Dal 30 maggio 2002

Atlante stradale d'Europa - Sud.

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Il nostro itinerario.

       
  
PORTOGALLO
NOBILE DI NATURA

  

Cattedrali, castelli, villaggi circondati da mura difensive: il tutto immerso in un paesaggio incantevole. E oltre 800 chilometri di coste che si affacciano sull’Atlantico.
    

Narra la leggenda che Lisbona fu fondata da Ulisse (dove non sarebbe stato il nostro eroe?), cui piacque quel luogo dove il fiume fluisce nell’oceano. Porto, invece, ai tempi dei romani era formata da due villaggi separati dal fiume, Portus e Cale. I due borghi, unendosi, diedero origine al nome della nazione, il Portogallo, appunto.

Il nostro percorso non può che snodarsi tra queste due città, oggi servite entrambe da aeroporti internazionali. Cominciamo da Lisbona, che nella notte tra il 12 e il 13 giugno è in festa come non mai: il centro è tutto una luminaria, la gente balla nelle strade e mangia sardinas assadas annaffiate di buon vino. Tutto in onore di sant’Antonio da Padova, che a dire il vero dovrebbe chiamarsi “da Lisbona”, visto che qui è nato nel 1195 (sul luogo della sua casa natale, poco lontano dalla cattedrale, oggi c’è la chiesa di Santo Antonio da Sé).

Il quartiere di Alfama, sotto il castello di San Giorgio; la grande piazza del Commercio affacciata sul fiume Tago; la Torre di Belém e il monastero dos Jeronimos, capolavoro dell’arte manuelina (un’evoluzione tutta portoghese dello stile gotico, che ha lasciato la sua impronta in ogni angolo del Paese); gli azulejos, piastrelle di ceramica con personaggi e paesaggi dipinti in blu, che decorano chiese, palazzi, portici: questa – lo sappiamo – è Lisbona, una delle più affascinanti capitali d’Europa. Ma oggi c’è dell’altro. Per l’Expo del 1998 è stato costruito, a nord-est del centro, un nuovo quartiere, progettato dai più celebrati architetti del mondo (per gli italiani, Vittorio Gregotti). Qui – si chiama Expo Urbe e ci si arriva in métro, scendendo alla fermata Oriente, straordinaria nella sua architettura – c’è il più grande acquario d’Europa, il Pavilhao dos Oceanos. È composto da un grande bacino centrale e quattro vasche più piccole, dove gli oceani Pacifico, Atlantico e Indiano, oltre al Mar Antartico, sono rappresentati da 15 mila esemplari animali e vegetali di 200 specie.

La Torre di Belém, monumento simbolo della città di Lisbona.
La Torre di Belém, monumento simbolo della città di Lisbona (foto N. Leto).

Da non perdere a Lisbona (un consiglio: acquistate la Lisboa Card per l’ingresso ai musei e la libera circolazione sui mezzi pubblici) il Museo nazionale di arte antica, il più importante di tutto il Portogallo (tra i capolavori, la pala d’altare Le tentazioni di sant’Antonio di Hieronymus Bosch), ma anche il Museo Calouste Gulbenkian. Quest’ultimo porta il nome del petroliere e mecenate di origini armene che morendo lasciò le sue collezioni allo Stato portoghese. In un parco, tra laghetti e sculture di artisti moderni, come Henry Moore, sorgono gli edifici con raccolte d’arte di ogni epoca: dalle statuette dell’antico Egitto alle 19 vedute veneziane di Francesco Guardi, dai dipinti degli impressionisti Claude Monet, Edgar Degas e Auguste Renoir, fino agli oggetti liberty di Lalique.

Ma lasciamo la capitale e dirigiamoci verso est. La regione dell’Alentejo (“al di là del Tago”) è contrassegnata dalle fortezze costruite a difesa dalle invasioni castigliane, dai villaggi di case bianche abbarbicati alle colline, spesso protetti da mura e da un castello. L’antica capitale dell’Alentejo è Évora, già citata da Plinio come Ebora Cerealis, per le estese coltivazioni di grano. Chiuse entro le sue mura, ecco la cattedrale medievale, le colonne corinzie del tempio romano, l’edificio rinascimentale dell’università. Le cittadine che fanno corona a Évora, come Arraiolos, rinomata per la produzione di tappeti, Reguengos de Monsara e Viana do Alentejo sono l’esempio di un Portogallo ancora autentico, poco frequentato dal turismo di massa.

Ma torniamo verso Lisbona e i suoi dintorni, prima tra tutti Sintra, residenza estiva dei sovrani portoghesi. Immersa nei boschi di quercia della Serra, la città ha tre veri gioielli: il Palazzo di Pena, il Palazzo Reale e il Castello dei Mori.

Proseguiamo verso nord, diretti a Obidos e Peniche. Il primo è un borgo dell’Estremadura, circondato da mura imponenti, il secondo si affaccia sull’Atlantico da una penisola rocciosa, Cabo Carvoiero, che regala alla vista paesaggi stupendi. Ma molti degli 800 chilometri di costa del Portogallo meriterebbero una sosta...

Continuando verso nord, si arriva a Batalha. Il suo monastero di Santa Maria da Vitoria è importante dal punto vista architettonico e da quello storico, poiché ricorda la decisiva battaglia vinta contro i castigliani nel 1385. Poco lontano, il santuario di Fatima, tra maggio e ottobre, meta di pellegrinaggi soprattutto i giorni 12 e 13 di ogni mese.

Porto, il vino e i tre ponti

La prossima tappa è Coimbra, sulla riva destra del Mondego. La sua università, fondata nel 1308, è una delle più antiche d’Europa (un’occhiata alla biblioteca settecentesca, tutta intagli dorati) e ancor oggi si vedono per strada studenti con la tradizionale cappa nera e nastri colorati; la sua cattedrale è tra i più notevoli edifici romanici del Portogallo.  

E infine Porto. Celebre in tutto il mondo per il suo vino, è “la città dei tre ponti”, che collegano le sponde del fiume Douro (il ponte di Dona Maria Pia fu costruito nel 1877 dal francese Gustave Eiffel). Non ci dilunghiamo oltre, perché vogliamo segnalare una forma di ospitalità diffusa soprattutto nelle regioni del nord del Paese: il turismo d’abitazione. Lo Stato ha finanziato la ritrutturazione alberghiera dei palazzi delle grandi tenute agricole: si spende un po’ meno che in un buon albergo e magari si dorme sotto volte affrescate, tra mobili antichi (sito Internet www.manorhouses.com).
   

Informazioni: Icep - Turismo Portogallo, Largo Augusto 3, 20122 Milano, 
tel. 02/79.52.28, fax 02/79.46.22. Sito: www.portugal-insite.pt

Segnaliamo le guide: “Portogallo” (Touring, 20,14 euro), “Portogallo” (Lonely Planet EDT, 25,31 euro) e “Portogallo, Madeira e Azzorre” (Giunti, 13 euro).

Liliana Mapelli
   

TERRE DI MARE E DI SOLE

Il terzo e ultimo atlante stradale d’Europa è dedicato al Sud, che comprende i Paesi più gettonati per le vacanze estive. Lungo le coste del Mediterraneo, spiagge e isole attendono i turisti, che non dovrebbero, però, lasciarsi scappare l’occasione per conoscere più a fondo la regione che li ospita. L’atlante stradale, venduto con la rivista a 4,95 euro, sarà prezioso per studiare gli itinerari della visita.

   


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