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Dal 15 al 18 aprile si svolge tra Assisi e Roma il Capitolo delle stuoie, che riunisce i delegati dell’intera Famiglia francescana. L’occasione? Celebrare, insieme al Papa, l’ottavo centenario della Protoregola, che fu approvata da Innocenzo III nel 1209.

 

Dossier: Otto secoli da Giullari di Dio

Francesco 800 anni dopo
di fr. Antonio Maria Tofanelli
Ministro Provinciale dei Cappuccini dell’Umbria
  

Dossier: Otto secoli da Giullari di Dio.
Dal 15 al 18 di questo mese di aprile, l’intera famiglia francescana si riunisce in grande stile per ricordare un avvenimento che ha segnato la storia della Chiesa universale: 800 anni fa, nella primavera del 1209, il papa Innocenzo III dava la sua prima approvazione alla regola di vita che frate Francesco era andato a sottoporgli. Il "Capitolo delle stuoie", che si svolgerà tra Assisi e Roma, non è solo celebrazione di un evento che ha mutato il volto della cristianità, ma anche memoria di un lungo percorso, talvolta travagliato ma sempre ricco di fede, della vita religiosa che in varie forme si è ispirata all’esempio del Poverello di Dio. Un percorso che non è certo terminato. E che guarda con coraggio al domani.
   

Il carisma, la spiritualità, la "via" di Francesco tornano di forte attualità in un momento di crisi come quello che stiamo vivendo. Ne siamo consapevoli mentre ci accingiamo ad aprire il 15 aprile, ad Assisi, il Capitolo delle stuoie. L’evento, particolarmente significativo e lieto perché pensato in occasione dell’VIII centenario delle origini del francescanesimo, si concluderà a Roma il 18 aprile con l’udienza con Benedetto XVI e il rinnovo della professione da parte dei Ministri generali degli Ordini che compongono la "famiglia francescana".

Con il fascicolo che segue vogliamo offrire ai lettori e a tutti coloro che si sentono vicini al mondo francescano un’occasione di conoscenza e di ripensamento interiore. Il messaggio sempre vivo di Francesco d’Assisi, finalizzato anche a contribuire a "riparare la Chiesa" con l’impegno personale, ci stimola a un profondo esame di coscienza e a un rinnovamento della vita quotidiana.

Fr. Antonio Maria Tofanelli.
Fr. Antonio Maria Tofanelli.

Sono convinto che questo Capitolo delle stuoie sia motivo di grande gioia innanzitutto per l’importanza celebrativa dell’anniversario della cosiddetta Protoregola. Essa fu il piccolo seme dal quale fiorì poi il grande movimento minoritico. Il pontefice Innocenzo III la riconobbe valida nel 1209 e, dopo tale approvazione orale, papa Onorio III la confermò, rivisitandola e bollandola, nel 1223. È da ricordare che il Concilio Lateranense IV aveva espressamente vietato, nel 1215, la formulazione di nuove Regole oltre a quelle già esistenti. È emozionante constatare come la grandezza dello Spirito Santo abbia, con disegno mirabile, mosso san Francesco a presentare il suo progetto di vita religiosa all’interno della Chiesa e in piena sintonia con essa. Il suo slancio innovativo, con il riconoscimento di Innocenzo III, supera persino il divieto del Concilio e consegna al mondo un capolavoro di proposta nuova di vita, una via alla santità.

Proprio su questo slancio il Capitolo avrà modo di soffermarsi, sapendo anche che esso avviene in un momento storico particolare per il mondo francescano. Stiamo infatti vivendo un periodo di grande serenità e collaborazione. Situazione che, purtroppo, non si era spesso verificata in passato. Oggi le quattro Famiglie esistenti (i Minori, i minori Conventuali, i minori Cappucini e il Terz’Ordine Regolare), collaborano con testimonianza di fede e affinità di dialogo e hanno preparato insieme l’evento. Questo grazie al fatto che ognuna è diventata consapevole del suo valore testimoniale all’interno dell’unico alveo francescano, sa di svolgere un ruolo complementare e di partecipare dell’unico carisma del Fondatore.

La predica agli uccelli, particolare.
La predica agli uccelli, particolare tratto da San Francesco e storie
della sua vita, opera di Bonaventura Berlinghieri conservata nella chiesa
di Santa Croce a Firenze (foto Ministero Interno - F.E.C./Scala, Firenze).

Quello che in tempi non troppo lontani creava divisione e offendeva lo spirito fraterno di Francesco non c’è più. L’accoglienza amorevole dell’altro, il dissimile, il diverso, perché comunque proveniente dalla mano creatrice dell’Unico Dio, dimostra che l’idea «sono meglio io» si è trasformata nella possibilità di dire: «È meglio tutti insieme». Questo non esclude quell’autonomia che, in quanto autonomia e non separatezza, è sempre più riconosciuta come forza evangelica: ut unum sint.

È sotto gli occhi di tutti che il mondo religioso cerca di sviluppare il dialogo tra le varie fedi; che il mondo cristiano cerca comunione tra le varie confessioni; che il mondo civile vorrebbe maggiore condivisione di intenti per le impellenti necessità del pianeta. Molti ostacoli si frappongono al camminare insieme, primo fra tutti il potere del "dio denaro". Ma Francesco, illuminato dallo Spirito Santo, ci ha mostrato che è possibile seguire altre strade.

In questo inizio millennio dove è difficile trovare la via della pace, sconfiggere la povertà, mettere in sicurezza il pianeta, l’insegnamento di Francesco diventa cifra di lettura della realtà e forza di superamento delle difficoltà. Francesco andò in Terrasanta, già allora teatro di scontri armati, a mani nude, predicando la pace che vince senza fare sconfitti o prigionieri. Lo animava il canto di Isaia che invita a trasformare la spada in aratri e le lance in falci.

La basilica di San Francesco ad Assisi.
La basilica di San Francesco ad Assisi
(foto S. Fiore/La Presse).

La povertà che tanto ci umilia e ci spaventa è stata, dalla speculazione bancaria, portata in tutte le nazioni a causa dell’ingordigia e del gioco insensato della finanza virtuale. Francesco della povertà fece una "Madonna" onorabile e misticamente la sposò. Il mondo creato, la natura e i suoi elementi li seppe guardare con l’occhio del bambino trovando in essi la traccia vistosa dell’operato di Dio e si sciolse nel Cantico delle Creature con afflato mistico e senso di alta poesia. Su questo si concentrerà, principalmente, il nostro Capitolo. Per rafforzare la fratellanza e per diventare esemplare momento di richiamo per gli uomini di buona volontà, che vivono il nostro tempo. Pace e Bene.

fr. Antonio Maria Tofanelli

Segue: Il cavaliere di Cristo

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