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Quando l’uomo ha imparato
ad accendere il fuoco


              
   Il Giornalino n. 2 del 21/1/1998 - Home Page Caro Zio Giò, vorrei sapere a quanto tempo fa risale la scoperta del fuoco.

Massimo Marco (Mairano - Brescia)

Quella del fuoco è una delle "invenzioni" più importanti della storia dell’umanità. Invenzione, perché il problema da risolvere non era trovare il fuoco, che si produceva per effetto di un fulmine su un albero o per autocombustione, ma come usarlo.

Da alcuni resti di tizzoni carbonizzati trovati in una caverna preistorica nei pressi di Pechino, in Cina, gli studiosi hanno ipotizzato che l’uomo usava regolarmente il fuoco già 500 mila anni fa. Naturalmente non è possibile sapere chi, o quale gruppo, mise a punto la scoperta. Quello che è certo è che per molte migliaia di anni l’uomo utilizzò il fuoco senza riuscire ad accenderlo: le fiaccole realizzate con rami d’albero incendiati da un fulmine venivano vegliate giorno e notte, perché non si spegnessero.

Un boyscout di fronte al fuoco che ha acceso con una pietra e un ramo secco.   Un boyscout di fronte al fuoco
che ha acceso con una pietra
e un ramo secco.
  

Le ricerche degli storici hanno tuttavia appurato che circa 12 mila anni prima di Cristo l’uomo imparò ad accendere il fuoco: strofinando fra loro pietre particolari, come le piriti, o ramoscelli secchi, si provocavano scintille che venivano immediatamente raccolte su ciuffi di paglia o foglie secche, che creavano la fiamma. E ancora oggi molti popoli primitivi usano questi metodi per accendere il fuoco, che serve loro per riscaldarsi, cucinare e tenere lontani gli animali feroci dalle loro abitazioni.

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