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LA FEDE IN INTERNET

Convegni virtuali futuro possibile
di Giorgio Banaudi
internauta

  

Convegno insolito, a detta di molti: mettere insieme personaggi quasi antitetici non era stato facile; qualche scintilla culturale scoccava di sicuro: bagliori digitali. Tutto era pronto: le locandine nel salone e le persone a gremire l’ambiente.

Quando si accese il grande schermo, la silhouette del relatore rincuorò i dubbiosi: «Pensavo non arrivasse più, con tutto quello che avrà da fare, in giro per il mondo...». E invece De Kerckhove era proprio lì, a moderare quell’insolito dibattito sulla presenza dei cristiani nell’aeropago digitale. Un bel 2.0 alla fine del titolo e si capiva il tema.

Dopo una breve introduzione, condita da preziosi ricordi su quanto McLuhan aveva diligentemente previsto nelle sue visionarie anticipazioni del futuro, ecco l’intervento di Antonio Spadaro, il gesuita che da tempo propone e invita ad abitare la Rete (www.antoniospadaro.net) con disinvoltura e competenza, perché il territorio sul quale confrontarsi è ormai questo e il confine tra quotidiano e comunicazione passa per il web. Gli interventi si susseguono, il dibattito è vivace: la Rete ci porterà a essere sempre più agnelli in mezzo ai lupi o ci aiuterà a diventare scaltri come serpenti? Poi la parola passa al pubblico. Al termine, De Kerckhove rivolge un breve saluto: «Grazie della splendida occasione, qui fuori, a Toronto, il pomeriggio si annuncia freddo e nevoso, niente a che vedere con il "calore" dei miei amici relatori, che prima o poi avrò anche il piacere di incontrare». Di rimando il gesuita gli propone alcuni appuntamenti comuni: «Se passi di qui a Roma non sarà difficile...».

Nella sala la gente si alza, dalla regia si chiudono gli ultimi collegamenti, si spegne il computer. Peccato aver perso un convegno del genere. Ma niente paura. Non c’è mai stato. O meglio, non ancora. Riunire persone, contattare via web relatori e personaggi con idee originali, mettere a confronto testimoni ed esperti su argomenti stimolanti... senza dover più spostare le persone, ma solo le idee, è ormai alla portata di molti. Persino il pubblico potrebbe starsene comodamente a casa a seguire il meeting. Le idee un tempo superavano la tecnica, oggi non riescono più a tenere il passo. L’ultima versione di Skype supporta videoconferenze con più persone, la potenza di un "semplice" notebook permette di realizzare cose che solo 10 anni fa richiedevano una sala regia e uno staff di venti persone... i costi sono praticamente azzerati. Senza rispolverare slogan che vorrebbero l’immaginazione al potere, non è difficile immaginare occasioni di concreto utilizzo di queste opportunità. Incontro con persone lontane, abolizione delle distanze, contatti, scambi e relazioni inedite. Per male che vada anche una predica da remoto...

Giorgio Banaudi

Jesus n. 12 dicembre 2010 - Home Page