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Il Sovrano Militare Ordine di Malta UNA LEGGENDA CHE CONTINUA di Pia Vincenti Guzzi e Angelo Montonati
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Nato
allalba del secondo millennio, lOrdine dei Cavalieri di Malta rimane fedele ai
suoi princìpi ispiratori: difesa della fede e servizio ai sofferenti. Ma rinnova i modi e
gli stili di una presenza articolata in cento nazioni, dove i 12.500 Cavalieri offrono il
proprio lavoro volontario in strutture assistenziali, sanitarie e sociali. L'articolo 2 della Carta costituzionale melitense lo precisa con chiarezza: «LOrdine ha come fine di promuovere la gloria di Dio mediante la santificazione dei suoi membri, il servizio alla Fede e alla Santa Sede e laiuto al prossimo, in conformità alle sue secolari tradizioni». In una società come quella attuale, avvezza ad affidare bisogni ed emergenze allapparato filantropico di enti assistenziali laici o di istituzioni umanitarie civili, pur efficienti e meritori, può forse destare sorpresa la presenza di un Ordine «religioso laicale, militare, cavalleresco, tradizionalmente nobiliare», che in modo tanto concreto e coerente coniuga vocazione e impegno alla solidarietà, alla giustizia e alla pace, sulla base dellinsegnamento evangelico e della dottrina della Chiesa. La peculiarità della dimensione missionaria melitense, il suo precipuo carisma, sta tutta in quella carità operosa e dinamica, illuminata dalla fede e sostenuta dalla preghiera, che attraverso i secoli ha saputo esprimersi a vari livelli e muoversi in diverse direzioni, ovunque vi fossero infermi, poveri, orfani, emarginati, perseguitati o profughi, icone viventi del Cristo crocifisso, ovunque occorresse difendere o tutelare i diritti e la dignità delluomo che sempre è sacro, perché plasmato a immagine e somiglianza del Creatore. Il Sovrano Ordine Militare di Malta vive e opera nel mondo e per il mondo, ma sente di non appartenergli. I suoi membri, che si qualificano come "confratelli", sono stati capaci nel tempo di conservare e sviluppare la propria originaria identità religiosa. Ancor oggi, infatti, molti esponenti dellOrdine sono frati professi che hanno pronunciato almeno una promessa di obbedienza: i 12.500 Cavalieri che lo compongono, pur essendo in gran parte dei laici, sono tutti votati allesercizio delle virtù cristiane, in spirito di totale dedizione e gratuità. È proprio dal modo di vivere cristianamente lappartenenza allOrdine che deriva la necessità di lasciarsi coinvolgere nelle sue molteplici attività, abbracciando gli ideali che esso incarna. Non si è Cavalieri o Dame solo per privilegi di nascita o per meriti acquisiti, ma per aver saputo rispondere a una specifica chiamata che sollecita a operare là dove emergano bisogni materiali o morali, là dove si annidi la sofferenza con il suo mistero, perché anche quella sofferenza venga accolta e sublimata e di tutti gli uomini che essa trafigge e travolge si faccia un unico corpo mistico. Mai nella sua storia lOrdine è stato in grado di provvedere a una quantità di aiuti così varia e articolata come ai nostri giorni. Esso è presente in cento nazioni, in tutti i continenti, con strutture assistenziali, sanitarie e sociali (80 tra ospedali, cliniche e dispensari in proprietà o gestione, 50 centri di accoglienza per bambini, anziani, disabili, 600 centri di primo soccorso, 20 case di cura per malati terminali, 6 campi per profughi) che impegnano centinaia di migliaia di persone fra Cavalieri, cappellani, volontari, operatori e contributori. Dal Gran Magistero, organo centrale dellOrdine, dipendono nel nostro Paese tre Gran Piorati: quello di Roma, di Lombardia e Venezia, di Napoli e Sicilia. Da ogni Gran Priorato dipendono poi singole Delegazioni veri e propri organi periferici di norma regionali, con diramazioni anche a livello provinciale, per un totale di 3.200 membri. Le Delegazioni Granpriorali intervengono in azione congiunta sia con il Corpo italiano soccorso Ordine di Malta (Cisom), suddiviso territorialmente in raggruppamenti operativi, sia con un proprio Corpo militare, il cui comando è a Roma e il I Reparto a Milano. I volontari del Cisom, costantemente impegnati nellassistere anziani, dializzati, portatori di handicap, malati terminali e nellorganizzare campeggi estivi per giovani disabili, si rendono disponibili per prestazioni di pronto soccorso in occasione di grossi incontri religiosi, sportivi o internazionali (il G7 di Napoli). In caso di calamità naturali i terremoti del Friuli e dellIrpinia, gli incendi in Sardegna, le alluvioni del Piemonte e della Versilia i raggruppamenti Cisom si attivano con forze e mezzi propri in piena collaborazione con gli uomini della Protezione civile. Il Corpo militare dellAssociazione italiana dellOrdine, dal 1877 ausiliare dellEsercito italiano, si mobilita per inviare aiuti umanitari alle popolazioni colpite da catastrofi o coinvolte in eventi bellici. Nella ex Jugoslavia, anche quando il conflitto era in corso, il I Reparto ha compiuto numerose missioni, portando duemila tonnellate di medicinali, viveri e vestiario. Durante il recente esodo degli albanesi sulle coste pugliesi, il Corpo militare è intervenuto con proprie unità sanitarie e attrezzature mediche, allestendo in cooperazione con il Cisom, a Cassano delle Murge (Bari), una tendopoli per accogliere e assistere 500 profughi (primo soccorso, prevenzione, screening epidemiologico). Missioni umanitarie allestero vengono effettuate anche dalla Delegazione di Firenze che aiuta la Chiesa greco-cattolica in Ucraina, in particolare rifornendone lospedale di Leopoli. A Picos, in Brasile, fra Roggero Caccia Dominioni e la Delegazione di Milano hanno aperto e seguono un centro per la cura dei lebbrosi. Un fiore allocchiello In Italia lOrdine svolge unattività assistenziale e sociale capillare e altamente qualificata. Uno dei fiori allocchiello dellAssociazione Cavalieri italiani è lospedale San Giovanni Battista, alla Magliana (Roma), fondato negli anni 70, in cui è in funzione pure un reparto di rianimazione per degenti in coma e di neuroriabilitazione per pazienti cerebrolesi che oggi, purtroppo, rischia la chiusura per mancanza di fondi, nonostante sia uno dei più specializzati e apprezzati in Italia e allestero. Convenzionati con il Servizio sanitario nazionale, molte delegazioni hanno creato ambulatori e poliambulatori, come il San Pancrazio di Genova, per lassistenza anche ad alcolizzati, emarginati ed extracomunitari, e centri per la cura del diabete (Milano, Ancona, Viterbo, Civitavecchia, Roma, Latina, Napoli, Bari, Messina, eccetera). Unaltra opera tipicamente melitense, svolta in stretto collegamento con lAssociazione italiana sclerosi multipla, è quella del trasporto dei malati ai centri di rieducazione psicomotoria. Esistono inoltre consultori familiari dove offrono la propria collaborazione vari professionisti. Laspetto formativo ha sempre rivestito una grande importanza per lOrdine. Ne sono prova le scuole per infermieri professionali aperte a Milano, Torino e Roma, e i corsi di assistenza per malati e di primo soccorso organizzati in molte città, fra cui Milano, Torino, Padova e Mestre. Ma anche la dimensione culturale è ampiamente sviluppata: il Centro studi melitensi del Gran Priorato di Napoli e Sicilia che ha sede a Taranto, Palazzo Amelio, oltre a curare pubblicazioni a carattere storico sullOrdine, istituisce borse di studio destinate a giovani delle scuole medie inferiori, mentre conferenze monografiche si tengono nella suggestiva cornice del castello di Magione (Perugia). Una promozione completa delluomo, accanto ai bisogni del corpo, deve saper cogliere e valorizzare anche le esigenze dello spirito. I Cavalieri di Malta, i cappellani e i volontari, fortificati da ritiri spirituali e incontri di preghiera, organizzano per i malati i "Signori Malati" pellegrinaggi annuali a Lourdes, Assisi e Loreto. Alle soglie del terzo millennio, è pure questa una testimonianza forte di carità e di fede. Mentre la cultura contemporanea respinge la Croce e in tutti i modi tenta di esorcizzare linfermità e la morte, lOrdine vuole dare un significato e santificare la sofferenza, associandola al sacrificio salvifico del Cristo. Pia Vincenti Guzzi
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