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Oltre novecento anni ben portati, un carnet di attività da fare invidia
alle più agguerrite multinazionali e un seggio di Osservatore permanente allOnu:
così il Sovrano Militare Ordine di Malta (Smom) si affaccia alle soglie del Duemila per
continuare la sua missione di servizio ai poveri e ai sofferenti, e in difesa della fede
cattolica. Quella dei cavalieri che si fregiano della
caratteristica croce bianca a otto punte è una delle vicende più affascinanti
dellOccidente cristiano, lontana nel tempo eppure di sorprendente attualità.
Le sue origini si confondono con lalba del secondo millennio. Già
nel luglio 1099 i Crociati che hanno conquistato Gerusalemme trovano, nei pressi del Santo
Sepolcro, un ospedale gestito da una comunità religiosa che si ispira alla Regola
benedettina. I monaci hanno come patrono san Giovanni Battista (da qui il nome di
"Giovanniti"), sono guidati da un certo fra Gerardo (non si sa se francese o
amalfitano) e indossano una tunica nera su cui spicca una croce simile a quella di Amalfi.
Qui i guerrieri venuti dallEuropa, stremati dalle marce e dal lungo assedio alla
Città Santa, ricevono assistenza e cure.
Nella Terrasanta, intanto, cominciano ad affluire sempre più numerosi i
pellegrini da tutto il mondo cristiano. Ma i musulmani non si rassegnano alla sconfitta e
cercano ripetutamente di riconquistare la Palestina. Così i "Giovanniti", che
nel 1113 sono stati riconosciuti da papa Pasquale II come un vero e proprio Ordine
religioso con a capo il successore di Gerardo, fra Raimondo de Puy, decidono di assumersi
anche il compito di difendere con le armi i pellegrini e i malati. Sulle strade che
portano a Gerusalemme sorge una fitta rete di ospedali e di fortezze che per circa due
secoli saranno bersaglio di agguati, assedi e battaglie da parte dellIslam. Al
centro del vessillo rosso della "Sacra Religione" (altro nome dellOrdine)
campeggia la croce a otto punte simbolo delle Beatitudini evangeliche e gli stessi frati
che professano i voti di povertà, castità e obbedienza indossano anche le armature dei
cavalieri.
I sovrani di Gerusalemme si servono di loro come consiglieri,
ambasciatori e mediatori disinteressati di controversie. Ma non è lontana la drammatica
conclusione della loro avventura in Terrasanta: nella primavera del 1291 cadono Acri e
Tolemaide e i Cavalieri sono costretti a far vela verso Cipro, da dove partiranno
nuovamente nel 1310, per installarsi nellisola di Rodi, che da quel momento diventa
un punto di riferimento importantissimo per le potenze europee come base militare
di rilevanza strategica , ma soprattutto per la Chiesa e per il mondo cristiano che
non ha perso la speranza di un ritorno nella Terrasanta.
LOrdine è ormai anche una potenza marinara in cui
militano i cadetti delle famiglie nobili di Francia, Spagna, Portogallo e Italia. Il
Capitolo generale, riunito a Montpellier nel 1319, decide di raggruppare gli ospedalieri
secondo i Paesi di provenienza nelle cosiddette "Lingue", ognuna delle quali
comprende Priorati o Gran Priorati, Baliaggi e Commende.
I musulmani intanto, con le loro scorrerie, intensificano la presenza
nel Mediterraneo. Maometto II, conquistata Costantinopoli, punta decisamente verso
lEuropa, attraverso la Serbia. Anche Rodi è ripetutamente attaccata con ingenti
forze, ma il sultano è costretto alla ritirata. Ci riprova Solimano il Magnifico nel
giugno 1522: nonostante le ingenti perdite subite, dopo un assedio di sei mesi egli
costringe alla resa i Cavalieri, consentendo però loro di andarsene con lonore
delle armi e di portare con sé tutto quanto posseggono. Sulle navi, anziché la bandiera
dellOrdine, viene issato un drappo bianco sul quale spiccano, ricamate in oro,
limmagine della Vergine e la scritta Afflictis Tu spes unica (Tu unica
speranza per gli afflitti).
Dopo soste a Civitavecchia, Viterbo e Nizza, i Cavalieri, nel 1530,
ottengono da Carlo V lisola di Malta. Su questo territorio in gran parte roccioso,
arido e inospitale, la Sacra Milizia "Giovannita" scrive unaltra
straordinaria pagina di civiltà. I turchi proveranno più volte ma sempre
inutilmente ad attaccare lisola, trasformata in una roccaforte imprendibile.
Nel 1566 viene posta la prima pietra di quella che è oggi la capitale
maltese, La Valletta, così chiamata a ricordo del Gran Maestro Jean Parisot de La
Vallette: la città si arricchirà di splendidi palazzi, di "alberghi" per le
Lingue e della cattedrale di San Giovanni, che sarà poi impreziosita da due capolavori
del Caravaggio.
Lultima grande impresa bellica dei "Giovanniti" è
legata alla storica battaglia di Lepanto (17 ottobre 1571), nella quale essi furono
presenti con tre galere e numerosi cavalieri imbarcati sulle navi spagnole, pontificie,
siciliane e toscane. Poi, per altri due secoli, lOrdine si dedicò soprattutto alla
cura dei "Signori Malati", in linea col carisma originario che mai, del resto,
neppure nei periodi di più intensa attività militare, era stato trascurato. Ancora oggi
si ammira a Malta il grande ospedale che, nelle dimensioni e nelle geniali soluzioni
architettoniche, anticipa le moderne tecniche di ingegneria sanitaria. In quello stesso
ospedale, a metà del 700, per la prima volta una donna conseguì la laurea in
medicina e venne abilitata a esercitare la chirurgia. E fu ancora un maltese, Giuseppe
Bart, a fondare a Vienna nel 1765 la prima cattedra di oculistica del mondo.
Lavvento di Napoleone e laccresciuto valore strategico
dellisola segnarono la fine del dominio dellOrdine su Malta: i francesi vi
sbarcarono nel 1798 mentre, per la prima volta nella loro storia, i Cavalieri si
arrendevano senza colpo ferire, poiché la loro Regola vieta di usare le armi contro altri
cristiani. Tra il disinteresse delle grandi potenze, contrariamente a quanto stabilito dal
Trattato di Amiens (1802), Malta venne poi assegnata alla Gran Bretagna.
Privi di un proprio territorio, dopo alterne vicende che videro alla
guida dellOrdine addirittura lo zar Paolo I, ortodosso e per di più sposato, i
Cavalieri trovarono la loro sede definitiva a Roma, nel Palazzo Malta che era stato la
sede del loro rappresentante presso il Papa. Ricostituiti i Gran Priorati di Lombardia e
Venezia, e quelli di Napoli e Sicilia, al posto delle antiche Lingue nacquero le
Associazioni nazionali dei Cavalieri, tra cui quella italiana (1877).
LOrdine che conserva tuttora le prerogative di un ente
indipendente e sovrano, portatore di un proprio ordinamento giuridico ha potuto
così riprendere in pieno, potenziandola a livello internazionale, lattività
originaria nel campo assistenziale. In Italia, grazie a speciali convenzioni con il
ministero della Guerra (ieri) e della Difesa (oggi), lAssociazione nazionale dei
Cavalieri ha creato anche un proprio Corpo militare da impiegare in caso di conflitti o di
calamità naturali.
Lo Smom nel frattempo si è preparato a fronteggiare le sfide della
modernità: la svolta decisiva è avvenuta sotto la guida del Gran Maestro fra Angelo de
Mojana di Cologna, al quale è succeduto per la prima volta nella storia
dellOrdine un inglese, fra Andrew Bertie: con lui si è avviata anche
lopera di riforma della Carta costituzionale per adeguarla ai dettami del Concilio
Vaticano II e al nuovo Codice di diritto canonico.
Da alcuni anni lOrdine è tornato anche a Malta, nella residenza
magistrale di Forte SantAngelo concessagli in uso esclusivo dal Governo maltese per
cinquantanni: qui si sta attrezzando un complesso destinato a promuovere
lelevazione spirituale e morale dei singoli cavalieri e a formare i futuri quadri
dirigenti dello Smom.
Continua dunque la leggenda dei "Giovanniti" ospedalieri di
Gerusalemme, di Rodi e di Malta, cominciata nella Città Santa e proiettata ora con
intatto vigore verso il terzo millennio.
Angelo Montonati
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