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CON IL PROSSIMO NUMERO - PHONOSTORIE PRIMO MAZZOLARI

Il cielo capovolto
di
Annachiara Valle
  

«Arrivò di notte. In dicembre, quando son le sette, nei nostri paesi rivieraschi, con la nebbia che vi stagna al pari della miseria... Il treno l’aveva messo giù a nove chilometri; il tram portato avanti altri cinque; il resto a piedi...».

È il 31 dicembre del 1921 e don Primo Mazzolari sta raggiungendo, fra la nebbia e il fango, la parrocchia di Cicognara, dove restò fino al luglio del 1932.

Ufficio Stampa Rai.
Ufficio Stampa Rai
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Le voci di Vanessa Gravina, Claudia Koll, Paolo Bonacelli, Giovanni Scifoni e Giorgio Marchesi raccontano la vita e le opere di questo «capostipite», come lo definisce Mino Martinazzoli nella prefazione alla phonostoria. «Un capostipite, l’iniziatore di quella stagione di modernizzazione della presenza cristiana che maturò alla vigilia del Concilio Vaticano II». Dal canto suo anche monsignor Gianfranco Ravasi, autore dell’altra prefazione al libretto, lo definisce «anticipatore dello spirito del Concilio Vaticano II» e ne ricorda «la libertà e la fedeltà. Suggestiva», scrive, «era la sua immagine della testa del Battista che parla ben più forte e ha più ragione quando è sul vassoio del martirio che non quando era sul suo collo». E così anche don Primo gridò più forte quando gli fu proibito di predicare fuori dalla sua diocesi. Il prete cremonese, avverso all’ideologia fascista e a ogni forma di ingiustizia e di violenza, fu partigiano e clandestino. Nel dopoguerra si dedicò al progetto di un giornale, il quindicinale Adesso, dalle cui pagine rilanciava l’appello per un rinnovamento della Chiesa, per la difesa dei poveri, per la denuncia delle ingiustizie sociali, per la promozione della pace.

In occasione del cinquantenario della sua morte, avvenuta a Bozzolo il 12 aprile 1959, convegni, seminari e pubblicazioni hanno rivelato l’attualità di un sacerdote considerato un profeta di pace, il parroco dei lontani, un fiero antifascista, la voce dei poveri. Non è stato dimenticato, don Primo, complice lo splendido lavoro della Fondazione don Mazzolari, presieduta da don Bruno Bignami e il cui comitato scientifico è guidato dal professor Giorgio Vecchio. Ma complice anche l’immediatezza della prosa del "prete di Bozzolo" che ancora oggi non smette di parlare al cuore e alla mente di quanti vi si avvicinano.

Nel phonolibro che Jesus offre ai suoi lettori, prodotto dal Centro europeo risorse umane e dalla Caritas per l’Arcobaleno edizioni, i brani tratti direttamente dalle opere di don Mazzolari e i testi di raccordo ci riportano nel mondo contadino del mantovano, nell’asprezza della guerra, nelle ingiustizie quotidiane di quei giorni. Ma ci dicono anche di un impegno che prosegue, di una interpretazione del mondo e della vita che ha ancora oggi qualcosa da dire.

È forse proprio per questa grande attualità che Mazzolari non smette di avere un suo seguito. «Don Primo», scrive ancora Mino Martinazzoli, «conosceva le pieghe amare della condizione umana e proprio per questo diceva: noi non andiamo né a sinistra né a destra; guardiamo in alto. C’era in Mazzolari una eccedenza del cuore che molto spesso lo portava ad accettare un carico di sofferenza che non fu mai risarcito. C’è insieme l’idea del cristiano che provoca e del cristiano che ha pietà della condizione umana. Il talento che il cristiano può portare in questa storia altrimenti atroce della nostra umanità è proprio questa pietà, che nasce dalla profonda e consapevole accettazione della sua imperfezione, dell’impossibilità di un suo compimento totale e sereno». Un giudizio che si ricava anche dai numerosi testi pubblicati in questi anni e che hanno scavato nella vita di don Primo. A cominciare dal volume scritto da don Bruno Bignami, Mazzolari e il travaglio della coscienza. Una testimonianza biografica (Edizioni dehoniane, 2007), fino ai testi curati da Mariangela Maraviglia per Qiqajon (fra questi Don Primo Mazzolari. Con Dio e con il mondo), per Marietti (L’ecumenismo di don Primo Mazzolari) e per l’Edb (Tempo di credere, edizione critica).

«Lui aveva il passo troppo lungo e noi stentavamo a tenergli dietro. Così ha sofferto lui e abbiamo sofferto anche noi. Questo è il destino dei profeti», ebbe a dire di lui Paolo VI, mentre un altro Papa, Giovanni XXIII, lo aveva definito «tromba dello Spirito Santo». Lo aveva incontrato poco prima della sua morte. Un incontro che in don Primo aveva suscitato molta emozione. Certo il Papa gli aveva dato un grande riconoscimento, sottolinea monsignor Ravasi, «ma in passato su don Mazzolari era spesso sceso il giudizio aspro e severo di varie autorità ecclesiastiche. Questo, però, non aveva scalfito la sua obbedienza, anche se condotta "in piedi", come amava dire». E cinquant’anni dopo anche Papa Ratzinger lo ha indicato come modello da seguire. «Auspico », aveva detto in piazza San Pietro il primo aprile 2009, rivolgendosi a migliaia di consacrati, «che il suo profilo sacerdotale limpido di alta umanità e di filiale fedeltà al messaggio cristiano e alla Chiesa, possa contribuire a una fervorosa celebrazione dell’Anno sacerdotale». Un auspicio che in tanti hanno fatto proprio imparando a ripetere, con il prete di Bozzolo: «Io cammino, cantando e piangendo, uomo libero tra uomini liberi, fratello tra fratelli, verso la casa dell’Eterno».

Annachiara Valle
   

LE PHONOSTORIE
Una prestigiosa collana di audiolibri

Le idee, i pensieri, le preghiere di personalità religiose che hanno segnato la storia del secolo scorso, recitate da famosi attori italiani. In ogni uscita, un Cd audio e un volume con i testi originali.

1ª USCITA novembre 2010:
CHIARA LUBIC
Tutto vince l’amore

2ª USCITA dicembre 2010:
MADRE TERESA
Una piccola matita

3ª USCITA gennaio 2011:
PRIMO MAZZOLARI
Il cielo capovolto

4ª USCITA – febbraio 2011:
ROSARIO LIVATINO
Qualcosa si è spezzato

5ª USCITA – marzo 2011:
LUIGI DI LIEGRO
Dove Dio è "accampato"

Le Phonostorie sono distribuite in abbinamento a Jesus. Ogni uscita a soli € 7,90 più il prezzo della rivista.

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