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CALCIO

MAURO ESPOSITO
Prima la promozione in A e poi la maglia azzurra
 

Dopo gli inizi a Pescara e le prime esperienze in A con l’Udinese, Mauro Esposito è esploso nel Cagliari, con cui ha vinto nella scorsa stagione il campionato di Serie B e con cui si sta affermando anche in A, fino alla conquista della maglia azzurra.

Da ragazzino non si perdeva una partita del Napoli, di cui per anni ha sognato di indossare la maglia. In curva, allo stadio San Paolo, non aveva occhi che per Diego Armando Maradona, anche se il suo idolo è sempre stato Roberto Baggio («Più accessibile, più reale; Diego era immenso»). Ora che il Napoli è scivolato in Serie C1, lui ha addirittura raggiunto l’azzurro della Nazionale. Destini separati per Mauro Esposito (nato a Torre del Greco il 13 giugno 1979 ma subito trasferitosi con la famiglia a Nola) e il club che a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta vinse due scudetti battagliando con il grande Milan di Arrigo Sacchi.

Mauro Esposito in Nazionale. Il suo esordio in azzurro è avvenuto il 9 ottobre contro la Slovenia foto Liverani.

Mauro, un piccoletto di 172 centimetri di altezza per 71 chili di peso, ha infatti scalato con gradualità i gradini del successo, il Napoli, invece, ha compiuto il percorso inverso. Chissà se un giorno le loro strade si incroceranno per davvero, anche perché oggi, alla sua quarta stagione con il Cagliari, il signor Esposito è diventato un nuovo simbolo del calcio in Sardegna. A quasi 40 anni dalla prima partita in Nazionale di Gigi Riva e 23 anni dopo l’ultimo cagliaritano in azzurro (Franco Selvaggi, Italia-Grecia 1-1 del 14 novembre 1981), sarà difficile convincere i tifosi a lasciarlo andare, ora che i grandi club si sono accorti di lui.

Mauro in Nazionale.

UN "ESTERNO" DAL GOL FACILE

Mauro, viso pulito e vispo, gioca sulla fascia, destra preferibilmente, ma segna comunque tanti gol. Agli inizi si esibiva come mezzapunta, poi passò a fare la seconda punta, ma fu Nedo Sonetti, uno dei suoi allenatori a Cagliari, a inventarsi il cambio di ruolo decisivo: «Mi spiegò che, pur avendo dimestichezza con il gol, da seconda punta non avrei mai sfondato», ricorda lui, «perché nel calcio che conta c’è troppa gente di alto livello. Giocando invece da attaccante esterno avrei potuto trovare più spazio.
Confesso che avevo delle perplessità, ma adesso non posso che ringraziare Sonetti per la sua intuizione». I primi calci Mauro li dà all’età di 6 anni alla scuola calcio della Virtus di Somma Vesuviana. Lì attira l’attenzione di uno degli osservatori collegati a Pier Paolo Marino, ex direttore sportivo di Napoli, Pescara e Udinese, oggi tornato a Napoli per rifondare il glorioso club in crisi. «Notai subito le qualità di quel ragazzino», racconta Marino, e proposi alla sua famiglia il trasferimento a Pescara, dove all’epoca lavoravo».
Per consentire a Mauro di cambiare città, sradicandolo dalla sua famiglia in spregio alle norme che tutelano i giovani calciatori, fu necessario far assumere a Marino la patria potestà. Una prassi discutibile, ragazzi, perché per uno che ce la fa sono almeno mille quelli che rischiano di rimanere con un pugno di illusioni in mano. A Mauro comunque è andata bene: «Pier Paolo Marino è come un secondo padre per me». Il padre vero, Giuseppe, ex calciatore dell’Internapoli («Era un’ala, quando le ali erano vere»), gestisce invece una carrozzeria a Nola e segue il figlio ovunque. La moglie di Marino cura invece gli interessi di Mauro, in sostanza gli fa da procuratore.

Mauro Esposito, 25 anni, con la maglia del Cagliari, con cui ha conquistato la promozione in Serie A lo scorso giugno - foto Omega.

L’ESORDIO IN NAZIONALE

A Pescara Mauro, oltre a completare gli studi fino al diploma di ragioniere, fa tutta la trafila delle squadre giovanili e debutta in Serie B, dove colleziona 47 presenze e 12 gol. Tenta pure l’avventura all’estero: «Sono stato quattro mesi all’Everton, ma il transfer per la mia cessione non è mai arrivato. Avrei dovuto scatenare una battaglia legale per far valere i miei diritti e ho preferito rientrare a Pescara».
Nell’estate del 1999 il passaggio a Udine dove, nel frattempo, si è trasferito Pier Paolo Marino. In poco più di un anno e mezzo in Friuli, Mauro somma 9 presenze in Serie A e non riesce a sfondare: «A Udine ero pieno di entusiasmo, ma avevo soltanto 19 anni. Davanti a me c’erano Sosa, Muzzi e Jorgensen. Ero un gregario. La scelta di tornare in Serie B è stata mia: volevo giocare regolarmente. I fatti mi hanno dato ragione».
Nel settembre 2001 Mauro finisce a Cagliari. È la svolta. Dopo tre campionati ancora in Serie B, arriva la promozione in A con i suoi gol (17). E all’inizio dell’attuale campionato, lo scorso 12 settembre contro il Bologna, è proprio una sua rete che regala al Cagliari i primi tre punti e spiana a lui la strada per l’azzurro della Nazionale.
Lippi lo fa esordire a Celje, in Slovenia, il 9 ottobre. L’Italia va incontro a una inaspettata sconfitta e lui non gioca granché bene. Ma il futuro è suo. Francesco Totti lo ha già preso sotto la sua ala protettrice, come ha fatto Gianfranco Zola a Cagliari: «Mauro, non avere paura», gli ha detto Francesco a Coverciano, al suo primo giorno in azzurro. «Appena mi vedi con la palla al piede, tu entra in area. Anche se sono con le spalle voltate, tu bùttati dentro che io ti raggiungo...».

Esposito con i colori del Cagliari. Quest'anno in A ha segnato 5 gol nelle prime 8 partite - foto Omega.


Nascita: Mauro Esposito è nato il 13 giugno 1979 a Torre del Greco (Napoli).
Altezza e peso: 172 centimetri, 71 chilogrammi.
Ruolo: attaccante esterno.
Le sue squadre: Pescara (1996-99, in B), Udinese (1999-2001, in A), Pescara (gennaio-giugno 2001, in B), Cagliari (dal settembre 2001 al giugno 2004 in B, dal settembre 2004 in A).
In Nazionale: il 9 ottobre 2004 ha fatto il suo esordio in maglia azzurra a Celje, nella partita Slovenia-Italia 1-0.

  

  
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Il Giornalino n. 46 del 14-11-2004


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