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INCHIESTA
ELEZIONI POLITICHE 2013

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INCHIESTA - ELEZIONI POLITICHE 2013

Per chi votano i cattolici?
a cura della REDAZIONE

Abbiamo intervistato trenta componenti di trenta diversi Consigli pastorali parrocchiali in tutta Italia, chiedendo loro cosa voteranno e perché. Il risultato che è emerso è, per certi versi, stupefacente.

foto M. GIACOBBE/FOTOLIA

(foto M. GIACOBBE/FOTOLIA).

Non c'è dubbio: il "quadro" cattolico medio vota Centro- sinistra. Gli uomini e le donne che ogni santo giorno fanno marciare le parrocchie e che formano il tessuto connettivo della comunità ecclesiale italiana sembrano fare una scelta di campo esplicita per il Partito democratico e, in misura minore, per Mario Monti. Se questa fosse l'Italia intera (cosa che certamente non è), dalle elezioni del 24 e 25 febbraio emergerebbe lo scenario di un governo saldamente nelle mani del Pd, con Scelta civica dell'attuale Presidente del consiglio che si aggiudica il ruolo di secondo gruppo parlamentare. E con Berlusconi, la Lega e le altre liste di destra relegate al ruolo di modesta minoranza, destinata a una semi-trascurabile opposizione. La situazione, però, non è così definita, ovviamente. Questa, infatti, non è una proiezione scientifica sulle intenzioni di voto degli italiani e neanche un sondaggio statisticamente significativo sulle preferenze di coloro che si dichiarano «cattolici». È, più semplicemente, il risultato di una nostra inchiesta giornalistica, fatta senza pregiudizi ideologici di sorta, con l'unico obiettivo di tastare il polso ai credenti impegnati al livello della "cellula base" della Chiesa italiana: la parrocchia. Per fare questo, abbiamo intervistato trenta persone scelte casualmente in tutta Italia, che avessero una sola caratteristica in comune: essere membri di un Consiglio pastorale parrocchiale, cioè l'organismo di persone scelte dal parroco per collaborare con lui nella gestione della comunità cristiana locale. Trenta credenti laici dunque, cioè né preti né religiose o religiosi. Persone comuni, con una famiglia e un mestiere, che dedicano stabilmente parte del loro tempo occupandosi del catechismo e dell'oratorio, coordinando le attività pastorali, dando una mano a preparare la liturgia, seguendo le iniziative di volontariato sociale e qualunque altra attività la loro parrocchia abbia deciso di intraprendere.

Mario Monti Sessantanove anni, cattolico lombardo poco propenso a sbandierare la sua fede pubblicamente

Mario Monti. Sessantanove anni, cattolico lombardo poco propenso a sbandierare la sua fede pubblicamente, il Professore nel suo Governo ha imbarcato personalità apprezzate dalle gerarchie ecclesiastiche come il fondatore della Comunità di Sant'Egidio Andrea Riccardi e l'ex rettore della Cattolica Lorenzo Ornaghi. I vertici della Cei e del Vaticano hanno iniziato la campagna elettorale con un endorsement che ha creato qualche malumore tra i vescovi. Nella sua lista si candidano personalità rappresentative di diverse sensibilità del mondo cattolico: da Mario Marazziti di Sant'Egidio al ciellino Mario Mauro; dal presidente di Scienza e vita Lucio Romano al presidente dell'Associazione famiglie numerose Mario Sberna; dall'ex presidente delle Acli Andrea Olivero a Luigi Marino di ConfCooperative.a (foto G. MONTANI/ANSA)

Monti per l'Italia

Dalle risposte di questi trenta cattolici "ordinari", che riportiamo nelle pagine seguenti, emerge un quadro molto interessante, che conferma alcune linee di tendenza politiche generali ma che, contemporaneamente, smentisce non pochi luoghi comuni che vanno per la maggiore, riguardo al cosiddetto «voto cattolico». Ma cominciamo dai dati: su trenta persone intervistate, 11 sono donne e 19 uomini. Le età oscillano da un massimo di 70 anni a un minimo di 28, con la media che si assesta sui 48 anni. Quanto alle intenzioni di voto, 14 persone (cioè il 42%) indicano chiaramente che sceglieranno il Pd di Luigi Bersani; 5 (15%) daranno la propria preferenza a Scelta civica di Mario Monti; una persona soltanto fa con certezza una scelta di campo in favore di Sel, guidata da Nichi Vendola; nessuno invece esprime una preferenza sicura per il Pdl di Berlusconi o la Lega di Roberto Maroni; nessun "voto" da parte dei nostri intervistati totalizzano inoltre le liste di Grillo, Ingroia o l'Idv di Di Pietro.

Pier Luigi Bersani. Sessantuno anni, racconta di aver capeggiato, da ragazzino, uno sciopero dei chierichetti nei confronti del parroco

Pier Luigi Bersani. Sessantuno anni, racconta di aver capeggiato, da ragazzino, uno sciopero dei chierichetti nei confronti del parroco. Ha scritto una tesi di laurea su san Leone Magno, è stato frequentemente ospite gradito del meeting di Cl a Rimini ed è l'autore del decreto sulle esenzioni dell'Ici alla Chiesa, poi smontato dal Governo Monti su minaccia dell'Unione Europea. Non è, insomma, estraneo alla galassia cattolica. Oltre a esponenti cattolici di lungo corso come Rosy Bindi e Beppe Fioroni, sono candidati del Pd Giorgio Santini della Cisl, Edo Patriarca (Agesci, Retinopera, Terzo settore, Settimane sociali), la storica Emma Fattorini, Flavia Nardelli, figlia del leader Dc Flaminio Piccoli e segretaria dell'Istituto Sturzo, ed Ernesto Preziosi, ex vicepresidente dell'Azione cattolica e direttore delle Pubbliche relazioni dell'Istituto Toniolo (foto G. MONTANI/ANSA).

PD

Bisogna aggiungere al conto finale una persona che esprime la propria intenzione di astenersi dal voto e, soprattutto, ben 9 su 30 (il 27%) che sono ancora indecisi. L'elevato tasso di incerti si deve in parte alla tempistica della nostra inchiesta: tutte le interviste sono state raccolte entro il limite ultimo del 15 gennaio. È quindi naturale che diverse persone non abbiano ancora elaborato una scelta definitiva, con più di un mese ancora a disposizione prima del voto. In parte, però, l'incertezza deriva dall'obiettiva novità rappresentata dalla «salita in campo» di Mario Monti: dei 9 incerti che abbiamo registrato, 4 (il 12%) sono indecisi tra Scelta civica e Pd; 2 (il 6%) sono indecisi tra Scelta civica e Pdl; altri 2, poi, sono indecisi tra Pd e Sel; e uno è incerto tra votare una lista di destra collegata con Berlusconi e scegliere scheda bianca. Come si vede (e come era anche intuibile "a naso"), la presenza di una lista Monti tra le possibili scelte è salutata come una interessante e appetibile alternativa, di volta in volta, al riformismo del Pd o al populismo della destra berlusconiana.

Silvio Berlusconi. Settantasei anni, pur non avendo un passato cattolico, è stato per lunghi anni solido alleato del Vaticano e della Cei

Silvio Berlusconi. Settantasei anni, pur non avendo un passato cattolico, è stato per lunghi anni solido alleato del Vaticano e della Cei del cardinale Camillo Ruini. Poi le sue vicende private (le escort, le notti di Arcore) hanno incrinato il rapporto. "Scaricato" prima dalle gerarchie ecclesiastiche, poi dalle associazioni cattoliche riunite a Todi, il Cavaliere ha affrontato la campagna elettorale con un'altalena di dichiarazioni, quando sostenendo un legame ancora forte con il Vaticano, quando aprendo alle nozze gay. Nel partito resistono alcuni cattolici teocon, da Maurizio Sacconi a Eugenia Roccella a Gaetano Quagliariello. Quanto a Comunione e liberazione, efficace costola cattolica del berlusconismo, ha risentito delle indagini milanesi e della crisi del governo di Roberto Formigoni. Esponenti di peso come Mario Mauro sono passati con Monti, mentre nel Pdl è rimasto il vicepresidente della Camera Maurizio Lupi (foto G. MONTANI/ANSA).

PDL

Altre due considerazioni che rappresentano, in qualche modo, delle conferme rispetto alla tradizione del voto cattolico: innanzitutto, la quasi totalità si orienta verso formazioni politiche che abbiano una vocazione maggioritaria e di governo, tralasciando le liste minori a vocazione "testimoniale"; in secondo luogo, in questa tornata elettorale 23 intervistati su 30 (il 69%) sceglieranno il Pd oppure la lista Monti. Il dato rappresenta non soltanto il crollo del Pdl come «casa abitabile» dai cattolici, ma anche una rivincita del cattolicesimo politico e, insieme, una sorta di rinascita: non della Democrazia cristiana in quanto tale, ma delle sue due anime fondamentali, quella social-riformista (che oggi si identifica più facilmente con il Partito democratico e che è nettamente prevalente) e quella moderata-conservatrice (che vede di buon occhio l'aggregazione di forze creatasi intorno a Mario Monti). Un'ultima nota conclusiva: analizzando le risposte, il tema dei «valori non negoziabili » non sembra criterio fondamentale per la scelta politica. In alcuni casi, è solo uno dei criteri di scelta, accanto ad altri. Nella gran parte delle risposte, non è neppure menzionato, mentre prevalgono argomentazioni di tipo "laico": l'onestà/moralità pubblica del candidato, le scelte di politica-economica, la protezione delle fasce deboli della popolazione, il ruolo del welfare. Da ciò che emerge nella nostra ricognizione, insomma, i credenti delle parrocchie sono meno bigotti di quanto li dipinga la stampa laica. Inoltre, emerge un indubbio scollamento e una non trascurabile distanza tra l'agenda pubblica dei vertici ecclesiastici (Cei e Segreteria di Stato) e le priorità della base cattolica: un nodo che, ad elezioni avvenute, sarà bene che la comunità ecclesiale italiana trovi il modo di mettere a tema.

Di seguito, le interviste ai 30 membri di Consigli pastorali parrocchiali che abbiamo raccolto in tutta Italia.

PIEMONTE

Lidia, 51 anni. Abita e s'impegna a Mirafiori, periferia Sud di Torino: «Questa volta ci va bene. Abbiamo l'imbarazzo della scelta. Per me, personalmente, è un pareggio: tre a tre. Ho scoperto infatti di conoscere tre candidati del Pd e altrettanti di Scelta civica, la lista che fa capo al premier uscente. Da noi, tra gli altri, si candidano gli ex presidenti nazionali dell'Agesci (Edo Patriarca, Pd), della Gioventù operaia cristiana (Tommaso Panero, con Monti alla Camera) e delle Acli (Andrea Olivero, al Senato con Monti). Alla fine credo che voterò Pd, perché ha una politica economica e una sensibilità sociale in cui mi ritrovo maggiormente. E poi, lo dico con franchezza, perché temo che possa tornare in gioco Silvio Berlusconi. Meglio quindi optare per un voto utile».

Sergio, 63 anni, pensionato, impegnato nel volontariato sociale, abitante di Borgomanero (Novara): «Anche se con qualche mal di pancia, voterò Pd. Monti e il suo Governo mi hanno profondamente deluso in merito soprattutto alla difesa del welfare: il 2012 è stato un anno orribile per il volontariato sociale e il nonprofit. E nell'agenda montiana non trovo spazi per il rilancio del Terzo settore. Il programma del Pd, invece, mi dà fiducia per l'attenzione ai temi fondamentali dell'equità sociale e della giustizia. Infine, da credente, mi pare ci sia da parte di Bersani la giusta attenzione anche verso i cosiddetti valori non negoziabili».

Nichi Vendola. Cinquantaquattro anni, è cattolico e dichiaratamente gay: connubio poco amato dalle gerarchie ecclesiastiche.

Nichi Vendola. Cinquantaquattro anni, è cattolico e dichiaratamente gay: connubio poco amato dalle gerarchie ecclesiastiche, tanto più se nella prossima legislatura ripartirà il dibattito su coppie di fatto e nozze omosessuali. Un sacerdote che lo apprezzava per i progetti ospedalieri nella Puglia di cui è governatore, era don Luigi Verzè, il defunto gran capo del San Raffaele. Nelle liste di Sinistra ecologia e libertà non figurano esponenti di spicco del cattolicesimo sociale. Tutti i capilista di Sel hanno però aderito alla campagna anticorruzione Riparte il futuro lanciata da don Luigi Ciotti. I candidati che sottoscrivono questa iniziativa si impegnano a pubblicare curriculum, dati su reddito e patrimonio, eventuale presenza di conflitti di interesse, situazione giudiziaria e, infine, a modificare la legge anticorruzione annacquata dal Parlamento (foto A. DI MEO/ANSA).

Protestanti d'Italia: sono campioni di sobrietà e senso del dovere, ma anche alla ricerca di una spiritualità più "calda" ed emotiva

XXXXa.

LIGURIA

Antonio, 50 anni, impiegato, Genova: «Sono un deluso del Pdl. Stavolta voto Monti. Mi ha convinto per quanto ha fatto nell'anno del suo Governo tecnico e, ora, per la sua determinazione a lavorare con una squadra nuova, con personaggi "puliti", lontani dal mondo dei mestieranti della politica. Tra l'altro, anche il nostro arcivescovo ha benedetto la sua "salita in campo". In passato ho dato il mio appoggio elettorale a Silvio Berlusconi perché pensavo che un imprenditore di successo come lui potesse guidare un Governo e attuare le riforme necessarie al nostro Paese. Mi sono sbagliato».

LOMBARDIA

Anna, 46 anni, farmacista, Milano: «Dopo molta incertezza, ho deciso che voterò per Mario Monti. Avevo seguito con interesse le primarie del Pd e ho accolto, invece, con sgomento la nuova candidatura di Berlusconi. Ho l'impressione che gli italiani si lascino abbindolare troppo facilmente da proclami e messe in scena. Non è stata una scelta a cuor leggero: anche Monti rappresenta forti interessi, ma ho fiducia nella sua capacità di governare guardando solo al bene dell'Italia e di tutti i suoi cittadini. E voglio dare l'opportunità all'ex premier di completare il suo programma».

Beppe Grillo. Sessantaquattro anni, il comico che snobba i salotti televisivi e martella la sua campagna elettorale sul web.

Beppe Grillo. Sessantaquattro anni, il comico che snobba i salotti televisivi e martella la sua campagna elettorale sul web, è a capo di un movimento liquido e trasversale. Spalleggiato dal "guru" Gianroberto Casaleggio, ha selezionato i candidati con un processo "dal basso" filtrato da internet. A parte essere paragonato da Casaleggio a Gesù, ed essere il protagonista, quando faceva l'attore, del film Cercasi Gesù, il capo del Movimento 5 Stelle ha caratterizzato la sua piattaforma elettorale su tematiche civiche come l'ambientalismo e la lotta ai privilegi della "casta". Non c'è un'ossatura cattolica del suo programma. Ma tra gli elettori e tra i candidati serpeggia anche un «grillismo bianco». Un recente sondaggio delle Acli ha rilevato che quasi il 14% (il 13,7% ) dell'elettorato cattolico si dice intenzionato a votare alle politiche per il Movimento 5 Stelle, un anno fa lo era solo lo 0,8% (foto G. MONTANI/ANSA).

Movimento 5 stelle

VENETO

Piero, 70 anni, pensionato, Torri di Quartesolo (Vicenza): «Ho sempre votato per il centro sinistra, ma stavolta penso che darò il mio suffragio a Scelta civica di Mario Monti. Certo, come molti italiani ho subito l'Imu come un pesante balzello, ma ho fiducia nel fatto che l'ex premier nell'arco di una intera legislatura sappia realizzare la seconda parte del programma, che col Governo tecnico era rimasta sulla carta: le riforme per la ripresa economica e per il lavoro alle nuove generazioni. Per le famiglie m'aspetto che finalmente passi il cosiddetto "quoziente familiare" e, da cattolico, auspico un sostegno alla scuola paritaria».

Sandra, 49 anni, catechista, libera professionista, Venezia: «Come molti altri, non so ancora chi andrò a votare: se la giocano il Pd e una lista Monti. Ritengo essenziale che il prossimo Governo debba decisamente tutelare i ceti più poveri. Dovrà individuare le politiche per dare speranza alle nuove generazioni. Mi preoccupano, al contempo, i proclami elettorali taglia-tasse e temo che il rigore per i conti dello Stato, condotto dal Governo uscente, venga abbandonato. Il rischio di default porterebbe alla guerra civile. Riguardo a Monti e alle sue liste, mi infastidisce l'appoggio di vecchi marpioni della politica, come Casini e Fini. Ma come cattolica, non m'ha lasciato indifferente il fatto che l'ex premier abbia trovato simpatie e stima anche nella Cei».

Rosalia, 55 anni, lavora nella Sanità pubblica e vive a Belluno: «Voterò Pd, turandomi il naso. Pur avendo parteggiato per Renzi alle primarie, Bersani mi dà fiducia come premier. Non sono una "rottamatrice" e penso che l'anagrafe da sola non basti per decretare la fine di un politico: ho apprezzato Rosy Bindi quand'era ministro della Sanità e la vedrei bene anche in un nuovo Governo. Il liberismo sfrenato mi fa paura. I più deboli sono destinati a soccombere se non c'è uno Stato sociale. Infine, rispetto alla difesa dei valori cattolici, sono convinta che non è scrivendo sulla carta di un programma che si sostiene la famiglia o si difende il matrimonio. E i vescovi dovrebbero smetterla di interferire sul voto, dando orientamenti ai cattolici».

TRENTINO ALTO ADIGE

Giorgio, 63 anni, ex insegnante, volontario in un'associazione ecclesiale, Trento: «Sono un "renziano" convinto e voterò Pd. È il partito di gran lunga più attento alle istanze dei ceti deboli, i più bastonati dagli ultimi Governi: giovani, famiglie, pensionati, lavoratori, piccoli imprenditori. Anche a livello locale (cittadino e provinciale), ho avuto modo di apprezzare il lavoro che gli amministratori hanno svolto finora. Non vedrei male una coalizione governativa con Monti».

Cinquantasette anni, è il leader dell'unico partito che presenta nelle schede elettorali il glorioso Scudo crociato di democristiana memoria.

Pier Ferdinando Casini. Cinquantasette anni, è il leader dell'unico partito che presenta nelle schede elettorali il glorioso Scudo crociato di democristiana memoria. Della «strana maggioranza » che ha appoggiato il Governo Monti, è stato il più convinto sostenitore del professore. Tanto da unirsi a lui, insieme a Futuro e libertà per l'Italia (Fli) di Gianfranco Fini, in campagna elettorale. Al Senato Monti, Casini, Fini e l'arcipelago di società civile legata ad Andrea Riccardi e Luca Cordero di Montezemolo avrà una lista unica (e Casini sarà capolista con l'obiettivo, accreditato dai rumors parlamentari, di diventare presidente del Senato nella prossima legislatura), mentre alla Camera saranno presenti con tre distinte liste collegate. Tra i nomi che si presentano alle elezioni spicca, tra gli altri, quello di Paola Binetti, Udc, membro dell'Opus Dei, ex presidente del comitato Scienza e vita ed ex teodem del Pd di Walter Veltroni. In vista delle elezioni ha lasciato polemicamente l'Udc, invece, Savino Pezzotta, ex leader Cisl ed ex portavoce del Family day. «L'agenda Monti», ha detto, «andava modificata». (foto F. FRUSTACI/EIDON).

UDC

FRIULI VENEZIA GIULIA

Stefano, 43 anni, libero professionista, Pordenone: «Voterò senza alcuna convinzione, incerto tra Pd e Monti, comunque deluso dall'offerta che presenta ovunque dei "falliti" politici, riciclati e poco presentabili. Speravo nell'affermazione di Renzi alle primarie del Pd: sarebbe stato un bel segnale di rinnovamento e invece ancora una volta ha vinto l'Italia che non vuole cambiare. D'altra parte Monti rappresenta comunque un mondo "potente", di interessi forti. Non seguo affatto le indicazioni del Magistero, che dovrebbe fare un passo indietro e non interferire in queste faccende».

EMILIA-ROMAGNA

Arturo, 51 anni, medico di Cesena: «Mi dichiaro francamente un cattolico molto confuso. Il Pdl m'ha deluso, ma alla fine sceglierò tra Berlusconi e Monti. Non riesco, soprattutto, a trovare parole chiare e impegni precisi nei programmi elettorali in merito ad alcune questioni che mi stanno a cuore come credente: dalla difesa della vita e dell'embrione alla libertà educativa e il sostegno alla scuola paritaria. Vorrei vedere maggior coraggio e lo stesso impegno che s'è messo contro la salita dello "spread", a favore dei valori non negoziabili per noi cattolici».

Roberto Maroni. Cinquantasette anni, è a capo di un partito che ha avuto un andamento oscillante nei confronti della Chiesa.

Roberto Maroni. Cinquantasette anni, è a capo di un partito che ha avuto un andamento oscillante nei confronti della Chiesa. All'inizio Umberto Bossi tuonava contro i «vescovoni » e pregava il «Dio Po». Poi la Lega di lotta ha lasciato spazio alla Lega di Governo. Bossi e famiglia sono stati ricevuti in Vaticano dal cardinale Tarcisio Bertone. I toni del senatur si sono addolciti, lo slogan è diventato «Dio, Padania e famiglia». Del resto, il Carroccio ha pure coltivato una Consulta cattolica capitanata dal senatore Giuseppe Leoni. Impegnati in Parlamento in alcune battaglie apprezzate dai vertici ecclesiali (ad esempio sul testamento biologico), i leghisti si sono però scontrati con il Vaticano sui temi dell'immigrazione e dei campi rom. Ora il successore di Bossi è tornato con Berlusconi, nonostante i mal di pancia dei militanti di base. E tenta di venire a patti con Cielle, che in Lombardia è ancora molto forte (foto D. DAL ZENNARO/ANSA).

Lega Nord

TOSCANA

Piero, 28 anni, fiorentino di nascita e di diocesi, è titubante: «Lo so, a Firenze ci si aspetta che io sia renziano. Invece, anche alle primarie ho votato per Bersani. Adesso però sono un po' indeciso tra Pd e Sel. Mi sembra che sui temi del lavoro Vendola abbia difeso di più i diritti dei lavoratori e anche lo Stato sociale. Però non condivido certi suoi attacchi a Monti. Senza l'intervento di Monti non avremmo più neppure un Paese di cui parlare. Aspetterò fino all'ultimo per scegliere definitivamente».

Marco, 37 anni, diocesi di Grosseto: «Probabilmente voterò Monti. Il suo Governo ha fatto bene e potrebbe continuare l'opera di risanamento della nostra economia. Sarebbe un peccato buttare via i sacrifici che abbiamo fatto in questi mesi se si dovesse invertire la rotta. Mi piace il suo stile sobrio e il modo di lavorare. L'unica cosa che non mi convince è il modo in cui è nata questa forza politica e l'influenza di Montezemolo. Da cattolico non mi sento affatto rappresentato da certe persone». MARCHE Paola, poco più di 40 anni, diocesi di Pesaro: «Voterò assolutamente Pd. Ero una di quelle che votava Ppi e quindi mi sembra coerente votare il Partito nato dai popolari e dai diessini. I cattolici democratici come me hanno nel Pd la loro naturale collocazione. Poi spero in un accordo con Monti, ma con un Pd forte che possa difendere lo Stato sociale e i diritti dei più deboli».

Giorgio, 50 anni, Macerata: «Ho pensato per qualche settimana di votare Grillo, perché mi sembrava finalmente una forza nuova che potesse ripulire un po' la politica. Poi ho cambiato idea: mi sembra una protesta sterile. A questo punto, sarebbe meglio non votare o votare scheda bianca. Però questo è contrario al mio stile. Da cattolico mi sembra che sia una mancanza di responsabilità. Non sono del tutto convinto, ma alla fine penso che voterò per il Pd o per Sel, perché mi sembrano i partiti più vicini alla povera gente».

UMBRIA

Alessandro, 35 anni, diocesi di Perugia: «Sono un cattolico confuso. La mia scelta sarà tra Bersani e Monti, ma non ho ancora deciso definitivamente. Lo farò dopo aver visto le liste. Non mi piace che attorno al professore cerchino di riciclarsi vecchi "banditi" del Pdl. Se vedrò nomi che non mi piacciono nelle liste Monti voterò certamente Pd».

LAZIO

Anna, 48 anni, diocesi di Viterbo: «Sono indecisa fra Monti e Bersani, però alla fine credo proprio che voterò per il Pd. È molto più vicino alla gente. Monti ha fatto bene e il centro, da cattolica, mi ha sempre tentata, anche se non avrei mai votato per l'Udc. Pensandoci bene, però, mi convince di più un partito maggiormente radicato sul territorio e nel quale la componente cattolica è ben presente. Basta guardare le liste per vedere quanti siano e di che spessore gli esponenti dell'associazionismo cattolico più impegnato. Certo, anche nelle liste Monti ci sono persone affidabili, ma alla fine credo proprio che il mio voto andrà al Partito democratico».

Francesca, 35 anni, di Terracina, diocesi di Latina-Terracina-Sezze-Priverno: «Non ho dubbi: voto Pd, perché è un partito di centro-sinistra. Ho studiato molto bene la dottrina sociale della Chiesa. Se la si applica davvero si deve concludere che è, di fatto, un programma politico. È una visione dei rapporti sociali e del bene comune molto preciso. E questa visione non è né di destra né di centro, ma appunto di centro- sinistra. Quindi, conseguentemente con il mio impegno ecclesiale, non posso che votare Pd».

Valerio, 45 anni, della diocesi di Roma: «Avevo pensato di votare Pdl perché, anche se oggettivamente Berlusconi è stato incoerente con i principi non negoziabili, il suo partito li ha difesi. Sull'aborto, sulla famiglia, sull'eutanasia ha tenuto duro. L'alleanza di Berlusconi con la Lega, però, mi ha fatto cambiare idea: da romano, non posso votare per una forza che vuole prendersi i soldi di tutto il Paese. A questo punto sono indeciso fra il nuovo partito di Giorgia Meloni e votare scheda bianca».

Giorgia Meloni. Trentacinque anni, dal Fronte della gioventù è passata a fare il ministro della Gioventù con Silvio Berlusconi.

Giorgia Meloni. Trentacinque anni, dal Fronte della gioventù è passata a fare il ministro della Gioventù con Silvio Berlusconi. Non è mai stato amore, piuttosto matrimonio di convenienza. Perché Meloni, carattere spigoloso e pedigree orgogliosamente di destra, ha rappresentato, in tutti gli anni del berlusconismo, quel settore di Alleanza nazionale prima, e del Pdl poi, che non ha mai cancellato del tutto le riserve mentali nei confronti del patron del Milan e di Mediaset, culturalmente e antropologicamente agli antipodi della destra sociale nata con il Movimento sociale italiano. Ora Meloni si è staccata, ma non troppo, da Berlusconi. E ha fondato, con Guido Crosetto e Ignazio La Russa, un movimento nuovo, Fratelli d'Italia, distinto dal Pdl ma coalizzato alle elezioni con il Cavaliere. «Dio, patria e famiglia»? Non proprio. La nuova formazione, assicura Giorgia Meloni, «non sarà solo di ex An, bensì allargata a liberali e cattolici»..

Fratelli d'Italia

ABRUZZO

Cristina, 43 anni, diocesi dell'Aquila: «Scelgo Vendola. Con il terremoto abbiamo sentito tante promesse e pochi fatti. Ci siamo fatti un'idea precisa delle furbizie della politica. Invece mi sembra che Vendola sia sempre stato coerente e che si sia battuto per i diritti soprattutto dei più poveri. Pur avendo apprezzato su alcuni punti il lavoro del Governo Monti, mi sembra che da cristiani dovremmo chiedere qualcosa in più del primato dell'economia e della finanza. Vendola è una garanzia che non ci si dimentichi dei valori della solidarietà e della persona».

MOLISE

Chiara, 38 anni, diocesi di Campobasso: «Ho avuto una sbandata per Monti, lo ammetto. Ma poi ho deciso di votare Pd, come ho fatto anche l'ultima volta. Mi riconosco di più nell'agenda Bersani, se proprio vogliamo usare questo termine. Mi sembra più vicina al mio sentire di donna impegnata sia in parrocchia che nel volontariato. Quando ascolto i problemi delle persone che hanno perso il lavoro, che non ce la fanno ad arrivare a fine mese, che hanno paura del futuro, penso che una risposta migliore possa essere data da quelle forze, come il Pd, che hanno alle spalle anche la tradizione del cattolicesimo sociale».

CAMPANIA

Gabriele, 50 anni, sposato e senza figli, si occupa di amministrazione di condomini. È membro del Consiglio pastorale della parrocchia di San Biagio vescovo e martire a Lanzara di Castel San Giorgio (Salerno), arcidiocesi di Salerno- Campagna-Acerno: «Monti non mi affascina, ma do un occhio al centro di Casini. Alla fine penso che voterò Pd, anche se ho dubbi sui temi della famiglia e della vita. Su questi temi, la componente cattolica del Partito democratico dovrebbe avere più coraggio, così come sulla libertà dell'insegnamento, sull'attenzione agli ultimi, sulle politiche sociali». Raffaele, 34 anni, fidanzato, è avvocato e membro del Consiglio pastorale a Santa Maria La Nova-Sant'Anastasia, nella cinta urbana periferica di Napoli ma che ricade nel territorio della diocesi di Nola: «Voterò Pd perché ho apprezzato le primarie per il leader e per i parlamentari; è l'unica coalizione omogenea, a differenza di quelle di centro-destra e centro; e infine ha per priorità il problema del lavoro e la questione ambientale. Renzi? Mi sembrava troppo liberista, ma nelle ultime dichiarazioni si è dimostrato uomo di squadra, non solo un libero battitore».

PUGLIA

Marta, 54 anni, sposata, 4 figli, è impiegata amministrativa in una scuola e fa parte del Consiglio pastorale della parrocchia Sant'Achille martire, diocesi di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi: «Voterò Pd quasi sicuramente, perché a livello cittadino e regionale è il partito più vicino ai problemi della gente, nonostante alcune delusioni. Ma avrei preferito come premier Nichi Vendola».

Anna, 41 anni, è single e fa l'impiegata. Vive a Lizzanello, a sei chilometri da Lecce ed è membro del Consiglio pastorale nella parrocchia Maria SS. Addolorata, 7.500 abitanti, arcidiocesi di Lecce: «Sono indecisa tra Pd e Monti: sceglierò il meno peggio. Alle primarie del Partito democratico non ho votato per le regole restrittive che sono state imposte, ma probabilmente avrei scelto Renzi. Serve un dialogo più stretto con il centro e con Monti piuttosto che con Vendola».

BASILICATA

Vito, 70 anni, pensionato, sposato con due figli, diacono permanente della parrocchia Spirito Santo, nella vicaria dello Spirito Santo in località Lavangone di Potenza (arcidiocesi Potenza-Muro Lucano-Marsico Nuovo): «Il mio orientamento è di non andare proprio a votare, perché non ho fiducia in nessuno di questi politici».

CALABRIA

Luca, 32 anni, avvocato, fa parte del Consiglio pastorale della parrocchia San Raffaele Arcangelo, diocesi di Lamezia Terme (Catanzaro). Sposato e padre di due bambini, lavora all'Agenzia delle entrate. Vive in una zona in espansione, dove alla povertà si affiancano sacche di criminalità: «Alle precedenti elezioni avevo votato Udc. Ora mi oriento su Monti per le scelte a tutela della persona e della famiglia, per le politiche di difesa del più debole e dei poveri. Preferisco Monti rispetto al Pd, perché mi rispecchio di più nel suo schieramento, e anche per la possibilità di rimettere al centro franchezza e responsabilità». Giuseppe, 66 anni, sposato con due figli, è pensionato, con una carriera alle spalle di dirigente amministrativo. Ora si dedica al volontariato nell'associazione Cittadinanzattiva ed è inserito nel consiglio pastorale del duomo o chiesa matrice (diocesi di Oppido Mamertina-Palmi), la principale parrocchia cittadina di Polistena (Reggio Calabria), paese di 12 mila abitanti al centro della Piana di Gioia Tauro: «Non mi appassiona il "montismo". Il mio orientamento? Pd, con la speranza che metta ai margini le frange estreme: ali non valide per la stabilità del Governo. Voto questo schieramento per la sua grande attenzione ai problemi del sociale, anche se auspico un forte rinnovamento della dirigenza: non proprio la "rottamazione" di cui ha parlato Renzi, ma una spinta verso un impegno politico diverso».

SARDEGNA

Andrea, 32 anni, single, giornalista di Ussana (20 chilometri da Cagliari), è membro del Consiglio pastorale della parrocchia di San Sebastiano: «Il Pd ha un progetto in cui ho creduto fin dall'inizio: dare all'Italia una sinistra di taglio riformatore. Poi il segretario Enrico Letta rispecchia l'area che fa riferimento ai cattolici. Però mi aspettavo un diverso risultato alle primarie: Renzi non mi sarebbe dispiaciuto».

SICILIA

Marcello, 68 anni, sposato con quattro figli, è professore di matematica in pensione e fa parte del Consiglio pastorale della parrocchia di San Espedito, a Palermo, che si trova in una zona centrale della città: circa 15 mila abitanti, compresi un buon numero di immigrati: «Mi sono sempre collocato nell'area di centro, ma la presenza di Berlusconi mi ha tolto la libertà di orientarmi in altro modo. Alle prossime elezioni inizialmente pensavo di scegliere Monti, però nella sua agenda manca l'attenzione all'aspetto sociale, alle parti più deboli e fragili della società. Voterò Pd anche se è un grande calderone con molte anime. Complessivamente, però, mi ritrovo in diversi dei suoi valori. Con le primarie, fenomeno interessante, il partito si è riscattato... Sarebbe stato interessante capire cosa avrebbe fatto Renzi con la sua voglia di innovare. Ingroia e il Movimento 5 Stelle? Li trovo troppo fluidi e imprevedibili, un po' fondamentalisti, mentre la politica deve essere equilibrio e mediazione».

Orazio, 53 anni, sposato con tre figli, libero professionista come tecnico geometra, vive sulle colline di Aci Sant'Antonio (Catania), alle pendici dell'Etna – paese di 18 mila abitanti, a dieci minuti dal mare – ed è membro del Consiglio pastorale della parrocchia Sant'Antonio Abate, nella diocesi di Acireale: «Non ho ancora le idee chiare. Sono nato centrista e spero di morirci, ma non penso di votare il professor Monti: mi ha dato la sensazione di essere un lobbista. Pensavo di non andare a votare. Comunque mi oriento più verso il centro-destra, perché appoggia la liberalizzazione. Ma bisogna far girare l'economia muovendo la moneta, mentre avere un prestito dalle banche è ancora difficile per i piccoli imprenditori. Il Movimento 5 Stelle? Qualcuno si è comportato bene, bisogna vedere se è solo strategia o realtà».

(Interviste raccolte da Alberto Laggia, Annachiara Valle e Laura Badaracchi)

Jesus n. 2 febbraio 2013- Home Page