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Il Sovrano Militare Ordine di Malta

UNA LEGGENDA CHE CONTINUA

di Pia Vincenti Guzzi e Angelo Montonati

   

Jesus n. 11 novembre 1997 - Home Page Nato all’alba del secondo millennio, l’Ordine dei Cavalieri di Malta rimane fedele ai suoi princìpi ispiratori: difesa della fede e servizio ai sofferenti. Ma rinnova i modi e gli stili di una presenza articolata in cento nazioni, dove i 12.500 Cavalieri offrono il proprio lavoro volontario in strutture assistenziali, sanitarie e sociali.

L'articolo 2 della Carta costituzionale melitense lo precisa con chiarezza: «L’Ordine ha come fine di promuovere la gloria di Dio mediante la santificazione dei suoi membri, il servizio alla Fede e alla Santa Sede e l’aiuto al prossimo, in conformità alle sue secolari tradizioni».

In una società come quella attuale, avvezza ad affidare bisogni ed emergenze all’apparato filantropico di enti assistenziali laici o di istituzioni umanitarie civili, pur efficienti e meritori, può forse destare sorpresa la presenza di un Ordine «religioso laicale, militare, cavalleresco, tradizionalmente nobiliare», che in modo tanto concreto e coerente coniuga vocazione e impegno alla solidarietà, alla giustizia e alla pace, sulla base dell’insegnamento evangelico e della dottrina della Chiesa. La peculiarità della dimensione missionaria melitense, il suo precipuo carisma, sta tutta in quella carità operosa e dinamica, illuminata dalla fede e sostenuta dalla preghiera, che attraverso i secoli ha saputo esprimersi a vari livelli e muoversi in diverse direzioni, ovunque vi fossero infermi, poveri, orfani, emarginati, perseguitati o profughi, icone viventi del Cristo crocifisso, ovunque occorresse difendere o tutelare i diritti e la dignità dell’uomo che sempre è sacro, perché plasmato a immagine e somiglianza del Creatore.

Il Sovrano Ordine Militare di Malta vive e opera nel mondo e per il mondo, ma sente di non appartenergli. I suoi membri, che si qualificano come "confratelli", sono stati capaci nel tempo di conservare e sviluppare la propria originaria identità religiosa. Ancor oggi, infatti, molti esponenti dell’Ordine sono frati professi che hanno pronunciato almeno una promessa di obbedienza: i 12.500 Cavalieri che lo compongono, pur essendo in gran parte dei laici, sono tutti votati all’esercizio delle virtù cristiane, in spirito di totale dedizione e gratuità. È proprio dal modo di vivere cristianamente l’appartenenza all’Ordine che deriva la necessità di lasciarsi coinvolgere nelle sue molteplici attività, abbracciando gli ideali che esso incarna. Non si è Cavalieri o Dame solo per privilegi di nascita o per meriti acquisiti, ma per aver saputo rispondere a una specifica chiamata che sollecita a operare là dove emergano bisogni materiali o morali, là dove si annidi la sofferenza con il suo mistero, perché anche quella sofferenza venga accolta e sublimata e di tutti gli uomini che essa trafigge e travolge si faccia un unico corpo mistico.

Mai nella sua storia l’Ordine è stato in grado di provvedere a una quantità di aiuti così varia e articolata come ai nostri giorni. Esso è presente in cento nazioni, in tutti i continenti, con strutture assistenziali, sanitarie e sociali (80 tra ospedali, cliniche e dispensari in proprietà o gestione, 50 centri di accoglienza per bambini, anziani, disabili, 600 centri di primo soccorso, 20 case di cura per malati terminali, 6 campi per profughi) che impegnano centinaia di migliaia di persone fra Cavalieri, cappellani, volontari, operatori e contributori.

Dal Gran Magistero, organo centrale dell’Ordine, dipendono nel nostro Paese tre Gran Piorati: quello di Roma, di Lombardia e Venezia, di Napoli e Sicilia. Da ogni Gran Priorato dipendono poi singole Delegazioni – veri e propri organi periferici – di norma regionali, con diramazioni anche a livello provinciale, per un totale di 3.200 membri.

Le Delegazioni Granpriorali intervengono in azione congiunta sia con il Corpo italiano soccorso Ordine di Malta (Cisom), suddiviso territorialmente in raggruppamenti operativi, sia con un proprio Corpo militare, il cui comando è a Roma e il I Reparto a Milano. I volontari del Cisom, costantemente impegnati nell’assistere anziani, dializzati, portatori di handicap, malati terminali e nell’organizzare campeggi estivi per giovani disabili, si rendono disponibili per prestazioni di pronto soccorso in occasione di grossi incontri religiosi, sportivi o internazionali (il G7 di Napoli). In caso di calamità naturali – i terremoti del Friuli e dell’Irpinia, gli incendi in Sardegna, le alluvioni del Piemonte e della Versilia – i raggruppamenti Cisom si attivano con forze e mezzi propri in piena collaborazione con gli uomini della Protezione civile. Il Corpo militare dell’Associazione italiana dell’Ordine, dal 1877 ausiliare dell’Esercito italiano, si mobilita per inviare aiuti umanitari alle popolazioni colpite da catastrofi o coinvolte in eventi bellici. Nella ex Jugoslavia, anche quando il conflitto era in corso, il I Reparto ha compiuto numerose missioni, portando duemila tonnellate di medicinali, viveri e vestiario.

Durante il recente esodo degli albanesi sulle coste pugliesi, il Corpo militare è intervenuto con proprie unità sanitarie e attrezzature mediche, allestendo in cooperazione con il Cisom, a Cassano delle Murge (Bari), una tendopoli per accogliere e assistere 500 profughi (primo soccorso, prevenzione, screening epidemiologico). Missioni umanitarie all’estero vengono effettuate anche dalla Delegazione di Firenze che aiuta la Chiesa greco-cattolica in Ucraina, in particolare rifornendone l’ospedale di Leopoli. A Picos, in Brasile, fra Roggero Caccia Dominioni e la Delegazione di Milano hanno aperto e seguono un centro per la cura dei lebbrosi.

Un fiore all’occhiello

In Italia l’Ordine svolge un’attività assistenziale e sociale capillare e altamente qualificata. Uno dei fiori all’occhiello dell’Associazione Cavalieri italiani è l’ospedale San Giovanni Battista, alla Magliana (Roma), fondato negli anni ’70, in cui è in funzione pure un reparto di rianimazione per degenti in coma e di neuroriabilitazione per pazienti cerebrolesi che oggi, purtroppo, rischia la chiusura per mancanza di fondi, nonostante sia uno dei più specializzati e apprezzati in Italia e all’estero.

Convenzionati con il Servizio sanitario nazionale, molte delegazioni hanno creato ambulatori e poliambulatori, come il San Pancrazio di Genova, per l’assistenza anche ad alcolizzati, emarginati ed extracomunitari, e centri per la cura del diabete (Milano, Ancona, Viterbo, Civitavecchia, Roma, Latina, Napoli, Bari, Messina, eccetera). Un’altra opera tipicamente melitense, svolta in stretto collegamento con l’Associazione italiana sclerosi multipla, è quella del trasporto dei malati ai centri di rieducazione psicomotoria. Esistono inoltre consultori familiari dove offrono la propria collaborazione vari professionisti.

L’aspetto formativo ha sempre rivestito una grande importanza per l’Ordine. Ne sono prova le scuole per infermieri professionali aperte a Milano, Torino e Roma, e i corsi di assistenza per malati e di primo soccorso organizzati in molte città, fra cui Milano, Torino, Padova e Mestre. Ma anche la dimensione culturale è ampiamente sviluppata: il Centro studi melitensi del Gran Priorato di Napoli e Sicilia che ha sede a Taranto, Palazzo Amelio, oltre a curare pubblicazioni a carattere storico sull’Ordine, istituisce borse di studio destinate a giovani delle scuole medie inferiori, mentre conferenze monografiche si tengono nella suggestiva cornice del castello di Magione (Perugia).

Una promozione completa dell’uomo, accanto ai bisogni del corpo, deve saper cogliere e valorizzare anche le esigenze dello spirito. I Cavalieri di Malta, i cappellani e i volontari, fortificati da ritiri spirituali e incontri di preghiera, organizzano per i malati – i "Signori Malati" – pellegrinaggi annuali a Lourdes, Assisi e Loreto. Alle soglie del terzo millennio, è pure questa una testimonianza forte di carità e di fede.

Mentre la cultura contemporanea respinge la Croce e in tutti i modi tenta di esorcizzare l’infermità e la morte, l’Ordine vuole dare un significato e santificare la sofferenza, associandola al sacrificio salvifico del Cristo.

Pia Vincenti Guzzi
   

Uno strumento di dialogo e solidarietà
Sotto le insegne del Sovrano Militare Ordine di Malta (Delegazione di Firenze), Pia Vincenti Guzzi si reca più volte all’anno in Ucraina, a Leopoli, per portare medicine e aiuti umanitari ai fratelli della Chiesa greco-cattolica, attualmente retta dal cardinale Myroslav Lubachizsky. Essa è anche membro – unica donna – della speciale commissione "Nuovi martiri" istituita dal Papa e presieduta dal vescovo monsignor Michel Hrynchyshyn, con lo scopo di raccogliere le testimonianze di tanti "militi ignoti" della fede in preparazione al Grande Giubileo del 2000. Pia Vincenti ha pubblicato un libro, Vanja e gli Angeli, che è stato tradotto in russo, romeno e tedesco, nel quale ripercorre la vicenda umana e spirituale del giovane soldato cristiano di confessione battista Ivan Vasil’evic Moiseev, torturato e ucciso per la fede nel 1972 in Crimea mentre militava nelle file dell’esercito sovietico. Il volume è stato concepito come strumento di dialogo ecumenico e, soprattutto, di solidarietà, poiché il ricavato della sua vendita viene devoluto alle Chiese dell’Est che versano ora in difficili situazioni economiche.

Segue: Difensori della fede, al servizio dei sofferenti
   

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