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Lettera per gli Esercizi Spirituali 2013

Lettera del Delegato  

Lettera di nomina del sup. provinciale don Ampelio Crema 

Linee programmatiche  

Per contattarci

Biblioteca don Alberione e di nostra produzione

Anniversari di matrimonio da ricordare

Carissimi,

"Scrivo a voi perché siete forti nella fede e avete creduto alla Parola di Dio che da sempre portate nel cuore e dimora in voi" (cf 1Gv 2,12-18).

Al centro, quindi, la Parola di Dio e la Persona di Cristo Maestro e Signore.

Alla luce di quanto ci ha insegnato il Fondatore, il beato Giacomo Alberione, – "Chiamati a vivere integralmente il Vangelo di Gesù Cristo, Via, Verità e Vita" – si innesta così anche il nostro cammino di formazione umano-spirituale-apostolica che rende sempre più nitida la nostra identità e ci prepara al Convegno annuale sul tema "Educarsi per educare".

Infatti, nella nostra quotidianità di vita consacrata secolare abbiamo bisogno di richiamare continuamente alcune certezze che rendono stabile e visibile il nostro cammino di perfezione e santificazione.

Mai, come oggi, sono veritiere le parole del Maestro Divino: "Siete nel mondo, ma non del mondo…" (cf Gv 17,13-18), impegno da assumere con consapevolezza e da vivere con coerenza. Del resto è sempre più urgente comprendere l’analisi che oggi si fa nel nostro essere cristiani.

Cioè si deve prendere coscienza che la sacralità – religiosa, familiare e sociale – è tramontata e noi dobbiamo passare da una cristianità sacrale a una cristianità secolare (cf La comunità cristiana e il compito urgente dell’educazione, Paoline 2008, Commento di Lorenzo Leuzzi, cap. 1 e 2).

È troppo importante avvertire questo "passaggio" perché ci permette di vivere con più consapevolezza la consegna di Gesù ai suoi discepoli anche nel contesto secolarizzato di oggi: "Voi siete la luce del mondo, voi siete il sale della terra… Risplenda così la vostra luce davanti agli uomini" (Mt 5,13-14).

Conformare la vita a Cristo

Carissimi, oggi dobbiamo andare, con più coraggio, controcorrente in una società che va alla deriva e in un mondo sempre più disumano.

Abbiamo bisogno, all’interno delle nostre famiglie, di riappropriarci della nostra umanità e della nostra dignità di persone. Anche questo impegno è una risposta alla sfida educativa che ci coinvolge tutti.

Il beato Alberione, in tempi di violenza generalizzata come i nostri, indica nell’umanità di Cristo, vero Dio e vero uomo, la via per la nostra umanità, garanzia di fraternità e di pace fra i popoli.

C’è un imperativo vivissimo del nostro Fondatore, che oggi è più che mai impellente: l’umanizzazione del mondo, degli uomini e delle persone, cioè: lo sforzo per aiutare le persone a recuperare quel "supplemento d’anima", senza il quale non si può sviluppare né trovare la via della pace e della fraternità.

In altre parole, oggi, come famiglia e come Istituto, siamo chiamati ad evangelizzare la società contemporanea, con il cuore universale di san Paolo, attraverso i veri valori umani ed evangelici vissuti e testimoniati.

Nel Capitolo Generale del 2004, la Società San Paolo ha fatto una scelta, a tutto campo, su una opzione apostolica che richiama il motto alberioniano "Gloria a Dio e pace agli uomini", scelto appunto dal Fondatore e riproposto infinite volte, non come semplice espressione ma come sintesi della sua e nostra missione, che non si spiegherebbe senza lo sfondo storico che fa del secolo scorso, e l’attuale, uno dei più violenti della storia.

Il Fondatore passa, allora, ad indicare chiaramente una metodologia per tutto questo: "Tutta la vita paolina sia inserita in Gesù Maestro, Via e Verità e Vita: la preghiera, la formazione, l’apostolato… Conformare la vita a Cristo Maestro non è un consiglio, è la sostanza (essenzialità) di essere o non essere paolini" (don Alberione, Alla Comunità di Roma, 1957). È il nostro contributo di umanizzazione per cristianizzare il mondo.

Pertanto, il principio dinamico e unificatore che qualifica la formazione di ogni paolino è quello vissuto ed espresso da San Paolo: "Che sia formato Cristo in noi" (Gal 4,19).

Il nostro processo formativo passa, quindi, attraverso questo fondamento teologico-spirituale della centralità di Cristo, dal quale traggono identità carismatica tutta la formazione e la vita paolina. La centralità di Cristo Maestro riassume e completa tutte le devozioni. Infatti essa presenta Gesù Verità a cui credere, Gesù Via da seguire e Gesù Vita a cui partecipare (Pr DM 39).

È tutto l’uomo nella mente, volontà e cuore innestato in Cristo. È questo il nostro processo di formazione paolina.

Don Alberione aggiunge: "Tutto sta qui: vivere Gesù Cristo Via e Verità e Vita" per acquistare la nostra identità di consacrati paolini.

Applicazioni di spiritualità antropologica

Il principio ispiratore: "Cristo Via, Verità e Vita", quando viene applicato all’uomo diviene antropologia spirituale e rafforza la personalità umana, in quanto tutto l’uomo – mente, volontà e cuore – viene orientato a Cristo. La Gaudium et Spes del Vaticano II ribadiva: "Chiunque segue Cristo, l’uomo perfetto, diventa anch’egli più uomo" (GS, 41).

Il Fondatore, ripetutamente, afferma in modo convinto: "Vivere Gesù Cristo Via, Verità e Vita" è il metodo – pedagogia per ogni paolino – che si sviluppa a tre dimensioni:

  1. Dimensione antropologica: "L’educazione ha come scopo di formare l’uomo ad usare in bene la sua libertà…; occorrono per questo istruzione, profonde convinzioni…" (Abundantes…, 149).
  2. Dimensione spirituale: la vita in Cristo è l’asse della pedagogia divina e di tutto il cammino di ascesi, ossia lo sforzo di superarsi ed avviarsi verso i veri valori.
  3. Dimensione apostolica: l’uomo, immagine di Dio nel suo essere e operare ("l’uomo, piccola trinità": cf Ut perfectus II, 149-150) proietta questa identità nel suo dinamismo interiore e nella sua azione apostolica, rappresentando così il Padre nella volontà (volere il bene come Lui), il Figlio nella mente (essere parola come Lui), vivere l’amore dello Spirito Santo (avere il cuore come Lui).

Una formazione di questo spessore ci porta a possedere alcune caratteristiche che sono altrettanti doni per la nostra persona qualificandola in modo specifico:

  • Integralità-totalità: tutte le capacità o modi di essere della persona sono vivificate dalla presenza del Cristo totale, Via, Verità e Vita, nell’essere e nell’operare, e tutte sono pienamente poste al servizio di Dio nella consacrazione e nell’apostolato (CISP 162, 762 e 783; AD 186, 150).
  • Armonia-unità: tutto viene ordinatamente orientato all’unico scopo: l’amore a Dio e l’apostolato; e tutto l’uomo – come persona – viene rinnovato, perché in Cristo egli ricompone tutti i suoi conflitti e le sue tensioni interiori ritrovando armonia e unità (UPS I, 368; II, 190 – 194).

Il modello di ogni Paolino

In questo modo – secondo la saggia pedagogia del Fondatore – Cristo, vero Maestro, è il modello unico cui riferirci. È Lui il centro della storia nella sua singolarità, è la Parola di Dio per noi, è Lui che dobbiamo seguire e ascoltare.

E il metodo specifico di "via-verità-vita" pone tutti i Paolini alla scuola di Gesù Maestro, in un cammino di discepolato che è anche l’atteggiamento fondamentale del nostro essere consacrati.

Essere discepolo contiene, allora, una ricchezza semantica che caratterizza la formazione di ciascuno di noi. Infatti:

  • a Gesù Verità corrisponde il discepolo che è apprendista, cioè uno che sta sempre alla scuola dell’unico Maestro e Signore.
  • a Gesù Via corrisponde il discepolo che è seguace, che va dietro con fedeltà al Pastore.
  • a Gesù Vita corrisponde il discepolo che rimane unito a lui, come il tralcio alla vite per portare grande frutto, e per poter "essere trasmettitori di vita e di luce" (AD 157), come ci raccomanda Don Alberione.

Alcuni impegni

Dal rapporto Maestro-discepolo scaturiscono tre atteggiamenti che devono caratterizzare l’impegno del nostro cammino di formazione paolina:

  • Ascolto (Verità): l’accoglienza della Parola di Dio è la prima condizione per diventare discepoli di Cristo e raggiungere la maturità e la perfezione.
  • Sequela (Via): è la disponibilità a seguire radicalmente Cristo, obbediente, casto e povero, assumendo nella nostra vita il suo modo di pensare, di volere e di amare.
  • Identificazione (Vita): è il processo di assimilazione e configurazione alla persona di Cristo – o "cristificazione", come la chiama don Alberione (cfr CISP, 11) – fino a poter dire come Paolo, l’interprete più fedele del Maestro, "non sono più io che vivo, è Cristo che vive in me" (Gal 2,20).

È, pertanto, in questo modo, che la Persona di Cristo Via Verità Vita rimane il principio unificatore e dinamico del nostro processo di formazione e ci presenta anche un cammino specifico da percorrere in una prospettiva progressiva verso la piena assunzione dei veri valori umani ed evangelici.

Norma dinamica, di questa crescita è tendere alla maturazione integrale della persona, "allo stato di uomo perfetto, nella misura che conviene alla piena maturità di Cristo" (Ef 4,13).

Del resto non va dimenticato quanto il Convegno Ecclesiale di Verona (Ottobre 2006) ha dichiarato: "La santità (= perfezione della persona) significa costruire la propria maturità umana come il Padre la sogna per il Figlio".

Ecco, tracciato il cammino di formazione secondo lo spirito e il carisma del Fondatore don Alberione per essere paolini per Dio e per il mondo. Essere anche noi replica vivente di Cristo, Via Verità Vita per l’uomo del nostro tempo.

don Olinto Crespi ssp

Roma, 30 giugno 2010 - Festa di San Paolo
    

 

Linee programmatiche offerte
dal Superiore Provinciale
alla nuova Équipe Formativa ISF

Carissimi,

mentre vi ringrazio per la vostra disponibilità ad accettare di porvi al servizio dell’Istituto "Santa Famiglia" (o come Delegato o come collaboratori), mi preme condividere con voi e i fratelli e sorelle dell’Istituto la gratitudine del Superiore Generale e mia personale a don Dante Innocenzo per la dedizione, la passione paolina, l’abnegazione e la gratuità con cui ha svolto il suo servizio.

Dalla consultazione effettuata, i fratelli e sorelle dell’Istituto ringraziano Dio per:

  • il clima sereno che l’Istituto sta vivendo,
  • la preziosità del servizio di animazione finora svolto dai confratelli paolini,
  • la ricchezza degli strumenti che sono messi a loro disposizione,
  • l’efficace organizzazione dell’Istituto stesso,
  • il progressivo avvicinamento alla Famiglia Paolina e alla Società San Paolo in particolare.

Guardando al futuro dell’Istituto, credo sia necessario rispondere decisamente ad alcuni degli aspetti vitali per il futuro dell’Istituto "Santa Famiglia", emersi in parte dalla consultazione. Pertanto diventa programmatico per il vostro servizio che vi adoperiate affinché i membri dell’Istituto:

  • crescano nella spiritualità paolina, con particolare attenzione alla Parola di Dio, come via per testimoniare e servire Cristo nel loro ambiente di vita;
  • siano accompagnati nell’impegno missionario di evangelizzazione paolina, oltre che nel servizio in ambito di pastorale familiare;
  • abbiano un ulteriore miglioramento della formazione umana e spirituale: di coppia, dei singoli e dei gruppi;
  • memori dell’invito di don Stefano Lamera che "non c’è Santa Famiglia senza il sacerdote e non c’è il sacerdote senza la Santa Famiglia", coltivino l’amore per i sacerdoti;
  • e promuovano nel loro ambiente di vita le vocazioni per la Società San Paolo e la Famiglia Paolina tutta.

È inoltre necessario, da parte vostra:

  • avere maggiore attenzione verso le coppie giovani; attenzione che nasca da un reale servizio alle loro necessità e si apra, se è volontà di Dio, a una prospettiva vocazionale per l’Istituto stesso;
  • studiare un chiaro progetto formativo che aiuti gli aspiranti e i novizi a meglio entrare nella vocazione dell’Istituto, nella sua spiritualità e missione;
  • chiarificare ulteriormente la struttura organizzativa dell’Istituto e i ruoli di essa (dai responsabili nazionali ai consiglieri dell’Istituto, dai delegati zonali ai responsabili locali), mirando a un ruolo più da protagonisti delle coppie nella vita dell’Istituto ai vari livelli;
  • che ci sia una vera collaborazione tra i Delegati dell’Istituto "Santa Famiglia" e dell’Istituto "Gesù Sacerdote" e i rispettivi Consigli Nazionali per riprendere un cammino coordinato tra i due Istituti in un clima sereno e collaborativo;
  • che si miri a coinvolgere il più possibile i confratelli dell’IGS nell’animazione e formazione dei membri dell’ISF;
  • prestare attenzione ai figli dei membri dell’ISF con opportune proposte di animazione e specifici itinerari formativi;
  • definire la modalità di gestione di Spicello nella linea di quanto già avviato in questi mesi.

In particolare dal Delegato dell’Istituto e dai confratelli collaboratori, i fratelli e sorelle dell’Istituto si attendono che siano sempre più padri spirituali, capaci di ascolto e di vicinanza; e sappiano sostenerli nelle problematiche quotidiane per aiutarli a giungere a quella santità di vita che diventa fermento apostolico nel loro ambiente.

Cari confratelli, vi invito a focalizzare insieme al Delegato dell’Istituto "Gesù Sacerdote" che sarà nominato nei prossimi mesi (ho avviato in questi giorni le consultazioni) un progetto di animazione e di collaborazione tra i due Istituti in modo da riprendere la complementarietà e la collaborazione che ha sempre caratterizzato i due Istituti. Sono certo poi che saprete vivere in atteggiamento di collaborazione fraterna tra voi e con i fratelli e le sorelle che vi vengono affidati.

Don Ampelio Crema ssp
Superiore Provinciale

Gli impegni statutari
dei membri dell’Istituto Santa Famiglia

"Il cammino di una vita cristiana familiare; 
il segreto per una autentica santità coniugale"
  

6 - I membri dell’Istituto, perseguendo la perfezione evangelica nello stato coniugale, intendono "rispondere sempre più ardentemente all’amore di Dio", traducendo nella loro vita l’ideale di san Paolo: "Per me vivere è Cristo".

7 - Per attuare nella loro vita questo ideale…

  • alimentarsi della Parola di Dio
  • la preghiera individuale, di coppia, di famiglia
  • nutrirsi dell’Eucaristia
  • l’adorazione eucaristica
  • il santo rosario
  • esame di coscienza
  • periodica Confessione

8 - Ogni mese parteciperanno con sollecitudine ad una Giornata di ritiro spirituale promossa dall’Istituto, a carattere spirituale e formativo.

Prima formula

  • 9,30 – Celebrazione delle Lodi con invocazione allo Spirito Santo
  • 10,00 – Catechesi del mese
  • 11,00 – Adorazione eucaristica silenziosa
  • 12,00 – EUCARISTIA
  • 13,00 – pranzo fraterno
  • 14,30 – Cordiale condivisione sulla vitalità del Gruppo e dell’Istituto
  • 15,30 – Celebrazione dei Vespri

Seconda formula

  • 15,30 – Ora Media con invocazione allo Spirito Santo
  • 16,00 – Catechesi del mese
  • 17,00 – Adorazione eucaristica silenziosa
  • 17,45 – Celebrazione dei Vespri
  • 18,00 - Cordiale condivisione sulla vitalità del Gruppo e dell’Istituto
  • 19,00 – Cena fraterna
       

Nota bene

  1. Scusate: …si partecipi dall’inizio alla fine, "con sollecitudine", non per semplice dovere, ma per una arricchente esigenza vitale.
  2. La scelta della formula, per quanto possibile, sia condivisa da tutti i membri del Gruppo. La seconda formula sembra conciliare meglio tante doverose esigenze di ministero parrocchiale.

10 - Ogni anno vivranno intensamente il periodo egli Esercizi Spirituali, considerati come un vero dono del Signore, per ottenere "i frutti della purificazione, l’orientamento pieno della vita in Cristo" e per crescere nello spirito di fraternità proprio dell’Istituto.

Date e località per tutte le possibilità; oltre 20 corsi…: una vera ricchezza spirituale, psicologica e fisica!
  

  
I nostri "pilastri vocazionali"

2 - I membri, "mossi dallo Spirito "

  • per imitare più profondamente lo stile di vita della Famiglia di Nazareth;
  • per vivere più integralmente il dono della vita coniugale e così "santificare la comunità ecclesiale ed il mondo";
  • per compiere più efficacemente e dovunque l’apostolato;
  • si impegnano a cercare nel matrimonio la perfezione evangelica mediante i voti di castità, povertà e obbedienza coniugali, ordinando la loro vita secondo le linee del presente Statuto.

2.1 - "I coniugi Cristiani, in virtù del sacramento del matrimonio, col quale significano e partecipano il mistero di unità e di fecondo amore che intercorre tra Cristo e la Chiesa, si aiutino a vicenda per raggiungere la santità della vita coniugale".

2.2 - La condizione dei membri dell’Istituto "Santa Famiglia" è la "secolarità" in quanto essi tendono alla perfezione della carità nel mondo, mentre in senso giuridico e pertanto senza corpo organico, è aggregato alla Società San Paolo ed è parte integrale della Famiglia Paolina

3 - Nella loro condizione secolare e nell’ambito dei loro impegni sociali, i membri si dedicano, "per una evangelizzazione efficace", alla diffusione del messaggio della salvezza, principalmente secondo l’apostolato e lo spirito della Società San Paolo e delle altre Congregazioni della Famiglia Paolina, allargando così ai settori più diversi l’azione e l’influsso della sua missione specifica.

4 - I membri "svilupperanno tutte le loro possibilità cristiane ed evangeliche", "affinché il divino messaggio della salvezza sia conosciuto ed accettato da tutti gli uomini", specialmente nell’ambito della famiglia, primo nucleo educativo della società.

5 - I membri considerano la Santa Famiglia di Nazareth come il modello e l’esempio da imitare e ne celebrano la festa liturgica con particolare solennità.
Inoltre hanno una particolare "devozione" verso Gesù Divino Maestro, Maria Regina degli Apostoli e San Paolo Apostolo, "padre, maestro e fondatore" della Famiglia Paolina.    

   

Per contattarci:

Delegato dall'8-12-2009:
don Olinto CRESPI ssp
Circonvallazione Appia 162 - 00179 ROMA
Telefono diretto: 06-78140103 cell. 338-3654669
olinto.crespi@stpauls.it
Don Venanzio Floriano collaboratore:
don Venanzio FLORIANO ssp
telefono diretto 06.78140097 - cell. 347.1842535
venans@tiscali.it
Don Roberto Roveran don Roberto ROVERAN ssp - sacerdote collaboratore ISF
telefono diretto 06.78140102 
cell. 338.6033866

roberto.rov@tiscali.it

  
Il sito dell’Ist. Santa Famiglia: http://www.stpauls.it/istit/santafamiglia.htm