DEMETRIO VOLCIC
VIENNA PICCOLA PATRIA
IL
GIORNALISTA RACCONTA LA CAPITALE AUSTRIACA
I
viennesi sono orgogliosi della propria identità, «hanno una nostalgia
naturale, non forzata, del loro glorioso passato».
Wien
ist anders, Vienna è qualcosa di diverso, recitava
un vecchio slogan pubblicitario. Che deve contenere un elemento di verità, se
persino un uomo cosmopolita come Demetrio Volcic ha eletto la capitale
austriaca a sua seconda casa. Certo, conta la vicinanza geografica: originario
del Friuli-Venezia Giulia, ancora oggi residente a Gorizia, il famoso
giornalista ha sempre sentito Vienna come una città amica, una città vicina,
appunto.
Ma c’è qualcosa di
più. Volcic ha lavorato per la Rai come corrispondente in giro per il mondo
per oltre 35 anni: a Praga, Vienna, Bonn e Mosca, dove ha vissuto stabilmente
dal ’74 all’80 e dall’88 al ’92. Dal ’93 al ’94 è stato direttore
del Tg1, nel ’97 è stato eletto senatore della Repubblica, e nel ’99 è
diventato parlamentare europeo.
Tante esperienze, sempre
con la valigia in mano, ma Vienna gli è rimasta nel cuore. «La mia famiglia
è sempre stata in pellegrinaggio tra Trieste e Vienna», dice Volcic. «E
così in me fin da bambino si è formata una coscienza della città che non è
mai andata dispersa, anche quando ero lontano».
-
Quando hai vissuto a
Vienna?
«Intorno
agli anni Settanta. Allora ero corrispondente dall’Europa orientale, infatti
ero accreditato anche per Praga. Ma il mio rapporto con Vienna è
caratterizzato da continui ritorni. Quando nel ’92 lasciai Mosca, dopo la
caduta di Gorbaciov, chiesi espressamente di essere inviato a Vienna, ma non
ci rimasi molto, perché fui chiamato alla direzione del Tg1. La mia famiglia,
però, continuò a vivere in Austria, e i miei figli a frequentare le scuole
viennesi».
-
Che cosa rende unica
Vienna rispetto alle altre città e capitali europee?
«Una
nostalgia naturale, non forzata, di un passato glorioso. Non del passato
militaresco, ma di quel periodo, tra la fine dell’800 e gli inizi del ’900,
in cui diventò la fucina della cultura moderna. Tale nostalgia si riflette ad
esempio nelle canzoni popolari».
-
Oggi è ancora un
polo culturale di grande attrattiva?
«L’avvento
di Hitler spazzò via il sale della società, vale a dire gli ebrei e gli
aristocratici che finanziavano la cultura. In una parola, morì il
mecenatismo. Oggi Vienna è in grado di produrre individualità di spicco, ma
non tendenze e fenomeni di massa. Del passato ha mantenuto solo la musica,
perché l’aristocrazia commerciale ha sempre avuto un rispetto particolare
per quest’arte».
-
E i famosi caffè
letterari che fine hanno fatto?
«I
pochi che sono rimasti sopravvivono grazie ai finanziamenti del Governo. Non
è difficile capire perché: se un cliente trascorre quattro o cinque ore in
un locale, discutendo, leggendo e scrivendo, e beve solo un caffè, quel
locale non farà grandi guadagni... Spariti i caffè letterari, è mancato un
centro di raccolta in cui i giovani di talento potessero incontrare i maestri».
-
Vienna ha costruito
la sua grandezza e il suo fascino sul fatto di essere "città di
frontiera", punto d’incontro tra Est e Ovest. Lo è ancora?
«La
città si chiuse dopo il secondo conflitto mondiale. Più tardi riaprì le
frontiere per accogliere gli operai che provenivano dai Paesi dell’Est.
Questi, però, cominciarono a essere troppi e chi un tempo aveva votato per la
socialdemocrazia cominciò a votare per Haider, con l’obiettivo di tenere
fuori gli stranieri. Per fortuna è stata una ubriacatura estemporanea, e la
gente è tornata a votare per la socialdemocrazia ponendo fine a questo
periodo buio».
-
Vienna e la
tradizione: un binomio indissolubile...
«Sì,
ancora oggi. Lo si deve al fatto che la borghesia non è stata sommersa e
soppiantata dalle nuove classi medie in ascesa. Naturalmente sto parlando
della borghesia nell’accezione antica della parola, intendendo quella parte
della popolazione che ancora coltiva le buone maniere. In questo senso Vienna
è rimasta uguale a sé stessa nonostante il passare degli anni: risponde
pienamente alle aspettative del visitatore o di chi ne ha ammirato i fasti
imperiali».
-
È vero che il
dialetto è ancora molto diffuso in tutti gli strati sociali?
«Certo,
lo si parla abitualmente. È molto difficile da comprendere. Direi che i
viennesi sono molto attaccati al loro dialetto, per una semplice ragione: meno
sono, da un punto di vista quantitativo, più si contano ed esaltano le loro
peculiarità culturali. Tra queste c’è, appunto, il dialetto. In generale i
viennesi sono molto affezionati alle loro tradizioni e ai loro costumi: è un
modo per rafforzare il senso d’identità e il concetto di Heimat, di
piccola patria in cui sentirsi sicuri e di cui essere fieri».
-
Per i cittadini di
oggi Vienna è una città vivibile, a misura d’uomo?
«Sì.
La città ha mantenuto le dimensioni dell’inizio del secolo, nonostante un
forte calo della popolazione. Ciò ha permesso che non nascesse una periferia
vera e propria e, soprattutto, che ci fossero grandi spazi aperti. Ecco, a
Vienna non si prova quel senso di oppressione tipico di molte metropoli
moderne».
Paolo Perazzolo
| IN VIAGGIO SULLE NOTE DEL
VALZER
Poco da fare: sarà colpa (o merito) di sceneggiati
televisivi, film e romanzi, ma per moltissimi italiani l’immagine
più simbolica di Vienna è quella della principessa Sissi che scivola
sulle note di un valzer. Immagine vera, ma riduttiva, perché Vienna
è anche molto altro, in maniera forse insospettata dai più. È una
città bella, innanzitutto, e ricchissima di testimonianze artistiche
e culturali. È questa città complessa e affascinante che la guida di
Famiglia Cristiana svela pagina dopo pagina, dai monumenti più
famosi alla più piccola e nascosta birreria tipica.
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Wien,
du Stadt meiner Träume (Germania, 1927)
Regia: Victor Janson
Cast: Liane Haid, Luigi Serventi, Käthe von Nagy
Wien,
du Stadt der Lieder (Germania, 1930)
Regia: Richard Oswald
Cast: Charlotte Ander, Paul Morgan, Jgo Sym, Max Hansen, Sig Arno, Paul
Graetz, Max Ehrlich, Sigi Hofer, Dora Hrach, Irene Ambrus, Grete Natzler,
Gustl Gstettenbaur, Luigi Bernauer
durata: 101’
Allegre
fanciulle di Vienna (Lustigen Weiber von Wien, Die – Germania, 1931)
Regia: Géza von Bolváry
Cast: Irene Eisinger, Lilian Ellis, Evi Eva, Camilla Fiebig, Willi Forst,
Tibor Halmay, Edith Hermann-Roeder, Paul Hörbiger, Elfriede Jera, Fritz
Odemar, Lee Parry, Oskar Sima, Lola Werner
Fioraia
di Vienna, La (Goodnight Vienna – UK, 1932)
Regia: Herbert Wilcox
Cast: Muriel Aked, Joyce Bland, Jack Buchanan, Herbert Carrick, Peggy
Cartwright, O.B. Clarence, Clive Currie, Aubrey Fitzgerald, Clifford
Heatherley, William Kendall, Gina Malo, Gibb McLaughlin, Anna Neagle
durata: 75’
Notturno
Viennese (Reunion in Vienna – Usa, 1933)
Regia: Sidney Franklin
Cast: John Barrymore, Diana Wynyard, Frank Morgan, Henry Travers, May
Robson, Eduardo Ciannelli, Una Merkel, Bodil Rosing, Bela Loblov, Morris
Nussbaum, Nella Walker, Herbert Evans
durata: 98’
Vienna
di Strauss (Waltzes from Vienna – UK, 1933)
Regia: Alfred Hitchcock
Cast: Marcus Barron, Fay Compton, Bertram Dench, Hindle Edgar, Sybil Grove,
Edmund Gwenn, Robert Hale, Charles Heslop, Betty Huntley-Wright, Esmond
Knight, B.M. Lewis, Jessie Matthews, Billy Shine Jr., Cyril Smith, Frank
Vosper
durata: 80’
Rendezvous
in Wien (Austria, 1936)
Regia: Victor Janson
Cast: Adele Sandrock, Magda Schneider, Wolf Albach-Retty, Leo Slezak,
Lizzi Holzschuh, Georg Alexander, Fritz Odemar, Rudolf Carl, Tibor Halmay,
Fritz Imhoff, Wilhelm Schich, Richard Waldemar, Babette Devrient, Phillis
Fehr, Franz Schier
Burgtheater
(Austria, 1936)
Regia: Willi Forst
Cast: Werner Krauss, Hortense Raky, Olga Tschechowa, Hans Moser, Karl
Günther, Josefine Dora, Carl Esmond, O.W. Fischer, Camilla Genhofer,
Franz Herterich, Karl Paryla, Karl Skraup, Fred Steinbacher
durata: 120’
Vecchia
Vienna (Liebe Augustin, Der – Austria / Germania, 1940)
Regia: E.W. Emo
Cast: Maria Andergast, Michael Bohnen, Richard Eybner, Paul Hörbiger,
Anton Pointner, Rudolf Prack
Wiener
G'schichten (Austria / Germania, 1940)
Regia: Géza von Bolváry
Cast: Hedwig Bleibtreu, Siegfried Breuer, Marte Harell, Olly Holzmann,
Paul Hörbiger, Fritz Imhoff, Hans Moser, Alfred Neugebauer, Hans Olden,
Hans Schott-Schöbinger, Oskar Sima, Egon von Jordan
durata: 100’
Vienna
1800 (Brüderlein fein – Austria / Germania, 1942)
Regia: Hans Thimig
Cast: Franz Böheim, Erik Frey, Marte Harell, Wilhelm Heim, Hans Holt,
Hans Hotter, Paul Hörbiger, Fred Liewehr, Georg Lorenz, Winnie Markus,
Ferdinand Mayerhofer, Alfred Neugebauer, Karl Skraup, Hermann Thimig, Jane
Tilden, Gisa Wurm, Egon von Jordan
durata: 95’
Wiener
Blut (Austria /Germania, 1942)
Regia: Willi Forst
Cast: Willy Fritsch, Maria Holst, Hans Moser, Theo Lingen, Dorit Kreysler,
Fred Liewehr, Hedwig Bleibtreu, Klara Maria Skala, Paul Henckels, Ernst
Fritz Fürbringer, Egon von Jordan, Fritz Imhoff, Maria Reining, Lea
Piltti, Wilma Tatzel
durata: 106’
Kleine
Melodie aus Wien (Austria, 1949)
Regia: E.W. Emo
Cast: Paul Hörbiger, Maria Andergast, Herta Dolezal, Annie Rosar, Theodor
Danegger, Karl Schwetter, Fritz Imhoff, Fritz Lehmann, Brigitte Zenkl,
Helma Gautier, Klaus Jüptner
durata: 100’
Verklungenes
Wien (Austria, 1951)
Regia: Ernst Marischka
Cast: Paul Hörbiger, Marianne Schönauer, Wolf Albach-Retty, Annie Rosar,
Auguste Pünkösdy, Helli Servi, Traute Servi, Gusti Wolf, Fritz Imhoff,
Hans Olden, Fritz Heller, Joseph Egger, Karl Ehmann, Iván Petrovich,
Josef Menschik
Abenteuer
in Wien (Austria / Usa, 1952)
Regia: Emil E. Reinert
Cast: Gustav Fröhlich, Adrienne Gessner, Rosa Albach-Retty, Ulrich Bettac,
Cornell Borchers, Franz Böheim, Heinz Conrads, Hermann Erhardt, Pepi
Glöckner-Kramer, Hugo Gottschlich, Richard Hageman, Manfred Inger, Inge
Konradi, Francis Lederer, Dorothea Neff, Louis Ousted, Ernst Waldbrunn,
Guido Wieland, Gisela Wilke, Egon von Jordan, Milan von Kamare
durata: 89’
Wien,
du Stadt meiner Träume (Austria, 1957)
Regia: Willi Forst
Cast: Adrian Hoven, Erika Remberg, Hertha Feiler, Hans Holt, Paul
Hörbiger, Fritz Muliar, Richard Romanowsky, Alma Seidler, Oskar Sima,
Erwin Strahl, Jane Tilden, Otto Treßler
durata: 104
Accadde
a Vienna (Große Wunschkonzert, Das (1960)
Regia: Arthur Maria Rabenalt
Cast: Carlos Thompson, Linda Christian, Edmund Purdom, Ingeborg Schöner,
Eva Ingeborg Scholz, Lotte Lang, Rudolf Schock, Elke Aberle, Heinz Weiss,
Rolf Olsen, Richard Eybner, Walter Varndal, Massimo Giuliani, Hans Thimig
durata: 100’
Ultimo
treno da Vienna, L’ (Miracle of the White Stallions – Usa, 1963)
Regia: Arthur Hiller
Cast: Robert Taylor, Lilli Palmer, Curd Jürgens, Eddie Albert, James
Franciscus, John Larch, Brigitte Horney, Philip Abbott, Charles Régnier,
Erik Schumann, Douglas Fowley, Philo Hauser, Max Haufler, Michael Janisch,
Fritz Wepper
durata: 110’
Vienna,
amori al congresso (Kongreß amüsiert sich, Der – Gewrmania Ovest /
Austria / Francia, 1966)
Regia: Géza von Radványi
Cast: Françoise Arnoul, Curd Jürgens, Hannes Messemer, Paul Meurisse,
Lilli Palmer, Walter Slezak
durata: 96’
Strangolatore
di Vienna, Lo (Italia / Germania Ovest, 1971)
Regia: Guido Zurli
Cast: Victor Buono, Brad Harris, Franca Polcelli, Karin Field, Carl
Stearns, Sybil Martin, Michael Turner, Arthur Mann, John Ireland, Hansi
Linder, Dario Michaelis, Giacomo Pergola, Dino Peretti, Luca Sportelli,
Claudio Trionfi
durata 84
Viaggio
a Vienna, Il (Reise nach Wien, Die – Germania Ovest, 1973)
Regia: Edgar Reitz
Cast: Mario Adorf, Nicolas Brieger, Hannelore Elsner, Michael Janisch,
Ferdy Mayne, Heinz Reincke, Elke Sommer, Fritz Fleck, Jan Meyer, Peter
Moland, Kurt Weyrauch, Kardl Windkauser
durata: 102’
Tiger
- Frühling in Wien (Germania Ovest, 1984)
Regia: Peter Patzak
Cast: William Berger, Eddie Constantine, Veronika Faber, Art Metrano,
Heinz Moog, Tilo Prückner, Lukas Resetarits, Christiane Rücker, Harald
Serafin, Kurt Weinzierl
durata: 91’
Treno
di Vienna, Il (Train de Vienne, Le – Francia, 1989) (film TV)
Regia: Caroline Huppert
Cast: Roland Blanche, Thérèse Liotard, Christophe Odent, Jean-Yves
Berteloot, Marie Matheron
durata: 88’
Blutrausch
(Austria, 1997)
Regia: Thomas Roth
Cast: Inga Busch, Silvia Fenz, Raimund Harmstorf, Uschi Obermaier, Lukas
Resetarits, Willi Resetarits, Heribert Sasse
Durata: 94’
Vienna
(Germania, 2000)
Regia: Peter Gersina
Cast: Jed Curtis, Marina Anna Eich, Roman Knizka, Erika Marozsán, Axel
Milberg, Max Tidof, Elke Winkens, Heio von Stetten, Viola von der Burg