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Medjugorje

 "Apparizioni"discusse
di Alberto Bobbio - foto di Giancarlo Giuliani
       

   Jesus n. 7 luglio 2001 - Home Page

Venti anni fa nasceva il "caso Medjugorje": un fenomeno che ha causato feroci contese e che ha diviso la comunità ecclesiale. Nel frattempo, le presunte apparizioni si sono moltiplicate e il giro di denaro nella regione è aumentato con l’afflusso dei pellegrini. Una situazione pericolosamente confusa, che spinge le autorità vaticane a pronunciarsi sulla questione con una parola chiara.

È un mercoledì, 24 giugno, festa di San Giovanni Battista. La pioggia della mattina è cessata. Ivanka Ivankovic, 15 anni, e Mirjana Dragicevic, 16 anni, finalmente possono uscire a passeggio lungo la strada polverosa che costeggia la collina di Podbrdo. Hanno in tasca un pacchetto di sigarette. Vogliono provare a fumare quel tabacco che raccolgono e infilano in foglie, unica risorsa dei poveri villaggi delle montagne arse dell’Erzegovina, venti chilometri a occidente di Mostar. Aspirano qualche boccata e poi tornano indietro verso le case. Tornano a prendere Vicka.

Il villaggio si chiama Biakovici. Nel cielo grigio una luce si accende sulla collina. Solo Ivanka la vede: «Guarda, la Gospa». Gospa in lingua croata vuol dire "Madonna". Mirjana non guarda nemmeno: «Ma va là, che dici?». Hanno paura, diranno poi a tutti quelli che le hanno interrogate. Passano a casa di Milka, 12 anni, custode di un gregge: «Datemi una mano, che devo radunare le pecore». Vanno di nuovo verso la collina. Milka apre un graticcio e chiama le pecore. C’è una curva e Ivanka si ferma: «Ecco la Gospa». Dirà poi: «Stava su una nuvola, aveva un bambino in braccio». Intanto Vicka arriva di corsa. «Vicka, guarda lassù. La Gospa». Anche Ivan Dragicevic, che non è parente di Mirjana e stava raccogliendo mele lì vicino, la vede. A casa, la sera, raccontano l’avventura del pomeriggio. Vicka va a trovare Marija, sorella di Milka, la bambina delle pecore: «Abbiamo visto la Madonna». «Avreste dovuto prenderla», ride Marija.

Il giorno dopo tornano ai piedi della collina: «Forse tornerà», pensa Vicka, che diventò, ed è ancora oggi dopo vent’anni, la leader del gruppo dei veggenti. Manca Milka, che aveva le pecore da tener dietro. Ma ci sono Marija e Jakov Colo, 10 anni. Sono in sei. E la Madonna torna a farsi vedere. Ivanka, che era rimasta orfana della mamma due mesi prima, osa chiedere: «Come sta la mia mamma?». «È con me in paradiso», è la risposta. Poi le chiedono: «Tornerai?». «Sì, angeli miei». Da allora tre di loro, Marija, Vicka e Ivan hanno apparizioni ogni giorno, in qualunque posto del mondo si trovino. Mirjana, dal giorno di Natale 1982, non ha più apparizioni quotidiane, ma vede la Madonna ogni 18 marzo, giorno del suo compleanno. A Ivanka non appare più quotidianamente dal 7 maggio 1985: la vede solo ogni 25 giugno, anniversario della prima volta che la Madonna ha parlato. Jakov ha smesso di vederla tutti i giorni il 12 settembre 1998, ormai gli appare solo a Natale.

Fedeli in preghiera davanti alla chiesa di Medjugorje.
Fedeli in preghiera davanti alla chiesa di Medjugorje.

Sono passati vent’anni da questi avvenimenti e i fatti di Medjugorje – comunque li si voglia considerare: veri o falsi, mito, illusione o pura realtà – sono diventati un intreccio inestricabile di contraddizioni, messaggi, suggestioni, ricatti, miracoli, segni, segreti, anatemi, denaro. Alle ragioni dei sostenitori della Gospa dell’Erzegovina, alla cui testa c’è padre René Laurentin, il maggiore mariologo vivente, si oppongono da sempre la Chiesa locale di Mostar e la Conferenza episcopale, prima quella jugoslava e ora quella della Bosnia. Ma attorno a Medjugorje si giocano anche altre partite: quella del nazionalismo croato che vuole l’Erzegovina uno Stato indipendente purificato dai musulmani e dai serbi, e quella della lotta secolare tra i frati francescani e il clero diocesano per il possesso delle parrocchie dell’Erzegovina. Nel vortice sono stati presi 15 milioni di pellegrini che in vent’anni sono saliti sulla Collina delle apparizioni, che spesso non sanno nulla delle discussioni e delle dispute che dividono la Chiesa.

Dice il cardinale di Sarajevo, Vinko Puljic: «Finché le cosiddette apparizioni non finiranno, non vi sarà mai alcun pronunciamento ufficiale. Ma io non credo a una Madonna che parla contro la Chiesa e contro la Scrittura». Sono la visione apocalittica, il devozionalismo che si basa sui segreti, i miracoli e il nazionalismo predicato a Medjugorje, che preoccupano di più i vescovi. Vicka, la veggente che si è dedicata totalmente ai pellegrini, tre anni fa ha detto: «La Vergine mi ha descritto tutta la sua vita, dalla nascita all’assunzione. Per il momento non posso dire nulla al riguardo, perché non mi è consentito. Ho scritto tre piccoli quaderni con quanto mi ha detto la Madonna». La storia dei segreti non è affatto chiara. La Madonna ne ha rivelati dieci ciascuno ai veggenti che la vedono una volta all’anno e solo nove a chi la vede tutti i giorni. Ma non si sa se siano tutti gli stessi. Così i "segreti" potrebbero anche essere 57.

L’ingresso al paese di Medjugorje così come è oggi.
L’ingresso al paese di Medjugorje così come è oggi.

Vent’anni fa qui c’era solo una chiesa con due campanili, costruita in mezzo alla campagna, perché Medjugorje era il centro di una serie di villaggi ai piedi delle colline. La parrocchia è intitolata a San Giacomo, patrono dei pellegrini, e anche questo oggi è visto come un segno premonitore di quanto sarebbe accaduto nel 1981. Il parroco era padre Jozo Zovko, un frate dalla potente personalità. I primi giorni le apparizioni avvenivano sulla collina di Podbrdo. Si radunava una grande folla, ma poi la polizia locale impedì l’accesso alla collina.

Fu padre Jozo a trasferire veggenti e apparizioni in chiesa. I bambini vennero più volte interrogati dalla polizia. Fra Jozo il 17 agosto 1981 venne arrestato con l’accusa di "propaganda sovversiva". In seguito disse che, più volte, in carcere gli era apparsa la Madonna. L’arresto avvenne due giorni dopo aver lasciato la parrocchia, sostituito da padre Tomislav Vlasic, membro del movimento carismatico cattolico, amico del padre domenicano "guaritore" Emiliano Tardiff. Fino al 1984 le apparizioni avvenivano anche nella sacrestia della chiesa, oltre che nelle case dei veggenti e nei campi. Poi il vescovo di Mostar, Pavao Zanic, vietò di utilizzare la sacrestia. Così venne scelta una stanza della casa parrocchiale, dove entravano una ventina di persone controllate personalmente da padre Slavko Barbaric, che aveva sostituito padre Vlasic. Sono questi tre frati che, per anni, hanno "gestito" i veggenti.

Oggi la situazione è diversa. Nessuna apparizione avviene più nei locali della chiesa di San Giacomo, che è dedicata solo alla preghiera dei pellegrini. A ogni ora si celebrano messe in tutte le lingue del mondo, ma è la messa in lingua croata delle 18 la più affollata. Nella parrocchia vivono 8 frati e un diacono e le suore Francescane scolastiche. Accanto alla chiesa funziona un ufficio stampa assai efficiente ed è aperto un negozio per la vendita di oggetti sacri e di libri su Medjugorje. Fra tutti i volumi se ne può acquistare anche uno parzialmente critico sul fenomeno. È quello scritto da un teologo di Zagabria, Ivan Kordic, Le apparizioni di Medjugorje, scritto soprattutto per mettere in guardia dall’abuso degli affari che si fanno attorno alla Collina delle apparizioni.

Nei negozi di Medjugorje si vende di tutto, perfino gli autografi dei veggenti. A padre Ljubo, 32 anni, qui da un anno, Marija Pavlovic ogni 25 del mese detta il messaggio della Madonna, che poi verrà stampato e diffuso in tutto il mondo. Racconta padre Ljubo: «Marija parla con la Madonna. Si vedono le labbra che si muovono. Poi prende un pezzo di carta e in croato senza punteggiatura scrive delle parole. È accaduto anche ieri sera. Marija era in Italia e mi ha telefonato il testo. Io ho messo la punteggiatura e diffuso il testo. L’originale lo tiene Marija». Tutti i francescani ripetono che loro non hanno rapporti con i veggenti, che si occupano solo della cura pastorale dei pellegrini. Eppure, senza la mediazione di padre Ljubo, incontrare un veggente è impossibile. Padre Ljubo è assai disponibile a ragionare: «Lei mi chiede come è possibile che la Madonna corregga il Vangelo? Forse non vuole correggere: vuole solo rivelare altri particolari. Lo so che molte cose sono difficili da capire. Per esempio: perché appare tutti i giorni? Mi creda: anch’io ho mille domande nel cuore».

Fiori per la statua della Madonna.

Il parroco di Medjugorje, Ivan Sesar.

Fiori per la statua della Madonna.

Il parroco di Medjugorje, Ivan Sesar.

Il parroco, da nove mesi, è padre Ivan Sesar. Racconta di questo villaggio, che in vent’anni è stato rivoluzionato, dove la tentazione del denaro facile è in agguato ogni giorno: «È inevitabile che qualcuno s’approfitti della Madonna. Ma questo dimostra anche il coraggio della Vergine. Io rispetto chi crede e chi non crede alla Gospa. Non mi interessano le guarigioni, mi interessano le conversioni. L’unica cosa di cui mi rammarico è che la maggior parte dei pellegrinaggi, soprattutto dall’Italia, arrivino senza un sacerdote. È tutto più difficile, perché si rischia davvero la superstizione».

Il predecessore di padre Sesar, padre Ivan Landeka, ogni mese inviava un rapporto dettagliato alla Santa Sede e al vescovo diocesano di Mostar. E la stessa cosa continua a fare padre Sesar. Nell’archivio parrocchiale è contenuta la documentazione di 350 guarigioni, ma anche la testimonianza di molti che affermano di aver visto la Madonna e di aver assistito a particolari fenomeni della natura: il sole che gira, strane corone di stelle, una scritta rossa nel cielo che invocava mir, "pace" in croato.

Oggi il modulo per le guarigioni miracolose si può scaricare anche da Internet. La maggior parte dei casi sono presunte guarigioni da sclerosi multipla. Padre Ljudevit Rupcic, 81 anni, teologo francescano assai noto in Croazia anche per aver tradotto la Bibbia in croato, è uno dei massimi estimatori di Medjugorje e vi ha dedicato un numero imponente di volumi. Spiega: «Io ho vissuto insieme a mille pellegrini uno strano fenomeno del sole. Inequivocabilmente è un miracolo. È significativo che molte cose siano state accolte dai fedeli come miracoli. Vuol dire che essi hanno compreso il loro significato e hanno capito i messaggi di Medjugorje. Tuttavia la più forte testimonianza a vantaggio delle apparizioni sono gli abbondanti frutti spirituali. Perché essi non sono presenti anche in altri luoghi e presso le normali mete dei pellegrini nelle cattedrali? Quanti sono contrari a tutto questo si comportano come i Giudei che attribuivano a Belzebù e non a Gesù il fatto che egli allontanasse gli spiriti maligni».

È tardi. Comincia la preghiera serale. I tre veggenti hanno già avuto la loro apparizione quotidiana e per i pellegrini questa è l’ora della benedizione degli oggetti religiosi, dopo la messa, il Credo, sette Pater Ave e Gloria inginocchiati. Jennifer, americana di Boston, è appena scesa dalla Collina delle apparizioni. Viene qui ogni anno dal 1995. Ha con sé un sacchetto di terra. Lo porta in chiesa per farlo benedire: «È la terra sulla quale è apparsa la Madonna», sottolinea. «Perché vengo a Medjugorje? Non so, il fatto è che qui mi sento bene».

Alberto Bobbio

Una "via crucis" sulla Collina delle apparizioni.
Una "via crucis" sulla Collina delle apparizioni.

La lunga guerra dei frati riottosi

Il vescovo e i frati. Il clero diocesano e i religiosi. C’è una disputa complessa e densa di passioni che da anni vede opposti il vescovo e i francescani nella diocesi di Mostar: questioni di parrocchie che, secondo il decreto di Paolo VI Romanis Pontificibus, i religiosi devono restituire al clero diocesano. Ma molti si sono opposti e sono arrivati addirittura a murare le porte delle chiese. Alcuni di questi frati sono stati sospesi a divinis, espulsi dall’Ordine, ma continuano a occupare le parrocchie. A maggio alcuni di loro hanno fatto amministrare quasi mille cresime a bambini ignari ad un vescovo non validamente ordinato: Srecko Novak, ex seminarista a Zagabria, espulso per motivi abietti, finito a Berna nel seminario dei Vecchi Cattolici, ma dai quali non sarebbe nemmeno stato ordinato sacerdote e sarebbe anche da qui stato espulso. Per la Chiesa locale e la Conferenza episcopale bosniaca tutto ciò è una «tragedia religiosa, morale, liturgica, sacramentale, cattolica, ecumenica e, in particolare, francescana». Anche i francescani dell’Erzegovina hanno detto che «i frati disobbedienti si sono allontanati dall’Ordine e dai princìpi della Chiesa cattolica e hanno ingannato centinaia di bambini, genitori e padrini rendendo possibile l’illegalità e il sacrilegio contro lo Spirito Santo». Eppure non è la prima volta che accade. Già all’inizio degli anni ’80 erano state amministrate senza validità molte cresime in parrocchie occupate abusivamente. E già un’altra volta, nel 1980, il vescovo di Mostar, Pavao Zanic, era intervenuto sospendendo a divinis due frati. Le apparizioni cominciano in questo contesto e molti sostengono che siano state "inventate" per dare maggior potere di ricatto ai francescani. Almeno una volta Vicka, una delle veggenti, ha detto che la Madonna ha preso le difese dei due frati sospesi a divinis: «Sono innocenti. Che siano in pace. Possono celebrare la messa. Il vescovo si è sbagliato». I due frati erano amici di Vicka. La vicenda ha origine dal fatto che, in tutta la Bosnia, durante l’occupazione turca (1474-1878), i francescani furono gli unici religiosi a rimanere con il popolo. La gente li chiama ancora oggi "zii", per dire del legame familiare che si è stabilito. Quando è stata reinstaurata la gerarchia regolare sono nate le tensioni, aumentate a partire dalla fine degli anni ’70 con il decreto di Paolo VI. Secondo un documento che Jesus ha potuto leggere, sono 40 i francescani dell’Erzegovina ai quali è stata tolta la facoltà di confessare, il 20 per cento dei membri della provincia. Sono tutti devoti di Medjugorje. Con l’amministrazione delle cresime da parte del "vescovo" Novak si è alzato il livello dello scontro. Padre Luka Markesic, teologo francescano di Sarajevo, rileva tuttavia che la questione è assai ingarbugliata: «È quasi sempre mancato il dialogo. L’amministrazione delle cresime è un atto disperato. Ma la responsabilità non è solo dei frati: è anche di chi fino a oggi non ha detto una parola chiara sul fatti di Medjugorje, che sono stati utilizzati dai francescani dell’Erzegovina per combattere la loro personale guerra contro il vescovo del luogo, contro l’Ordine francescano e contro la Santa Sede. Per di più ingannando milioni di fedeli, che non sanno nulla e vanno lì solo per pregare. Ecco perché io credo che si debba intervenire su Medjugorje, che è una questione di fede, e non solo sulla disputa tra frati e vescovi che è una questione disciplinare. Sono passati vent’anni. Gli elementi a disposizione sono molti. La Chiesa potrebbe finalmente decidere».

a.bo.

Un'anziana donna in preghiera.
Un'anziana donna in preghiera.

Malgrado l’opinione piuttosto diffusa tra la gente, Medjugorje non è un santuario ma una semplice parrocchia intitolata a san Giacomo. Monsignor Ratko Peric ribadisce che nessuno ha mai dichiarato «la chiesa Santuario mariano né ha approvato il culto della Vergine in base a tali presunte apparizioni». Per questo motivo non sono consentiti pellegrinaggi ufficiali.

Il sito ufficiale di Medjugorje è www.medjugorje.hr, l’e-mail informacije@medjugorje.hr. Con il motore di ricerca Google si trovano su Internet 49.600 siti dedicati alle apparizioni in Erzegovina. Il sito ufficiale in italiano viene aggiornato raramente. Fino al 1996 si erano recati a Medjugorje un centinaio di vescovi e 10 cardinali.

Oltre ai sei veggenti storici (Vicka, Mirjana, Marija, Ivan, Ivanka e Jakov) oggi ci sono due cosiddetti veggenti della seconda generazione: Jelena Vasilj, 29 anni, e Marijana Vasilj (che non sono parenti tra loro). Le due sostengono di avere visioni «intime attraverso il cuore». Jelena studia teologia all’Università Gregoriana di Roma.

Diversamente da Fatima, dove la Madonna mostrò ai bambini l’inferno, la Madonna di Medjugorje avrebbe portato fisicamente tre dei veggenti (Vicka, Marija e Jakov) in paradiso, al purgatorio e all’inferno. Anche Ivan ha dichiarato di essere stato in paradiso. Dalle descrizioni dei veggenti, il paradiso sarebbe uno spazio di infinita luce.

Il purgatorio, un posto di nebbia fitta. L’inferno, infine, consisterebbe in un enorme spazio con al centro un grande fuoco, che inghiotte le persone.

Di Medjugorje il Papa non ha mai parlato. Altri hanno riferito ciò che avrebbe detto. Secondo padre Jozo Zovko (20 luglio ’92), «il Papa dice: coraggio, io sono con voi». Secondo monsignor Benitez, un vescovo del Paraguay, «approva tutto quello che riguarda Medjugorje». Infine, secondo Mirjana, una delle veggenti, «Wojtyla mi ha detto che se non fosse Papa sarebbe già a Medjugorje a confessare».

Segue:  Un fiume di dubbi al di là del Tevere

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