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Verdi bocciato all'esame di musica

            

Il Giornalino n. 20 del 14 maggio 1997 - Home Page Caro Zio Giò, ho sentito dire che Giuseppe Verdi era stato bocciato all’esame di musica. Mi puoi dare qualche notizia in merito?

Giorgia Zardi
Cantù (Milano)

Ti racconto cosa accadde al più grande compositore italiano. Giuseppe Verdi ha quasi 19 anni, quando nel 1832 si reca a Milano per essere ammesso in qualità di allievo pagante al Conservatorio di Musica. Il regolamento dell’istituto prescrive che i candidati non siano inferiori ai nove né superiori ai quattordici anni di età, a meno che non dimostrino di essere forniti di attitudini eccezionali. Su tali attitudini conta appunto il giovane Verdi, che ha di gran lunga superato l’età.

Giuseppe Verdi Giuseppe Verdi
(1813-1901).

E arriva il giorno dell’esame di ammissione. Dinanzi a Verdi c’è Francesco Basily, sessantacinquenne direttore del Conservatorio (o, come allora si diceva, "censore"), autore di 14 opere teatrali, insegnante di contrappunto, severo professore di pianoforte. Lo invita a suonare il Capriccio in la di Herich Herz e alcune sue composizioni.

Il responso è negativo. Verdi viene bocciato perché «la posizione delle sue mani sulla tastiera è difettosa» e perché «ha scarse attitudini musicali».

Oggi quel Conservatorio di Milano è intitolato a Giuseppe Verdi.

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