Periodici San Paolo - Home Page

Ebrei-Vaticano - TARCISIO BERTONE

Di Segni? Accuse incomprensibili
di Alberto Bobbio
       

   Jesus n. 4 aprile 2002 - Home Page

Monsignor Tarcisio Bertone, segretario della Congregazione per la dottrina della fede, è stato l’esponente vaticano che si è occupato in prima persona di spiegare al mondo ebraico italiano la posizione della Santa Sede riguardo alla Dominus Jesus e di chiarire gli «equivoci» che in proposito erano sorti. Ed è ancora lui che, ora, reagisce alla recente dura intervista del rabbino Di Segni, in cui il successore di Toaff ribadiva con vigore le prime critiche di parte ebraica, che il Vaticano pensava superate dopo una serie di «chiarimenti» avvenuti in via riservata tra le parti. Di seguito il punto di vista di Bertone, dunque, insieme alla sua ricostruzione degli eventi.

  • Eccellenza, il nuovo rabbino di Roma, Riccardo Di Segni, appena eletto è tornato sulla questione della Dominus Jesus, affermando che essa ha messo un «macigno sulla strada del dialogo». Qual è stata la vostra reazione?

«Siamo rimasti sorpresi. Ci sembrava che fossero state superate le incomprensioni e le reazioni negative da parte della comunità ebraica».

Una celebrazione di Rosh Hashanah.
Una celebrazione di Rosh Hashanah (foto AP/K. TAM).

  • Ma quando venne pubblicata la Dominus Jesus, a settembre del 2000, in pieno Giubileo, c’erano già state altre durissime reazioni negative da parte ebraica...

«Certo. E noi avevamo avviato un dialogo per spiegare le nostre posizioni e le vere intenzioni della dichiarazione Dominus Jesus, pervenendo così a un chiarimento».

  • Di Segni poteva non saperlo?

«Non lo so, ma è un fatto strano che un anno dopo il chiarimento lui ripeta le interpretazioni negative di allora. Non saprei come giudicarlo».

  • Torniamo al 2000. Gli ebrei protestano per la Dominus Jesus...

«È vero, ma noi abbiamo sùbito spiegato che la finalità della Dominus Jesus non è mai stata quella di mettere in discussione i rapporti tra cristianesimo ed ebraismo. Quei rapporti sono stati affrontati direttamente nei lavori della Pontificia commissione biblica, che ha prodotto l’anno scorso il documento su Il popolo ebraico e le sue sacre scritture nella Bibbia cristiana. Insomma, chi voleva una risposta dalla Dominus Jesus, oppure chi si attendeva da essa un quadro sui rapporti tra cristiani ed ebrei, ha sempre sbagliato».

  • Eppure gli ebrei hanno posto il problema.

«Sì, e alcuni rabbini americani hanno immediatamente criticato il testo. In Italia le reazioni negative ci sono state a dicembre, quando gli ebrei hanno deciso di non partecipare a una giornata di dialogo alla Lateranense. Ma dire che la Dominus Jesus ha ucciso il dialogo mi sembra un’interpretazione riduttiva dell’ampiezza del documento. Significa fermarsi solo ad alcuni paragrafi che riguardano la concezione della Chiesa, mentre essa ha un respiro cristologico ed ecclesiologico che va ben oltre».

Ebreo ultraortodosso in preghiera.
Ebreo ultraortodosso in preghiera (foto REUTERS/G. COHEN MAGEN).

  • La reazione ebraica vi ha colto di sorpresa?

«Ci è parsa incomprensibile ed esagerata. Per noi era chiaro che la religione ebraica è da mettere assolutamente al di fuori del concerto delle altre religioni, perché è la radice e il presupposto della rivelazione cristiana».

  • Dunque per spiegarvi avete cercato di parlare con gli ebrei?

«C’è stata una provvidenziale occasione. Nella diocesi di Rieti opera da anni un’associazione che si chiama "Forum internazionale della civiltà dell’amore". Dopo la pubblicazione della Dominus Jesus aveva invitato il rabbino Toaff e il rabbino Piattelli a un incontro pubblico, che era tuttavia sfumato a causa delle polemiche citate. Sono stati loro, in particolare don Luigi Bardotti e il professor Nazareno Figorilli, a promuoversi mediatori per un incontro chiarificatore tra me e gli ebrei alla sinagoga di Roma. L’incontro si è tenuto il 29 novembre 2000. Attorno a un tavolo eravamo seduti in quattro: io, il rabbino Piattelli, don Luigi Bardotti e il professor Figorilli».

  • Lei ha spiegato le ragioni della Chiesa cattolica?

«Non solo. Sono andato per ascoltare le ragioni degli ebrei e per trovare una formula che spiegasse il vero pensiero della Congregazione e del cardinale Ratzinger sul rapporto unico e privilegiato tra ebraismo e cristianesimo».

  • Quali erano i punti controversi?

«Il rabbino Piattelli ha fatto l’elenco dei problemi dal suo punto di vista: l’aver mescolato la religione ebraica con le altre religioni, senza mettere bene in rilievo la peculiarità della religione ebraica come religione rivelata; l’aver taciuto sugli aspetti positivi del dialogo e aver dato l’impressione che la finalità di ogni azione della Chiesa sia il proselitismo».

Monsignor Tarcisio Bertone, segretario della Congregazione per la dottrina della fede.
Monsignor Tarcisio Bertone, segretario della Congregazione
per la dottrina della fede (foto PERIODICI SAN PAOLO/G. GIULIANI
).

  • Lei cosa ha risposto?

«Abbiamo parlato francamente. Io ho spiegato le vere ragioni del documento e le differenze tra religione ebraica e le altre religioni che, almeno implicitamente, vengono affrontate ai numeri 7 e 8 della Dominus Jesus. Ho riassunto il pensiero del cardinale Ratzinger così come è spiegato nel volume La Chiesa, Israele e le altre religioni. È stato il professor Piattelli che ha espresso il desiderio di veder pubblicato un testo di chiarimento e di commento autorevole».

  • Nasce così l’articolo del cardinale Ratzinger sulla prima pagina dell’Osservatore Romano del 31 dicembre 2000, intitolato "L’eredità di Abramo dono di Natale"?

«Sì. Era quanto avevamo concordato alla sinagoga».

  • Dopo la pubblicazione avete avuto reazioni?

«Il testo è stato sùbito inviato per conoscenza al rabbino Toaff e al rabbino Piattelli. È difficile dire se la pubblicazione avesse chiuso ogni problema. Ma io ho sentito reazioni di soddisfazione».

  • Invece Di Segni ha riaperto la questione?

«Non so come giudicare il suo intervento. Noi pensavamo che ogni polemica fosse stata superata dall’articolo del cardinale Ratzinger e dalla pubblicazione del documento della Pontificia commissione biblica. Le dichiarazioni del rabbino Di Segni ci hanno fatto molto dispiacere».

Alberto Bobbio
    

Nell’articolo "riparatore" pubblicato il 29 dicembre 2000 sull’Osservatore Romano, il cardinale Ratzinger, oltre a sottolineare come l’ebraismo «per noi non sia un’altra religione, ma il fondamento della nostra fede», esprime la riconoscenza della Chiesa per «i nostri fratelli ebrei che, nonostante le difficoltà della loro storia, hanno conservato la fede nel loro Dio e lo testimoniano davanti agli altri popoli».

Segue: Il dialogo? Più utile nei tempi difficili

   Jesus n. 4 aprile 2002 - Home Page
Copyright 2000 - Associated Press Italia Photo Communications. Tutti i Diritti Riservati.
Le informazioni/testi/foto/grafici contenuti nel report di AP News non possono essere pubblicate, diffuse, riscritte o ridistribuite senza il preventivo consenso scritto della Associated Press Italia Photo Communications S.r.l.