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UN ANNO DI SPORT
  

2007 PROMOSSI E BOCCIATI
 

di Elisa Chiari
  

Armin Zoeggeler, sesta coppa del mondo consecutiva. Ci vuole coraggio per affrontare un budello di ghiaccio a 140 all’ora su uno slittino e Armin, carabiniere altoatesino di Lana, in questo è davvero il migliore: da bambino la slitta lo portava a scuola in fondo al paese, da grande l’ha portato in cima al mondo. «Paura? Mai, solo rispetto per la pista».


Antonietta Di Martino. Il 2007 è stato il suo anno magico cominciato con il primato italiano di salto in alto (due volte: poi 2,02 poi 2,03): il record era fermo da 29 anni ai 2,01 di Sara Simeoni. Ma quel che più conta è l’argento mondiale, agguantato con un 2,03 voluto con l’anima, quando la forma fisica non era più quella di inizio stagione. Ma lo sport non è solo muscoli: è sempre un po’, forse tanto, anche testa e cuore.


Paolo Bettini, campione del mondo per la seconda volta consecutiva. Ha una faccia da ciclismo d’altri tempi, una delle poche cui si spera di aggrapparsi ancora, per salvare l’immagine di uno sport troppo compromesso dal doping. Fino a prova contraria promuoviamo il grillo, ma bocciamo il ciclismo almeno fino a quando non dimostrerà di volersi ripulire davvero.


Filippo Magnini. Dategli 100 metri d’acqua e non ce ne sarà per nessuno. Si conferma campione mondiale dei 100 stile libero, per il secondo anno consecutivo, un’impresa riuscita soltanto a due mostri sacri come Matt Biondi e Alexander Popov, più che nuotatori monumenti. Non per caso Superpippo ha festeggiato mettendosi in testa una corona preparata dai suoi amici.


Kakà, al secolo Ricardo Izecson dos Santos Leite (ma si sa che i brasiliani funamboli del pallone passano alla storia con il soprannome). Kakà nella storia c’è già a 24 anni, merito di questo 2007 in cui ha vinto la Champions League, in rossonero, con molto merito e di seguito il Pallone d’oro, il premio più ambito.


Valentino è sempre Valentino, un grande campione non si discute. Anche se quest’anno la moto non gli è bastata a superare un giovane rampante Casey Stoner. Succede anche ai migliori. E infatti non è per questo che l’abbiamo bocciato. Il quattro se lo merita per lo scivolone con il fisco: un campione è un esempio e non può permettersi di rivelarsi abilissimo in moto e cittadino scarso.



L’altra Ferrari, la solita, la rossa. A differenza dell’azzurra Vanessa. Chi potrà più dire adesso che la Formula 1 nell’era dei pit stop non regala emozioni, dopo un mondiale vinto all’ultima corsa, per un solo punto? Certo di mezzo ci sta un pochino di fortuna e l’inesperienza del pur bravissimo Hamilton. Però il fattore fortuna nello sport esiste e bisogna essere bravi a coglierlo, a non arrendersi.


Una brutta prestazione all’Europeo ci impedirà di partecipare alle Olimpiadi del prossimo anno, ed esito peggiore non si poteva temere. Il basket italiano ha deluso tutti, anche perché le aspettative erano di tutt’altro tenore grazie al talento dei Bargnani e C. La lezione? Non basta essere bravi, bisogna anche metterci il cuore.


Le ragazze della Pallavolo azzurra, guidate da Massimo Barbolini, hanno letteralmente sbancato il mondo: prima si sono aggiudicate gli Europei lasciando le briciole alle avversarie, poi hanno replicato in Coppa del mondo, staccando un biglietto per Pechino 2008. Partiranno con credenziali altissime, hanno già dimostrato di essere forti e unite: non hanno paura di nessuno.


La stella resta Vanessa Ferrari, la più completa: oro nel concorso generale agli Europei di Amsterdam, bronzo ai Mondiali di Stoccarda. Ma non è solo vincendo che si vince: la ginnastica italiana (artistica maschile e femminile, ritmica e trampolino) si è superata quest’anno staccando il pass olimpico per tutte le squadre. Promossi con lode.


Gli azzurri della palla ovale ci avevano fatto sognare questa primavera nel "Sei nazioni", dove per la prima volta avevano battuto due squadre. La successiva Coppa del Mondo ci ha riportati coi piedi per terra, sconfitti ancora una volta a un passo dai quarti di finale. Ma l’entusiasmo acceso intorno a questa disciplina lascia ben sperare per il futuro.


Valentina Vezzali, Margherita Granbassi, Giovanna Trillini. Tre donne sole al comando del fioretto femminile mondiale, come già l’anno scorso, come ormai tante altre volte. Vezzali e Trillini sono cresciute a Iesi nella stessa palestra, che sia una sfida in allenamento o la finale olimpica, il risultato non cambia: si dice che il mondo è piccolo. Non è mai stato vero come per loro. Sarebbe bello ripetersi a Pechino.
  

  
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Il Giornalino n. 51 del 23/30-12-2007


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