LO CHIAMERAI
GESÙ
a cura di Don Remigio e Raffa
Ecco come avvenne la nascita di Gesù
Cristo: Maria, sua madre, era stata promessa sposa di Giuseppe e,
prima che fossero venuti a stare insieme, si trovò incinta per
opera dello Spirito Santo. Giuseppe, suo sposo, che era uomo giusto
e non voleva accusarla pubblicamente, si propose di lasciarla
segretamente. Ma mentre aveva a queste cose nell’anima, un angelo
del Signore gli apparve in sogno, dicendo: «Giuseppe, figlio di
Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché ciò
che in lei è generato, viene dallo Spirito Santo. Ella partorirà
un figlio, e tu gli porrai nome Gesù, perché è lui che salverà
il suo popolo dai loro peccati». Tutto ciò avvenne, affinché si
adempisse quello che era stato detto dal Signore per mezzo del
profeta: «La vergine sarà incinta e partorirà un figlio, al
quale sarà posto nome Emmanuele», che tradotto vuol dire «Dio
con noi». Giuseppe, destatosi dal sonno, fece come l'angelo del
Signore gli aveva comandato e prese con sé sua moglie.
Mt 1, 12-24
Ho visto alcuni vostri film (sono uno
scriba che si aggiorna!), e ho notato che non vi interessano i
titoli di testa con i nomi degli attori, truccatori, scenografi,
perché aspettate la prima scena e sperate sia subito "a tutto
gas".
Matteo inizia il suo vangelo con una lunga lista di nomi: parte con
Abramo e termina con Giuseppe. Eppure il personaggio che per primo
entra in scena è una donna: Giuseppe è soltanto «lo sposo di
Maria, dalla quale è nato Gesù, chiamato Cristo» (Mt 1, 17).
L’ex esattore delle tasse aggiunge subito che Maria «si trovò
incinta per opera dello Spirito Santo»: Gesù è Figlio di Dio.
Secondo Luca, Maria era stata coinvolta in questa storia dall’angelo;
adesso si tratta di rispondere alle comprensibili domande di chi
aveva in progetto di sposare Maria: Giuseppe, discendente di Davide.
Matteo racconta la storia della nascita di Gesù dal punto di vista
di Giuseppe, così come Luca narra la vicenda con gli occhi di Maria.
Dio sembra scombinare i piani della
ragazza di Nazaret e del suo promesso sposo, ma è pronto a spiegare
cosa avviene, e chiede collaborazione a chi è coinvolto in questa
grande avventura. Il Signore aveva scelto le persone giuste, che
ovviamente si pongono delle domande. Maria aveva chiesto: «Come
avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Giuseppe è perplesso
ma anche deciso a non fare del male a Maria.
Con la scelta di chiudere la storia senza renderla pubblica,
Giuseppe spiana la strada a Dio perché si mostra benevolo e
disponibile; il Signore gli rivela il senso degli avvenimenti e
chiede la sua collaborazione. Come Gabriele era apparso a Maria,
così un angelo appare in sogno a Giuseppe, e gli spiega il progetto
dell’Altissimo e il suo possibile ruolo: il falegname di un
piccolo villaggio della Galilea accoglierà questo bambino, che è
dono di Dio, riconoscendolo come suo figlio: «E tu gli porrai nome
Gesù».
Matteo, che scrive il vangelo per gli Ebrei, è attento nel trovare
nella Bibbia (quello che per voi è il primo Testamento) le conferme
di ciò che avviene, e richiama un passaggio di Isaia. Spiega che il
bambino che nascerà è "Dio che salva", come anche
"Dio che vive con noi"; questo significano rispettivamente
Gesù ed Emmanuele. Giuseppe oltre che giusto, si dimostra fedele e
affidabile: ha trovato risposta alle sue domande e accetta la sua
parte in questa grande vicenda, accogliendo Maria, che diviene sua
sposa, in casa sua.
GIUSEPPE
Nella storia del popolo eletto troviamo un altro Giuseppe a cui Dio
si rivela in sogno: Giuseppe il sognatore, figlio di Giacobbe e di
Rachele.
Il Giuseppe che ci interessa qui è discendente di Davide,
originario di Betlemme. Vive a Nazaret e fa il "costruttore
edile", o carpentiere, come molti altri, famosi e apprezzati,
di Betlemme, che si spostavano per lavoro in altri villaggi.
La tradizione lo conosce meglio come falegname. Il vangelo lo
presenta come giusto.
MARIA SUA SPOSA
Leggendo il testo non è chiaro se Maria e Giuseppe erano già
sposati. Il matrimonio presso gli Ebrei prevedeva una promessa
solenne, che vincolava i due giovani a contrarre poi le nozze.
Erano legati da un vincolo stabile, anche se non vivevano ancora
insieme. Con il corteo nuziale si "portava a casa" la
sposa: l’inizio vero e proprio del matrimonio.
Rompere il fidanzamento, come per l’infedeltà, era un fatto grave
e pubblico e comportava la lapidazione della donna infedele.
ANGELI E SOGNI
La convinzione che il sogno sia uno strumento di comunicazione tra
la divinità e gli uomini è presente in molte culture antiche.
Nella Bibbia non è infrequente il dialogo tra Dio e alcune persone
scelte da lui per compiti particolari.
Le modalità sono diverse. Tra queste ricorrono sia gli angeli sia i
sogni: Lc 1,11 parla dell’angelo che appare a Zaccaria nel tempio,
e Lc 1, 26 di Gabriele che va da Maria; lo stesso Gesù riceve la
visita di un angelo (Lc 22, 43).
Il libro della Genesi parla di Giuseppe, figlio di Giacobbe, che nei
sogni conosce risvolti importanti della storia del popolo eletto e
del suo ruolo in essa.
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