants: «I cattolici impegnati si occupano soprattutto di temi umanitari, politici o ambientali. Qui si tratta invece di bisogni che chiedono un accompagnamento spirituale. In Francia esistono comunque realtà ecclesiali che si occupano egregiamente di recommençants. Segnalo in particolare le esperienze di Annecy, Clermont-Ferrand e Valence».

Alberto Chiara
ha collaborato Valerio Di Liberto

 

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