CRISTIANO
RONALDO
l’asso piglia tutto
La conquista
del Pallone d’Oro è solo l’ultimo di una serie di
riconoscimenti per il fuoriclasse portoghese del Manchester United.
Si conclude con il Pallone d’Oro la straordinaria
annata di Cristiano Ronaldo. Per l’attaccante
portoghese il 2008 è stato
decisamente l’anno della consacrazione personale. Con il suo club,
il Manchester United, ha vinto
sia la Premier League che la Champions League ed è stato il
capocannoniere in entrambe le competizioni. Sarebbe stato difficile
fare meglio di così.
Inevitabile che sul ventitreenne fuoriclasse nativo di Madeira
piovessero premi e riconoscimenti in quantità industriale, dalla Scarpa
d’Oro al Giocatore dell’anno
della Pfa (Players’ Player of the Year), dal Giocatore dell’anno
della Fwa (Football Writers’ Association) al Miglior
attaccante Uefa Champions League, dal Miglior giocatore Uefa
Champions League al Miglior giocatore FIF Pro. Un elenco sterminato
di trofei personali che suggellano l’annata strepitosa del
portoghese con la casacca del Manchester United.
Cristiano non ha avuto lo stesso successo con la maglia della
nazionale: l’avventura del suo Portogallo
agli Europei si è fermata ai quarti di finale, battuto dalla
Germania. Ma non si può avere proprio tutto. Perlomeno, non nello
stesso anno.
Tanti premi, un solo padrone
Sono un centinaio di giornalisti sportivi provenienti
da tutto il mondo a votare per il Pallone d Oro. Diversamente, il
Fifa World Player viene assegnato al miglior calciatore in base ai
voti degli allenatori e dei capitani delle Nazionali di calcio di
tutto il mondo. La Scarpa d Oro spetta al miglior cannoniere dei
campionati europei. I gol segnati vengono moltiplicati per un
coefficiente di difficoltà per rendere più omogenea la
competizione.
Con i suoi 23 anni e 10 mesi, Cristiano Ronaldo è
uno dei più giovani vincitori del Pallone d’Oro. Il più giovane
in assoluto rimane l’"altro" Ronaldo: l’ex
"Fenomeno" di Inter e Real Madrid vinse il premio nel 1997
a soli 21 anni e 3 mesi. Meglio di Cristiano Ronaldo hanno fatto
anche l’inglese Michael Owen nel 2001 (21 anni e 11 mesi), l’irlandese
del nord George Best nel 1968 (22 anni e 6 mesi) e il sovietico Oleg
Blokhin nel 1975 (23 anni e un mese).
EVVIVA ESPAÑA
L’anno d’oro degli Iberici
Non c’è dubbio, a livello sportivo il 2008 è
stato l’anno della Spagna. Sono diverse le discipline in cui gli
atleti iberici hanno raggiunto i vertici nell’arco di questi
dodici mesi.
Sicuramente bisogna iniziare col successo delle Furie Rosse agli
Europei di calcio lo scorso giugno. Fernando
Torres e compagni si sono
aggiudicati il titolo continentale superando tutte le avversarie che
si sono poste sul loro cammino, compresi gli azzurri, ai quali resta
la magra soddisfazione di essere stati gli unici a resistere agli
spagnoli fino ai rigori.
Nel ciclismo possiamo addirittura parlare di
en-plein, con le vittorie di Alberto
Contador al Giro d’Italia,
Carlos Sastre
al Tour de France e Samuel
Sanchez nella prova su strada
alle Olimpiadi di Pechino.
Nel basket la nazionale spagnola si è confermata ad alti
livelli, fermandosi solo davanti alle stelle americane dell’Nba
nella finale dei Giochi Olimpici. Del resto, sono diversi i
giocatori iberici che militano nel campionato più bello del mondo,
a partire da Pau Gasol
con la maglia dei Lakers.
Nel tennis il dominio spagnolo si è concretizzato il mese
scorso con la conquista della Coppa Davis a spese dell’Argentina,
battuta in casa nella finale di Buenos Aires. E pensare che nella
squadra spagnola di Davis aveva dato forfait per infortunio Rafael
Nadal, il numero uno della classifica Atp. Evidentemente, è proprio
l’anno della Spagna.
Sergio Tosatto
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