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UNA CITTA', UNA DIOCESI - TEANO - CALVI

Una Chiesa ribelle all'oblio della storia
di VITTORIA PRISCIANDARO
foto di ALESSIA GIULIANI/CATHOLIC PRESS PHOTO

In questo angolo di Campania abbondano le bellezze naturali e le ricchezze
del patrimonio archeologico. Eppure Stato ed economia sembrano
dimenticarsene. Solo la comunità diocesana combatte il degrado e l'abbandono.
Grazie anche all'impegno di un coraggioso vescovo che ha dato fiducia ai giovani.

Un'ampia veduta di Avezzano.

La facciata della splendida concattedrale romanica del paese di Calvi Risorta (foto ALESSIA GIULIANI/CATHOLIC PRESS PHOTO).

Anche se avesse trascorso l'intera vita da queste parti, forse Garibaldi non avrebbe avuto il tempo di fermarsi in tutti i posti dove si dice sia stato. A Calvi ha pernottato, a Sparanise ha mangiato pane e formaggio, a Teano si è riposato... e ha seminato pure qualche erede, stando a quanto confida in gran segreto, sotto la statua dei due eroi a cavallo, un vecchietto dai grandi baffi: «Sono un nipote del Generale». In realtà gli stessi storici non si sono ancora messi d'accordo sul luogo preciso – fra Caianello e Teano – in cui il capo delle Camicie rosse, nella mattinata del 26 ottobre 1860, consegnò l'Italia del Sud a Vittorio Emanuele II, «ricevendone in cambio solo una stretta di mano, il diniego di far continuare a combattere i suoi Garibaldini a fianco delle truppe piemontesi nell'assedio di Capua e Gaeta e il disprezzo degli ufficiali del nuovo esercito per i volontari», scrive Pietro Zerella su Il Sannio Quotidiano. Ingratitudine sabauda a parte, due sono i posti che si contendono la paternità dell'incontro: il ponte di San Nicola, nei pressi della chiesa di Borgonovo, e il quadrivio in località Taverna di Catena.

Una veduta delle campagne intorno a Teano

Una veduta delle campagne intorno a Teano (foto ALESSIA GIULIANI/CATHOLIC PRESS PHOTO).

La Storia, comunque, era entrata in questo angolo di Campania felix ben prima dello «storico incontro », grazie a etruschi e romani. «Qui basta scavare per trovare reperti archeologici », dice Giovanna Di Nuccio, responsabile degli scout di Sparanise. L'incuria dello Stato – aggiunge – ha arricchito i "tombaroli" e trasformato molte abitazioni in veri e propri musei privati, tra anfore, statuette votive e souvenir di varie datazioni: «A Calvi tempo fa è stato portato alla luce un anfiteatro imponente: oggi è ricoperto dalle erbacce, inaccessibile. Lo stesso è accaduto per terme, tempietti votivi, grotte di epoca medievale, dove gli affreschi sono stati rimossi e trafugati dai ladri». Oggi un impianto di sicurezza preserva le ricchezze dell'antica concattedrale romanica di Calvi, ma in generale un patrimonio archeologico che in altre parti del mondo verrebbe valorizzato con risorse e investimenti, qui viene lasciato morire. È una zona, questa, che alle testimonianze storiche aggiunge bellezze naturali invidiabili: «I percorsi tra i castagneti di Roccamonfina, il polmone verde del Matese, le passeggiate per i borghi antichi, come quella che da Croce va alla chiesetta di San Salvatore», esemplifica Nicandro Boventi, caporeparto scout. Il parco di Roccamonfina, che si estende intorno al più antico apparato vulcanico della Campania, è costellato dai coni vulcanici del Monte Santa Croce e del Monte Lattani, e da borghi suggestivi, ciascuno con la sua festa patronale e il suo piatto tipico. «È una vocazione turistica del tutto disattesa: a Teano c'è un teatro romano che fa invidia a Pompei, ma viene aperto per poche rappresentazioni. Un museo archeologico importante, tombe etrusche e romane... Un patrimonio inutilizzato, non fruito», dice il vescovo, Arturo Aiello.

Il monumento dedicato all'incontro tra Garibaldi e Vittorio Emanuele II

Il monumento dedicato all'incontro tra Garibaldi e Vittorio Emanuele II (foto ALESSIA GIULIANI/CATHOLIC PRESS PHOTO).

Investire nel turismo significherebbe portare sviluppo e lavoro in una terra che fa sempre più i conti con «una povertà che rispetto al passato è meno estrema, ma costante, e abbraccia una fascia più vasta della popolazione», spiega il responsabile della Caritas diocesana, l'avvocato Vinicio Squillacioti, diacono permanente. Oggi, aggiunge, hanno bisogno di aiuto tutte le parrocchie, anche dei centri più piccoli, e soggetti che fino a ieri non erano inclusi nella fascia del disagio. «È una crisi finanziaria più che economica, si è abbassata la capacità di spesa in base al reddito e sono nate situazioni di malessere consolidato. Continuiamo a supplire, ma ci stiamo chiedendo anche quale può essere il nostro ruolo in questa nuova situazione». In questo contesto è naturale che i giovani vadano via in cerca di lavoro. «Tra le scuole di Teano c'è un istituto alberghiero, eppure in paese non ci sono alberghi: i ragazzi dove andranno a lavorare? Il futuro è fuori! Non è competenza della Chiesa, ma se si riesce a fare in modo che il giovane nato qui possa anche viverci, allora c'è speranza», dice monsignor Aiello. Anche per questo uno dei primi progetti su cui il vescovo ha puntato quando è arrivato in diocesi è stato "Policoro", l'iniziativa della Cei per la formazione e l'imprenditorialità giovanile. «All'inizio abbiamo fatto tanta fatica, in un ambiente rassegnato, povero di motivazioni», dice Dolores Feroce, 29 anni, psicoterapeuta, referente della Pastorale giovanile e responsabile del progetto Policoro insieme a Mario Di Giovanni, 27 anni, anche lui psicologo. I due giovani raccontano di aver trascorso il primo triennio a frequentare corsi di formazione regionale con le altre diocesi e a incontrare capillarmente i parroci. «C'è un clero anziano, poco abituato a lavorare in rete, diffidente verso le novità: la nostra idea è stata quella di entrare nel territorio e farci conoscere». I progetti per il futuro partono dalla realtà: «Pensiamo a una cooperativa agricola o sociale», dice Mario. Un sogno che i due giovani condividono con altri è quello di realizzare un Caffè letterario, anche perché in diocesi non ci sono librerie.

Bancarelle di frutta a piazza della Vittoria, a Teano

Bancarelle di frutta a piazza della Vittoria, a Teano (foto ALESSIA GIULIANI/CATHOLIC PRESS PHOTO).

Dalla passione per la cultura nel 2008 è anche nato Ghibli, un "foglio" che viene distribuito durante gli incontri mensili in cattedrale. All'inizio si era partiti da una redazione tutta al femminile, formatasi durante un campo scuola. Oggi sono una decina i ragazzi che si trovano ogni mese per raccontare cosa accade sul loro territorio e dare voce alle risonanze degli incontri con il vescovo. Veronica, Elisabetta, Chiara, Maria Rosaria e gli altri hanno provenienze ecclesiali diverse, a volte nessuna, e cammini di studio che vanno da Lettere a Giurisprudenza, da Ingegneria informatica a Biologia. Antonio è uno dei cinquecento fortunati che lavora nell'unica industria della zona, la Ferrarelle di Riardo. «Il vescovo ha investito su noi giovani, tanti si sono riavvicinati», racconta. «E anche l'Azione cattolica ha ricevuto un nuovo impulso», aggiunge Aldina Maciariello, presidente diocesana. Oltre all'associazione, presente in circa un terzo delle parrocchie diocesane, come aggregazioni ecclesiali ci sono tre gruppi scout aderenti all'Agesci e il Rinnovamento nello Spirito. In questi ultimi anni, dunque, sono nati gruppi nelle parrocchie, iniziative culturali, «e sono emersi talenti che prima grafica di Ghibli. I giovani parlano di Teatri d'anima, la rassegna lanciata due anni fa dalla diocesi, che a Teano «ha portato testi molto vicini al sentire cristiano. Esistono spettacoli, infatti, che rispondono a un rituale laico capace di coinvolgere narratori e spettatori fino a toccare le corde più profonde della condizione umana», spiega Angelo Maiello, il curatore della rassegna, dove sono state presentate opere come Nel nome della madre di Erri De Luca e l'adattamento del Diario di un curato di campagna di Bernanos. Un pallino, la cultura, che ritorna anche negli incontri periodici che il vescovo fa con gli adulti, dove la riflessione su un brano della Scrittura è accompagnata da un concerto.

L'interno del santuario della Madonna dei Lattani

L'interno del santuario della Madonna dei Lattani (foto ALESSIA GIULIANI/CATHOLIC PRESS PHOTO).

Insieme a giovani e cultura, è la famiglia la terza coordinata su cui si sta investendo. «Quando mi è stato chiesto di occuparmi di pastorale familiare ho contattato le esperienze locali già collaudate », dice don Maurizio Altieri, parroco di Mignano. La prima coppia che gli ha dunque dato una mano sono stati Giovanni e Rosa Del Vecchio, che a Pignataro Maggiore hanno realizzato in questi anni una "scuola per genitori" per una trentina di coppie. «Siamo partiti dal problema dei figli e poi, confrontandoci anche con alcuni esperti, abbiamo capito che i problemi di solito sono quelli tra i coniugi», dice Giovanni. L'équipe diocesana, composta oggi da quattro coppie, ha dedicato la prima fase del lavoro all'incontro con i parroci, «che spesso ignorano la "risorsa famiglia", anche nella conduzione della vita parrocchiale». Poi sono partiti i momenti di incontro diocesani: «È forte l'esigenza di confrontarsi tra coppie», spiegano Massimiliano e Tina.

Padre Francesco, uno dei tre frati che animano il santuario della Madonna dei Lattani, mostra la grotta con gli ex voto.

Padre Francesco, uno dei tre frati che animano il santuario della Madonna dei Lattani, mostra la grotta con gli ex voto (foto ALESSIA GIULIANI/CATHOLIC PRESS PHOTO).

Ai corsi per fidanzati, aggiungono Carmine e Laura, «si scopre il baratro». Perché se è vero che la diocesi è tradizionalmente cattolica, un matrimonio civile è quasi un caso e ci si sposa ancora tutti in chiesa, «il vuoto di formazione è sentito, spesso mancano le basi e si avverte l'esigenza di conoscere insieme, ma in un ambiente distensivo, familiare». Cosicché ai momenti formativi seguono spesso vacanze in gruppo o attività conviviali. Le coppie dell'équipe raccontano di avere un background, dai Focolari all'Ac, che in qualche modo li ha formati e li ha fatti "resistere". La parrocchia di Mignano è al confine con il territorio di Montecassino, mentre la punta più a sud della diocesi arriva a Camigliano: un asse di circa 50 chilometri, per circa 30 verso l'interno, che rende difficile tenere in rete le diverse parrocchie, spesso poco "dialoganti"anche nel contesto dello stesso paese. La mancanza di collegamento è una pecca anche delle realtà civili e sociali, dicono i soci di "Insieme per l'unità dei popoli". Nata a Pignataro una decina di anni fa, l'associazione ha riunito persone di paesi e appartenenze ecclesiali diverse, sotto lo slogan «Solidarietà è un valore non solo proclamato ma attivo». In questi anni i circa 100 soci hanno promosso iniziative di varia natura – dall'Expo-libro alla Sagra degli antichi sapori in luglio, alle giornate di studio sui temi della cooperazione, alle rappresentazioni teatrali ai pellegrinaggi – per finanziare progetti di aiuto a Paesi del Sud del mondo in collaborazione con l'Amu, l'ong del movimento dei Focolari. Passando dai progetti per il Sud del mondo a quelli auspicabili per il Nord Casertano, Carmine Agnese, della ong di Pignataro, denuncia che «la mancanza di piani di rilancio risente della frantumazione a livello istituzionale: non si riesce a creare un consorzio dei Comuni per promuovere uno sviluppo ambientale ed ecosostenibile serio». Aggiunge Giorgio Adduce: «Dalla politica, in passato, ci siamo dovuti difendere: si voleva costruire una raffineria, poi ci fu l'ipotesi di una discarica e di un inceneritore per i rifiuti». Il progetto fu contestato dai produttori della mozzarella di bufala, dagli agricoltori e anche dal vescovo di allora.

Alberi in fiore sulla strada di Casafredda, nei pressi del parco di Roccamonfina

Alberi in fiore sulla strada di Casafredda, nei pressi del parco di Roccamonfina (foto ALESSIA GIULIANI/CATHOLIC PRESS PHOTO).

Nella zona, la criminalità organizzata che domina a poche decine di chilometri di distanza, è presente in piccola parte. Prostituzione, racket, usura? «Non ci manca niente, ma in misura minore rispetto ai grandi centri», dice il magistrato Antonio Sabino. Il timore è che la mancanza di progetti e l'infiltrazione della criminalità possano affossare definitivamente un sano sviluppo della zona. Le cronache raccontano che l'11 marzo scorso il sindaco di Pignataro, Giorgio Magliocca, del Pdl, è stato arrestato con l'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa. Segnali preoccupanti, che dicono di una realtà frammentata e complessa – le zone di montagna sono alle prese con problemi diversi dai centri più grandi – che sembra ferma a cinquant'anni fa, ma che nel giro di poco tempo probabilmente cambierà completamente volto. «Temo, ma anche auspico, che un domani queste zone, dove le case costano ancora pochi soldi, siano invase da tutto l'agro aversano che soffoca per il sovraffollamento », commenta il vescovo. «L'ho detto anche agli amministratori: non fatevi cogliere impreparati, pensate a quello che potrà succedere tra vent'anni, fate un piano rispettoso del territorio che possa diventare anche una ricchezza».

Piazza Umberto, a Teano

Piazza Umberto, a Teano (foto ALESSIA GIULIANI/CATHOLIC PRESS PHOTO).

Vittoria Prisciandaro

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